Si ricorda che il termine per rinnovarel'iscrizione all'associazione è scaduto il 28/02/2017, Vi invitiamo a regolarizzare la posizione associativa secondo le modalità indicate all'interno dell'area iscrizioni del sito.

italia

DOVE SIAMO

La nostra struttura copre
tutte le regioni italiane.
Siamo presenti in tutte
le province.

SCOPRI ADESSO!

In primo piano

 

Per gli insegnanti promotori dell’iniziativa, che in poche ore ha raccolto migliaia di adesioni, è impensabile stare in Europa e assistere a una sperequazione tra docenti di nazionalità europee differenti: i nostri colleghi Europei lavorano in media in meno di noi italiani, nonostante questo aspetto percepiscono stipendi più alti, non vivono l'incubo del precariato scolastico come accade in Italia, non hanno l'accesso all'insegnamento veicolato dalle classi di concorso, godono di migliori possibilità di crescita professionale e di maggiori condizioni di tutela e promozione della salute così come intesa dall'OMS. Nell’appello, che al termine della raccolta firme verrà consegnato al Miur, si ricorda anche che quella del docente è una delle professioni ad alto rischio di burnout, proprio per la mole di lavoro loro richiesta e per le pochissime risorse umane ed economiche a cui lo stesso può attingere nel miglioramento, tutela e prevenzione rispetto alla propria condizione con cui il professionista dell'istruzione si confronta.

Anief condivide in pieno le ragioni della petizione. I numeri a confronto con il resto d’Europa, del resto, sono più che eloquenti, anche per l’alto rischio di incorrere in malattie professionali. Sul trattamento economico, basta citare l’ultimo rapporto Eurydice, la rete che mette a confronto il trattamento di 40 Paesi dell’area: se in generale, negli ultimi sette anni gli stipendi degli insegnanti continuano a registrare un aumento o una stabilità nella maggioranza dei Paesi europei, solo in Italia e a Cipro continuano a rimanere congelati. Il governo italiano, infatti, per ridurre il deficit pubblico, ha congelato gli stipendi nel 2010, inizialmente fino al 2013, ma la misura è stata estesa da allora ogni anno. A fronte di questo quadro impietoso, il giovane sindacato ricorda che le organizzazioni rappresentative s’apprestano a sottoscrivere un contratto di categoria che non soddisfa assolutamente le esigenze di allineamento degli stipendi dei docenti italiani a quelli europei.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non devono sottoscrivere quell'accordo. Da quando il contratto è sbloccato, cioè da settembre 2015, doveva essere riallineata l'inflazione all'aumento del costo della vita intercorso tra il 2008 e il 2015, al 50% come prevede la legge. Ma ciò non è avvenuto. Addirittura per il Mef, come per il Governo, quell’indennità, da corrispondere per legge, dovrebbe rimanere congelata fino al 2021. Inoltre, se si firma questa bozza di contratto, il lavoratore prenderebbe solo a partire dal 2018 appena 85 euro, anziché almeno 210 euro che gli spettano. È arrivato il momento di chiedere il parere ai lavoratori con un referendum. I contratti non si firmano sulla pelle dei lavoratori: a volte è meglio non firmare e ricorrere al giudice.

Anief ricorda che per interrompere i termini di prescrizione e richiedere il 7% in più di IVC da settembre 2015, come previsto dalla Consulta, è ancora possibile inviare la diffida al Miur. Inoltre, è possibile aderire direttamente al ricorso.

 

 

Si delinea il lungo percorso che, dalla pubblicazione del bando sino all’effettiva immissione in ruolo, comporterà non pochi anni d’attesa prima di assistere a vere e proprie immissioni in ruolo: potranno essere 4-5 anni per i soli laureati, almeno un paio per gli attuali abilitati all’insegnamento. Il docente vincitore di concorso, anche riservato, inoltre, rimarrà a lungo precario. Anzi, il paradosso è che oggi guadagna di più di quello che andrà a percepire, all’inizio, con il nuovo modello formativo-selettivo. Inoltre, fino all’ultimo momento potrà essere considerato non più idoneo alla professione. Per il sindacato è illegittimo cancellare da Graduatoria ad Esaurimento o di Merito chi ha un contratto a tempo determinato: questi docenti, sempre con titoli e 36 mesi di servizio, come ci dice l’UE dal 1999, andavano assunti subito. Sono laureati, selezionati, abilitati. E per quelli che non lo sono, bastava riconoscere loro un anno di corso accademico per confermare l’abilitazione che hanno conseguito nel campo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Perché inventare nuove graduatorie per assumere qualcuno con tre anni di ritardo? Ancora di più perché i destinatari sono già collocati in graduatorie ben definite. Lo svolgere un contratto da supplente a stipendio iniziale dopo essere stato inserito nelle Grame non equivale poi all'assunzioni nei ruoli. Come è assurdo bandire nuovi concorsi riservati, quando un terzo dei posti destinati alle prossime assunzioni andrà vacante per il mancato aggiornamento e la chiusura delle GaE. È una decisione illogica, che allontana l’Italia dalle sentenze della Suprema Corte di Giustizia Europea: il modello escogitato non tiene conto nemmeno delle migliaia di espressioni dei giudici del lavoro che condannano lo Stato italiano al risarcimento danni e al pagamento degli scatti automatici anche ai precari, oltre al fatto che la questione dei risarcimenti è tornata proprio in questi giorni a Lussemburgo per un nuovo esame.

Anief, pertanto, invita il personale non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione, gli scatti di stipendio non percepiti e anche per il conferimento dei mesi estivi non corrisposti: per maggiori informazioni ed eventualmente aderire cliccare qui.

 

 

Il prof pugliese stravince il concorso della sua disciplina d’insegnamento, prende atto della disponibilità dei posti, assaporando l’assunzione a tempo indeterminato, ma poi viene travolto da una doccia ghiacciata: riceve una e-mail dall'Ufficio scolastico della Puglia, nella quale c’è scritto che alle operazioni di assunzione non potrà partecipare, ‘in quanto non destinatario di proposta di nomina a tempo indeterminato per superamento limiti d'età’. Il docente, in pratica, viene considerato troppo vicino alla pensione. Peccato che non riceverà mai l’assegno di quiescenza e che la legge non preveda queste esclusioni. Tanto è vero che nessuna opposizione viene attuata in Sicilia per una maestra classe 1948, quindi più grande di lui di tre anni.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questo caso dimostra come gli uffici siano messi nelle condizioni di operare senza indicazioni precise. Decretando diversità di trattamento dei lavoratori, oltre a creare i presupposti per l’allargamento dei contraddittori e dei ricorsi in tribunale. Perché è chiaro che un docente che arriva a un passo dal ruolo, e lo vede sfumare, non può rimanere con le mani in mano. La riscontriamo sistematicamente, ad esempio, nella cronica diversità di trattamento del personale non di ruolo rispetto a quello assunto a tempo indeterminato. Per non parlare di quello che sta accadendo in questi giorni con le assegnazioni provvisorie, con il certificato di convivenza col genitore che può essere considerato valido o meno a seconda della provincia che lo gestisce. Anche in questi casi la vicenda non può non avere una coda giudiziaria.

Anief ricorda che sul diritto al giusto risarcimento e sulla stabilizzazione, il sindacato ha notificato reclami alla Commissione delle Petizioni del Parlamento europeo, una serie di denunce al Consiglio d’Europa, oltre che ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, mentre l’intera questione del quantum del risarcimento è sotto le lenti nuovamente della Corte di giustizia europea. Già in autunno le questioni potrebbero assumere contorni più chiari. Tutti gli interessanti possono ancora aderire al ricorso per gli scatti di anzianità oppure al ricorso avverso l’incompleto decreto di ricostruzione di carriera.

 

 

Non c'è pace per il Miur in tribunale quando in aula arrivano i legali Anief che agiscono a tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola da anni sfruttati dal MIUR con contratti illecitamente reiterati in palese violazione delle norme comunitarie. Nelle ultime settimane sono ben sette i successi ottenuti sia in primo grado (Tribunale di Vicenza) sia in secondo grado (Corte d'Appello di Bari) dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Maria Maniscalco e Michele Ursini che fanno condannare il Ministero dell'Istruzione al risarcimento del danno e al riconoscimento delle progressioni stipendiali mai corrisposte. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere gli scatti di anzianità e il risarcimento del danno per il periodo di precariato svolto oltre i 36 mesi di servizio su posto vacante.

 

Le istituzioni pubbliche che gestiscono e influiscono direttamente sul sistema pensionistico italiano sono diventate intransigenti: pur di far quadrare i conti pubblici, sulla pelle dei lavoratori, si vuole arrivare alla pensione di anzianità a 67+3 mesi già nel 2021, poi a 68+1 mese nel 2031, a 68+11 mesi nel 2041 fino ai 69+9 mesi nel 2051. Rimangono poche le chance di riuscita degli appelli formulati nei giorni scorsi a tutti i parlamentari dai presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato perché si approvi una norma che permetta il rinvio strutturale dell'adeguamento dell'età di pensionamento alle aspettative di vita. Anief-Cisal ritiene inaccettabile la rigida posizione assunta dall’Inps e dalla Ragioneria dello Stato, perché si ragiona come se tutte le professioni fossero uguali. Come se fosse possibile assolvere in toto le responsabilità che comportano certi lavori, prescindendo dalla loro consistenza. Un esempio per tutti: gli insegnanti.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il problema della qualità del lavoro svolto esiste, tanto che con l’Ape Social nella lista delle professioni più logoranti è presente anche quella del maestro d’infanzia. È un dato di fatto che in altri Paesi europei, come la Germania, si continua ad andare in pensione dopo 24 anni di insegnamento. Da noi, invece, si sta rasentando l’assurdo di superare i già elevati limiti imposti con la riforma Fornero: si sta andando verso una pensione che non andrà oltre il 45% dell’ultimo stipendio. Stipendi, tra l’altro, da 10 anni nemmeno adeguati all’inflazione. Eppure il corpo insegnante italiano è il più vecchio al mondo e ad alto rischio burnout. A pensare che un cittadino possa insegnare a 70 anni come a 30, rimangono solo coloro che hanno introdotto delle norme che guardano ottusamente ai conti dello Stato, senza pensare che i destinatari sono persone in carne e ossa che dopo decenni di lavoro meriterebbero rispetto e non elemosine.

È possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico. Oltre che ulteriori servizi. Per contatti, collegarsi al sito internet.

 

 

Dopo la recente sentenza del Tribunale Amministrativo n. 9234/2017 che ha confermato in toto le tesi sostenute dal nostro sindacato riguardo al diritto all'inserimento in II fascia G.I. dei diplomati ITP, ora il TAR Lazio fissa le udienze di discussione in camera di consiglio per i ricorrenti Anief e comunica l'imminente riapertura delle G.I. da parte del Miur. Marcello Pacifico: il Miur esegua con celerità gli ordini del tribunale anche per quanto riguarda gli abilitati AFAM e diplomati magistrale linguistico e inserisca tutti i docenti che ne hanno titolo nelle rispettive graduatorie degli abilitati.

 

Leggendo la suddivisione del contingente nazionale del personale non docente, risultano appena 1.227 gli applicati di segreteria che verranno stabilizzati, a fronte di oltre 8mila scuole autonome. Viene poi da chiedersi cosa ci faranno migliaia di scuole della secondaria con appena 428 assistenti tecnici stabilizzati. Come è indicativo che, dopo anni di blocco delle assunzioni, arrivino appena 3.600 nuovi collaboratori scolastici. In generale, in moltissimi casi, un’intera provincia, dove sono collocate decine se non centinaia di scuole, ci si deve accontentare di pochissime unità di personale Ata. Diventa poi un vero e proprio rebus l’assunzione di 761 Direttori dei servizi generali ed amministrativi, perché non ci sono più candidati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ci sono ancora 25mila assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che mancano all'appello nei ruoli dello Stato. Con queste assunzioni non è stata coperta neanche la metà del turn over. Sui Dsga, a parte il fatto che i posti vacanti accertati a settembre saranno 1.700 e che quindi si immette in ruolo meno della metà del contingente, viene da chiedersi da dove si prenderanno i nuovi assunti. Occorrerà quindi assumere ope legis: l’amministrazione farebbe bene a prevedere un corso formativo per tutti gli amministrativi che hanno assunto il ruolo superiore di Dsga per almeno tre annualità. Altrimenti, invitiamo i non assunti, una volta accertata l’esclusione dal piano di stabilizzazione, a rivolgersi in tribunale.

Alla luce di tutto ciò, Anief invita il personale Ata non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione e gli scatti di stipendio non percepiti (gli interessati possono cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (gli interessati possono cliccare qui).

 

Udir, giovane sindacato dei dirigenti scolastici, in collaborazione con Eurosofia, ente riconosciuto dal Miur, ha deciso di organizzare una sessione formativa nazionale per i neo dirigenti scolastici assunti in questi giorni in numerose parti dell'Italia per l'a. s. 2017/2018. Il seminario si terrà a Napoli presso la Sala degli Specchi, Palazzo Zapata, Piazza Trieste e Trento, 48, dalle ore 9.00 alle ore 18.00; titolo della sessione “Governare la scuola. Il mio primo giorno da Dirigente”.

 

 

Dopo le denunce dei legali Anief sul quantum risarcitorio alla CGUE, inadeguatezza della giurisprudenza e normativa interna alla Commissione Petizioni Parlamento UE - Consiglio d’Europa - CEDU, arriva dalla Corte di appello di Trento un nuovo interpello sulla legittimità delle decisioni assunte dalla Suprema Corte Italiana. Se accolte le tesi, ci sarà una pioggia di risarcimenti per gli ex-supplenti del Bel Paese. Nel frattempo, Anief a Trento come in tutto il territorio nazionale continua il contenzioso. Per aderire, clicca qui.

 

Molti docenti neo-assunti saranno assegnati alle scuole dagli uffici scolastici regionali senza curriculum vitae, sempre che si risalga ai nomi. Ancora una volta fallisce il meccanismo della chiamata diretta che quest’anno aveva visto coinvolti in parte anche gli organi collegiali, perché alle prime indicazioni nazionali ne sono seguile nuove.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal):Ora si riapra il sistema informatico o le nomine saranno fatte al buio al di là di quello che la legge avrebbe voluto per potenziare l’offerta formativa adeguando domanda e offerta. Sempre che dagli uffici scolastici regionali sappiano chi chiamare.

 

© 2014 - ANIEF - Associazione Sindacale Professionale - P.I. 97232940821 -Credits - Privacy - CookieRiconsidera Cookie 

  • ATA
  • RSU
  • Seminari