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La trattativa con i sindacati vive una fase di stallo, perché le parti sono lontane sul ruolo che assumerà il Collegio dei docenti nella scelta dei nuovi colleghi. Se non dovesse chiudersi a breve, la macchina organizzativa ne risentirà, rendendo vana la promessa del Ministro dell’Istruzione di concludere tutto entro la prima quindicina di agosto. Inoltre, vanno apposte delle modifiche sui punteggi riguardanti pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti. In caso contrario, soprattutto dopo le ultime sentenze della Cassazione, in tanti saranno costretti a ricorrere in tribunale. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione scolastica deve convocare subito i sindacati e dire come stanno le cose sulla chiamata diretta. Questo ping pong non fa bene a nessuno. Agli alunni, che rischiano di iniziare l’anno senza i loro insegnanti. Al personale, che rimane ‘appeso’ a una chiamata per mesi. Ai dirigenti scolastici, costretti a tamponare la situazione con supplenze fino all’avente diritto. Pensavamo che la lezione del 2016 fosse servita, con l’algoritmo impazzito, le nomine protratte fino allo scorso Natale e un tourbillon di cattedre senza precedenti nella scuola pubblica italiana.

 

I tribunali del lavoro continuano a dare ragione all'Anief sul diritto dei lavoratori precari a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato e a condannare il Ministero dell'Istruzione per discriminazione. Ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief.

Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, coordinando l'azione legale nazionale e avvalendosi della consolidata esperienza della rete dei legali Anief sul territorio, ottengono ben otto nuove sentenze presso i Tribunali del Lavoro di Brescia (Avv. Lara Bianzani), Catania (Avv. Marco Di Pietro), Crotone (Avv.ti Angela Fazio e Cinzia Galasso), Messina (Avv. Marco Di Pietro) e Taranto (Avv. Massimo Menenti) che condannano il Ministero dell'Istruzione a risarcire altrettanti docenti per violazione di norme imperative e discriminazione del lavoro a termine riconoscendo il diritto dei ricorrenti a percepire le medesime progressioni di carriera attribuite ai lavoratori di ruolo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ormai è giunto il momento di riconoscere ai precari pari dignità nella contrattazione collettiva anche a livello economico. È impensabile che il CCNL scuola continui a ignorare la normativa comunitaria recepita in Italia nel 2001 e che si perseveri nel non riconoscere che i lavoratori precari hanno diritto alle progressioni di carriera e alle stesse prerogative riconosciute al personale di ruolo.

 

Anief – Il Consiglio di Stato continua a dare ragione ai diplomati magistrale e alle tesi da sempre sostenute dall’Anief.

Anche i docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che hanno proposto ricorso al TAR Lazio nel 2015 e nel 2016 hanno diritto a rivendicare l’inserimento in GaE, questo quanto chiarito dall’Ordinanza cautelare n. 1281 emanata oggi dal Consiglio di Stato su ricorso patrocinato dagli Avvocati Tommaso De Grandis e Nicola Zampieri.

Marcello pacifico (Anief-Cisal): “Non avevamo dubbi sul favorevole esito in Consiglio di Stato: il più alto grado della giustizia amministrativa non poteva che confermare che il Decreto Ministeriale n. 235 del 2014 è un atto già annullato in via definitiva ed erga omnes, per cui non è possibile eccepire una tardiva impugnazione di un atto non più esistente”. Ora il Governo intervenga riaprendo le Gae a tutti gli abilitati. 

Il Consiglio di Stato continua a dare ragione ai diplomati magistrale e alle tesi da sempre sostenute dall’Anief. Anche i docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che hanno proposto ricorso al TAR Lazio nel 2015 e nel 2016 hanno diritto a rivendicare l’inserimento in GaE, questo quanto chiarito dall’Ordinanza cautelare n. 1281 emanata oggi dal Consiglio di Stato su ricorso patrocinato dagli Avvocati Tommaso De Grandis e Nicola Zampieri.

Marcello pacifico (Anief-Cisal): non avevamo dubbi sul favorevole esito in Consiglio di Stato: il più alto grado della giustizia amministrativa non poteva che confermare che il Decreto Ministeriale n. 235 del 2014 è un atto già annullato in via definitiva ed erga omnes, per cui non è possibile eccepire una tardiva impugnazione di un atto non più esistente.

 

Ora il Governo intervenga riaprendo le GaE a tutti gli abilitati.

Altri due docenti immessi in ruolo con retrodatazione giuridica ed economica al 1° settembre 2015 e condanna del Miur a 5mila euro di spese legali.

 

I ricorsi Anief volti a riconoscere il diritto all'immissione in ruolo in favore dei docenti con diploma magistrale abilitante inseriti in GaE a seguito di sentenza definitiva del Consiglio di Stato, continuano ad ottenere conferme in tribunale. Dichiarato nuovamente il diritto alla partecipazione al piano straordinario di assunzioni decretato dalla Legge 107/2015 e alla stipula di contratto di lavoro a tempo indeterminato in base al merito dei docenti inseriti in GaE a seguito di sentenza passata in giudicato. Il Tribunale del Lavoro di Rimini accoglie, con due distinte sentenze di identico tenore, i ricorsi affidati dal nostro sindacato all'esperienza degli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga e condanna il MIURper mancato rispetto del giudicato.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): troppo spesso il Ministero dell'Istruzione ha agito illegittimamente nei confronti dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante prima escludendoli dalle GaE quando ancora erano graduatorie permanenti e aperte all'inserimento di tutti gli abilitati e poi continuando a non rispettare gli ordini dei giudici emanati in loro favore. Siamo soddisfatti di aver nuovamente sanato le ingiustizie perpetrate nei confronti di questa particolare categoria di precari e di aver fatto ribadire in tribunale la necessità del rispetto di quelfondamentale principio dell'efficacia retroattiva delle sentenze di annullamento degli atti amministrativi illegittimi. Ci stiamo battendo ogni giorno per loro e per tutti i precari abilitati che al momento risultano ancora esclusi dalla possibilità di porre fine al lungo periodo di precariato nonostante i tanti anni di contratti a termine stipulati alle dipendenze del Miur.

 

In autunno, le autorità italiane e i componenti della rappresentanza permanente dovranno presentarsi in adunanza plenaria per fornire dettagliati ragguagli: lo ha stabilito Cecilia Wikström, Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue, al termine del confronto svolto in questi giorni presso l’European Parliament, sulla mancata adozione della Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio. Ecco le sue parole conclusive: spiace dirlo, ma la vostra risposta non è stata sufficiente. Ci dovevano essere molte più informazioni, che avreste dovuto fornirci. Vorrei esprimere grande preoccupazione, perché questo accade e ripetutamente: anno, dopo anno e dopo anno. Abbandonate questo comportamento sbagliato e rapidamente. Aspetto con impazienza i vostri contributi. Poi vedremo che tipo di misure adotteremo.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa netta presa di posizione a favore dei nostri legali, non fa altro che confermare la bontà della linea sindacale per vincere il precariato. Nel frattempo, i contenziosi proseguiranno nei tribunali, al fine di ottenere almeno un adeguato riconoscimento per la mancata assunzione. A questo proposito, si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda pure i decreti per la ricostruzione di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere anche la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può ancora decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti adeguati.

 

L’intervento completo di Cecilia Wikström, Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo: dal minuto 1.57,00 al minuto 1.59,40.

 

L'Anief ottiene un nuovo successo in tribunale per la tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola, con la condanna del Miur al pagamento in favore di una docente di più di 18mila euro tra risarcimento danni e progressioni di carriera. Ancora possibile aderire ai ricorsi per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità.

 

È una piena condanna a carico del Ministero dell’Istruzione per illegittima reiterazione e abuso di contratti a termine su posti vacanti quella ottenuta dall'Anief presso il Tribunale del Lavoro di Velletri (RM) che dà  ragione ai lavoratori precari della scuola. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo, vincono e convincono in udienza ottenendo completa ragione in favore di una nostra iscritta con il riconoscimento della violazione, da parte della Pubblica Amministrazione, di norme imperative, dettate dall’Unione Europea, riguardanti il divieto di impiego di lavoratori a tempo determinato oltre il limite consentito e per sopperire a carenze di organico stabili e non transitorie che vanno correttamente sanzionate con una giusta condanna al risarcimento del danno. Riconosciuto, anche, il diritto della docente a percepire gli scatti di anzianità nella medesima misura attribuita ai lavoratori a tempo indeterminato.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ancora una volta il nostro sindacato ha patrocinato un’azione legale vincente costringendo il Miur a risarcire i danni in favore di un'altra lavoratrice precaria della scuola da troppo tempo sfruttata e discriminata, anche a livello retributivo, nonostante la professionalità e le competenze acquisite nel corso di 10 anni di lavoro alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione.

 

Nuova vittoria Anief in favore dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante: dichiarato il diritto all'immissione in ruolo con retrodatazione giuridica ed economica al 1° settembre 2015 per una docente inserita in GaE che non aveva potuto partecipare al piano straordinario di immissioni in ruolo.

 

I docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l'a.s. 2001/2002 e inseriti in GaE a seguito dell'esito favorevole del contenzioso patrocinato dal sindacato Anief, avevano pieno diritto alla partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo indetto dalla Legge 107/2015. Il Tribunale del Lavoro di Bergamo accoglie, infatti, il ricorso patrocinato con estrema perizia dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Tiziana Sponga e Marco Fusari e condanna il Miur alla stipula di contratto di lavoro a tempo indeterminato con decorrenza retrodatata al 1° settembre 2015 in favore di una docente già inserita in GaE a seguito di sentenza di accoglimento da parte del Consiglio di Stato e al pagamento di tutte le spese di giudizio quantificate in 2.000 euro oltre accessori.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): un'altra ‘precaria storica’ ha ottenuto l'immissione in ruolo grazie alla preziosa azione dei nostri legali e alla battaglia in favore dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante che da anni portiamo avanti con il nostro sindacato. Il rispetto del merito e del giudicato sono principi che il Ministero non deve ignorare e la nostra iscritta aveva tutto il diritto di accedere al piano straordinario di immissioni in ruolo da cui doveva risultare destinataria sin dal 2015 di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Siamo soddisfatti per aver, ancora una volta, ristabilito il rispetto della legalità e della professionalità dei precari.

 

Lo scrive Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, nel giorno delle celebrazioni del 60° anniversario e della dichiarazione congiunta dei leader dei Ventisette Paesi aderenti: se lo Stato italiano vuole davvero potenziare tra i giovani le conoscenze della storia, del pensiero, dell’economia, della società e di tutti quei valori comuni da rintracciare nella storia europea fin dal Duecento, deve istituzionalizzarne la formazione. Ma se si escludono i progetti Comenius e Erasmus, nel nostro sistema educativo il tema europeo trova ancora troppo poco spazio: l’Europa non va ricordata per il solo pareggio del bilancio o per la tenuta dei conti pubblici, ma deve essere soprattutto promossa per la costruzione di uno Stato di diritto. Vi sono direttive stringenti sull’abuso dei contratti a termine, sull’organizzazione dell’orario di lavoro, sull’informativa e consultazione dei lavoratori, sul congedo parentale, che molti di noi ancora non conoscono, che a volte sono disconosciute dai Governi e che non abbiamo mai insegnato. Serve un progetto culturale, che parta dalle nostre scuole: altrimenti, non ci si può riconoscere in un’Europa quale patria comune.

 

IL TAR del Lazio dà nuovamente ragione all'Anief e scioglie la riserva per i ricorrenti che hanno conseguito il titolo abilitante tramite corso PAS, esclusi dal Miur per aver svolto servizio nelle cosiddette ‘sezioni primavera’.

 

Piena vittoria per il sindacato Anief con la sentenza di scioglimento della riserva emanata dal TAR Lazio in favore dei docenti che avevano già conseguito con riserva il titolo di abilitazione tramite Percorsi Abilitanti Speciali e cui il Ministero dell'Istruzione aveva illegittimamente negato l'accesso ai corsi, perché non riteneva utile, ai fini del computo del servizio non specifico, l'aver svolto attività lavorativa nelle cosiddette ‘sezioni primavera’. Attese, nelle prossime settimane, altre sentenze per il consolidamento della posizione dei tanti docenti, tra cui i docenti di ruolo, che hanno aderito ai ricorsi Anief e hanno, in virtù del favorevole pronunciamento cautelare ormai ottenuto per l'accesso ai PAS, già conseguito l'abilitazione all'insegnamento.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): abbiamo sin da subito censurato le tante illegittimità poste in essere dal Miur nei provvedimenti che stabilivano i criteri di accesso ai PAS e abbiamo sempre dimostrato in tribunale di avere avuto ragione permettendo a tanti docenti, precari e di ruolo, di conseguire quell'abilitazione che ha permesso loro di consolidare la propria posizione e di migliorare la propria situazione lavorativa e professionale; non possiamo che esserne soddisfatti.

 

I Tribunali del Lavoro di Rimini e Pordenone accolgono in totole tesi Anief, condannando il Miur per discriminazione e violazione proprio delle norme comunitarie: il Ministero dovrà ora risarcire ogni singolo ricorrente con 10 mensilità per tre docenti e 11 mensilità per altri due. Oltre a corrispondere loro gli scatti di anzianità, computando tutti i servizi svolti con contratti a termine: il loro stipendio, pertanto, verrà adeguato per tutta la loro carriera professionale. È ancora possibile  ricorrere con Anief.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal):non vi sono più dubbi sul fatto che l’ordinamento comunitario prescriva come regola la parità di trattamento tra lavoratori a termine e a tempo indeterminato, nel settore pubblico come nel privato. Il Miur dovrebbe adeguarsi immediatamente, sia per quanto riguarda la retribuzione dei supplenti, sia per l'immediata stabilizzazione di quanti hanno già svolto 36 mesi di servizio.

 

In attesa dell’ultimo verdetto del Governo sulle deleghe alla Legge 107/15, le commissioni parlamentari licenziano delle richieste di modifica senza tenere conto delle ripetute denunce dell’Anief e delle famiglie degli allievi: da settembre, il personale docente continuerà a essere utilizzato per 30 per cento dell’organico come precario, su posti in deroga, con oltre 52mila posti liberi assegnati fino al 30 giugno; arrivano nuove regole sulle ri-certificazioni che, senza alcuna copertura finanziaria e opportune risorse umane per le équipe mediche, sconvolgeranno la vita di 260mila alunni disabili; rimane anche in vita il blocco decennale per gli insegnanti di sostegno che, in questo modo, risultano assegnati alla scuola e non più agli alunni.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il modello che si sta andando a determinare sugli insegnanti di sostegno contrasta la loro motivazione e li discrimina rispetto ai colleghi, addirittura rispetto ai neo-assunti, i quali vanno incontro a un blocco triennale sulla disciplina. Parlare di continuità didattica in queste condizioni significa solo fare demagogia. L’unico aspetto positivo è che viene riconosciuto il servizio pre-ruolo nel computo del blocco decennale su sostegno. Ma si conferma l’anomalia del mancato riconoscimento dello stesso servizio nell’ipotesi di mobilità 2017: motivo per cui Anief lancerà ricorso, avendo già vinto nei tribunali.

 

Una condanna esemplare quella ottenuta a carico del Miur: riconosciuti 150.000 euro di risarcimento danni e progressioni di carriera nei confronti di cinque precari 'storici'. Ancora possibile  ricorrere con Anief.

 

Continua la serie di vittorie ottenute dall'Anief in tribunale a tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola: questa volta sono i Tribunali del Lavoro di Rimini e Pordenone che, accogliendoin totole tesi del nostro sindacato, condannano il Ministero dell'Istruzione per discriminazione e violazione di norme comunitarie nei confronti di 5 docenti precari da anni sfruttati e cui non aveva mai riconosciuto il diritto alle progressioni di carriera e all’anzianità di servizio maturata a seguito dei tanti contratti a termine stipulati. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli Fortunato Niro e Tiziana Sponga – come sempre impeccabili nella tutela dei diritti dei nostri iscritti – dimostrano in tribunale l’illecita discriminazione posta in essere da sempre dal Miur nei confronti dei dipendenti precari e ottengono la condanna dell’Amministrazione a corrispondere loro un totale di 52 mensilità di risarcimento danni e il corrispettivo delle progressioni di carriera mai percepite. 

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal):ormai non possono esservi dubbi sul fatto che l’Ordinamento comunitario prescrive come regola la parità di trattamento tra lavoratori a termine e lavoratori a tempo indeterminato nel settore privato come in quello pubblico e il Miur dovrebbe attivarsi immediatamente sia per quanto riguarda l'adeguamento della retribuzione dei precari, sia per l'immediata stabilizzazione di quanti hanno già svolto almeno 36 mesi di servizio.

 

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