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Pioggia di condanne per il Miur in tribunale e altre 10 sentenze favorevoli targate Anief che in tutta Italia riconoscono il diritto del personale con contratti a termine a percepire le medesime progressioni stipendiali previste per i lavoratori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico: No alla discriminazione, la contrattazione interna deve rispettare le direttive comunitarie.

L'Anief continua a ottenere successi nei tribunali del lavoro di tutta Italia tutelando i diritti dei lavoratori precari della scuola; riconosciuta l'illegittimità dell'operato del MIUR che nega ai docenti con contratti a tempo determinato le progressioni stipendiali calcolate in base all'effettiva anzianità di servizio maturata. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Le discriminazioni contenute nel CCNL scuola a discapito dei lavoratori precari non sono più accettabili ed è necessario un immediato adeguamento ai dettami comunitari. Un lavoratore precario non può essere mantenuto alla retribuzione iniziale per il solo fatto di avere stipulato un'infinita serie di contratti a termine, ma ha diritto a vedersi retribuito sin da subito in base all'effettiva professionalità acquisita nel corso degli anni; con la rappresentatività chiederemo l'adeguamento contrattuale alla normativa europea e diremo il nostro secco NO alla discriminazione dei lavoratori a termine anche per quanto riguarda i permessi, le ferie e la ricostruzione di carriera una volta immessi in ruolo”.  L'Anief ha promosso ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori precari per rivendicare l'immediato adeguamento dello stipendio in base all'anzianità di servizio cui è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità.

 

Non convincono i dati del rapporto Pensions at a glance, pubblicato in settimana dall’organizzazione internazionale con sede a Parigi: in particolare il dato sull’età effettiva attuale di pensionamento che nel nostro Paese rimane favorevole, perché ancora a 62,1 anni per gli uomini e 61,3 per le donne, poiché esisterebbero “ulteriori canali che possono permettere di uscire anticipatamente”. Viene da chiedersi come si possa allargare a tutta la platea dei lavoratori una facoltà che il Governo ha dato, attraverso l’Ape Social, a sole 15 categorie occupazionali. Per i dipendenti pubblici la realtà è fatta di nuove regole che hanno prodotto soglie d’uscita sempre più alte: attualmente 66 anni e 7 mesi che tra un anno diventeranno 67 anni tondi e più avanti oltre i 71 anni. Chi vuole andarsene con la pensione di anzianità, invece, dovrà possedere quasi 44 anni di periodi contributivi. A breve anche per le donne. Per la Millennial Generation è un vero dramma: chi ha iniziato a lavorare nel 2016, infatti, potrà andare in pensione non prima dl 2067, dopo mezzo secolo di lavoro e con un assegno di quiescenza pari, se va bene, al 50 per cento dell’ultimo stipendio.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le medie dell’Ocse che indicano l’Italia ancora tra i Paesi più fortunati lasciano il tempo che trovano: purtroppo, quello che conta sono le riforme previdenziali approvate nell’ultimo periodo, che hanno innalzato di dieci anni i requisiti e l’età di accesso. E a breve si salirà di un ulteriore quinquennio. I dipendenti pubblici e della scuola saranno i più penalizzati da questo nuovo meccanismo, perché oltre a percepire stipendi bassi, non a caso bloccati da quasi un decennio e privati anche dell’indennità di vacanza contrattuale, avranno pure pensioni più piccole. La vera beffa è che tutto questo avviene mentre in Germania un insegnante continua a lasciare il lavoro per il pensionamento dopo circa 25 anni di servizio e senza particolari penalizzazioni. Mentre in Francia si lascia ancora oggi tra i 60 e i 62 anni. Sono dati pubblici su cui varrebbe la pena riflettere, anziché pensare che le sorti della finanza debbano poggiare solo sulle spalle di chi ha lavorato per una vita.

È possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico, oltre a ulteriori servizi. Per contatti, ci si può collegare al sito internet.Per avere tutte le indicazioni necessarie è possibile anche scrivere una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Il dirigente scolastico si chiama Maurizio Driol: 59 anni, 26 di carriera direttiva prima in provincia di Pordenone e dal 2001 in servizio all’Istituto comprensivo di Sedegliano e Basiliano, in provincia di Udine, reggente per il quinto anno consecutivo di due istituti della provincia e dal 1° dicembre scorso anche di un terzo collocato in ulteriore Comune. Per riuscire ad assolvere le incombenze di una situazione a dir poco complessa, il dirigente esce di casa alle 8 del mattino e vi rientra alle 8 di sera.

Il caso segnalato in Friuli non sorprende l’Anief: prima di tutto, centinaia di sedi scolastiche oggi non sarebbero scoperte se si fosse provveduto nel 2015 a svolgere il corso-concorso per sanare il contenzioso aperto della selezione del 2011, questione affrontata anche nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio del Senato; come se non bastasse, ci sono voluti due anni e mezzo per allestire l’attuale concorso a preside, con 2.450 posti messi a bando e 2.900 idonei da ammettere al corso di formazione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Alla fine della fiera, si è organizzato un concorso pure con delle norme di ammissioni che lasciano molto a desiderare, perché il regolamento ha escluso i docenti precari, il personale neo-immesso in ruolo o di ruolo che non ha superato l'anno di prova. Noi ci siamo opposti e attraverso i giudici puntiamo ad allargare la selezione ai precari e alle altre categorie escluse. Non possiamo immaginare cosa potrà accadere tra otto mesi, quando a seguito dei pensionamenti e del mancato turn over, le reggenze con decine di plessi diventeranno la norma. Perché in questa situazione si troveranno 2.500 presidi. I quali dovranno fare i conti con tutte le necessità scolastiche, ad iniziare da quella della sicurezza degli istituti, metà dei quali costruiti prima degli anni Settanta. Il nostro sindacato, con Udir, aveva portato una serie di emendamenti alla Legge di Stabilità al Senato, dove sono stati respinti. Questa settimana ci abbiamo riprovato alla Camera. Se anche questi decadranno, la via giudiziaria diventerà l’unica percorribile.

Nel frattempo, Anief continua a raccogliere le adesioni degli esclusi dalla procedura concorsuale per dirigenti scolastici avviata la scorsa settimana con la pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale n. 90: sono interessati al ricorso i docenti precari e il personale neo-immesso in ruolo o di ruolo che non ha superato l'anno di prova. Gli interessati possono cliccare qui. Impugnando con Anief l’esclusione dal concorso a preside, il docente ricorrente potrà avvalersi della speciale convenzione Anief con Eurosofia e partecipare al Corso di aggiornamento professionale e preparazione al Concorso per DS, usufruendo dello sconto Eurosofia: per conoscere le tariffe agevolate cliccare qui.

 

 

(ANSA) - ROMA, 7 DIC - Boom di domande - 4mila in una sola settimana - per il concorso a dirigenti scolastici. Lo sottolinea l'Anief che, considerando che la scadenza delle candidature è a fine mese, dà per scontato lo svolgimento della prova preselettiva con 100 domande a risposta multipla. "Le proiezioni dell'Anief erano quindi corrette. Il numero è destinato a salire e di molto, anche perché - spiega il sindacato - nella lista dei partecipanti al bando di concorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90, il sindacato conta di far rientrare tutte le categorie escluse: i laureati che hanno svolto cinque anni di servizio minimo previsti ma non ancora immessi in ruolo, coloro che sono già assunti a tempo indeterminato, i neo-assunti nel 2017 ma che non hanno ancora svolto per vari motivi l'anno di prova. Dalla parte del sindacato e dei potenziali ricorrenti c'è - ricorda l'Anief - un'importante sentenza del Consiglio di Stato che ha dato piena ragione a coloro che, in situazioni praticamente uguali, hanno impugnato con l'Anief il bando di concorso per dirigenti scolastici del 2011 e, in alcuni casi, l'hanno pure vinto".

Nel corso di una interrogazione parlamentare – presentata dall’on. Eleonora Bechis - la titolare del Dicastero di Viale Trastevere è tornata a far intendere che il motivo dei 40mila posti vacanti è da associare sia alla mancanza di docenti specializzati, e per questo si aspetterebbero i 9.949 docenti che si stanno specializzando, sia alla scelta di tanti insegnanti entrati in ruolo su sostegno di spostarsi su disciplina appena la legge glielo consente, quindi dopo cinque anni.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Fare questo mestiere è faticosissimo e se un insegnante abilitato in una o più discipline decide di tornare a fare il docente curricolare non possiamo biasimarlo. La didattica speciale comporta energie particolari: pensare che si tratti di una furberia è un modo semplicistico di giudicare questi insegnanti, ma soprattutto la dice lunga sulla competenza in materia da parte del Ministero dell’Istruzione sul sostegno e i suoi problemi cronici. Anche i numeri del Miur non tornano; siccome la matematica non è un’opinione è facile capire come stanno le cose: partendo da un dato certo, ovvero che le cattedre assegnate lo scorso anno sono state circa 140mila e che i docenti in organico di diritto si aggirano attorno alle 100mila unità, il calcolo è presto fatto ed i posti liberi non sono di certo solo 10mila. A dire il vero, dovrebbero essere anche di più di 40mila, visto l’alto numero di alunni che continua a non avere il proprio docente specializzato oppure a vedersi assegnate dagli Uffici scolastici meno ore settimanali rispetto a quelle sancite delle commissioni mediche statali di appartenenza. E per questo motivo noi continuiamo ad appellarci ai giudici.

Tutti coloro che intendono vederci chiaro sulla mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato possono ancora scrivere all'indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell'organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all'azione di sensibilizzazione che l'Anief promuove da anni gratuitamente con l'iniziativa “Sostegno, non un'ora di meno!”

 

 

Considerando che la scadenza delle candidature è a fine mese, si dà per scontato lo svolgimento della prova preselettiva con 100 domande a risposta multipla. Le proiezioni dell’Anief erano quindi corrette. Il numero è destinato a salire e di molto, anche perché nella lista dei partecipanti al bando di concorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90, il sindacato conta di far rientrare tutte le categorie escluse: i laureati che hanno svolto cinque anni di servizio minimo previsti ma non ancora immessi in ruolo, coloro che sono già assunti a tempo indeterminato, i neo-assunti nel 2017 ma che non hanno ancora svolto per vari motivi l’anno di prova. Dalla parte del sindacato e dei potenziali ricorrenti c’è un’importante sentenza del Consiglio di Stato che ha dato piena ragione a coloro che, in situazioni praticamente uguali, hanno impugnato con l’Anief il bando di concorso per dirigenti scolastici del 2011 e, in alcuni casi, l’hanno pure vinto.

Anief mette a disposizione il modello cartaceo di partecipazione al concorso DS riservato ai ricorrenti, proprio per consentire a precari e neo immessi in ruolo di partecipare nuovamente, oltre ad avviare la procedura di adesione allo specifico ricorso predisposto dallo stesso sindacato autonomo. Tutti gli iscritti Anief, inoltre, possono usufruire di tariffe agevolate per l'iscrizione ai corsi di preparazione al concorso DS organizzati dall'Ente Eurosofia.

 

 

In data odierna, è stata pubblicata la sentenza n. 251, (relatore prof. Giuliano Amato), con la quale, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la disposizione dell’articolo 1, comma 110, della legge di riforma della scuola 13 luglio 2015, n. 107 e – in via consequenziale – dell’articolo 17, terzo comma, del successivo d.lgs. 13 aprile 2017, n. 59, che precludeva la partecipazione ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale docente, a tutti gli insegnanti di ruolo già assunti con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali.

Tale provvedimento giurisdizionale, crea il precedente legale che determina definitivamente l’applicazione di quanto stabilito alle prossime procedure concorsuali.

Tale conquista è stata veicolata dal sindacato Anief che aveva presentato ricorso al Tribunale Amministrativo.

La consulta sgretola l’ennesimo pezzo della Riforma della Buona scuola, che ha incontrovertibilmente peggiorato e reso difficoltoso l’operato di tutti i componenti del comparto scuola, peggiorando inevitabilmente l’intera Istituzione.

Come ha fieramente affermato il Presidente Anief-Cisal Marcello Pacifico): “Avevamo piena ragione a rivendicare in tutte le sedi il diritto alla partecipazione del personale già di ruolo nei concorsi pubblici. Per questo abbiamo dato mandato ai nostri legali di produrre ricorso che oggi giunge al suo felice epilogo. Alla luce di queste indicazioni della Corte Costituzionale, è chiaro che al prossimo concorso previsto dalla Buona Scuola, il nuovo percorso per la formazione iniziale ed il reclutamento noto ormai come FIT, dovrà essere garantita anche la presenza dei docenti di ruolo. Ma non finisce qui: ci sono tanti altri aspetti della Buona Scuola che abbiamo impugnato in tutte le sedi possibili e che intendiamo cancellare, sempre per il bene dell’istruzione pubblica e di chi vi opera.”

Il testo delle sentenza della Consulta 251/2017 pubblicato il 6 dicembre 2017: cliccare qui.

Tutti i docenti di ruolo che potranno coronare il loro sogno di cambiare il grado di scuola o la loro classe di concorso potranno scegliere di prepararsi attraverso i percorsi delineati da Eurosofia per il Concorso a cattedra 2018.

Eurosofia vi seguirà nei vostri percorsi formativi supportandovi attraverso corsi di preparazione alle differenti prove, consolidando le vostre conoscenze e creando una fitta rete di attività di tutoraggio formativo affidato a docenti qualificati. 

Eurosofia è continuamente impegnata nella ricerca delle migliori soluzioni formative da destinare ai propri corsisti (in attesa che il bando di concorso venga pubblicato) per cui la scheda del corso e la domanda di iscrizione sono state aggiornate.

In questa prima fase il corsista avrà l’accesso all’ambito generale del corso, in modo che possa già acquisire le conoscenze normative e sviluppare le competenze pedagogico-didattiche, sociali. 

I corsisti potranno accedere alla parte disciplinare dal mese di novembre 2017.

I nostri formatori stanno già predisponendo il materiale relativo all’ambito disciplinare, che potrà essere integrato in funzione delle nuove e più recenti indicazioni ministeriali che saranno fornite con la pubblicazione dei bandi

Modalità di svolgimento:

Roma, 6 dic. (Adnkronos/Labitalia) - "Avevamo piena ragione a rivendicare in tutte le sedi il diritto alla partecipazione del personale già di ruolo nei concorsi pubblici. Per questo abbiamo dato mandato ai nostri legali di produrre ricorso che oggi giunge al suo felice epilogo". Così Marcello Pacifico (Anief-Cisal) commenta la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara illegittima l'esclusione dai concorsi dei docenti di ruolo.

"Alla luce di queste indicazioni della Corte Costituzionale -spiega- è chiaro che al prossimo concorso previsto dalla 'Buona Scuola', il nuovo percorso per la formazione iniziale e il reclutamento noto ormai come Fit, dovrà essere garantita anche la presenza dei docenti di ruolo".

"Ma -avverte Pacifico- non finisce qui: ci sono tanti altri aspetti della 'Buona Scuola' che abbiamo impugnato in tutte le sedi possibili e che intendiamo cancellare, sempre per il bene dell'istruzione pubblica e di chi vi opera".

Con una la sentenza n. 251 (relatore prof. Giuliano Amato), pubblicata oggi, si stabilisce l’illegittimità dell’articolo 1, comma 110, della legge di riforma della scuola 13 luglio 2015, n. 107 e – in via consequenziale – dell’articolo 17, terzo comma, del successivo d.lgs. 13 aprile 2017, n. 59, là dove escludono dalla partecipazione ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale docente gli insegnanti già assunti con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali. Con la pronuncia viene meno la norma in base alla quale si è deciso che ai concorsi pubblici per titoli ed esami non può partecipare il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali. Ad avere difeso i lavoratori, ancora una volta è stato il sindacato Anief.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Avevamo piena ragione a rivendicare in tutte le sedi il diritto alla partecipazione del personale già di ruolo nei concorsi pubblici. Per questo abbiamo dato mandato ai nostri legali di produrre ricorso che oggi giunge al suo felice epilogo. Alla luce di queste indicazioni della Corte Costituzionale, è chiaro che al prossimo concorso previsto dalla Buona Scuola, il nuovo percorso per la formazione iniziale ed il reclutamento noto ormai come FIT, dovrà essere garantita anche la presenza dei docenti di ruolo. Ma non finisce qui: ci sono tanti altri aspetti della Buona Scuola che abbiamo impugnato in tutte le sedi possibili e che intendiamo cancellare, sempre per il bene dell’istruzione pubblica e di chi vi opera.

 

Il testo approvato dal Senato con maxi-emendamento del Governo giunge all'esame della Camera dei Deputati. Anief ci riprova e chiede urgenti e profonde modifiche. Gli originari articoli 53-58 sono stati riformulati all'interno dei commi che vanno dal 333 al 370 all'articolo 1 del disegno di legge. È su questo documento che il sindacato Anief tenta in extremis di introdurre una serie di disposizioni che permetterebbero di risolvere quei problemi che la riforma Renzi-Giannini ha ignorato, se non in certi casi addirittura ingigantito per via dell’approvazione di norme sbagliate, discriminatorie e orientate al risparmio piuttosto che alla funzionalità della scuola e di chi vi opera ogni giorno.

È chiaro che se anche questi emendamenti non dovessero passare, il sindacato ha già pronta la via alternativa: promuovere nuovi e ancora più motivati ricorsi in tribunale.

 

Il giovane sindacato dei presidi tenta in extremis di introdurre delle modifiche che permetterebbero ai nostri presidi di svolgere il lavoro senza più responsabilità non loro ed equiparandoli finalmente ai colleghi dell’area dirigenziale. Ecco in sintesi le richieste: esonero dalle responsabilità del dirigente scolastico dopo la segnalazione agli organi competenti delle problematiche legate alla sicurezza; utilizzo delle risorse finanziate per riconoscere la “Ria” ai dirigenti scolastici assunti dal 2002; riconoscimento della perequazione esterna fin dal 2016 e per intero, ripristino e incremento del Fondo Unico Nazionale.

In mancanza di una risposta, sarà inevitabile ricorrere in tribunale. A questo proposito, Udir ricorda che ha attivato specifici ricorsi al Giudice del Lavoro: di recente, attraverso il ricorso, ha riconosciuto, ad esempio, il diritto alla corresponsione della RIA a tutti gli effetti contrattuali e di legge, ivi compresi quelli relativi alla pensione e alla buonuscita. Sulla perequazione esterna, che lascia i presidi indietro di 38mila euro annui rispetto ai colleghi della PA con molte meno responsabilità, è possibile inviare sin d’ora una diffida, anche in attesa di una nuova pronuncia della Consulta per interrompere la prescrizione.

 

Sono state presentate più di 4 mila domande on line per partecipare al concorso per il reclutamento di 2.425 dirigenti scolastici per il prossimo triennio.

Considerando che le procedure di iscrizione sono state aperte soltanto il 29 novembre e che vi sarà tempo fino al 29 dicembre 2017 per inoltrare istanza di partecipazione, è facile prevedere che alla fine il numero dei candidati arriverà a eguagliare o superare le 40.156 domande presentate per l’ultimo concorso DS del 2012.

Si presume che sarà necessario ricorrere alla prova preselettiva, prevista per marzo-aprile 2018, per graduare 8.700 candidati con miglior punteggio da ammettere alla prova scritta. Solo 8.700 potranno quindi essere ammessi alla fase successiva delle selezioni.

Gli aspiranti dirigenti che hanno già presentato la domanda hanno trovato una sostanziale novità nel modello: è adesso indispensabile sottoscrivere di essere consapevoli che il concorso è nazionale e che, in caso di vittoria finale, la sede da scegliere in base alla posizione di graduatoria potrà essere in qualsiasi provincia del territorio nazionale.

È probabile che tale specifica sia stata inserita dal Miur per by-passare le problematiche ed i contenziosi che si sono verificati per le recenti immissioni in ruolo dei docenti nella Buona Scuola, che hanno causato un diffuso malcontento in chi sperava in una sede d’assegnazione non eccessivamente distante dal luogo di residenza.

La tempistica per prepararsi necessita impegno ed uno studio mirato ed efficace.

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Eurosofia ha progettato un percorso di studi efficace, grazie al coinvolgimento di un team di formatori composto da Dirigenti con competenze e pluriennale esperienza gestionale.

Dal mese di gennaio sarà attivato un ciclo di 5 incontri in presenza, per un totale di 20 ore, nelle province di Bari, Catania, Milano, Palermo, Roma, Torino, Napoli e Caltanissetta e nelle altre province in cui si raggiungerà il numero minimo di 15 iscritti.

Durata del corso

 

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