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L’attuazione della Legge ha mantenuto un posto su tre al personale precario. E la prossima formazione delle nuove leve lascia molto a desiderare. A rendere ancora più insopportabile la situazione è la gestione transitoria dei docenti. Da una parte c’è il Miur, secondo cui di fatto manca personale specializzato. Dall’altra ci sono gli alunni, che in gran numero continuano a non avere garantita la continuità didattica, essendo costretti a cambiare i loro docenti ogni dodici mesi e anche una o più volte durante l’anno scolastico.

Anief però smentisce, con numeri e fatti, l'assenza di insegnanti di sostegno precari: gli specializzati ci sono, ma il Governo li ignora e continua a bandire TFA lasciando il personale fuori dalle graduatorie per il reclutamento. Il problema, ricorda sempre l’Anief, ha origine nella farsa dei posti in deroga, inizialmente introdotti per un solo anno ma poi confermati di volta in volta, sino alla Legge Carrozza 128/2013. Anche il conseguente decreto legislativo 66/2017 sulla promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, posteriore alla Buona Scuola, ricorda come il numero degli organici di sostegno debba essere invariato rispetto ai posti in deroga attivati lo scorso anno quando a fronte dei 137.501 insegnanti chiamati su posti di sostegno erano soltanto 96.480 quelli stabilizzati.

Quel decreto ha anche introdotto diverse novità per il personale che svolge sostegno agli alunni disabili: è stato cambiato il Pei, che deve tenere conto della certificazione di disabilità e del Profilo di funzionamento.  Cambiano anche le Commissioni mediche: la nuova composizione prevede un medico legale (presidente), un neuropsichiatra infantile, un pediatra, un assistente specialistico e un medico dell’Inps. Si introduce il progetto individuale, redatto dal competente Ente locale sulla base del Profilo di funzionamento, su richiesta e con la collaborazione dei genitori. Dal 1° gennaio 2019 entrano in scena nuovi organismi: il Gruppo di lavoro interistituzionale (GLIR); il Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT), da collocare in ciascun Ambito Territoriale. Viene introdotto pure il Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI), istituito presso ogni scuola. Anche la richiesta e l’assegnazione delle risorse per il sostegno prevedono un iter complesso.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Nel decreto delegato del sostegno vi sono alcuni aspetti positivi, come il mantenimento delle funzioni di pertinenza statale e l’armonizzazione del ruolo di Regioni ed Enti locali. Ma anche la riduzione delle incombenze a carico della famiglia rispetto alla prima versione del decreto. Prevalgono, tuttavia, forti dubbi sulla sua realizzazione pratica: perché non è stato previsto un adeguato stanziamento delle risorse: si attinge sempre e solo al fondo per il miglioramento e la valorizzazione dell’istituzione scolastica previsto dalla L. 107/2015. Inoltre, la formazione specifica del personale in servizio rimane decisamente generica. Come la chiamata diretta introdotta con la Buona Scuola, senza meccanismi di controllo, vale anche per i precari di sostegno e questo risulta particolarmente grave perché a rimetterci, in caso di selezione errata, sono gli alunni disabili.

Per cercare di trovare delle soluzioni a questi problemi, ilpresidente Anief, Marcello Pacifico, ha scritto in questi giorni alle scuole e alle famiglie, rilanciando l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”: “l’obiettivo – scrive il sindacalista autonomo- è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni che, attraverso certificazioni idonee, devono ottenere quanto previsto dalle normative vigenti a loro tutela”. I genitori, guidati dai referenti Anief, potranno richiedere la documentazione utile per presentare ricorso: “tutti i docenti, gli ATA e i Dirigenti Scolastici possono partecipare attivamente alla nostra iniziativa informando le famiglie”.

 

Al contrario di quanto sostiene il Governo, sembra, infatti, che sia stata disposta l’ennesima “mancia” dal Parlamento in assenza di risorse certe (25mila euro) per garantire la perequazione interna (RIA) alla maggioranza dei dirigenti scolastici in servizio assunti dopo il 2001 e la perequazione esterna rispetto al resto della dirigenza pubblica.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): “A queste condizioni, appare incredibile leggere comunicati trionfalistici di organizzazioni sindacali che ancora dall’estate del 2010 non hanno onorato insieme al governo quanto dichiarato nell’ultimo contratto firmato. La realtà è quella di una categoria in subbuglio, perché da anni, anzi da decenni, si sente presa in giro dai governi di turno e chi la doveva tutelare non è stato in grado di farlo. È emblematica la lettera aperta inviata qualche giorno fa alla Ministra Valeria Fedeli, sottoscritta da 2mila dirigenti scolastici, ovvero quasi il 30% di quelli in servizio, nella quale si chiede per l’ennesima volta la piena perequazione economica tra la loro retribuzione e quella dei dirigenti della seconda fascia della pubblica amministrazione.

È per questo motivo che Udir ha citato il Miur in giudizio davanti al Tribunale amministrativo, rivendicando la mancata trasmissione del decreto direttoriale richiesto di individuazione delle risorse per il FUN 2017 per il raggiungimento della perequazione esterna con le altre aree della dirigenza. E ci siamo pure costituiti presso la Corte suprema per ottenere la perequazione e l’assegno individuale d’anzianità non destinati ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001. Parallelamente, abbiamo anche predisposto il ricorso per lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale.

 

ROMA, 13 OTT - "A distanza di oltre due anni dall'approvazione della Legge 107/2015 che ha potenziato il progetto di collegamento con le aziende, gli studenti del triennio finale delle scuole superiori continuano ad avere pochissime tutele e attendono ancora l'approvazione dello statuto dei loro diritti che garantisca qualità e gratuità degli stage. Il risultato è che i giovani continuano a sentirsi sfruttati". A dichiararlo è il sindacato Anief, nel giorno in cui gli studenti sono scesi in piazza in numerose città per protestare contro l'alternanza scuola-lavoro. "Solo qualche mese fa, con le nuove regole in atto, in Sicilia, dei giovani hanno denunciato di essersi ritrovati a fare i camerieri, i gelatai e le maschere del cinema. Oppure di servire hamburger ai tavoli e allevare cozze. O ancora, di fare i commessi per una nota casa di moda, in attesa che questa selezionasse lavoratori all'altezza della situazione. La studentessa di un alberghiero di Bari è finita a lavare i bagni e a fare volantinaggio, per dodici ore consecutive. Non si tratta di casi isolati. Eppure, in base alle nuove norme, l'Alternanza scuola-lavoro è destinata a diventare uno dei tasselli più importanti del nuovo Esame di Stato della secondaria". "Con la riforma Renzi-Giannini - dice Marcello Pacifico, di Anief-Cisal - le attività di alternanza Scuola-Lavoro sono diventate formazione didattica a tutti gli effetti: per gli studenti, le esperienze pratiche svolte in azienda, ma anche nei musei, diventano infatti anche requisito d'ammissione agli Esami di Stato. Peccato che non ci sia ancora uno statuto nazionale utile per stipulare convenzioni con i datori di lavoro, in modo da scongiurare il rischio di sfruttare i ragazzi. Come il nostro sindacato ha da tempo denunciato. Rimane poi irrisolto il problema degli studenti privatisti che non possono svolgere attività di alternanza scuola-lavoro".

 

Udir e il suo presidente nazionale Marcello Pacifico continuano a girare le scuole italiane: venerdì 27 ottobre avrà luogo il seminario Le tre R della Dirigenza: Rischi, Responsabilità e Retribuzione a Salerno, presso IISS S. Caterina da Siena – Amendola, via Lazzarelli, 12, dalle ore 09.00 alle 13.00. Concluso il seminario, sarà possibile sottoporre ai nostri esperti e legali i cedolini per controllare la legittimità delle trattenute operate dal Tesoro a seguito del taglio del Fun e del Cir firmato. Scarica la locandina del Seminario Udir a Salerno.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): I dirigenti scolastici sono sempre più soffocati da incarichi e responsabilità, in cambio di compensi dimezzati rispetto ai colleghi del pubblico e privato. Il sindacato è al fianco dei DS e tale rimarrà: i nostri seminari vogliono essere la traccia ultima della nostra vicinanza alla loro causa.

 

La supplentite nella scuola continua: il fenomeno perdura nonostante la riforma della Buona Scuola approvata dal Governo Renzi e i suoi decreti delegati. La colpa è del Miur e del Mef che continuano ad utilizzare gli organico di fatto per coprire supplenze annuali o al termine delle attività didattiche su posti per lo più senza titolare. Addirittura per il sostegno uno su tre è assegnato in deroga, a discapito di uno degli aspetti più importanti per l’assolvimento del diritto allo studio, quale è la continuità didattica.

Anief smentisce l'assenza di insegnanti di sostegno precari, citati dalla Ministra per giustificare i ritardi di copertura delle cattedre scoperte: la verità è che gli specializzati ci sono ma il Governo li ignora e continua a bandire TFA lasciando il personale fuori dalle graduatorie per il reclutamento, e con lo 0,25% di possibilità di insegnamento (20 scuole su 8.400 scelte dalle GI e niente GAE). E a novembre lo Stato italiano dovrà rispondere all'Anief in Consiglio d'Europa sul reclamo dichiarato ammissibile. Se precario o di ruolo ricorri con Anief in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il vento sta cambiando, perché il prossimo mese lo Stato italiano dovrà rispondere all'Anief in Consiglio d'Europa sul reclamo dichiarato ammissibile. La richiesta dell’Anief, riconosciuta dal Comitato Europeo dei diritti sociali come rappresentativa delle istanze del personale docente e Ata, è stata infatti accolta e a Bruxelles è stato dichiarato ammissibile il ricorso 146/17, nel quale si denuncia la ripetuta violazione della Direttiva 1999/70/ UE, ribadita dalla Legge 107/15 e dalle sentenze della SS. UU. della Cassazione (22552 e ss. 2016).

 

 

A distanza di oltre due anni dall’approvazione della Legge 107/2015 che ha potenziato il progetto di collegamento con le aziende, gli studenti del triennio finale delle scuole superiori continuano ad avere pochissime tutele e attendono ancora l’approvazione dello statuto dei loro diritti che garantisca qualità e gratuità degli stage. Il risultato è che i giovani continuano a sentirsi sfruttati. Solo qualche mese fa, con le nuove regole in atto, in Sicilia, dei giovani hanno denunciato di essersi ritrovati a fare i camerieri, i gelatai e le maschere del cinema. Oppur di servire hamburger ai tavoli e allevare cozze. O ancora, di fare i commessi per una nota casa di moda, in attesa che questa selezionasse lavoratori all’altezza della situazione. La studentessa di un alberghiero di Bari è finita a lavare i bagni e a fare volantinaggio, per dodici ore consecutive. Non si tratta di casi isolati. In alcuni di questi sono state avviate delle vere e proprie vertenze, ma “i ragazzi hanno paura a fare nomi e cognomi, temono ritorsioni”.

Eppure, in base alle nuove norme, l’Alternanza scuola-lavoro è destinata a diventare uno dei tasselli più importanti del nuovo Esame di Stato della secondaria. A risolvere il problema non possono essere nemmeno i mille tutor inseriti nelle scuole, attraverso la sottoscrizione di un accordo con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, frutto di un progetto in capo all’Anpal: dovrebbero essere almeno il doppio. Diventa anche importante verificare l’efficacia della piattaforma Miur per l’applicazione dell’alternanza, annunciata da tempo dallo stesso Ministero dell’Istruzione. Lo stesso vale per la carta dei diritti degli studenti e delle studentesse in alternanza, su cui un mese fa è arrivato il via libera della Conferenza Unificata, in precedenza del Consiglio di Stato e su cui a breve si esprimerà il Consiglio del Ministri.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Con la riforma Renzi-Giannini le attività di alternanza Scuola-Lavoro sono diventate formazione didattica a tutti gli effetti: per gli studenti, le esperienze pratiche svolte in azienda, ma anche nei musei, diventano infatti anche requisito d'ammissione agli Esami di Stato. Peccato che non ci sia ancora uno statuto nazionale utile per stipulare convenzioni con i datori di lavoro, in modo da scongiurare il rischio di sfruttare i ragazzi. Come il nostro sindacato ha da tempo denunciato. Rimane poi irrisolto il problema degli studenti privatisti che non possono svolgere attività di alternanza scuola-lavoro.

 

Udir, associazione sindacale che tutela i dirigenti scolastici delle nostre scuole, si batte per far valere i diritti dei DS. Forte dei successi raccolti nell’anno scolastico trascorso grazie ai seminari Le tre R della Dirigenza: Rischi, Responsabilità e Retribuzione, prosegue la corsa del giovane sindacato che rilancia nuovi incontri; il prossimo avrà luogo a Catania il 9 novembre, presso IPSSOA K. Wojtyla e raccoglierà l’esperienza dei dirigenti siciliani e di tutta Italia. Al termine dell’incontro sarà possibile sottoporre ai nostri esperti, tra cui il DS Pietro Perziani, e ai nostri legali i cedolini per controllare la legittimità delle trattenute (fino a 10mila euro) operata dal Tesoro a seguito del taglio del Fun e del Cir firmato.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): I dirigenti scolastici sono sempre più soffocati da obblighi e oneri, in cambio di compensi dimezzati rispetti ai colleghi del pubblico e privato. Il nostro sindacato lotta per i diritti di chi è a capo delle nostre scuole, è al loro fianco e tale rimarrà: i seminari vogliono essere un segno tangibile della nostra vicinanza e volontà di cambiare gli eventi.

 

È quanto si evince dalle ultime dichiarazioni della Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli: parlando oggi a Radio Capital, la Ministra ha detto che gli aumenti in busta paga per il personale della scuola “sono quelli sottoscritti dai sindacati nell’accordo del 30 novembre 2016”, quindi saranno di “85 euro medi, ma dobbiamo fare in modo di neutralizzare, per chi lo ha preso, il bonus di 80 euro”. Il Ministro ha, inoltre, ricordato che gli aumenti non saranno a pioggia, ma si dovrà decidere il modo di distribuirli.

Anief ricorda che c’è solo un modo per ottenere un reale incremento: recuperare l’indicizzazione dell’Indennità di vacanza contrattuale al 50% del costo della vita programmato dal MEF previsto dalla legge di stabilità 2009, a partire da settembre 2015. Per i docenti, come per tutti gli statali, questo comporterebbe un aumento complessivo pro-capite per il triennio 2016-2018, di 6.434 euro, che corrispondo ad oltre 20 miliardi. I quali si sommerebbero ai 14 miliardi da mettere per la dirigenza pubblica. Ma, tra le righe, la Ministra ora fa capire che quei soldi non ci sono. E quindi gli aumenti, già irrisori, saranno solo per alcuni. Pertanto, l’unico modo per ottenere un avanzamento di carriera è recuperare l’IVC al 50% del costo della vita programmato dal MEF previsto dalla legge di stabilità 2009, a partire da settembre 2015. Per pre-aderire gratuitamente al ricorso invia la diffida, interrompendo anche la prescrizione in attesa della nuova sentenza della Consulta.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non interessa conoscere quali sono i parametri che, nel nuovo contratto, si andranno a definire per capire i dipendenti ‘meritevoli’ dell’intero incremento stipendiale, perché quel che conta è solo un punto: si stanno preavvisando centinaia di migliaia di lavoratori della scuola e dello Stato che dopo quasi un decennio di stipendio fermo riceveranno aumenti inferiori ai 40 euro. Significa che si recupererà una parte ancora più piccola del valore perso dal loro stipendio, quindi nemmeno lontanamente riusciranno a pareggiare il costo della vita che negli ultimi tempi ha sovrastato le loro buste paga di quasi il 15 per cento.

 

Non convincono le dichiarazioni rilasciate dalla sen. Valeria Fedeli sul regolare avvio dell’anno scolastico, durante l’audizione presso le Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato. Secondo la Fedeli, quindi, non si deve più parlare di 'supplentite', anche perché in totale sono diminuiti i contratti a tempo determinato di circa 22 mila unità. Inoltre, ha detto la Ministra, l’anno è iniziato senza le criticità del passato.

Forti critiche a quelle affermazioni giungono dai senatori Alessia Petraglia (SI) e Fabrizio Bocchino (Misto): la Ministra non è informata, perché nella Provincia di Firenze mancano 1300 docenti di sostegno e ci sono 168 docenti da nominare sui posti comuni tra la scuola dell’infanzia e quella primaria, ma sono quasi 1000 nella scuola media e nella scuola superiore i professori che mancano all’appello. E ancora, nella Provincia di Roma mancano sui posti comuni dell’infanzia e della primaria 500 docenti da nominare e sul sostegno si è ancora in alto mare. I casi di alunni senza docenti riguardano tutta la Penisola. Anche a Palermo mancano circa 400 maestri di sostegno tra infanzia e primaria e 130 cattedre scoperte tra la scuola media e la scuola superiore.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il tentativo della Ministra Fedeli di recuperare consensi dopo l’approvazione della Buona Scuola è perso in partenza. Per cambiare lo stato delle cose non basta assumere qualche migliaia di docenti, se poi non si permette a quelli della seconda fascia d’istituto di essere stabilizzati, costringendoli invece a svolgere un ulteriore corso-concorso che li terrà lontano dal ruolo per altri anni ancora. Come non si risolverà il problema della supplentite fino a quando si sposteranno su organico di diritto tutti i posti oggi collocati in modo ingiustificato e furbesco su quello di fatto. Il quadro diventa ancora più desolante quando – continua Pacifico – a non essere nominati sono i docenti di sostegno. Perché la loro assenza diventa pregiudizievole per l’assolvimento del diritto allo studio degli alunni disabili: è come se un malato si ricoverasse in ospedale, senza però essere curato.  Anche per questo motivo abbiamo confermato la nostra iniziativaSostegno: non un'ora di meno!’. È scandaloso pure il fatto che per il personale Ata il Miur abbia deciso di aggiornare la terza fascia a lezioni in corso, nell’attuale mese di ottobre. Quindi, nelle prossime settimane pure per loro nelle scuole italiane si assisterà ad un via vai di supplenti.

 

 

Condanna esemplare ottenuta dai legali Anief presso il tribunale del Lavoro di Milano: l’Amministrazione deve collocare il dipendente nella fascia stipendiale corrispondente a tutta l’anzianità di servizio maturata durante il precariato senza alcuna discriminazione rispetto al servizio svolto a tempo indeterminato. Marcello Pacifico: con la rappresentatività cambieremo i contratti. Ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief.

Ottenuto dai legali Anief il riconoscimento integrale e immediato del servizio svolto durante il precariato nella ricostruzione di carriera in applicazione delle norme imperative comunitarie recepite in Italia sin dal 2001, ma che il Miur si ostina a ignorare. Il Tribunale del Lavoro di Milano, infatti, riconosce il pieno diritto di un docente, il cui diritto è stato patrocinato con estrema perizia dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Giovanni Rinaldi e Francesca Lideo, alla rideterminazione della ricostruzione di carriera senza applicare la normativa interna ritenuta discriminante e in aperta violazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE. Ministero condannato, anche, al pagamento delle spese di soccombenza. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo ottenuto una nuova, bella, pagina di giurisprudenza interna che dà piena ragione al nostro sindacato e ribadisce con forza che il servizio svolto durante il precariato non può e non deve essere considerato come servizio ‘di serie B’ o discriminato in sede di ricostruzione di carriera. Non possiamo che essere orgogliosi dei risultati che stiamo ottenendo in favore dei lavoratori della scuola che da troppo tempo subiscono vere e proprie illegittimità nel trattamento economico sia durante il precariato, sia dopo l'immissione in ruolo. Con le elezioni RSU 2018 puntiamo alla rappresentatività e a cambiare i contratti che discriminano i lavoratori”. L'Anief ribadisce, infatti, il proprio impegno al fianco di tutti i lavoratori della scuola con l'imperativo categorico di approdare, attraverso le elezioni RSU del 2018, ai tavoli della contrattazione centrale in modo da riscrivere daccapo tutti i contratti e far sì che rispondano, finalmente e al contrario di oggi, al rispetto della normativa comunitaria e costituzionale.  Per ulteriori informazioni sulla campagna RSU 2018 Anief e proporre la propria candidatura nelle liste Anief, cliccare qui.

 

ROMA, 11 OTT - Per il personale della scuola "è meglio non farsi illusioni: sono in arrivo aumenti ridicoli, di appena qualche decina di euro netti, una parte dei quali legati anche al merito". Lo afferma l'Anief riferendosi ai contenuti della Legge di Bilancio. "Preso atto che non ci sono i 35 miliardi per rinnovare il contratto degli statali, con il Mef che pratica la politica del bilancino e la Ministra dell'Istruzione che si limita a chiedere incrementi minimi, l'unico modo per ottenere un avanzamento di carriera è - sostiene il sindacato - recuperare l'indicizzazione dell'Indennità di vacanza contrattuale al 50% del costo della vita programmato dal Mef previsto dalla legge di stabilità 2009, a partire dal mese di settembre 2015. Il contratto degli statali, invece, se solo dovesse recuperare il tasso di inflazione programmata dal Governo (+12.5) negli ultimi dieci anni, includendo l'Indennità di vacanza contrattuale, bloccata al 2008, porterebbe ad aumenti complessivi (per stipendi medi di 1.500 euro), per il triennio 2016-2018, di 6.434 euro pro capite per 3 milioni di dipendenti pubblici: più di 20 miliardi che si sommerebbero ai 14 miliardi da mettere per la dirigenza pubblica". "Se nel privato si sono firmati contratti che hanno previsto aumenti del 20% degli stipendi in ragione dell'aumento del costo della vita - dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief - nel settore statale al blocco del contratto è stato affiancato il blocco dell'indicizzazione dell'indennità di vacanza contrattuale, rendendo vano ogni possibile aumento. Ma se quanto fatto dal Governo è risultato legittimo fino alla pubblicazione della sentenza della Consulta nell'agosto 2015, non ha più ragione di essere nei mesi successivi quando il contratto è stato sbloccato e di conseguenza l'indicizzazione dell'Indennità di vacanza contrattuale deve essere sbloccata". L'obiettivo del sindacato, ricorrendo al giudice, è "recuperare il 7% dello stipendio da settembre 2015, come già confermato dalla Corte Costituzionale", l'unico, secondo l'Anief, "per combattere la politica al risparmio sui lavoratori pubblici e della scuola che anche il Governo Gentiloni sta conducendo e dare una risposta netta agli annunci senza seguito della Ministra Fedeli". (ANSA).

Anief rilancia il ricorso, già vinto al Tar Lazio durante la precedente selezione, per far partecipare i supplenti abilitati, laureati o i neo-immessi in ruolo il 1 settembre 2017 con cinque anni di servizio. È ritenuto valido dallo studio legale anche il servizio prestato come dottore di ricerca. In passato, hanno vinto. Cosa aspetti? Per aderire al ricorso vai al seguentelink.

La Ministra Valeria Fedeli ha detto che ‘il Ministero bandirà il concorso entro pochi giorni’. Si tratta di un corso-concorso, che prevede oltre alla prova preselettiva, uno scritto e l'orale, anche due mesi di corso e quattro di tirocinio; inoltre, sarà un concorso nazionale gestito centralmente, per quanto organizzato territorialmente. Il regolamento sul nuovo corso-concorso è stato pubblicato il 20 settembre in Gazzetta ufficiale e ora siamo in attesa dell'autorizzazione a bandire da parte delle amministrazioni competenti. Secondo i calcoli del Miur, il numero di posti messi a bando basterà a coprire tutti quelli vacanti e quelli che si prevede lo diverranno nell'arco di tre anni. Ma non è così: ne servivano almeno 3mila. Inoltre, il testo del bando che si appresta ad arrivare in Gazzetta Ufficiale rimane fortemente deficitario per le troppe esclusi.

Marcello Pacifico (presidente Anief): Lasciare fuori dal concorso tutti i laureati con cinque anni di supplenze svolte, come pure i docenti assunti a tempo indeterminato, i docenti già di ruolo ma che per qualsiasi motivo non hanno ancora superato l’anno di prova, è una vera ingiustizia, che non regge nemmeno dal punto di vista normativo. Il caso è stato portato da noi in tribunale già nel 2011 e alla fine il giudice ci ha dato ragione. Tanto è vero che tre docenti che avevano presentato ricorso hanno fatto le prove, le hanno superate e sono diventati dirigenti scolastici.

 

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