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In primo piano

Udir, associazione sindacale nata per tutelarle i dirigenti scolastici delle nostre scuole, prosegue la sua corsa e rilancia nuovi incontri, promossi per sostenere il duro ruolo di chi è a capo, oggi, di una scuola. Lunedì 9 ottobre il presidente nazionale Marcello Pacifico sarà a Verona con il seminario Le tre R della Dirigenza: Rischi, Responsabilità e Retribuzione presso l’Istituto D’Istruzione Superiore “Ferraris – Fermi”, via del Pontiere, 40. Al termine dell’incontro, sarà possibile sottoporre ai nostri esperti e legali i cedolini per controllare la legittimità delle trattenute (fino a 10mila euro) operata dal Tesoro a seguito del taglio del Fun e del Cir firmato. Si discuterà anche della sentenza della Cassazione sulla vigilanza degli alunni fuori il plesso (a Padova) e del caso degli alunni non vaccinati (a Treviso).

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): I dirigenti scolastici sono sempre più soffocati da incarichi e responsabilità a dismisura, in cambio di compensi dimezzati rispetti ai colleghi del pubblico e privato. Il nostro sindacato si batte, dal momento della sua nascita, per i diritti di chi è a capo delle nostre scuole; è al loro fianco e tale rimarrà. I nostri seminari sono un segno tangibile della nostra vicinanza e volontà di cambiare gli eventi. 

Scarica la locandina del seminario a Verona. Invia la scheda di adesione all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e scarica il modulo rimborso, sarai infatti nostro ospite gradito.

 

L'Anief ottiene ben nove sentenze in cui il Consiglio di Stato conferma i provvedimenti cautelari già emanati in favore dei ricorrenti e rimanda al TAR per la decisione definitiva del contenzioso.

Sull'algoritmo impazzito che nel 2016 tanto ha fatto discutere e ha distribuito i docenti all'interno di tutto il territorio nazionale seguendo criteri non sempre chiarissimi e rispettosi del principio meritocratico, deciderà il Tribunale Amministrativo. Confermate dal Consiglio di Stato, infatti, le tesi dell'Avvocato Anief Michele Ursini che ottiene, in attesa della decisione nel merito del contenzioso, rinviata dinnanzi al competente TAR del Lazio, la precisazione che, fino alla definizione del giudizio di primo grado, “resta ferma l’efficacia dell’ordinanza cautelare emessa nel presente grado, da trattare alla stregua di ordinanza cautelare di accoglimento pronunciata in esito ad appello cautelare avverso ordinanza reiettiva di primo grado”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La procedura di mobilità è una vera e propria procedura concorsuale e il Miur ha elaborato un algoritmo che troppo spesso ha dimostrato di non rispettare il fondamentale principio del merito per poter essere considerato efficace. Ci sono prove lampanti che i trasferimenti 2016, elaborati dal famigerato algoritmo, sono risultati fallaci se non completamente errati, con docenti trasferiti in province lontane senza alcuna considerazione per l'effettivo punteggio posseduto”.

 

Non si contano più le sentenze che vedono soccombente il Ministero dell'Istruzione nel tribunale del Lavoro sulla questione del riconoscimento integrale e immediato della carriera durante il precariato. Quello di Marsala (TP), infatti, dando ragione al sindacato, evidenzia la palese discriminazione posta in essere dal Miur a discapito dei lavoratori cui non riconosce per intero gli anni di servizio a tempo determinato all'atto della ricostruzione di carriera in aperta violazione della Direttiva 1999/70/CE. Le espressioni dei giudici giungono anche nelle scuole, dove le amministrazioni hanno l’obbligo di applicarle con immediatezza: è accaduto anche in questi giorni e la notizia è stata pubblicata oggi.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La normativa italiana deve essere disapplicata, in ossequio al principio di non discriminazione sancito dalla Direttiva Comunitaria del 1999; fino a quando il Miur non prenderà coscienza della necessità di una modifica interna orientata al rispetto della Direttiva comunitaria, il nostro sindacato continuerà a promuovere specifici ricorsi. Rientrano in questa casistica anche coloro che hanno svolto servizio nelle scuole paritarie, per i quali l’associazione sindacale autonoma ha promosso uno ricorso ad hoc. In ballo, infatti, c’è il conseguente immediato adeguamento dello stipendio in base agli anni effettivamente svolti al servizio del Miur, anche se con contratti a termine.

Èancora possibile ricorrereper vedersi riconosciuto il diritto all'integrale ricostruzione di carriera commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere immediatamente il corretto inquadramento stipendiale. Anche per le supplenze nelle scuole paritarie. Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi promossi dall'Anief, clicca qui.

 

Udir, l’associazione sindacale rivolta ai dirigenti scolastici, ai presidi incaricati e a tutte le professionalità della ricerca e dell'istruzione, attraverso il suo presidente Marcello Pacifico, sempre attivo nella difesa dei diritti dei Dirigenti Scolastici, ha denunciato le incongruenze sull’applicazione del CIR nella Regione Sicilia riguardo le retribuzioni di posizione/quota variabile e di risultato dei DS. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): “Abbiamo richiesto All'Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia d'intervenire con urgenza con una nota specifica di richiamo presso ogni RTS perché sia sanata la disparità di trattamento tra le diverse province della Sicilia sul modello di quanto già approvato per le province di Agrigento e Caltanissetta”.

 

 

Straordinaria vittoria Anief in Consiglio di Stato: alle prove del TFA sostegno per la scuola primaria l'accesso doveva essere consentito anche al personale educativo abilitato.

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello proposto dall'Anief contro il Decreto Ministeriale di indizione dei corsi di specializzazione per il sostegno che negava la possibilità di partecipare alle prove selettive per la scuola primaria al personale educativo abilitato.  La nuova vittoria targata Anief, con il patrocinio dell'Avv. Fortunato Niro, si aggiunge a quanto già ottenuto dal giovane sindacato riguardo l'accesso al concorso a cattedra per la scuola primaria degli gli educatori abilitati. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Questa vittoria non fa che confermare la fondatezza delle nostre tesi. Adesso il Miur e le università dovranno immediatamente attivarsi per organizzare le prove suppletive e far partecipare alle selezioni per conseguire la specializzazione nelle attività didattiche di sostegno per la scuola primaria anche il personale educativo illegittimamente escluso e che il nostro sindacato ha tutelato con successo in tribunale”.

 

Lo si evince dal dossier nazionale Tuttoscuola pubblicato oggi: in Lombardia l’adesione alle 40 ore circa settimanali supera il 50 per cento di iscritti; il Sud invece rimane ancora troppo indietro, perché al netto degli incrementi degli ultimi anni ci si ferma al 16,1%. Il gap è troppo alto per pensare che si tratti solo di una resistenza culturale. Quella delle famiglie è una scelta obbligata. Perché sono le scuole dell’infanzia e primarie e non offrire alcuna opportunità di tempo maggiorato di lezioni. Per potere organizzare il tempo piano, ovvero 40 ore settimanali, a fronte di 30 o anche meno, le strutture scolastiche debbono contare su un organico più ampio. Il quale non c’è. Ma ammesso anche che vi sia più personale, docente e Ata, servirebbero anche una serie di servizi a supporto finanziati e gestiti dai Comuni, ad iniziare dalla mensa per passare ai trasporti e alle utenze più impegnative.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il supporto degli enti locali è indispensabile per lo sviluppo del tempo pieno e per attuarlo occorrono risorse adeguate, mentre nell’ultimo decennio abbiamo assistito a continui tagli in osservanza ad una spending review che sta mettendo in ginocchio le scuole anche sul versante della sicurezza, tanto che i presidi che dirigono le scuole a rischio ne minacciano la chiusura. Parallelamente, occorre adottare politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e alle tipologie di istituti. Ciò significa che laddove ci sono queste condizioni, ad esempio in scuole dove risulta alta la dispersione e il numero di abbandoni, la presenza di alunni stranieri o in condizioni disagiate, viceversa ridotta la presenza di agenti sociali e culturali nel territorio, occorre incrementare il numero di insegnanti e pure di personale Ata ed educativo a supporto. È evidente che in questo genere di realtà, occorre tornare alle compresenze, al fine di creare gruppi didattici per livelli.

 

 

Riconosciuto il diritto all'integrale e immediata ricostruzione di carriera computando per intero il servizio svolto durante il precariato. L'Anief vince anche in provincia di Trapani, ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief.

Ministero dell'Istruzione come sempre soccombente in tribunale sulla questione del riconoscimento integrale e immediato della carriera durante il precariato. Il Tribunale del Lavoro di Marsala (TP), infatti, in pieno accoglimento del ricorso patrocinato per Anief dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Giuseppe Massimo Abate evidenzia la palese discriminazione posta in essere dal Miur a discapito dei lavoratori cui non riconosce per intero gli anni di servizio a tempo determinato all'atto della ricostruzione di carriera in aperta violazione della Direttiva 1999/70/CE. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il servizio svolto durante il precariato, discriminato anche all'atto delle operazioni di ricostruzione di carriera, deve essere immediatamente computato ai fini del corretto inquadramento stipendiale del lavoratore immesso in ruolo; la normativa interna, infatti, deve essere disapplicata in ossequio al principio di non discriminazione sancito dalla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE e, fino a quando il Miur non prenderà coscienza della necessità di una modifica interna orientata al rispetto della Direttiva comunitaria, il nostro sindacato continuerà a promuovere gli specifici ricorsi per tutelare il diritto di ogni lavoratore alla corretta ricostruzione della carriera e al relativo e immediato adeguamento dello stipendio in base agli anni effettivamente svolti al servizio del Miur, anche se con contratti a termine”.

 

Il Tribunale del Lavoro di Napoli Nord, con una doppia sentenza di identico tenore, ha risarcito con 85mila euro due docenti non di ruolo per illegittima reiterazione di contratti a temine e sfruttamento del precariato: il punto chiave è nella “esigenza ‘reale’ di personale, quale espressa dall’organico di fatto ed il suo carattere NON TRANSITORIO, dimostrato dalla reiterazione dei contratti a termine su organico di fatto. Il personale assunto, anche in questo caso, va a ricoprire dei veri e propri vuoti di organico, non sostituendo nessun titolare”. I risarcimenti, quindi, non si limitano ai 12 stipendi sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016) per indennizzare i precari della PA che non vengono assorbiti nei ruoli dello Stato.

Intanto, la giustizia europea sta facendo il suo corso: solo qualche giorno fa, il Consiglio d’Europa ha dichiarato ammissibile il reclamo Anief contro l’Italia per abuso di supplenze ed ora il Governo italiano dovrà rispondere entro il 15 novembre. Inoltre, pure la Corte di Giustizia EU ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016); Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Anche i giudici hanno smascherato il Miur che ogni anno si ostina a collocare in organico di fatto posti che in realtà dovrebbero rientrare nell'organico stabile della scuola ed essere assegnati per le immissioni in ruolo in quanto a carattere per nulla transitorio. Abbiamo dimostrato in udienza, grazie ai nostri legali, che personale assunto in organico di fatto va a ricoprire dei veri e propri vuoti di organico, non sostituendo nessun titolare. Il Governo e l’amministrazione scolastica devono cambiare registro, a partire dall’istituzione del doppio canale di reclutamento con una parte delle assunzioni riservate a tutti i docenti precari in seconda fascia d’istituto, lasciati a fare i supplenti benché in possesso di tutti i requisiti per essere assunti. Questa discriminazione diventa autolesionismo, poi, quando le GaE provinciali sono esaurite, come accade da anni in Lombardia per Matematica alle medie o per il sostegno praticamente in tutta Italia, ma pur di non stabilizzare quei docenti si continua a lasciare le cattedre vacanti, con tutte le conseguenze negative per gli studenti. È inutile aspettare i nuovi concorsi, ovvero attendere tra i tre e cinque anni, perché nel frattempo la supplentite diventerà ancora più corposa e alla fine i primi ad essere assunti saranno gli stessi che oggi sono nelle graduatorie d’istituto e si costringe a fare i supplenti.

 

 

Per tutto il mese di ottobre, sarà possibile procedere all’aggiornamento o al primo inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto ATA terza fascia, valide per il triennio scolastico 2017-20. Il Miur ha reso pubblica la modulistica cartacea da utilizzare. I modelli sono il D1, per le domande di inserimento, a cui sono interessati coloro che si iscrivono in graduatoria per la prima volta, e il D2 per quelle di conferma e aggiornamento. Il Miur ha predisposto il Modello D4 per coloro che chiedono il depennamento dalle graduatorie di prima fascia per iscriversi in terza. La domanda va inviata alla scuola capofila della provincia scelta, tramite raccomandata o presentata a mano o posta elettronica certificata. La scelta delle sedi avverrà telematicamente, tramite il Modello D3, di cui esiste solo una versione digitale, rintracciabile nel portale Istanze On Line. Creata anche un’applicazione telematica, destinata agli aspiranti assistenti tecnici.

Per tutto il periodo utile all’aggiornamento delle graduatorie, Anief attiverà sportelli straordinari su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di supportare i soci nella compilazione della domanda: il servizio di consulenza servirà sia a fornire informazioni agli aspiranti supplenti sui requisiti d’accesso alle graduatorie Ata di terza fascia, sia a supportarli per una corretta compilazione delle domande da presentare. Le sedi per ottenere assistenza diretta sono dislocate in tutte le regioni e per conoscere qual è la più vicina basta consultare la pagina informativa sulle Graduatorie III fascia Ata cliccando qui.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo deciso di organizzare una rete così capillare perché la compilazione delle domande continua a non essere così intuitiva e semplice così come dovrebbe essere: inserire dei dati errati, dei titoli non nella sezione giusta o sbagliare la scelta delle sedi comporta dei danni agli aspiranti Ata non riparabili per un lungo periodo. Per evitare questo, i nostri consulenti li seguiranno passo passo, indicando la corretta procedura da seguire e compilazione di tutti i modelli. Le possibilità di impiego non sono residue: Anief ha calcolato che sono rimasti vacanti 12mila posti, più un numero simile considerando l’organico di fatto. Poiché solo una parte possono essere assegnati ai precari ‘storici’, per diverse migliaia servirà attingere dagli aspiranti inseriti proprio nelle graduatorie d’istituto, pure di terza fascia ora in via di aggiornamento. Dalle quali si attinge anche per le supplenze di periodi più brevi.

 

 

ROMA, 29 SET - "I presidi vogliono la piena perequazione economica tra la loro retribuzione e quella dei Dirigenti della seconda fascia della P.A., perché un dirigente scolastico percepisce mediamente 62.890 euro lordi annui mentre un dirigente di un ente di Ricerca e dell'Università, appartenenti alla stessa area contrattuale, ha una retribuzione compresa tra i 94.000 e i 102.000 euro". Lo segnala in una nota l'Anief, che fa sapere che "il differenziale è ingiustificabile e quindi non accetteremo certo nel prossimo contratto di lavoro in fase di rinnovo l'ennesima nota a verbale con cui ci si duole per la mancata perequazione e la si indica come raggiungibile nella successiva tornata contrattuale". Per Marcello Pacifico di Anief-Udir "i sindacati rappresentativi debbono assolutamente tenere duro. A costo di non rinnovare il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro. Perché accettare le solite condizioni al ribasso dell'amministrazione sarebbe un vero suicidio, che i capi d'istituto non tollererebbero. È per questo motivo che, nel frattempo, abbiamo citato il Miur in giudizio davanti al Tribunale amministrativo, rivendicando la mancata trasmissione del decreto direttoriale richiesto di individuazione delle risorse per il FUN 2017 ai fini del raggiungimento della perequazione esterna con le altre aree della dirigenza. E ci siamo pure costituiti - fa sapere ancora Pacifico - presso la Corte suprema per ottenere la perequazione e l'assegno individuale d'anzianità non assegnati ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001. Così come - conclude - ci siamo mossi per lo sblocco dell'indennità di vacanza contrattuale, in modo da ottenere dalle aule di giustizia ciò che il Governo continua a negare ai nostri presidi".(ANSA).

Cresce il malcontento per le decisioni anacronistiche e inadeguate alle normative moderne transnazionali sui pubblici concorsi che non si contano più. Tanto è vero che anche la stampa specializzata vi dedica ampio spazio, cercando di comprendere i motivi di tale irrigidimento da parte del Miur che si è fermato alla validità degli anni di precariato, per raggiungere la soglia minima del quinquennio di insegnamento, però solo per chi è già di ruolo e con l’anno di ‘straordinariato’ acquisito.

Replica del giovane sindacato: per quale motivo un laureato che ha svolto già cinque annualità di supplenze, almeno di 180 giorni ciascuna, dovrebbe rinunciare alla carriera da dirigente scolastico? Si tratta, senza dubbio, dell’ennesima discriminazione gratuita voluta da un’amministrazione scolastica rimasta indietro nel tempo, quando le scuole erano dirette da presidi, intesi alla vecchia maniera, quasi sempre insegnanti a fine carriera. Nell’ultimo periodo, invece, la scuola e la dirigenza scolastica hanno subìto fortissimi mutamenti.

Marcello Pacifico (presidente Anief): Abbiamo già vinto nella passata edizione del concorso a preside il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. È per questo motivo che abbiamo organizzato dei ricorsi ad hoc, sia per i neo immessi in ruolo nell’anno scolastico 2017/18 e per coloro che in passato non hanno superato l'anno di prova, sia per i docenti precari con cinque anni di servizio alle spalle. Per chi vuole unirsi alla nostra ennesima battaglia per la difesa dei diritti dei lavoratori, può presentare la domanda non appena uscirà il bando, entro i termini, e aderire al ricorso.

 

I presidi vogliono la piena perequazione economica tra la loro retribuzione e quella dei Dirigenti della seconda fascia della P.A., perché ‘un dirigente scolastico percepisce mediamente 62.890 euro lordi annui mentre un dirigente di un ente di Ricerca e dell’Università, appartenenti alla stessa area contrattuale, ha una retribuzione compresa tra i 94.000 e i 102.000 euro. Il differenziale è ingiustificabile e non accetteremo certo, nel prossimo contratto di lavoro in fase di rinnovo, l’ennesima nota a verbale con cui ci si duole per la mancata perequazione e la si indica come raggiungibile nella successiva tornata contrattuale’.

Udir sostiene la battaglia dei presidi per l’ottenimento della perequazione esterna rispetto alle altre aree della dirigenza, ricordando che per centrare questo obiettivo sarebbe però importante anche istituire il Fondo Unico Nazionale in parte uguali per le aree della stessa dirigenza pubblica. Oltre che allineare l'Indennità di vacanza contrattuale al costo della vita, aumentato di ben 14 punti negli ultimi dieci anni. Come bisogna garantire la perequazione interna, visto che si sono venute a determinate ingiustificabili disparità di trattamento tra i presidi assunti prima del 2001 e i colleghi che svolgono lo stesso lavoro ma che sono stati assorbiti dopo quell’anno.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): I sindacati rappresentativi debbono assolutamente tenere duro. A costo di non rinnovare il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro. Perché accettare le solite condizioni al ribasso dell’amministrazione sarebbe un vero suicidio, che i capi d’istituto non tollererebbero. È per questo motivo che, nel frattempo, abbiamo citato il Miur in giudizio davanti al Tribunale amministrativo, rivendicando la mancata trasmissione del decreto direttoriale richiesto di individuazione delle risorse per il FUN 2017 ai fini del raggiungimento della perequazione esterna con le altre aree della dirigenza. E ci siamo pure costituiti presso la Corte suprema per ottenere la perequazione e l’assegno individuale d’anzianità non assegnati ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001. Così come ci siamo mossi per lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale. In modo da ottenere dalle aule di giustizia ciò che il Governo continua a negare ai nostri presidi.

 

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