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Grazie alla sentenza n. 8086/2013 del Tar Lazio, che aveva ammesso alle prove dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici del 2011 un centinaio di docenti abilitati, laureati, supplenti, oggi tre docenti precari sono diventati Dirigenti scolastici. Anief, in vista dell’emanazione del bando per il concorso 2017, avvia una nuova battaglia giudiziaria dagli esiti certi. I ricorrenti, dopo la preadesione al ricorso, dovranno inviare la domanda di partecipazione, in modalità telematica o cartacea, come da indicazioni che saranno fornite. Ritenuto valido anche il servizio di dottorato. Preadesioni on line sul portale Anief.

Solo in questo modo si può sollecitare l'ente locale - proprietario dell’istituto - ad avviare le procedure per la valorizzazione della vulnerabilità sismica che devono concludersi entro il 31 agosto 2018. Si tratta di un passaggio indispensabile a cui il 28% delle scuole non ha ancora provveduto. L’operazione rientra nella classificazione del rischio sismico delle costruzioni (e pertanto anche degli edifici scolastici) presentata a fine febbraio dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Massimo Sessa; si rifà al decreto ministeriale e alle Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, fra cui anche quelle attinenti all'edilizia scolastica.

Natale Saccone (ingegnere esperto di sicurezza): il capo d’istituto, dirigente scolastico, ha il compito e il dovere istituzionale di chiedere al proprietario dell'immobile, in questo caso l’ente locale, la conoscenza del tipo di risposta sismica dell’edificio scolastico di pertinenza che può variare da plesso a plesso. Queste linee guida permettono per un edificio scolastico l'attribuzione della relativa classe di rischio, mediante un unico parametro che tenga conto non solo della sicurezza, ma anche dell'aspetto economico.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): quello che è accaduto al preside friulano a capo del Convitto dell’Aquila che, a seguito del terremoto del 2009 lo scorso novembre è stato condannato in via definitiva a 4 anni di carcere, è emblematico. Poi ci sono fatti recenti, come quello della dirigente scolastica di Marsala, finita addirittura a processo, sempre per motivi legati alla sicurezza dell’istituto, e che proprio nel corso di questo mese dovrà difendersi da dieci casi d’imputazione. La verità è che i dirigenti scolastici non possono pagare per colpe non loro. Per questo, stiamo operando su due fronti: sensibilizzando le istituzioni perché si cambino le norme; fornendo dati, documenti e tutte le indicazioni utili per metterli nelle condizioni di agire nella legalità.

Proprio per tutelare i presidi,  UDIR ed EUROSOFIA hanno organizzato una seria di convegni formativi e informativi, in programma nel mese di Maggio a  Lecce,  Napoli  e  MilanoSi parlerà anche dei crescenti carichi di lavoro, delle responsabilità enormi, degli spostamenti continui per raggiungere plessi e sedi scolastiche, aggravati dalla riforma Renzi-Gianni, sempre però in cambio di buste paga a dir poco esigue.

ROMA, 3 APR - E' previsto un nuovo taglio di 12 milioni di euro al Fun, il fondo unico nazionale per la dirigenza scolastica 2016-2017; taglio che si traduce mediamente in -1.714 euro a dirigente scolastico. Lo denuncia il sindacato della dirigenza Udir. "Si passa - spiega Marcello Pacifico (Confedir) - da 173 mln del 2015, 163 mln del 2016 a 150 mln per il 2017, nonostante il comma 86, art. 1, della legge 107/15 (Buona scuola) preveda un aumento una tantum di 14 mln per il nuovo anno. Di tali riduzioni del fondo unico nazionale per la retribuzione della posizione, fissa e variabile, e della retribuzione di risultato dei medesimi dirigenti - già operate a partire dal 2011, retroattivamente, per Veneto, Calabria (richiesta la restituzione di 10mila euro), Frosinone o Viterbo - ne erano pienamente a conoscenza alcuni sindacati rappresentativi secondo il Tribunale di Roma". (ANSA).

L’intesa sui nuovi trasferimenti è stara raggiunta tra Miur e OO. SS. Ci sono diverse novità: niente più fasi o vincoli, passaggi da ambito a curricolare e viceversa, riconoscimento del servizio pre-ruolo nella mobilità, mentre tutto rimane immutato per tabella valutazione titoli, passaggio da posti di sostegno, perdenti posti che andranno in potenziamento. Importante conoscere le nuovi classi concorsuali accorpate.

Anief riapre, invece, l’adesione ai ricorsi, alcuni già vinti l’anno scorso.  

A un anno di distanza dal primo esame del 28 aprile 2016, 4963 (ad oggi) aspiranti docenti tornano sui banchi per sostenere 7mila prove (il numero più alto in Campania). Il secondo turno è frutto dei ricorsi in tribunale e delle decisioni dei giudici che hanno ammesso i candidati che in un primo momento erano stati esclusi. Per molti di loro il Tar o il Consiglio di Stato non si è espresso nel merito.

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Troppe le incongruenze e le illegittimità contenute nell'Ipotesi di contratto per la mobilità 2017 cui il Miur e i sindacati rappresentativi pare non vogliano porre rimedio. Riattivate, quindi, le procedure di preadesione ai ricorsi Anief.

Se dovessero permanere, come sembra, le ingiuste discriminazioni come la mancata valorizzazione del servizio prestato nelle scuole paritarie, l'impossibilità di far valere il servizio preruolo ai fini del raggiungimento del quinquennio di servizio su posto di sostegno, la mancata attribuzione di punteggio ai titoli SSIS, TFA, Sostegno, al servizio militare svolto non in costanza di nomina e l'odiosa discriminazione posta in essere nella Mobilità d'Ufficio e nelle procedure di individuazione dei soprannumerari nelle Graduatorie interne d'Istituto, in cui il servizio preruolo continua a essere considerato come servizio “di serie B” (valutato 3 punti per i primi 4 anni e 2 punti per gli ulteriori anni invece di 6 come per il servizio di ruolo), l'Anief non esiterà a proporre immediati ricorsi al Giudice del Lavoro per sanare quanto la contrattazione non è riuscita a fare. Per ulteriori informazioni e preaderire ai ricorsi Anief clicca qui.

 

Secondo le stime fornite dal primo quotidiano economico nazionale, con le assunzioni ‘del governo Renzi si sono riportate le lancette indietro al 2010, tornando addirittura ai livelli pre Tremonti-Gelmini’. Così, ‘nel 2016, dopo la tornata di stabilizzazioni, nella primaria il rapporto alunni/insegnanti è sceso a 9,75 a 1; nella secondaria 9,83 a 1. Nella scuola primaria, l’Italia diventerebbe penultima in Europa: peggio di noi farebbe solo la Grecia (9 a 1). Nella secondaria saremmo terz’ultimi: ci supererebbero Austria e Lettonia’.

Replica Anief: una delle peculiarità della scuola italiana è che un insegnante su sette, di ruolo, è assunto come docente specializzato o dalla diocesi. Inoltre, l’adeguamento dell’intero organico di fatto a quello di diritto comporterebbe soltanto la continuità didattica di personale (più di 150 mila tra docenti e Ata) sempre chiamato ogni anno come supplente, che ora per la giurisprudenza deve avere lo stesso trattamento economico del personale di ruolo e per legge il diritto a un risarcimento danni in ossequio alla normativa comunitaria. Non è automatica, quindi, l’immissione in ruolo a seguito della trasformazione dei posti nell’organico giusto. Per questo il Miur deve indagare subito sugli organici, piuttosto che traccheggiare.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): bisognerebbe entrare nelle nostre aule, sempre più spesso pollaio, per vedere se il rapporto è veritiero. Da sempre, Anief ha chiesto organici differenziati in base al territorio, ai flussi migratori, alle zone depresse economicamente, alla dispersione scolastica, all’insuccesso formativo, ai quartieri a rischio o alle zone difficilmente raggiungibili. Meno di 10mila trasformazioni da organico di fatto a diritto, come vorrebbe il Mef, può essere considerato solo un antipasto dell’effettivo fabbisogno. La verità è che devono esserne trasformati almeno dieci volte tanto, quindi ivi incluso il personale Ata ed educatore sempre dimenticato, ma non dalle Leggi di Stabilità quando si tratta di effettuare gli ennesimi tagli.

 

Marcello Pacifico (Confedir): si passa da 173 mln del 2015, 163 mln del 2016 a 150 mln per il 2017, nonostante il comma 86, art. 1, della legge 107/15 preveda un aumento una tantum di 14 mln per il nuovo anno. Di tali riduzioni del fondo unico nazionale per la retribuzione della posizione, fissa e variabile, e della retribuzione di risultato dei medesimi dirigenti - già operate a partire dal 2011, retroattivamente, per Veneto, Calabria (richiesta la restituzione di 10mila euro), Frosinone o Viterbo - ne erano pienamente a conoscenza alcuni sindacati rappresentativi secondo il Tribunale di Roma.

Udir mette a disposizione le diffide.

 

ROMA, 2 APR - "Sul precariato scolastico il Governo alzi bandiera bianca, poiché ha fallito clamorosamente rispetto alle promesse dell'ex premier Renzi che, nel settembre del 2014, lanciò in 'pompa magna' la prima versione della riforma della Buona Scuola con 150mila assunzioni, poi rivelatesi meno di 90mila. Ma anche riguardo a quanto ribadito lo scorso anno dall'allora ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, è cioè la volontà di cancellare la 'supplentite', perché 'le supplenze ci saranno sì, ma saranno quelle fisiologiche, brevi'": è quanto denuncia in una nota l'Anief. Secondo il sindacato, nella prossima estate ci ritroveremo con 35mila assunzioni, "25mila però da turn over: quindi, gli incarichi a tempo determinato da attribuire saranno ancora una volta 100mila". "Serve una seria ricognizione sui 130mila posti di personale docente andati in supplenza - dice il presidente di Anief, Marcello Pacifico - e sui 45mila di personale Ata ed educativo assegnati con contratti al 30 giugno. Si scoprirebbe che la gran parte di quei posti sono, in realtà, vacanti e disponibili per i trasferimenti e le immissioni in ruolo: vanno quindi trasformati in organico di diritto". "È chiaro che i 10mila come vuole imporre il Mef sono poca cosa. In caso contrario, Anief è pronta a ricorrere alla Cedu e a voler proseguire i contenziosi nei tribunali del lavoro. Il tutto, dopo la denuncia alla Commissione delle Petizioni del Parlamento Ue, con il Governo italiano chiamato a fornire dettagliati ragguagli all'interno di un'adunanza plenaria, oltre che il formale reclamo presentato al Consiglio d'Europa. Un primo passo verso questa necessità è quella di ritirare le leggi delega" conclude il sindacato. (ANSA).

Con Anief ed Eurosofia, più di 500 partecipanti tra docenti, educatori, genitori ai seminari ABA sul metodo comportamentale. Il prossimo anno previsto il rinnovo della campagna formativa nelle scuole che ha visto alternarsi specialisti, accademici e operatori del settore. L’evento odierno deve essere l’occasione per avvicinarci tutti a un disturbo visto troppo spesso a torto come un ‘marchio’, anziché un problema del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell'interazione sociale e da deficit della comunicazione. Da affrontare con approcci e norme adeguate. Ecco perché la giornata deve essere divulgazione e diffusione d’informazione, attraverso questo e tanti altri momenti dedicati, come la formazione a Famiglie, agli Insegnanti, agli Operatori Sanitari e Socio assistenziali.

 

Marcello Pacifico, chiede al Governo di ritirare, in questo giorno simbolico, la delega sul sostegno della ‘Buona scuola’ per evitare il caos delle certificazioni e il diniego del diritto allo studio, all’integrazione, all’istruzione che può essere garantito anche attraverso il docente specializzato. Il Miur, oltre a promuovere iniziative lodevoli in questa giornata, dovrebbe prendere atto anche dell’illegittimità del nuovo decreto delegato così come presentato in Parlamento. Bisogna che riconosca come tutti i 52mila posti in deroga, ormai da diversi anni, debbano finalmente essere trasformati in organico di diritto. Speriamo che questa giornata dia finalmente ascolto a tale importante necessità.

 

I numeri dicono che il piano governativo è fallito clamorosamente rispetto alle promesse dell’ex premier Renzi che, nel settembre del 2014, lanciò in ‘pompa magna’ la prima versione della riforma della Buona Scuola con 150mila assunzioni, poi rivelatesi meno di 90mila. Ma anche riguardo a quanto ribadito lo scorso anno dall’allora Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che ha ribadito la volontà di cancellare la ‘supplentite’, perché ‘le supplenze ci saranno sì, ma saranno quelle fisiologiche, brevi’. Nella prossima estate ci ritroveremo con 35mila assunzioni, 25mila però da turn over: quindi, gli incarichi a tempo determinato da attribuire saranno ancora una volta 100mila.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): serve una seria ricognizione sui 130mila posti di personale docente andati in supplenza (un terzo dei quali di sostegno, visto che nell’anno corrente sono stati sottoscritti 52mila contratti in deroga) e sui 45mila di personale ATA ed educativo assegnati con contratti al 30 giugno. Si scoprirebbe che la gran parte di quei posti sono, in realtà, vacanti e disponibili per i trasferimenti e le immissioni in ruolo: vanno quindi trasformati in organico di diritto. È chiaro che i 10mila come vuole imporre il Mef sono poca cosa. In caso contrario, Anief è pronta a ricorrere alla Cedu e a voler proseguire i contenziosi nei tribunali del lavoro. Il tutto, dopo la denuncia alla Commissione delle Petizioni del Parlamento UE, con il Governo italiano chiamato a fornire dettagliati ragguagli all’interno di un’adunanza plenaria, oltre che il formale reclamo presentato al Consiglio d’Europa. Un primo passo verso questa necessità è quella di ritirare le leggi delega.

 

Grande partecipazione a Bologna al primo seminario dedicato dall’ANIEF alle problematiche, spesso trascurate, riguardanti i Licei Musicali, le SMIM e le scuole primarie certificate per il DM 8/2011.

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