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ROMA, 13 GIU - Sul precariato le "segreterie scolastiche sono in confusione: non sanno quali classi di concorso adottare". E' quanto scrive l'associazione sindacale Anief in una nota. "Nell'ultimo periodo il ministero dell'Istruzione ha prodotto una serie di tabelle e di decreti per definire gli insegnamenti dei docenti, associati ai titoli di studio, senza però chiarirne l'applicazione. Il problema è che tutto il lavoro di verifica deve essere svolto entro il 30 giugno e, dato che numerose domande saranno inviate per Posta gli ultimi giorni, a ridosso della scadenza bisognerà decidere in via definitiva". Per il sindacato, "stanno venendo al pettine tutti i nodi mai sciolti sulla revisione forzata delle classi di concorso, iniziato nel 2008, quando l'allora ministro, Maria Stella Gelmini, decise di ridurre le classi di concorso di un terzo, al fine di rendere più spendibili le abilitazioni degli insegnanti. Sino a che il Governo Renzi è riuscito nell'impresa di superare in peggio quel provvedimento, rendendo stabili le tabelle di confluenza provvisorie e trasformando i docenti italiani in una sorta di jolly transumante". Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal) "tutto questo ha prodotto degli insegnamenti sempre meno specializzanti, che è anche tra le cause che hanno portato a un altissimo numero di bocciature in occasione dell'ultimo concorso a cattedra. Tra l'altro, malgrado le continue modifiche in itinere delle tabelle e degli accoppiamenti delle nuove classi concorsuali con i titoli di studio, ancora oggi il nostro sindacato continua a ricevere diverse segnalazioni di errori marchiani nelle varie assegnazioni ministeriali. Siamo di fronte all'ennesimo pasticcio contro il quale non possiamo rimanere inermi".
 

Si tratta della conferma del blocco triennale della provincia di immissione in ruolo e del divieto di domanda per chi ha ottenuto trasferimento. Non avrà conferma, quindi, la mediazione voluta saggiamente lo scorso anno per limitare i danni dovuti all’assurda decisione di assumere decine di migliaia di docenti su area nazionale. In quell’occasione si arrivò a una decisione coerente, anche perché al ricatto dell’immissione in ruolo in cambio dell’indicazione da parte dell’aspirante docente a tempo indeterminato di tutte le cento province italiane, si aggiunse la lotteria dell’algoritmo impazzito che ha destinato tantissimi insegnanti fuori provincia, anche a mille e più chilometri, pur in presenza di posti vacanti a due passi da casa. Oltre all’incomprensibile passo indietro rispetto a soli dodici mesi fa, visto che le condizioni sono rimaste immutate, c’è almeno un altro aspetto che rende illogica la presa di posizione del Miur: il fatto che la deroga sia stata già confermata nel contratto sulla mobilità del prossimo anno scolastico, alla voce ‘trasferimenti’.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): come si spiegherà al personale che la deroga al blocco per assunti nell’ultimo triennio è concessa solo a una parte di personale? Per noi è chiaro che, a parità di condizioni, la deroga va confermata. Altrimenti, ricorreremo al giudice del lavoro. Perché la vita professionale e gli affetti dei docenti valgono molto di più delle norme altalenanti e prive di logica prodotte da un’amministrazione sempre più confusionaria.

 

La giurisprudenza ormai si consolida in favore del riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie ai fini dell'attribuzione del punteggio nelle procedure di mobilità. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per chi ha dichiarato il servizio nella domanda di mobilità.

Una nuova vittoria presso il Tribunale del Lavoro di Siena si aggiunge alla lunga lista di successi ottenuti dall'Anief sul diritto al riconoscimento del punteggio per il servizio prestato nelle scuole paritarie nelle procedure di trasferimento. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo dimostrato in tribunale come la normativa primaria sia chiara nel prevedere che le scuole paritarie concorrano insieme alle scuole statali alla costruzione del sistema nazionale di istruzione unitariamente inteso e come il CCNI sia evidentemente illegittimo nella parte in cui non prevede alcuna valorizzazione del servizio prestato in tali istituti, ponendo in essere un'evidente disparità di trattamento e discriminazione”. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per chi ha dichiarato il servizio prestato nelle scuole paritarie all'atto della presentazione della domanda di mobilità 2017.

 

 

Il 'precariato storico' ottiene giustizia in tribunale grazie all'azione legale promossa dall'Anief con la declaratoria dell'illiceità della reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio su posti vacanti e la piena conferma del diritto dei lavoratori precari alla corresponsione di uno stipendio commisurato all'effettivo servizio prestato. Ancora possibile ricorrere con Anief per la tutela dei propri diritti.

I lavoratori precari della scuola ottengono ancora una volta giustizia in tribunale grazie al sindacato Anief che da sempre si è schierato in prima linea per il rispetto della normativa comunitaria e ha ottenuto un'altra soddisfacente vittoria contro il Miur. Il Tribunale del Lavoro di Vicenza accoglie in toto le tesi patrocinate dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Maria Maniscalco, condannando il Ministero dell'Istruzione per discriminazione e violazione di norme comunitarie. Dimostrata in tribunale l’illecita discriminazione posta in essere nei confronti dei dipendenti precari con la condanna dell’Amministrazione a corrispondere a due lavoratrici un totale di 21 mensilità di risarcimento danni e il corrispettivo delle progressioni di carriera mai riconosciute durante il precariato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la nostra azione legale a tutela dei lavoratori della scuola sta dimostrando ogni giorno che il Ministero ha mantenuto per anni, e continua a mantenere, docenti e ATA in condizione di precarietà anche su posti vacanti che dovevano essere attribuiti con contratti a tempo indeterminato e che sfrutta il loro lavoro ponendo in essere un'odiosa discriminazione non riconoscendo una retribuzione commisurata all'effettiva anzianità di servizio.

 

Nell’ultimo periodo il Ministero dell’Istruzione ha prodotto una serie di tabelle e di decreti per definire gli insegnamenti dei docenti, associati ai titoli di studio, senza però chiarirne l’applicazione. Il problema è che tutto il lavoro di verifica deve essere svolto entro il 30 giugno e, dato che numerose domande saranno inviate per Posta gli ultimi giorni, a ridosso della scadenza bisognerà decidere in via definitiva. Per il sindacato, stanno venendo al pettine tutti i nodi mai sciolti sulla revisione forzata delle classi di concorso, iniziato nel 2008, quando l’allora Ministro, Maria Stella Gelmini, decise di ridurre le classi di concorso di un terzo, al fine di rendere più spendibili le abilitazioni degli insegnanti. Sino a che il Governo Renzi è riuscito nell’impresa di superare in peggio quel provvedimento, rendendo stabili le tabelle di confluenza provvisorie e trasformando i docenti italiani in una sorta di jolly transumante.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tutto questo ha prodotto degli insegnamenti sempre meno specializzanti, che è anche tra le cause che hanno portato a un altissimo numero di bocciature in occasione dell’ultimo concorso a cattedra. Tra l’altro, malgrado le continue modifiche in itinere delle tabelle e degli accoppiamenti delle nuove classi concorsuali con i titoli di studio, ancora oggi il nostro sindacato continua a ricevere diverse segnalazioni di errori marchiani nelle varie assegnazioni ministeriali. Siamo di fronte all’ennesimo pasticcio contro il quale non possiamo rimanere inermi.

Per quanto riguarda l’aggiornamento delle graduatorie d’Istituto, Anief ricorda che fornisce assistenza legale contro 12 diversi diritti negati.

 

L’associazione sindacale Anief ha siglato una convenzione con il centro servizi Cedan s.r.l.s. ente autorizzato, da parte dell'organizzazione sindacale Cisal, a fornire servizi di assistenza fiscale e patronato.

Vieni a scoprire i servizi a te riservati sul sito www.cedan.it, saremo lieti di accoglierti presso le nostre sedi per fornirti assistenza in ordine alla  compilazione della nuova domanda di disoccupazione.

In occasione della fine dell’anno scolastico, Anief mette a disposizione dei propri associati l’apertura di sportelli straordinari su tutto il territorio nazionale.

Di seguito l’elenco completo delle sedi Anief preposte all’offerta del servizio.

Ti invitiamo a contattare il collaboratore della tua zona.

Nuova soddisfacente vittoria in tribunale per l'Anief e pieno diritto dei docenti cancellati dalle Graduatorie a Esaurimento a essere reinseriti all'atto di ogni aggiornamento delle graduatorie. Aperte le adesioni ai ricorsi Anief per l'inserimento/reinserimento in GaE dei docenti abilitati.

I legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli, Francesca Lideo e Denis Rosa danno nuovamente prova della solidità delle tesi patrocinate dal nostro sindacato ottenendo una sentenza esemplare che condanna il Miur al rispetto della normativa con l'immediato reinserimento di una docente nelle graduatorie a esaurimento da cui era stata cancellata per mancata produzione della domanda di aggiornamento/permanenze e al pagamento delle spese di soccombenza quantificate in oltre 3mila euro. Violata la normativa primaria di riferimento che prescrive la possibilità di reinserimento dei docenti cancellati la cui vigenza continua a essere confermata in tribunale e rilevata, nell'obbligo di sola procedura di inoltro telematico della domanda, una violazione dei principi di buona fede e correttezza e di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.

 

Anief condivide la proposta che l’A.N.Co.Di.S. si accinge a portare dopodomani alla Ministra Valeria Fedeli per l’assegnazione urgente di quasi 2mila posti da preside: deve essere stabilito un adeguato punteggio per gli anni svolti per la collaborazione e il servizio reso deve avere il riconoscimento di stage formativo. Per l’assegnazione delle nuove dirigenze scolastiche si preveda quindi un concorso con il 50% dei posti annualmente vacanti e il 50% da assegnare tramite graduatorie degli incarichi di Presidenza: una sorta di doppio canale, come si fa per le Gae dei docenti, con possibilità di accedere a un corso-concorso per chi ha svolto almeno 36 mesi di incarico. Il sindacato ritiene particolarmente importante valorizzare tutti quei docenti che negli anni si sono spesi per il bene delle loro scuole, acquisendo competenze e professionalità.

Con l’occasione, Anief torna a chiedere la partecipazione al prossimo concorso dei docenti precari che hanno alle loro spalle cinque anni di servizio e siano in possesso del titolo di ammissione, quale è la laurea. A questo proposito, il sindacato ricorda ancora una volta al Miur che la sentenza del Tar Lazio, la 5011/2014 del Tar del Lazio, mai sospesa dal Consiglio di Stato, ha ammesso i candidati alla precedente selezione: è ancora possibile aderire al ricorso contro l’esclusione illegittima dal concorso per dirigenti scolastici. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsi in presenzaea distanza per prepararsi alle prove.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non si comprende perché in Italia spesso le espressioni dei giudici non trovino seguito nei regolamenti e nei concorsi pubblici. Considerando che gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 sono stati assunti lo scorso settembre, viene da chiedersi cosa frena ancora il Ministero dell’Istruzione ad accordare la nostra richiesta. Come quella di riservare una parte dei posti vacanti a chi ha già dimostrato nelle scuole di avere doti organizzative e di gestione delle risorse umane. In caso contrario, stiamo valutando la possibilità di avviare un ricorso apposito per questi docenti-collaboratori.

 

ANIEF pubblica le guide per la compilazione dei modelli di domanda per l'aggiornamento delle Graduatorie d'Istituto per il triennio 2017-2020.

Anche se la richiesta di trasferimento è tornata quest’anno a essere ordinaria e volontaria, il numero di richieste di cambio sede rimane altissimo: il motivo è l’aver assunto, con la riforma della Buona Scuola, decine di migliaia di docenti lontano dalla propria provincia di appartenenza. Anche quando i posti erano disponibili in sedi molto più vicine. Questi insegnanti, giustamente, chiedono ora di avvicinarsi. C’è poi il problema della correttezza delle operazioni: i parametri utilizzati dai tecnici del Miur per impostare l’algoritmo che regola i trasferimenti continuano a essere segreti. Mentre erano state promesse regole chiare e certe.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): purtroppo, in pochi verranno soddisfatti perché la maggioranza degli insegnanti che ha espresso la volontà di cambiare scuola, per avvicinarsi a casa, è del Centro-Sud. Dove però il numero di abbandoni scolastici rimane altissimo, alcuni istituti addirittura chiudono e il numero di cattedre libere è ridotto ai minimi termini. Se si fosse dato ragione all’Anief, che da anni chiede un organico maggiorato proprio per le zone disagiate, ad alta presenza migratoria e con una bassa incidenza culturale del territorio, anche la mobilità ne avrebbe giovato. Uno degli aspetti inquietanti del sistema è anche quello della soprannumerarietà di tanti docenti, finiti loro malgrado negli ambiti territoriali: il nostro sindacato continua a raccogliere lamentele e richieste di impugnazione per l’errata formulazione delle graduatorie interne d’istituto.

 

 

La Legge prevede, in assenza di un accordo, di assegnare ogni mese il 50% del costo della vita a ogni lavoratore e dirigente scolastico. E questo non è stato fatto. Ora, anziché sanare il maltolto, almeno dal mese di settembre 2015, come ha detto la Consulta, il Governo se la vuole cavare con una quota forfetaria minima. Ma si tratta di un vero e proprio ‘contentino’. Perché l’Esecutivo deve trovare le risorse per allineare almeno gli stipendi tabellari all’aumento dei prezzi che si è venuto a determinare in questi ultimi 10 anni. Se si adeguasse, infatti, l’Indennità di vacanza contrattuale al 50% dell’incremento dell’inflazione, bisognerebbe corrispondere al personale scolastico 2.792 euro e ai presidi 8.037 euro, in più rispetto ai 1.755 preventivati.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir): siccome occorre recuperare anche l’altro 7 per cento mancante per recuperare il costo della vita, le cifre arretrate da percepire sono esattamente il doppio: 5.584 euro per i lavoratori docenti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. E oltre 16mila euro per i dirigenti scolastici. In caso contrario, il nostro invito è quello di rivolgersi al tribunale. Stiamo parlando di risorse importanti, sottratte a dei dipendenti che svolgono un lavoro prezioso ma che da troppi anni continuano a essere pagati meno di tutti. I diritti dei lavoratori e dei capi d’istituto non possono continuare a essere negati e sottomessi. Il nostro appello arriva prima di una nuova serie di incontri con i lavoratori e con la dirigenza. Ma anche a pochi giorni dal riuscito sciopero Udir che ha convinto il Miur a rivedere alcune posizioni già prese.

 

Anief mette a disposizione dei modelli di diffida per il recupero totale degli arretrati, attraverso lo sblocco dell’Indennità di vacanza contrattuale, da assegnare per legge. Anche Udir ha deciso di avviare ricorso al Tar pure per l’incremento del Fondo Unico nazionale, altrimenti destinato a rimanere fermo: la giovane organizzazione sindacale è pronta altresì a impugnare tutti i Contratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti. Aderisci al ricorso gratuito. Inoltre, il nuovo sindacato della dirigenza mette a disposizione specifici modelli di diffida, finalizzate al recupero di una serie di 'voci' e diritti sino a oggi negati.

 

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