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Dal Tribunale del Lavoro di Milano arriva una nuova vittoria targata Anief che riconosce il diritto al computo integrale degli anni di servizio svolti a tempo determinato all'atto della ricostruzione di carriera. Gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Francesca Lideo ottengono piena ragione in tribunale e la condanna del Miur per discriminazione nei confronti del servizio a termine. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il mancato riconoscimento immediato e integrale della carriera preruolo all'atto della ricostruzione di carriera integra un atteggiamento discriminatorio e in aperto contrasto con la normativa comunitaria. La normativa interna deve essere adeguata alle direttive europee e il servizio svolto durante il precariato dovrà sempre essere computato per intero. Con la rappresentatività ci impegneremo perché vengano contrattate disposizioni che riconoscano finalmente pari dignità agli anni di servizio svolti con contratti a termine: sono 20 anni che la direttiva comunitaria 1999/70/CE è in vigore e sono 20 anni che in Italia si continua a permettere al Miur di discriminare i precari anche dopo averli, finalmente, immessi in ruolo”.

Di contrattazione, diritti dei lavoratori e ricostruzione di carriera si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolastica organizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

 

Ripartono in tutte le regioni i nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, centrati sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e ata, e tutti i candidati RSU. 

I prossimi eventi in programma:

Erice (Tp) Erice, il 29 Gennaio, dalle 9.00 alle 13.00 presso Baia dei Mulini, Sala Favignana, in Lungomare Dante Alighieri n. 7.

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Cagliari, il 30 gennaio, dalle 9.00 alle 13.00 presso I.P.S.I.A. “A. Meucci”, Via vesalio, snc

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I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente. Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per riservare la propria partecipazione all’evento.

Scarica le locandine secondo il calendario degli incontri e partecipa, alla presenza del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

Con la conferma, sottoscritta da quasi tutti i sindacati rappresentativi, del CCNI Mobilità dello scorso anno anche per l’a.s. 2018/19, permangono anche le criticità e le illegittimità che già hanno afflitto i trasferimenti e le operazioni di individuazione dei soprannumerari nella scorso tornata. In particolare, spicca l’insensatezza della norma che riconosce per intero il pre-ruolo solo ai fini dei trasferimenti ma non anche nelle graduatorie interne d’istituto, da cui si individuano i perdenti posto.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): norme come questa, che limitano la valutazione integrale del pre-ruolo solo alla mobilità a domanda, senza che sia estesa anche a quella d’ufficio, sono francamente incomprensibili. Ancora una volta chiederemo ai giudici di porre rimedio a una norma irragionevole e illegittima.

Si tratta di decine di migliaia di supplenti in possesso del titolo di studio utile all’accesso in una o più classi di concorso e che in attesa di conseguire un’abilitazione all’insegnamento (in via di cancellazione) vengono collocati dal Ministero dell’Istruzione nell’ultimo raggruppamento dei precari, precedente solo alla ‘messa a disposizione’ all’interno di ogni istituto scolastico. Proprio i precari di terza fascia con almeno tre anni di servizio svolto, anche non continuativo, con l’approvazione della Legge 107/2015 avranno la possibilità di partecipare al nuovo concorso: dopo la selezione (il superamento di due prove di concorso, una scritta e l’orale), verranno ammessi ad un corso formativo biennale che si concluderà non prima del 2021-22: il primo anno, abilitante, gli idonei percepiranno pure un compenso irrisorio, attorno ai 400 euro netti al mese, quindi meno di un assegno sociale, e dopo 12 mesi saranno anche utilizzati per fare supplenze annuali. Paradossalmente poi, al termine di tutto il periodo, potrebbero pure non essere assunti, perché reputati inidonei alla professione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quello ideato dal Governo è un modello complicato e che non offre sufficienti prospettive professionali. Per trovare una collocazione ai docenti della terza fascia d’istituto, la nostra piattaforma consiste nell'estrarre il doppio canale alle graduatorie d'istituto da ridisegnare per ambiti e non per venti scuole, da cui per scorrimento assumere anche per terza fascia con semplice anno di prova abilitante. Tale proposta la portiamo avanti negli scioperi nazionali, in tutte le sedi politiche, attraverso proposte e specifici emendamenti presentati. Continueremo a farlo nei tavoli contrattuali, subito dopo essere diventati rappresentativi a seguito del rinnovo delle elezioni Rsu in programma ad aprile.

 

 

A Palazzo Madama si è parlato di allargare la proposta alla scuola superiore di primo grado: nel corso del convegno promosso da Apidge, associazione professionale dei docenti di diritto, in occasione del 70° anniversario della Costituzione, si è svolta la presentazione del disegno di legge dei senatori Molinari-Liuzzi-Giannetti per l’insegnamento dell’educazione civica alle medie e il diritto nelle scuole superiori. Il giovane sindacato concorda con tutte le proposte tese ad elevare i livelli di insegnamento giuridico ed economico nelle nostre scuole e ribadisce la necessità di introdurre tale disciplina nei primi due anni di tutti i corsi di scuola secondaria superiore, affidandola a docenti collocati nella classe di concorso A046 (ex A019).

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Trasmettere ai giovani il valore dello Stato, del rispetto della legalità e del prossimo è la vera sfida che innalza il livello di tolleranza, democrazia ed elevazione di un popolo. Come, del resto, ci chiede l’Unione Europea da diverso tempo. È bene che chi governa il Paese ne tenga conto, se si vuole davvero combattere la violenza di tutti i generi, l’intolleranza e la mancanza di rispetto verso l’altro.

 

Con ben sette provvedimenti d'urgenza il Tribunale di Palermo riconosce la lesione del diritto all'istruzione e all'inclusione di altrettanti alunni disabili e impone al Ministero dell'Istruzione l'immediata cessazione del comportamento discriminatorio, attribuendo il numero di ore di sostegno ritenute necessarie per la sua corretta integrazione e formazione.  Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo ancora una volta dimostrato che ignorare le indicazioni provenienti dai gruppi multidisciplinari e riportate nel PEI costituisce atto lesivo del diritto allo studio e all’integrazione scolastica del minore e concretizza una vera e propria condotta discriminatoria. Siamo orgogliosi di aver potuto contribuire a dare serenità ad altre sette famiglie che ora potranno far affrontare ai propri figli le attività didattiche con il corretto apporto del docente di sostegno. Con la rappresentatività contiamo di superare questa problematica e poter vedere finalmente rispettato il diritto di tutti gli alunni a frequentare la scuola pubblica con il dovuto supporto”.

L'iniziativa che Anief promuove ormai da anni denominata “Sostegno, non un'ora di meno!”, pensata per la tutela dei diritti degli alunni con disabilità cui il MIUR nega il corretto numero di ore con il docente di sostegno e studiata in modo tale che l'azione legale risulti completamente gratuita per le famiglie interessate, ottiene una nuova straordinaria vittoria in tribunale grazie agli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli che ottengono ben sette provvedimenti d'urgenza da parte del Tribunale di Palermo in cui viene nuovamente acclarata l'illegittimità dell'operato del Ministero dell'Istruzione imponendo all'Amministrazione scolastica il pieno rispetto del diritto all'istruzione e all'inclusione dell'alunno disabile e l'immediata attribuzione del docente di sostegno per l'intero monte ore necessario.

Di diritto degli alunni disabili al corretto monte ore di sostegno e delle problematiche relative al reclutamento anche dei docenti specializzati sul sostegno, oltre che di contrattazione e diritti dei lavoratori, si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolasticaorganizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

 

Riscuote consensi, anche nell’Anp, il progetto ministeriale di raddoppiare la sperimentazione con cui l’amministrazione intende dare licenza di chiudere un anno prima il percorso di studi della scuola secondaria di secondo grado: fa discutere, in particolare, la politica del maggiore sindacato scolastico italiano della categoria, che rappresenta un dirigente scolastico su tre. Il problema è che alla lunga la riduzione delle superiori a quattro anni scolastici, oltre a ridurre l’organico di docenti e Ata, ridimensionerà l’attuale autonomia delle sedi di direzioni, con un'ulteriore contrazione che, negli ultimi dieci anni, ha già visto la cancellazione di una presidenza su quattro. Quindi, alla fine della fiera, come può un sindacato che tutela i diritti e gli interessi dei presidi volere l’attuazione di un percorso che porterebbe alla probabile riduzione dei posti per i dirigenti scolastici? Per questo motivo Udir si chiede: “Cui prodest”?

Marcello Pacifico (Udir): Siamo pronti al confronto nel merito e a sentire cosa i dirigenti scolastici hanno da dire. Chiediamo ai capi d’istituto delle superiori cosa pensano che sia meglio per loro, per i nostri studenti e per la scuola italiana in generale. Non vogliamo assecondare decisioni che ci sembrano confuse e prive di una reale progettualità finalizzata al bene della scuola e di cui vi opera: per questo vogliamo sentire il parere dei presidi. E poi, a cosa serve diplomarsi prima, se poi il tasso di dispersione scolastica rimane elevato e le iscrizioni all'università sono drasticamente diminuite negli ultimi dieci anni? Non bisogna sempre dire di sì, anzi: la storia si cambia anche e soprattutto con i no, con la volontà vivida di rinnovare gli eventi.

 

 

Lo stop dal lavoro si deve all'esclusione del Consiglio di Stato dalle Graduatorie ad esaurimento dei maestri diplomati prima del 2002, alla pari dei laureati in Scienze della formazione primaria e degli abilitati TFA e PAS: l’astensione sarà riservata ai primi due giorni degli scrutini assegnati da ciascuna scuola e non riguarderà, quindi, l'intera giornata; è escluso che il personale docente della scuola dell'infanzia possa aderire, perché non svolge scrutini. Anche il personale Ata potrà scioperare, anch'esso solo in relazione ai momenti in cui si svolgono gli scrutini. Tra i motivi della mobilitazione figura anche la necessità di garantire aumenti dignitosi nel nuovo contratto. L’adesione ai giorni di sciopero potrebbe determinare diversi problemi: per legge, infatti, chi sciopera non può essere sostituito. Poiché lo scrutinio si svolge secondo il principio del collegio perfetto, ovvero alla presenza degli insegnanti di tutte le materie e non essendo possibile sostituire chi sciopera, basterà l’adesione all’agitazione di un solo docente per costringere il preside a rinviare lo scrutinio. Il 23 marzo si replica, con una manifestazione nazionale a Roma, nel giorno dell'insediamento delle nuove Camere.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La protesta nazionale intende sensibilizzare il Governo e l’amministrazione scolastica per l'approvazione di un decreto legge urgente che riapra per l’ultima volta le GaE e per giungere alla firma di un contratto collettivo nazionale che recuperi almeno l'aumento dell'inflazione, senza oneri aggiuntivi e garantisca la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo su una serie di disposizioni tra cui la ricostruzione di carriera.

Il seminario, dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzato con Eurosofia e presieduto dal presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, si svolgerà lunedì 29 gennaio, dalle 9.00 alle 13.00, ad Erice (TP). È gratuito ed è rivolto a tutto il personale della scuola: docenti, Ata, precari e di ruolo, ai candidati Rsu. I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente. Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Oltre alle norme sulla scuola dell’ultimo provvedimento approvato nella legislatura uscente, i punti che toccherà il presidente nazionale Anief riguarderanno i risvolti, economici e normativi, sulla trattativa in atto relativa al contratto collettivo nazionale, bloccato da quasi 10 anni, e sulla mobilità del personale a cui sono interessati tutti coloro che intendono spostarsi nel corso della prossima estate. Il sindacalista coglierà l’occasione per spiegare ai presenti come si va a formare l'organico dell'autonomia, le modalità che regolano la contrattazione d'Istituto, il merito professionale, la formazione e la progressione di carriera e la valutazione dei dipendenti: tutti punti fondamentali della scuola di oggi in Italia che però poggiano su un quadro normativo tutt’altro che impeccabile.

 

ROMA, 22 GEN - La proposta dell'Aran per il rinnovo del contratto degli insegnanti, secondo il sindacato Anief, è "irricevibile", in quanto propone aumenti non in grado di colmare adeguatamente il divario con la media Ocse, attualmente parti al 20% a sostanziale parità di ore lavorate. "Mettendo a confronto gli stipendi - afferma in una nota il segretario Marcello Pacifico - si evidenzia che a fine carriera il gap negativo dei nostri docenti rispetto a quelli della media Ue è di circa il 20%. Eppure l'impegno in classe è quasi identico: alla primaria, ad esempio, in Italia il numero di ore annue in cattedra è solo del 5% in meno. Perché poi in Germania i compensi annui dei docenti sono quasi il doppio rispetto ai nostri? E Il nuovo contratto è a dir poco deludente, visto che non risolve nulla né sul piano stipendiale né normativo. Anzi, si rischia di peggiorare la situazione". "L'Aran - ricorda l'Anief - ha in serbo di inserire tra le ore obbligatorie funzionali all'insegnamento nuovi compiti, in cambio di aumenti farsa. Non va meglio per chi comincia a insegnare, il cui compenso è inferiore del 6,5% rispetto a quanto si percepisce per lo stesso lavoro nell'area Ocse". Nella bozza del nuovo contratto collettivo nazionale - sostiene Pacifico - "non si recepiscono le sentenze della Corte suprema sulla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, né si elimina il raffreddamento della carriera nelle ricostruzioni attuate per il personale di ruolo. Addirittura, si attribuiscono appena 220 euro netti di arretrati per il 2016 e il 2017 ed aumenti di soli 40 euro netti per il 2018: è una cifra ridicola, addirittura tre volte inferiore all'aumento del costo della vita registrato dopo il blocco decennale degli stipendi". Per questo motivo - conclude l'Anief - "qualsiasi proposta di aumento dell'orario lavorativo e di mansioni senza risorse aggiuntive, va rispedita al mittente". Per le prossime settimane sono previsti due giorni di sciopero, e per il 23 marzo è prevista una manifestazione nazionale. (ANSA).

 

Fa discutere la decisione del Ministero dell’Istruzione di fare il punto sulla valutazione organizzando un Osservatorio nazionale di cui in pochi sentono il bisogno. Le priorità sono altre, soprattutto bisogna sgravare la categoria delle troppe responsabilità e competenze assegnategli, peraltro in cambio di compensi annui che anche dopo il rinnovo del contratto di categoria continuano a rimanere indietro di quasi 40mila euro rispetto ai dirigenti della stessa area professionale pubblica.

Marcello Pacifico (presidente Udir): È paradossale che l'aumento stipendiale previsto per il 2018 risulti ben tre volte sotto l'inflazione. Mentre l'adeguamento della sola parte fissa della retribuzione di posizione, sempre rispetto alle altre aree dirigenziali, si sarebbe dovuto disporre dal 2016 e non dal 2018. Al Miur pensano forse che questi problemi si risolvano con la verifica annuale delle prestazioni professionali, condotta, peraltro, con metodi su cui ci sarebbe pure molto da discutere. A queste condizioni, Udir ribadisce il suo no: sono valutazioni che aumenterebbero lo stipendio solo ad alcuni dirigenti scolastici di appena 300 euro al mese, non riconoscendo la professionalità di tutti gli altri che reggono con senso di responsabilità i nostri istituti scolastici.

 

 

 

Mettendo a confronto gli stipendi, si evidenzia che a fine carriera il gap negativo dei nostri docenti rispetto a quelli della media Ue è di circa il 20%. Eppure l’impegno in classe è quasi identico: alla primaria, ad esempio, in Italia il numero di ore annue in cattedra è solo del 5% in meno. Perché poi in Germania i compensi annui dei docenti sono quasi il doppio rispetto ai nostri? E Il nuovo contratto è a dir poco deludente, visto che non risolve nulla né sul piano stipendiale né su quello normativo. Anzi, si rischia di peggiorare la situazione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’Aran ha in serbo di inserire tra le ore obbligatorie funzionali all'insegnamento nuovi compiti, in cambio di aumenti farsa. Non va meglio per chi comincia a insegnare, il cui compenso è inferiore del 6,5% rispetto a quanto si percepisce per lo stesso lavoro nell’area Ocse. Ora, l’Aran con il nuovo contratto cerca di introdurre delle norme che tendono ad assimilare l’opera di chi insegna nella scuola ad un lavoro impiegatizio. Dalla bozza di nuovo contratto collettivo nazionale, inoltre, non si recepiscono le sentenze della Corte suprema sulla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, né si elimina il raffreddamento della carriera nelle ricostruzioni attuate per il personale di ruolo. Addirittura, si attribuiscono appena 220 euro netti di arretrati per il 2016 e il 2017 ed aumenti di soli 40 euro netti per il 2018: è una cifra ridicola, addirittura tre volte inferiore all'aumento del costo della vita registrato dopo il blocco decennale degli stipendi. Qualsiasi proposta di aumento dell'orario lavorativo e di mansioni senza risorse aggiuntive va rispedita al mittente. Per questo insistiamo con i ricorsi in tribunale, confermando la mobilitazione del personale che, anche per altre motivazioni, porterà il nostro sindacato a scioperare due volte nelle prossime settimane e a scendere in piazza il 23 marzo per una grande manifestazione nazionale.

Anief ricorda che è ancora possibile recuperare  2.654 euro di arretrati, incrementati dei primi due mesi del 2018 indebitamente sottratti, e a partire da settembre 2015, come ha confermato due anni fa la Corte Costituzionale: basta consegnare il modello di diffida predisposto dall’Anief, attraverso cui recuperare almeno 270 euro di aumento, da suddividere in due parti uguali: la prima sulla mancata assegnazione dell’indennità di vacanza contrattuale, la seconda di effettivo incremento. Ancora per pochi giorni, infine, è possibile candidarsi come Rsu dell’Anief, compilando on line la scheda sul portale Anief.

 

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