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Il sindacato scrive al Miur e gli intima di procedere all’immissione in ruolo di tutti i ricorrenti per evitare le procedure di commissariamento che sono in corso di notifica e nuove condanne alle spese legali, nonché per rispettare il principio del merito tra i ricorrenti che hanno ottenuto un provvedimento favorevole.

Risposta dell’ufficio legale dell’Anief ai propri ricorrenti, a seguito delle richieste di chiarimento in merito alle immissioni in ruolo dei ricorrenti con la sola ordinanza n. 5219/2015 del Consiglio di Stato, attualmente in corso presso gli Uffici Scolastici di tutta Italia.

Non sembra avere avuto esito l’appello dell’Anief alle organizzazioni rappresentative perché tornino indietro sul pre-accordo sottoscritto qualche giorno fa con il Miur, vanificando la precisa volontà di 600mila dipendenti della scuola, che alcuni mesi fa hanno aderito allo sciopero generale  per manifestare il proprio dissenso sull’argomento.

Marcello Pacifico (presidente Anief): un buon sindacato è un organismo che si pone a tutela di tutti i lavoratori, nessuno escluso. Se si voleva trattare e trovare un accordo con le altre organizzazioni, perché non è stato fatto prima delle ultime elezioni Rsu? Perché proporre ricorsi e referendum, se poi si dà il via libera alla perdita di titolarità e al casting estivo del personale con i dirigenti che decidono sul loro futuro professionale? Forse, è proprio chi fa questo tipo di sindacato che dovrebbe fare un passo indietro.

Anief ti invita a partecipare ai seminari gratuiti organizzati in tutte le province d’Italia a supporto del personale della scuola sul tema “La Buona Scuola e le nuove norme sulla mobilità tra organico dell’autonomia e ambiti territoriali”.

Inoltre in ogni provincia, Anief continua ad organizzare seminari sulla Legge 107/2015, attraverso cui ti saranno riconosciuti 6 CFU spendibili nel “MASTER: Legislazione Scolastica e metodologie didattiche”.

In risposta ad una interpellanza del M5S sul concorso per docenti, i rappresentanti dell’Esecutivo hanno oggi fatto sapere che ben 45mila precari risultano ancora iscritti nelle GaE, anche a seguito del piano straordinario di assunzioni della Buona Scuola. Questi ultimi dovranno essere assorbiti nel prossimo triennio, almeno per la secondaria, continuando ad immettere in ruolo per il 50% dei posti da concorso e per l’altra metà proprio da graduatorie. A far crescere la preoccupazione  vi è il numero di supplenze al termine lezioni (oltre 100mila) a cui si aggiunge l’aumento delle supplenze in deroga su sostegno.

                    

Marcello Pacifico (presidente Anief): il problema è che un terzo di quei 45mila docenti abilitati delle GaE insegna nella scuola dell’infanzia e, allo stato attuale, rischia per decenni di rimanere supplente. A meno che si trovino i soldi per la riforma, attraverso l’approvazione della delega sul settore prevista dalla Legge 107/2015. Il vulnus non è solo professionale, ma anche sociale. Tutto ciò conferma che abbiamo fatto bene ad avviare l’iniziativa gratuita legale dell’Anief in difesa di una precisa sentenza della Corte Costituzionale.

Iscriviti entro il 17 Febbraio e potrai concederti una nuova opportunità culturale, un’esperienza all’estero necessaria per accedere al Concorso.

In ritardo l’emanazione del bando di concorso attraverso cui il Miur intende selezionare 63 mila nuovi insegnanti della scuola pubblica italiana. In attesa degli esiti dei ricorsi che presenterà il sindacato Anief per l’ammissione dei giovani laureati, Eurosofia in collaborazione con Pegaso offre la possibilità di conseguire all’estero l’abilitazione necessaria per la partecipazione al concorso.

EPU (European Polytechnical University) ha bandito, secondo le normative vigenti in Bulgaria e, comunque, secondo i dettami UE, un corso on-line, della durata di circa 3 mesi, abilitante all’insegnamento nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie (di tutti gli ordine e gradi) nei settori:

Pubblichiamo alcuni articoli su Decreto Scuola, su prossima uscita del Bando e sull'emergenza supplenti anche per il sostegno.

Roma, 2 feb. - (AdnKronos) - "Finalmente dal Governo arrivano investimenti per il reddito dei cittadini: è di queste ore, l'annuncio del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di introdurre un reddito minimo, pari a circa 320 euro al mese, per un milione di poveri, accompagnato da un piano per la loro inclusione sociale. Tale piano, che negli anni coinvolgerà 4 milioni di italiani in povertà assoluta, - si legge in una nota dell'Anief - è già a buon punto perché, spiega la stampa nazionale, l'Esecutivo in carica ''ha approvato la scorsa settimana il disegno di legge delega, entro sei mesi dal via libera del Parlamento arriveranno i decreti attuativi''.

Si fa di ora in ora più difficile il problema della copertura dei posti: le scuole sono costrette ad accettare le disponibilità mandate con la semplice messa a disposizione. Si nominano laureandi come supplenti e, intanto, prima del loro arrivo, si smistano gli studenti nelle classi per 20 giorni. A tal proposito, un dirigente dell’Ambito territoriale ha oggi ammesso che “i posti di ruolo per il sostegno rimangono spesso non assegnati” e aggiunge “dei 100 che avevamo a disposizione a Verona, come fase C, ne abbiamo assegnati solo un paio”.

 

Marcello Pacifico (presidente Anief): avevamo previsto che la supplentite non sarebbe terminata. Ora, il Governo è riuscito a superare la nostra previsione, perché si sta verificando l’esatto opposto di quanto promesso. Lasciati ai margini più di 100mila docenti delle graduatorie d’Istituto, i quali, se inseriti nelle GaE, avrebbero potuto tamponare questa emergenza, scaricando sulle scuole la copertura delle cattedre vacanti. Le soluzioni ci sono, basta legiferarle: portando al 100% l’organico di diritto del sostegno e approvando in Senato gli emendamenti Anief al “Mille proroghe 2016”.

Pubblichiamo alcuni articoli sulla lotta comune Anief - Cobas contro la cattiva scuola, l'enigma del concorso a cattedra, bufera sull'aggiornamento delle Gae.

Ancora una volta, viene impedita la possibilità ai 55mila precari rimasti nelle Graduatorie ad esaurimento di spostarsi da una provincia all’altra dopo un triennio di purgatorio. Il risultato è che nei prossimi anni il Miur continuerà a chiamare come supplenti quei precari delle graduatorie d’Istituto che non vuole stabilizzare e quei laureati a cui intende impedire l’accesso al concorso a cattedra.

Marcello Pacifico, presidente Anief: il Parlamento avrebbe dovuto consentire l’aggiornamento annuale e l’inserimento dell’intero personale abilitato nelle ex-graduatorie permanenti, come già disposto vent’anni fa quando la scuola funzionava. Com’è possibile, infatti, da una parte impedire il trasferimento inter-provinciale dei precari, dopo una precisa sentenza della Corte Costituzionale e prevedere, invece, un piano straordinario di mobilità per il personale di ruolo? A volte, nell’approvare le norme di legge, basterebbe un po’ di logica, di razionalità e pure di buonsenso.