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L’iniziativa, quindi, è stata organizzata per dire basta al silenzio che circonda la professione di dirigenti scolastici, pagati come impiegati, con impegni da super manager, ma gravati di responsabilità pressanti. Sarà una forma di protesta civile ma significativa e ‘rumorosa’. I capi d’istituto vogliono far comprendere alle istituzioni e all’opinione pubblica che oggi le scuole e chi ne è a capo non sono minimamente tutelati: l’apice della contestazione culminerà domattina, quando una delegazione salirà al Miur per illustrare il malessere divenuto ormai insostenibile. Tra i problemi più sentiti c’è quello del vulnus stipendiale, contro il quale Udir ha attivato specifici ricorsi al TAR e al giudice del lavoro. Poi c’è la questione irrisolta, una priorità assoluta, della mancata sicurezza degli istituti scolastici, problematica per la quale proprio i dirigenti rispondono in prima persona, pure a livello penale, pur avendo un margine di azione vicino allo zero.

Marcello Pacifico (presidente Udir): I nostri dirigenti scolastici non vengono rispettati. Abbiamo già denunciato come, nonostante i 96 milioni stanziati dalla Legge di Bilancio a regime, chi svolge la professione in alcune regioni si ritroverà presto a guadagnare meno di quello che percepisce oggi. Per opporsi a questa assurdità abbiamo predisposto un ricorso gratuito al giudice del lavoro, per il recupero del Fondo Unico Nazionale, contro il taglio della retribuzione di posizione e di risultato dal 2011 al 2015, ma anche per il recupero erariale imputabile agli effetti dei Contratti integrativi regionali. Sulle responsabilità enormi che la scuola autonoma ha conferito ai nostri dirigenti vale la pena ricordare che lo Stato non ha più alcuna intenzione di fare sconti. Tanto è vero che non ammette più ritardi nel predisporre determinati documenti. Come il “Certificato di prevenzione incendi” aggiornato e la “Segnalazione certificata d’inizio attività” che diventano elementi imprescindibili nel condurre una scuola. Si chiede, in pratica, la massima efficienza, senza però garantire un corrispettivo equo per attuarla.

 

 

Ci sono almeno dieci validi motivi per impugnare alla suprema Corte la sentenza n. 11 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre, che ha estromesso dalle GaE docenti precari con diploma magistrale. Le motivazioni toccano più punti: dall’eccesso di potere giurisdizionale al difetto assoluto di giurisdizione, fino alla violazione della Costituzione e della Cedu. Quattordici sono i legali patrocinanti. Tra questi, gli avvocati Zampieri, Galleano, De Michele, Miceli hanno agito per Anief. Nei giorni scorsi peraltro Anief ha già notificato il ricorso a Strasburgo, ha depositato il reclamo collettivo al Consiglio d’Europa e ha fornito un parere motivato firmato dall’ex presidente della Cassazione Michele De Luca per le docenti immessi in ruolo con riserva che hanno superato l’anno di prova.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Questa nuova azione legale permetterà di chiedere la sospensione dei processi e il congelamento delle posizioni delle maestre e di maestri che insegnano nelle nostre scuole, in attesa di una risposta della politica sulla richiesta della riapertura delle GaE: è una richiesta per noi fondamentale, i cui esiti interessano anche tutto il resto del personale regolarmente abilitato all’insegnamento che continua ad essere lasciato senza ragione fuori dalle supplenze annuali e delle stabilizzazioni.

 

 

ROMA, 15 APR - "Preso atto dell'inerzia che continua a contraddistinguere l'azione di chi amministra l'istruzione pubblica in Italia", l'associazione sindacale Anief ha deciso di "incrociare di nuovo le braccia, aderendo alla proclamazione dello sciopero generale nel comparto scuola indetta per il 2 e 3 maggio e già ratificata dal dipartimento della Funzione Pubblica". La protesta, che coinvolgerà il personale docente e Ata a tempo indeterminato e determinato, atipico e precario, "segue le due già realizzate negli ultimi mesi: quella dell'8 gennaio, a ridosso della sentenza in Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, cui ha fatto seguito lo sciopero del 23 marzo nel giorno d'insediamento delle Camere, a cui si è aggiunto il malcontento per un rinnovo di contratto al ribasso", spiega una nota. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), "tra il personale, la situazione di insofferenza ha raggiunto l'apice. Tra i precari, anche di lungo corso, non si arresterà fino a quando non saranno riaperte le Graduatorie ad esaurimento, trasformato tutto l'organico di fatto in organico di diritto, autorizzato un nuovo vero piano straordinario di 150mila assunzioni per docenti educatori ed Ata". "Tutto il personale, invece, continua a chiedere ulteriori risorse per riportare gli stipendi al costo della vita. Sono tanti i motivi che hanno portato il nostro sindacato a chiedere di scioperare, per ben tre volte in quattro mesi, consapevoli del fatto che non possiamo essere ostaggio della politica. Anche perché chi è docente e Ata non può più fare il missionario. È chiamato, certamente, ad educare al diritto, al dovere e al lavoro. Ma ha anche il diritto di essere assunto dopo 36 mesi di lavoro. E per farlo, i precari devono essere immessi in ruolo dalle GaE, se in possesso di abilitazione, attraverso qualsiasi canale; occorre poi trasformare i quasi 100mila posti degli organici di fatto in cattedre vacanti, quindi da collocare in quelle di diritto. Allo stesso modo, riteniamo che sia giunta finalmente l'ora di allineare gli stipendi almeno all'aumento del costo della vita", ha concluso. (ANSA).

 

L’ex titolare del Miur: I risultati così negativi dei test Pisa nelle materie scientifiche “sono tali perché il 60% dei docenti delle medie non sono docenti di matematica. Abbiamo un turn-over di circa 8.000 insegnanti l’anno a fronte di 100.000 domande e questo non è un modo corretto di fare, indipendentemente dalla politica sindacale. I problemi di welfare si risolvono in altro modo”.

Il sindacalista autonomo risponde: Le responsabilità vanno ascritte principalmente ai ministri dell'istruzione che si sono succeduti negli ultimi anni, incapaci di assorbire nei ruoli quegli insegnanti abili all’insegnamento ma lasciati ai margini per mere, quanto risibili, motivazioni di finanza. Di certo, non è colpa degli insegnanti che stanno nelle cattedre sbagliate: se si trovano lì, è perché si sono andati a formare dei buchi, delle voragini, in organico che l’amministrazione centrale prima non ha preventivato e poi nemmeno saputo fronteggiare. Per l'ex ministro, peraltro, un laureato in matematica dopo il 2001 non avrebbe potuto neanche partecipare ai concorsi, se non fosse stato per i ricorsi vinti da Anief in tribunale. Stupisce anche che ancora non sappia che vi sono ottantamila posti vacanti e disponibili, ma da sempre appannaggio dell'organico di fatto, anziché in quello di diritto, loro sede naturale.

Anche sulle lodi espresse da Profumo sulla nuova formazione – “grosso passo avanti l’introduzione di due anni di tirocinio per diventare insegnanti” - Anief sostiene che si tratta di una affermazione altrettanto discutibile: perché una cattedra su otto continua ad essere assegnate dalle GaE e l'inserimento nelle Grame non assicura l'assunzione in ruolo. Pertanto, la XVIII legislatura che s'insedierà dopo il voto odierno, dovrà mettere mano di nuovo alla materia con l'unica soluzione immediata possibile e logica: la riapertura delle GaE, come previsto vent'anni fa. Un motivo per votare Anief nelle elezioni Rsu in programma da martedì a giovedì prossimo e aderire allo sciopero Anief del 2 e 3 maggio prossimi.

 

 

Preso atto dell’inerzia che continua a contraddistinguere l’azione di chi amministra l’istruzione pubblica in Italia, Anief ha deciso di incrociare di nuovo le braccia, aderendo alla proclamazione dello sciopero generale nel Comparto Scuola indetta per il 2 e 3 maggio prossimi e già ratificata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica. La protesta, alla quale parteciperà tutto il personale docente e ATA a tempo indeterminato e determinato, atipico e precario, segue le due già realizzate negli ultimi mesi: quella dell’8 gennaio, a ridosso della sentenza in Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, cui ha fatto seguito lo sciopero del 23 marzo nel giorno d’insediamento delle Camere, a cui si è aggiunto il malcontento per un rinnovo di contratto al ribasso.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Tra il personale, la situazione di insofferenza ha raggiunto l’apice. Tra i precari, anche di lungo corso, non si arresterà fino a quando non saranno riaperte le Graduatorie ad esaurimento, trasformato tutto l'organico di fatto in organico di diritto, autorizzato un nuovo vero piano straordinario di 150mila assunzioni per docenti educatori ed Ata. Tutto il personale, invece, continua a chiedere ulteriori risorse per riportare gli stipendi al costo della vita. Sono tanti i motivi che hanno portato il nostro sindacato a chiedere di scioperare, per ben tre volte in quattro mesi, consapevoli del fatto che non possiamo essere ostaggio della politica. Anche perché chi è docente e Ata non può più fare il missionario. È chiamato, certamente, ad educare al diritto, al dovere e al lavoro. Ma ha anche il diritto di essere assunto dopo 36 mesi di lavoro. E per farlo, i precari devono essere immessi in ruolo dalle GaE, se in possesso di abilitazione, attraverso qualsiasi canale; occorre poi trasformare i quasi 100mila posti degli organici di fatto in cattedre vacanti, quindi da collocare in quelle di diritto. Allo stesso modo, riteniamo che sia giunta finalmente l’ora di allineare gli stipendi almeno all'aumento del costo della vita.

 

ROMA, 14 APR - "In presenza di disabili il Ministero dell'Istruzione indica di formare classi con massimo 20 alunni, ma molte scuole non ne tengono conto e spesso risparmiano anche sui docenti": lo denuncia l'Anief, ricordando che l'esortazione del Miur è stata ribadita in questi giorni con la Nota n.16041 con la quale sono state fornite indicazioni a tutti gli Uffici Scolastici in merito alla dotazione organica del personale docente per l'anno scolastico 2018-2019. "Non è possibile che applicando la Legge 244/07, sino alla più recente Legge 128/13, l'organico di diritto del sostegno continui ad essere bloccato al 70% di quello annualmente assegnato dal Miur", fa sapere il presidente di Anief e Cisal Marcello Pacifico. "È un problema facilmente risolvibile, non di certo con l'assegnazione di supplenze triennali, come autorizza il D.lgs 66/17, ma piuttosto con la stabilizzazione del personale e incentivi a permanere nei ruoli e non invece - avverte - con penalizzazioni per i passaggi di ruolo".(ANSA).

 

Lo ha ribadito in questi giorni il Ministero dell’Istruzione attraverso la Nota n. 16041, attraverso la quale sono state forniti a tutti gli Uffici Scolastici le indicazioni in merito alla dotazione organica del personale docente per l’anno scolastico 2018/19, anche per i posti di sostegno. Ma il limite continua ad essere aggirato. Vi sono classi iniziali, in misura maggiore nella scuola secondaria, dove pure in presenza di alunni disabili il numero di alunni supera anche abbondantemente (tra le 25 e le 30 unità) il limite indicato dal dicastero di Viale Trastevere. Andando in questo modo a determinare un danno ingente, sia all’alunno con problemi di apprendimento, sia ai compagni di classe normodotati, sia al corpo insegnante, costretto a svolgere le lezioni senza avere la possibilità di prestare la massima attenzione alla didattica personalizzata proprio per via del gruppo-classe numericamente eccessivo. Si ricorda, inoltre, che al suo interno sono spesso presenti anche alunni con disturbi specifici di apprendimento (Dsa) e con bisogni educativi specifici (Bes). La situazione diventa da allarme rosso per via della mancata assegnazione delle ore di sostegno: ritardi di nomine, orari settimanali ridotti, cambi di insegnanti e disfunzioni di ogni genere continuano infatti a caratterizzare la didattica dei circa 240mila alunni con disabilità iscritti quest’anno nelle nostre scuole.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è possibile che applicando la Legge 244/07, sino alla più recente Legge 128/13, l'organico di diritto del sostegno continui ad essere bloccato al 70% di quello annualmente assegnato dal Miur. È un problema facilmente risolvibile, non di certo con l'assegnazione di supplenze triennali, come autorizza il D.lgs 66/17, ma piuttosto con la stabilizzazione del personale e incentivi a permanere nei ruoli e non invece penalizzazioni per i passaggi di ruolo. E il problema non si può di certo risolvere cercando di “trattenere” il personale di ruolo sul sostegno: è quello che anche quest’anno il Miur sta cercando di fare non riconoscendo, al personale di sostegno di ruolo, il servizio pre-ruolo come utile per la valutazione del servizio obbligatorio da svolgere nei trasferimenti. Il tutto, in totale spregio della sentenza della Corte di Cassazione n. 22552/16 che ha annullato la mancata parità di trattamento tra personale di ruolo e precario.

Anief si impegna a far cambiare tutte queste norme illegittime, sinora contrastate in tribunale, anche attraverso la contrattazione ai tavoli ministeriali. Per fare ciò ha bisogno di superare però la soglia di rappresentatività del 5%: l’occasione per farlo è votare Anief la prossima settimana, quando si svolgeranno, tra il martedì 17 e giovedì 19, le elezioni Rsu in tutti gli istituti scolastici. Il programma di questa importante tornata elettorale verrà presentato lunedì 16, dopodomani, dal presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, nel corso dell’RSU Day Anief che si terrà nella sede dell’Università Pegaso di Napoli: il sindacalista, il cui intervento potrà essere seguito in diretta streaming, chiuderà in questo modo una campagna lunghissima, durante la quale ha incontrato migliaia di operatori della scuola.

 

 

Il Tribunale del Lavoro di Pordenone dà ragione all'Anief e conferma che anche ai docenti immessi in ruolo dopo il 1° settembre 2011, ma con almeno un anno di precariato svolto entro il 2010/2011, va applicata la “clausola di salvaguardia” prevista dal CCNL 2011 che prevede il diritto al mantenimento del gradone stipendiale “3-8 anni”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Con la rappresentativitàsaneremo direttamente in contrattazione anche questa stortura che ancora una volta discrimina i precari anche dopo l'immissione in ruolo”.

La sentenza, che conferma l'orientamento giurisprudenziale ottenuto dai legali Anief in questi anni, accoglie in toto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Tiziana Sponga e Fortunato Niro e riconosce il diritto di una docente, immessa in ruolo dopo il 2011, all'integrale e immediato riconoscimento di tutto il servizio svolto durante il precariato e all'applicazione, equiparando tutto il suo servizio a termine a quello svolto a tempo indeterminato, della contrattazione collettiva nazionale economica precedente, che riconosceva il diritto al gradone stipendiale 3-8, molto più favorevole rispetto a quello attuale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo nuovamente avuto ragione contro un CCNL economico di comparto, siglato nel 2011 da buona parte degli altri sindacati che, ancora una volta, discriminava i precari e il periodo svolto durante il precariato. Con la nostra rappresentatività anche questa stortura dovrà essere sanata direttamente in contrattazione e ribadiremo per l'ennesima volta che il lavoro svolto durante il precariato non può mai essere considerato come servizio di serie B. Per questo e per lavorare insieme a una scuola davvero giusta, c’è bisogno di un nuovo sindacato, forte, che si faccia portavoce vero delle istanze di tutto il personale della scuola”. Lunedì 16 aprile alle ore 15:00, il presidente Marcello Pacifico sarà protagonista dell’RSU Day Anief che si terrà presso la sede dell’Università Pegaso di Napoli. Il sindacalista - il cui intervento potrà essere seguito in diretta streaming - chiuderà con il suo intervento una campagna lunghissima, durante la quale ha incontrato migliaia di lavoratori della scuola.

 

 

La Corte di Cassazione, che in questo senso si è espressa a sezioni unite con la sentenza n. 22552/16, risolvendo l’annoso problema della mancata parità di trattamento tra personale di ruolo e precario, accorda le richieste di non discriminazione patrocinate dal sindacato. Lo stesso principio vale per la validità dei servizi svolti, che vanno per forza di cose considerati tutti per intero. E ciò vale, ovviamente, anche per i docenti di sostegno. I quali, lo ricordiamo, sono insegnanti abilitati con diritti analoghi ai colleghi su disciplina. Detto questo, rimane un mistero il perché al Miur si continui a considerare il loro servizio pre-ruolo non utile per il raggiungimento del quinquennio di servizio e a chiedere, in questo modo, il ritorno sulla loro disciplina d’insegnamento. Secondo il giovane sindacato, risulta quindi illegittima la norma contrattuale laddove non riconosce il servizio pre-ruolo come utile per la valutazione del servizio obbligatorio da svolgere nei trasferimenti. A questo proposito, nel periodo di consegna delle domande di trasferimento, che rimarrà aperto fino al prossimo 26 aprile, Anief ricorda di dichiararlo nella domanda, per poter impugnare il tutto. Per aderire al ricorso vai al seguente link.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Appena Anief diverrà rappresentativa, al fine di ottenere il punteggio spettante in fase di richiesta di mobilità ed in particolare di trasferimento annuale, si batterà al massimo sia per questa istanza, sia per revisionare la tabella di valutazione dei titoli, per valutare il servizio nella paritaria, tutto quellopre-ruolo nelle graduatorie interne d'istituto e per garantire i trasferimenti attraverso l'adeguamento degli organici di fatto agli organici di diritto.

Proprio in questi giorni è indispensabile rivolgersi in tribunale per presentare anche altri ricorsi Anief e non soccombere dinanzi alle norme ingiuste incluse nel contratto vigente sulla mobilità del personale scolastico.

 

 

L'evento  si terrà nella giornata di martedì 17 aprile 2018, alle ore 15:45 nella Sala convegni di Palazzo Cardinal De Vio, Comune di Gaeta.

Presenterà l’evento la Dott.ssa Gianna Conte, Presidentessa della commissione cultura, commissione, sanità e servizi sociale del Comune di Gaeta.

Un evento che mira alla sensibilizzazione ed informazione sulle problematiche legate alle Sindromi dello Spettro Autistico e ai disagi che spesso vivono le persone che ne soffrono e i loro familiari, ma anche affrontare la tematica analizzando con un approccio scientifico lo stato della ricerca e analizzando le nuove teorie sul fronte della diagnosi e delle terapie.

Il Comune di Gaeta in collaborazione con l’Ente di formazione Eurosofia, l’Associazione Liberautismo, e l’Arcidiocesi ed il museo diocesano di Gaeta, vogliono puntare i riflettori sull’Autismo, promuovendo la ricerca e il miglioramento dei servizi e contrastando la discriminazione e l’isolamento che ancora subiscono le persone autistiche ed i loro familiari.

Questa particolare forma di disabilità è differente da tutte le altre. Ci sono tanti aspetti da analizzare e valutare. Durante il seminario si alterneranno differenti figure professionali che sottolinieranno quanto siano ancora insufficienti le conoscenze che riguardano tale patologia e di quanto sia carente l’impegno delle istituzioni, nonostante il fenomeno sia molto diffuso. La patologia, infatti, è in crescita e colpisce un bambino su cinquanta.

Al termine del corso di formazione verrà rilasciato un attestato di partecipazione da Eurosofia, soggetto accreditato dal MIUR per l’erogazione della formazione del personale scolastico ai sensi della direttiva 170/2016.

Per partecipare o ricevere maggiori informazioni invia una mail a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

O contatta il numero 0917098311-0917098357

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Manca pochissimo alla chiusura ufficiale della campagna elettorale Rsu che porterà al voto tutto il personale scolastico: sfiora il milione di dipendenti la quota di docenti e Ata potenziali elettori. Anief si candida a divenire rappresentativa e quest’anno ha tutte le carte in regola perché ciò accada. Lunedì 16 aprile, il giovane sindacato presenterà il programma di questa tornata elettorale, direttamente attraverso il suo presidente nazionale: il professor Marcello Pacifico sarà protagonista dell’RSU Day Anief che si terrà presso la sede dell’Università Pegaso di Napoli. Il sindacalista, il cui intervento potrà anche essere seguito in diretta streaming, chiuderà in questo modo una campagna lunghissima, durante la quale ha incontrato migliaia di operatori della scuola

L’Anief ha presentato 5 mila liste, forte degli 8 mila candidati e delle 41 mila deleghe ottenute. In questo momento, la giovane organizzazione supera la soglia della rappresentatività, candidandosi dopo trent'anni a riscrivere la storia del sindacalismo italiano con un nuovo ingresso che si ripromette di riportare la legalità e la giustizia nelle nostre aule. Si ricorda, a questo proposito, che le percentuali relative al voto determineranno anche il potere contrattuale delle sigle che firmeranno il prossimo contratto. Per questo è di grandissima importanza indirizzare la totalità dei voti su Anief.

Per rivolgersi a tutti i lavoratori della scuola - docenti, educatori e Ata – lo stesso presidente Anief Marcello Pacifico ha inviato una lettera contenente i punti del programma elettorale e gli impegni che il sindacato s’impegna a portare avanti se riuscirà a superare la soglia di rappresentatività del 5%.

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