1180-ricorso-ds2

380x180-Anief-DS3a

italia

DOVE SIAMO

La nostra struttura copre
tutte le regioni italiane.
Siamo presenti in tutte
le province.

SCOPRI ADESSO!

In primo piano

Il Tribunale del Lavoro di Trento condanna l'amministrazione scolastica provinciale per reiterato abuso di contratti a termine, sfruttamento del lavoro precario e discriminazione nei confronti di 11 docenti precari. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Illegittime le norme contrattuali che attribuiscono il diritto alla progressione nelle posizioni stipendiali unicamente al personale assunto con contratto a tempo indeterminato e che riconoscono solo parzialmente l’anzianità pregressa ai lavoratori precari immessi in ruolo. Con la nostra rappresentatività, cambieremo le cose e tuteleremo fino in fondo i diritti di tutti i lavoratori della scuola”. Sempre possibile aderire ai ricorsi per ottenere ragione contro l’illegittima reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio e la corresponsione degli scatti di anzianità ai precari. Anche i docenti già immessi in ruolo possono ricorrere per ottenere gli scatti di anzianità mai percepiti durante il precariatoe per ottenere la ricostruzione integrale e immediata della carriera computando per intero il servizio pre-ruolo.

 

 

La decisione è legata al fatto che si è in attesa della nuova sentenza della Corte di ‎Giustizia Europea sulla causa C. 494/17 Rossato, sollevata dalla Corte di Appello di Trento nel giudizio sulla compatibilità della Legge di riforma della scuola 107/2015 con il diritto dell'Unione Europea. Con ordinanze interlocutorie nn. 27615-8/17, si prende ora atto che non è più possibile riferirsi alle sentenze 22552/16 et aliae, attraverso le quali era stato negato il risarcimento danni ai docenti e al personale Ata immessi in ruolo per gli anni di precariato. Inoltre, la stessa Corte di Giustizia Ue si dovrà pronunciare sulla validità delle norme legislative e contrattuali italiane che prevedono nei decreti di ricostruzione di carriera il “raffreddamento” della stessa carriera con il riconoscimento parziale del servizio pre-ruolo, dopo le sentenze favorevoli giunte dai tribunali del lavoro.

 Marcello Pacifico (presidente Anief): Ancora una volta abbiamo avuto la conferma di un diritto vivente in continua evoluzione, come sempre ha denunciato il nostro giovane sindacato, attivo non a caso presso la Cedu, che si riconduce sia alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950 sia alla Corte europea dei diritti dell’uomo, oltre che presso il Consiglio Ue e la commissione petizione del Parlamento Ue. Anche a livello nazionale gli orientamenti dei giudici ci stanno dando ragione: il Miur è infatti sempre più spesso condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro, anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione.

 

Il Ministero dell’Istruzione è sul punto di pubblicare il decreto ministeriale e la conseguente Circolare applicata che anticiperà di un mese esatto la scadenza per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio, introducendo anche delle nuove direttive per stabilire l’accertamento dei contributi versati e di tutti i periodi eventualmente utili per l’accesso alla pensione: da quest’anno il personale pubblico interessato dovrà controllare preventivamente la propria posizione contributiva attraverso un confronto dei dati contenuti nel conto assicurativo Inps (consultando anche un patronato) e quelli presenti nel fascicolo personale depositato negli uffici della scuola dove il dipendente presta servizio. La verifica preliminare dovrà focalizzarsi, in particolare, sulle eventuali domande di riscatto, di computo o di ricongiunzione presentate.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal: La scuola continua ad essere uno dei comparti più penalizzati, perché vi si accede con continuità solo dopo un lungo periodo di precariato; quindi, iniziando ad accumulare contributi non prima dei 30 anni, è normale che quasi nessuno potrà uscire attraverso la pensione di anzianità. Inoltre, con la Buona Scuola Renzi-Giannini anziché assumere i precari, già selezionati, abilitati e formati, con effetto immediato, si è preferito puntare ad un reclutamento “lumaca”: applicando il nuovo reclutamento, gli anni di formazione-concorso-supplenze nella migliore delle ipotesi sfioreranno il decennio. Senza dimenticare che i docenti assunti a partire dal 2015, con la Legge 107/15, sono destinati a percepire un assegno decurtato tra il 38% ed il 45% rispetto a chi ha lasciato il servizio sino a quell’anno. Produrre un aumento sostanzioso del tabellare sarebbe servito anche a contrastare tale destino.

È possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico. Oltre a ulteriori servizi. Per contatti, ci si può collegare alsito internet. Per avere tutte le indicazioni necessarie è possibile anche scrivere una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna dà piena ragione all'Avvocato Anief Tiziana Sponga e annulla il Decreto emanato dall'ATP di Ravenna nella parte in cui non prevede nelle dotazioni organiche 2017/2018 l'istituzione delle 6 ore di strumento musicale in tre scuole della provincia, nonostante le richieste pervenute da parte delle famiglie.

Accoglimento totale e annullamento del decreto dell'ATP di Ravenna in cui trasmette la dotazione organica prevista per l'anno scolastico in corso, ma non prevede l'attivazione dei corsi di strumento musicale in ben tre scuole medie della provincia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il ricorso ha accolto le nostre richieste e rilevato l'illegittimità di un provvedimento che, per meri motivi di risparmio, negava l'attivazione dei corsi di strumento musicale in tre istituti comprensivi della provincia di Ravenna, nonostante le richieste da parte delle famiglie degli alunni interessati. Vi è un indirizzo giurisprudenziale consolidato nel senso di ritenere obbligatoria l’istituzione di cattedre di strumento musicale ogni qual volta vi sia il numero minimo di richiedenti; si tratta, infatti, di un corso obbligatorio a partire dall’anno scolastico 1999/2000 che ha visto la creazione di una specifica classe di concorso”.

 

La questione è nota da tempo e denunciata da Anief che dal 2012 ha messo a disposizione i modelli di diffida per il personale della scuola assunto dopo l’anno 2000, al fine di interrompere la prescrizione quinquennale: al termine della carriera, lo Stato trattiene 21 mila euro a titolo di rivalsa che nel settore privato non sono trattenute. Sotto accusa è l'art. 1, comma 3 del DPCM del 20 dicembre 1999, come previsto dall'art. 26, comma 19 della legge 448/1998, per violazione degli artt. 3 e 36 della Costituzione. Scarica il modello di diffida.

 

 

Molti docenti con contratto a termine non hanno ancora visto liquidarsi alcun emolumento relativo allo svolgimento della propria attività professionale. Sono migliaia le chiamate pervenute presso la segreteria nazionale del giovane sindacato in ordine al mancato pagamento degli stipendi dei docenti con contratto a supplenza breve; lo stipendio di un docente supplente arriva generalmente un mese dopo, intorno ai giorni 26/29 del mese. Addirittura molti docenti lamentano il fatto di non vedere neanche il cedolino con la data di esigibilità, cioè quella in cui sarà accreditato lo stipendio all’interno del sistema Noipa.

 

È attesissima la decisione che l’organo di rilievo costituzionale della Repubblica è chiamato ad emanare: dopo l'udienza tenutasi lo scorso 15 novembre, si attende l'esito della discussione avvenuta in Adunanza Plenaria che dovrà decidere se altre migliaia di docenti in possesso di diploma magistrale abilitante abbiano o meno il diritto di permanere in via definitiva nelle graduatorie. In assenza di conflitto di giudicato, rispetto a diverse sentenze che hanno immesso in ruolo migliaia di docenti, porterebbe gli altri ricorrenti a ricorrere alla Cedu e far emergere le presunte influenze della politica inefficiente nella gestione delle graduatorie. Per non parlare delle migliaia di richieste di risarcimento di chi è in possesso di un titolo abilitante e già assunto con riserva, prossimo al licenziamento. In tutti questi casi, verrebbe meno il principio della certezza del diritto. Ecco perché nelle mani del Consiglio di Stato passa il futuro dell’istruzione pubblica e di tanti lavoratori abilitati, che rivendicano il diritto alla stabilizzazione attraverso l'inserimento nelle graduatorie a esaurimento. 

Marcello Pacifico (presidente Anief): Cancellando i docenti in possesso di diploma magistrale dalle GaE non si elimina il precariato, ma non si fa altro che renderlo ‘congenito’, cancellando il loro giusto diritto all'immissione in ruolo. E sarà, comunque, questa categoria di docenti abilitati a occupare i tanti posti vacanti nelle nostre scuole dell'infanzia e primaria perché sarebbero sempre i diplomati magistrale, stavolta chiamati dalla seconda fascia delle Graduatorie d'Istituto, quelli selezionati “per merito”, cioè per punteggio e professionalità acquisiti in tanti anni di lavoro, a garantire, come sempre hanno fatto, il corretto svolgimento della didattica, solo con la condanna decretata dai giudici di ritornare precari ‘a tempo indeterminato’. La questione è ben più complessa di come la si vuole rappresentare: l'Adunanza Plenaria non deve decidere se i ricorrenti siano o meno competenti, come vorrebbe far credere qualcuno, ma in realtà confermare se un docente con anni di precariato alle spalle e abilitato, abbia diritto di entrare nelle Graduatorie che il Miur gli ha sempre precluso anche quando non erano “ad esaurimento”, non riconoscendogli mai il possesso di quell'abilitazione che solo nel 2013 un'altra azione legale, dopo anni di caparbia ostinazione del Miur a negare quanto la normativa riportava, ha confermato come tale e imposto di considerare.

Facendo seguito alla pubblicazione della Delibera della Provincia Autonoma di Trento del 16 novembre 2017 che detta le linee per il prossimo concorso per Dirigenti Scolastici da attuarsi nella provincia, Anief ha già predisposto uno specifico ricorso per far partecipare i supplenti abilitati, laureati o i neo-immessi in ruolo dal 1° settembre 2017 con sette anni di servizio. È ritenuto valido dallo studio legale anche il servizio prestato come dottore di ricerca ai fini del raggiungimento dei 7 anni di servizio. 

 

 

Scegli il Corso di Eurosofia “BES/DSA per una scuola di qualità per tutti.   

Scegli un corso che ti consenta di acquisire nuove abilità e nuove capacità di problem-solving per rendere la tua classe un ambiente accogliente per tutti, non ostile,  dove siano tutti a loro agio ed imparare possa essere un momento d’aggregazione piacevole ed efficace che non sia percepito da nessuno come difficoltoso.

Il numero di studenti con diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento e in generale con bisogni educativi speciali (B.E.S.) è significativamente aumentato negli ultimi anni. Tali disturbi dell’apprendimento compromettono in modo significativo il rendimento scolastico, se non si attivano strategie metodologiche e didattiche più efficaci a ridurre il disagio e le conseguenze psicologiche negative negli studenti portatori di questi bisogni speciali. Grazie alla normativa che si sta sforzando sempre più di trovare soluzioni per queste tipologie di alunni, le singole scuole hanno posto in essere al proprio interno una serie di azioni mirate a progettare protocolli per l’accoglienza e per la realizzazione dell’inclusione. Il corso si propone di fornire conoscenze/competenze sulla normativa di riferimento, le metodologie di intervento, le misure compensative e dispensative, strategie per favorire il riconoscimento e la valorizzazione delle abilità e competenze di questi alunni.

Il corso si propone di:

• Sviluppare la capacità di strutturare una risposta efficace alle esigenze formative degli studenti con BES/DSA in termini metodologici e didattici

• PrendereincaricoleproblematichedeiBES/DSAnell’otticadell’inclusività

• Sensibilizzare formatori ed educatori nell’applicazione degli strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con BES/DSA

Durante il confronto oltre ad una ricognizione delle risorse, si è parlato delle tematiche che le attività formative dovranno affrontare, nel corso della seconda annualità del Piano di Formazione.

L’Amministrazione, al riguardo, ha sottolineato che si dovranno programmare attività formative relative ai seguenti temi:

 

Scegli il corso di aggiornamento professionale di Eurosofia “Bullismo e Cyberbullismo: pericoli in rete e social network” riconosciuto dal Miur e partecipa alla “I Giornata Nazionale sulle Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo”.

Eurosofia si prodiga, da anni, per sensibilizzare e formare, i docenti ed il personale scolastico, per contrastare e prevenire gli episodi di cyberbullismo e bullismo all’interno delle scuole.

Un docente che crea un rapporto di fiducia con i suoi allievi, è in grado di intercettare e prevenire tali fenomeni, coinvolgendo nei casi in cui fosse necessario anche le famiglie o con l’ausilio di figure specializzate.  Spesso intervenire tempestivamente, può davvero fare la differenza e può salvare un alunno da traumi che possono lasciare il segno o in casi estremi anche dal suicidio.

Chi si occupa di educazione e di società, non può non aver ormai compreso come il terzo “comunicatore” sia la rete  e tutti gli strumenti che la tengono in vita. “Navigare” in Internet può essere pericoloso per chi non è abituato, per chi lo vuole scoprire e per chi, come i bambini ed i ragazzi, si avvicinano per le prime volte al computer ed al web. La Rete sembra aver avviato una sorta di "democratizzazione" sia del crimine sia delle motivazioni per cui viene commesso. E, spesso, come nel caso di situazioni gravi in cui sono coinvolti minori, essa da una parte favorisce, dall’altra nasconde, annullando la percezione della realtà nella creazione di un mondo virtuale dove tutto è possibile, fino alla dipendenza, fino alla tragedia. Il corso intende favorire la messa in pratica di attività di supporto e sostegno nella gestione in ambito affettivo, scolastico e familiare delle forme di “abuso” di Internet Il corso si propone di:

• Sensibilizzare formatori ed educatori relativamente al fenomeno del bullismo e Cyberbullismo: variabili personali e contestuali

• Fornire spunti di riflessione per la progettazione e realizzazione di interventi di prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo

• Sviluppare la capacità di riconoscere gli indicatori che segnalano che gli studenti sono “caduti nella trappola della rete”

Approfondisci l’argomento ed amplia le tue competenze con il Corso di Eurosofia.

Diventa il referente della tua scuola per contrastare tali fenomeni.

Roma - "Il piano di assunzioni 'straordinario' della Legge 107/2015 ha lasciato la situazione delle cattedre annuali sostanzialmente uguale, perché quest'anno i contratti sottoscritti fino al 30 giugno o al 31 agosto si aggirano sulle 90mila unità; abbiamo ora anche la certezza che molte di quelle cattedre andranno a neo-laureati o precari privi di abilitazioni. Tantissime, sul sostegno, a supplenti non specializzati. Quasi tutte, attraverso la cosiddetta 'messa a disposizione'". Lo afferma l'Anief spiegando che "è quello che sta accadendo in moltissime province del Centro-Nord, a due mesi dall'inizio delle lezioni: all'appello mancano soprattutto docenti di sostegno, matematica per le medie, lingue, ad iniziare da Inglese. Eppure, in giro per la Penisola ci sono ancora tanti docenti precari abilitati a cui si sarebbero potute affidare molte di quelle cattedre. Solo che non si è voluto. E il futuro non preserva nulla di buono".

I senatori hanno bocciato molti degli emendamenti al disegno di legge 2960 ispirati da Anief-Udir e presentati attraverso schieramenti politici di varia estrazione. Si va da alcune delle disposizioni per incrementare gli aumenti stipendiali dei presidi, all’assegnazione delle responsabilità sulla sicurezza degli edifici scolastici ai proprietari degli immobili e non più agli stessi ds. Niente da fare anche per l’istituzione di un corso riservato ai ricorrenti delle selezioni 2011 e 2015 per diventare dirigente scolastico, per l’ammissione in sovrannumero dei vicari dei presidi con 36 mesi di servizio quali reggenti a concorso per dirigente scolastici, per l’istituzione dell’insegnamento del diritto in tutte le classi del primo biennio delle superiori, per l’abolizione della chiamata diretta dei docenti, per alcune disposizione previste per l’uscita dei minori dalle scuole, per il necessario sblocco delle assunzioni Ata, delle supplenze e del potenziamento scolastico e per l’abolizione dell’obbligo delle vaccinazioni.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): A questo punto, diverse delle questioni che non hanno trovato seguito in Parlamento passeranno all’esame dei giudici. In primis, della Consulta che dovrà esaminare la correttezza della procedura riservata a seguito dell'ultimo concorso a DS da cui sono stati esclusi i ricorrenti del 2011, seguito dei rilievi di incostituzionalità della norma ‘sanatoria’ mossi dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 3008/2017. Poi, i giudici del lavoro continueranno ad applicare le sentenze delle Sezioni unite della Cassazione in tema di parità di trattamento tra personale docente e di ruolo, risarcimenti, riconoscimento per intero di tutto il servizio pre-ruolo nelle ricostruzioni di carriera e nella mobilità, anche per i neoassunti. Infine, i tribunali amministrativi nell'inserimento in GaE o in Graduatoria d'istituto e nella partecipazione ai concorsi. Anief annuncia fin d'ora che chiederà la presentazione degli emendamenti in aula e alla Camera.

Chi è precario ed è stufo può intanto decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Inoltre, in attesa che la giustizia europea faccia il suo corso, dopo che la Corte di Giustizia UE ha espresso perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Cassazione (sentenza n. 27384/2016), Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori di ruolo, ad iniziare dal recupero del primo “gradone” stipendiale.

 

Il presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal plaude al messaggio del Papa nell'omelia della messa per la prima Giornata Mondiale dei Poveri, nel particolare in riferimento al “dovere evangelico di prenderci cura di loro”: in Italia la platea di chi vive in condizioni difficili è sempre più allargata e lo Stato ha il dovere di trovare delle misure per agevolarne l’esistenza, andando oltre ai 4.742.000 di cittadini sotto la soglia minima. Abbiamo il record europee di Neet: in Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione, contro una media Ocse del 14%. Ed il loro numero è in perenne aumento. Per chi lavora non va molto meglio: la realtà è fatta di nipoti con redditi inferiori ai nonni, di sempre maggiore esclusione sociale, di poco lavoro e mal retribuito, di giovani esclusi dal mondo del lavoro, di pensioni sempre più lontane e assegni vicini a quelli sociali.

 

La perdita media a lavoratore risulta al netto dell’indennità di vacanza contrattuale. La conferma arriva da un’analisi, realizzata dal sindacato Anief, del disegno di legge con maxi-emendamento del Governo appena approvato. Incrociando questi dati con quelli del disegno di legge n. 2960, risulta che le somme da destinare agli statali sono davvero esigue. Eppure la Costituzione insegna (art. 36) che un contratto si firma solo se si recupera almeno il costo della vita che, nella programmazione del MEF tra il 2008 e il 2015, è aumentato dell’8,50%, con + 0,02 nel 2016, + 0,80% nel 2017, e + 1,70% previsionale nel 2018. E se qualche sindacato si dice pronto a chiedere al nuovo Governo di mettere in contrattazione i 200 milioni di euro destinati al merito e i 300 milioni destinati alla formazione obbligatoria del personale di ruolo - idea di per sé non malsana ma comunque legata a un intervento legislativo sulla 107/15 - di fronte a un allargamento della platea al personale Ata di ruolo e al personale docente precario (da Anief reclamato al Tar Lazio), ovvero a 1,1 milioni di dipendenti, dovrebbe sapere che la suddivisione di tali risorse per 13 mensilità per il solo 2018 aumenterebbe di 36 euro la quota mensile pro capite. Quindi, l’incremento sarebbe appena superiore ai 100 euro.

Scarica e invia la diffida per recuperare l’IVC perduta e interrompere i termini di prescrizione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Un contratto si firma se rispetta il diritto dei lavoratori, la loro dignità umana e professionale come avviene nel settore privato dove vi sono stati aumenti salariali del 20% negli ultimi dieci anni di blocco del pubblico impiego. A questo punto non possiamo che continuare la nostra battaglia in tribunale per far dichiarare incostituzionali le norme che bloccano l’indicizzazione dell’assegno di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, cioè dalla data di sblocco della contrattazione come ci dice la Consulta, al netto dei soldi che il Governo trova o concorda per la firma del contratto di cui diffidiamo, fin d’ora, le altre OO. SS. dalla firma, a queste condizioni. Se il Governo sarà disposto a cambiare la L. 107/15 e destinare alla contrattazione i 500 mln del merito e della card, si potrebbero recuperare altri 36 euro per il solo 2018, ma non 200 euro. Ecco perché Anief continua ad invitare il personale della scuola a inviare la diffida per sbloccare l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale e ancorarla al 50% dell’inflazione programmata. Ogni lavoratore si gioca 135 euro in più dal nuovo anno e 2.817 euro di arretrati. 

 

 

Tra pochi mesi scadrà il mandato delle attuali Rsu e, come previsto dalla normativa vigente, nello stesso periodo si svolgeranno le elezioni per il prossimo triennio. A questo proposito i sindacati confederali hanno già chiesto all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni di aprire le procedure ed avviare l’iter. Tra le organizzazioni che puntano dritto a sforare la soglia del 5%, utile per partecipare alle trattative nazionali c’è sicuramente l’Anief. Sarebbe un risultato storico, perché dall’ultima volta che un sindacato della scuola è riuscito a raggiungere tale traguardo è passato un ventennio. Un periodo durante il quale il personale scolastico ha dapprima incrementato ma poi, negli ultimi anni, decisamente perso diritti e compensi. L’Anief si giocherà tutte le sue carte per diventare rappresentativo. Il giovane sindacato, infatti, questa volta arriva all’evento forte di 38mila deleghe, 4mila liste per 6mila candidati che corrispondono al 6,5% (secondo i dati vecchi). Inoltre, ci sono buone possibilità per accrescerli: fino all’inizio del nuovo anno, sono previsti 15 eventi nazionali.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Siamo pronti a cambiare profondamente il nuovo Contratto collettivo nazional, oltre al contratto sulla mobilità e sulle assegnazioni provvisorie, quelli regionali e a vigilare anche con le nostre RSA sulla contrattazione d'istituto di tutti gli istituti scolastici italiani. La nostra parola d'ordine è il rispetto del diritto e della legge ma in nome di norme giuste, rispettose dei principi comunitari e costituzionali. Forti dell'esperienza delle precedenti elezioni, quando abbiamo comunque formato una RSU su dieci, oggi siamo pronti a influenzare i tavoli contrattuali per tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola, docenti e personale Ata, precari e di ruolo, a tutti i livelli. Saremo anche più incisivi nelle politiche territoriali delle terminazioni periferiche del Miur che hanno già imparato a conoscere i nostri rappresentanti e gli oltre 400 collaboratori nel territorio già attivi. 

Chiunque, docente e Ata, volesse sostenere il sindacato a diventare rappresentativo ha la possibilità di farlo, candidandosi con Anief alla prossima campagna RSU 2018: basta inviare on line la propria candidatura.

 

© 2014 - ANIEF - Associazione Sindacale Professionale - P.I. 97232940821 -Credits - Privacy - CookieRiconsidera Cookie