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In primo piano

È totalmente inutile pensare a una fase transitoria: dal 28 aprile è stato indetto uno sciopero della fame e un presidio permanente al Miur. Il 2 e 3 maggio invece sarà la volta di uno sciopero nazionale che culminerà il 3 maggio in una manifestazione nazionale a Roma, davanti alla sede ministeriale. Necessario sospendere subito tutti i ricorsi pendenti presso il Tribunale amministrativo in attesa di un riesame della questione in Parlamento e in Cassazione. 

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: Su 120 mila docenti abilitati alle superiori, soltanto uno su tre ha presentato domanda di partecipazione alla fase transitoria che, peraltro, per come ideata, non garantisce l’immissione in ruolo di tutti né è utile al conferimento delle supplenze. Per i posti di sostegno, addirittura, si è presentato soltanto uno specializzato su sei degli ultimi cinque anni; uno su due è già di ruolo. Pertanto, ipotizzare, di applicare questo sistema di reclutamento alla primaria sarebbe inutile; meglio ritornare sui propri passi e riaprire le Gae come ha fatto il Parlamento nella XVI legislatura. 

Per opporsi alla decisione dell’Avvocatura dello Stato, l’Anief ha predisposto uno specifico ricorso, rivolto al giudice del lavoro, finalizzato proprio ad opporsi al licenziamento dei diplomati magistrale che hanno superato l'anno di prova: per informazioni cliccare qui.

 

 

La decisione di applicare la sentenza del Consiglio di Stato di fine 2017 si allarga ai tanti docenti con diploma magistrale già immessi in ruolo e che hanno superato l’anno di prova. Il parere dell’Avvocatura è stato espresso, nonostante l’Anief abbia da mesi prodotto un dettagliato e motivato parere, firmato dall’ex presidente della Cassazione Michele De Luca, finalizzato proprio a salvare dal licenziamento i maestri immessi in ruolo con riserva e che hanno superato l’anno di straordinariato: adottando il principio dell’acquiescenza, infatti, si sarebbero potuti senza alcun problema confermare in ruolo i docenti già assunti e valutati pure dopo la sottoscrizione del ruolo. Tra l’altro, questa soluzione è stata fortemente auspicata da miriadi di associazioni e sindacati, oltre che dalle istituzioni locali. 

Secondo Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, in questo modo, oltre a mettere a rischio il prossimo anno scolastico, si mina alla base il nostro stato di diritto, calpestando anche la democrazia. Se un cittadino è in possesso di un titolo utile ad insegnare ha diritto a farne pieno uso e ad essere assunto nei ruoli dello Stato. Non esiste che possa invece essere cacciato dalla scuola. Il 28 aprile, proprio per opporsi alla decisione presa dagli avvocati dell’amministrazione scolastica, è stato programmato lo sciopero della fame da parte delle maestre, con un presidio permanente davanti al Miur. L’iniziativa culminerà il 3 maggio, con un doppio sciopero, il terzo in quattro mesi, con una manifestazione nazionale a Roma.

Per opporsi alla decisione dell’Avvocatura dello Stato, l’Anief ha predisposto uno specifico ricorso, rivolto al giudice del lavoro, finalizzato proprio ad opporsi al licenziamento dei diplomati magistrale che hanno superato l'anno di prova: per informazioni cliccare qui.

 

 

 

La sentenza del TAR Lazio emanata oggi e ottenuta dai legali Anief Walter Miceli e Denis Rosa mette la parola fine alla questione del taglio della seconda ora di primo strumento nel biennio dei licei musicali predisposta dal Ministero dell'Istruzione con la nota n. 21315/2017 e ritenuta dal Tribunale Amministrativo, in pieno accoglimento delle tesi patrocinate dal nostro sindacato, illegittima perché in contrasto con la normativa primaria di riferimento (DPR n. 89/2010). Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il TAR Lazio ha annullato in via definitiva la nota Miur del 2017 accogliendo in toto le nostre ragioni e soprattutto imponendo al Ministero il rispetto del diritto all'istruzione degli alunni nel biennio dei licei musicali”.

 

ROMA, 19 APR - La firma per il rinnovo del contratto nella scuola è "un evento storico, perché non si verificava da quasi un decennio, ma del tutto vanificato dalla consistenza ridicola degli importi che, probabilmente nel mese di maggio, tutto il personale della scuola andrà a percepire: il trattamento peggiore sarà riservato agli assistenti amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici che già percepiscono gli stipendi più bassi della pubblica amministrazione, visto che variano tra i 1.000 e i 1.300". A sostenerlo è Marcello Pacifico (Anief-Cisal). "Questa sarebbe la famosa valorizzazione di cui anche nelle ultime ore ha parlato la ministra Fedeli? Può - prosegue Pacifico - un applicato di segreteria scolastica con oltre 35 anni di anzianità essere felice per vedersi assegnati 42 euro di aumento, dopo avere avuto lo stipendio bloccato dal 2009? Gli aumenti concordati risultano tre volte sotto l'indice Ipca aggiornato negli ultimi dieci anni. In base all'indice oggettivo economico su scala nazionale, legato al costo della vita, i lavoratori della scuola che rappresentiamo avrebbero dovuto percepire 300 euro, per di più senza novità sull'adeguamento dei profili al resto della Pubblica amministrazione. Nella scuola il personale Ata lavora di più rispetto agli enti locali, a cominciare dai Comuni, ma a parità di qualifica si ritrova con uno stipendio miserevole. Tra l'altro con la carriera bloccata, visto che dopo 15 anni ci ritroviamo con tanti amministrativi utilizzati annualmente come Dsga ma mai ricollocati professionalmente nel ruolo superiore perché non si fanno i concorsi biennali previsti per legge disapplicando la percentuale di riserva al personale interno. Anief s'impegna a rivedere tutto nel prossimo contratto, appena diventerà rappresentativa a seguito del rinnovo delle rappresentanze sindacali di ogni istituto". (ANSA).
 

In questi giorni gli insegnanti stanno prendendo visione delle graduatorie interne al loro istituto ed in diversi hanno scoperto di essere stati collocati dall’amministrazione in una posizione arretrata rispetto a quella che gli sarebbe spettata. Oltre ai meri errori materiali, si registrano molti casi di mancata valutazione del servizio precedente alla data di immissione in ruolo. Come rivendicato dall’Anief e avallato dai giudici, il precariato va infatti valutato per intero piuttosto che con il meccanismo della ricostruzione di carriera, ovvero soltanto per i primi quattro anni e con la riduzione di un terzo degli anni successivi. 

Il giovane sindacato si rivolge al personale danneggiato, ricordando che la valutazione corretta del punteggio della graduatoria d’istituto è fondamentale: vedersi sottratti dei punti, in particolare quelli relativi agli anni di precariato, significa rischiare di vedersi dichiarato soprannumerario. Con tutte le implicazioni del caso, ovvero essere costretti a cambiare scuola, quindi spostarsi di decine se non di centinaia di chilometri. Per aderire al ricorso, vai al seguente link. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): I tribunali del lavoro hanno acclarato che è illegittima l’attuale valutazione prevista dal contratto, analogamente a quanto avviene con le ricostruzioni di carriera successive all’anno di straordinariato dopo il ruolo. Rivendichiamo, con tutte le nostre forze, che il servizio pre-ruolo debba essere valutato per intero anche al di fuori dei primi quattro anni. È una mancanza, quella che attuano le segreterie scolastiche, che rischia di costare cara a troppi docenti. Ha avuto ragione Anief, nelle aule del tribunale, con moltissime sentenze positive negli anni passati. E ora ripropone il relativo ricorso.

 

Oggi alle 12.30 l’Aran ha convocato i sindacati rappresentativi per la firma definitiva sul contratto della scuola, dopo il via libera della Corte dei Conti. Si tratta di un evento storico, perché non si verificava da quasi un decennio, ma del tutto vanificato dalla consistenza ridicola degli importi che, probabilmente nel mese di maggio, tutto il personale della scuola andrà a percepire: il trattamento peggiore sarà riservato agli assistenti amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici che già percepiscono gli stipendi più bassi della pubblica amministrazione, visto che variano tra i 1.000 e i 1.300. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questa sarebbe la famosa valorizzazione di cui anche nelle ultime ore ha parlato la ministra Fedeli? Può un applicato di segreteria scolastica con oltre 35 anni di anzianità essere felice per vedersi assegnati 42 euro di aumento, dopo avere avuto lo stipendio bloccato dal 2009? Gli aumenti concordati risultano tre volte sotto l'indice Ipca aggiornato negli ultimi dieci anni. In base all’indice oggettivo economico su scala nazionale, legato al costo della vita, i lavoratori della scuola che rappresentiamo avrebbero dovuto percepire 300 euro, per di più senza novità sull'adeguamento dei profili al resto della PA. Nella scuola il personale Ata lavora di più rispetto agli enti locali, a cominciare dai Comuni, ma a parità di qualifica si ritrova con uno stipendio miserevole. Tra l’altro con la carriera bloccata, visto che dopo 15 anni ci ritroviamo con tanti amministrativi utilizzati annualmente come Dsga ma mai ricollocati professionalmente nel ruolo superiore perché non si fanno i concorsi biennali previsti per legge disapplicando la percentuale di riserva al personale interno. Anief s'impegna a rivedere tutto nel prossimo contratto, appena diventerà rappresentativa a seguito del rinnovo delle rappresentanze sindacali di ogni istituto. 

Anief prosegue i ricorsi gratuiti per far attribuire ai lavoratori il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018 e recuperare cifre molto più cospicue di quelle ridicole in arrivo.

 

 

Come riporta la rivista specializzata, è online il Piano nazionale di formazione docenti 2016-2019 che ha come scopo delineare alcune condizioni attuative della legge di riforma ‘Buona Scuola’. Sono stati costituiti tre gruppi di lavoro che si sono occupati di formazione, ma anche di fare il punto ed elaborare una serie di proposte su: indicatori di qualità, standard professionali, curriculum e portfolio professionale del docente. I lavori hanno riguardato anche l’elaborazione di proposte che puntano alla valorizzazione della professionalità dei docenti.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Di una carriera che distingua gli insegnanti in docenti principianti, ordinari ed esperti già se ne parlava nei decreti attuativi della legge n. 53/2003, prima ancora che la legge n. 122/2010 bloccasse gli stipendi di tutti i dipendenti pubblici. Pertanto, prima di affrontare nel prossimo contratto un tema così delicato è necessario assolutamente concentrarsi su problemi urgentissimi, come quello di allineare gli stipendi all’inflazione. L’ultimo contratto 2016/18 firmato dai sindacati confederali prevede aumenti nel 2018 3 volte sotto l’indice IPCA e arretrati 13 volte inferiori allo stesso indice registrato per il 2016-2017”. 

Si ricorda che oggi è l’ultimo giorno per votare il giovane sindacato Anief e ricambiargli la fiducia, visto che da sempre è al fianco dei lavoratori della scuola, in prima linea nella difesa dei loro diritti. Votiamo Anief #Perunascuolagiusta. Costruire un futuro luminoso per la nostra scuola si può.

 

Torna la questione “pettine-coda” nelle Graduatorie a Esaurimento con la vittoria Anief in Corte d'Appello di Bologna per una docente che il Miur non aveva immesso in ruolo nel 2015 da “fase 0” collocandola “in coda” negli elenchi di sostegno per la scuola infanzia.

Il Miur non ha imparato la lezione e torna la questione dell'inserimento nelle graduatorie in base al punteggio posseduto e non al momento di conseguimento del titolo di specializzazione. A farne le spese in tribunale, però, è sempre il Ministero dell'istruzione che viene nuovamente condannato per violazione dell'unico principio che può regolare le Graduatorie a esaurimento: quello del merito costituzionalmente garantito. La Corte d'Appello di Bologna, infatti, ha dato piena ragione agli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga e confermato che nelle operazioni di immissione in ruolo del 2015 il Ministero non poteva pretermettere i docenti con maggior punteggio solo perché avevano conseguito il titolo di specializzazione sul sostegno in data successiva al 2014. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La questione era stata risolta dalla Corte Costituzionale con la storica sentenza n. 41 che abbiamo ottenuto nel 2011 in cui la Consulta si è espressa sull'inserimento dei precari nelle graduatorie 2009/2011 in favore del rispetto del principio del merito e, dunque, dell'inserimento “a pettine” in base al punteggio, ma evidentemente l'amministrazione tende a dimenticare ciò che si può o non si può fare all'interno delle Graduatorie per le immissioni in ruolo e il nostro sindacato è sempre pronto a ricordarglielo, anche ricorrendo nuovamente in tribunale per tutelare il diritto dei lavoratori”.

 

 

Altre dieci sentenze ottenute dai legali Anief riconoscono il diritto dei precari a percepire le medesime progressioni stipendiali dei docenti di ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): nella contrattazione pari dignità ai lavoratori precari anche per la retribuzione.

In tribunale l'Anief continua a tutelare i diritti dei lavoratori precari della scuola e ottiene altre dieci sentenze che riconoscono l'illegittimità dell'operato del MIUR che nega ai precari le progressioni stipendiali in base all'anzianità di servizio. Presso il Tribunale di Brescia, poi, i legali ottengono anche la declaratoria dell'illegittimità della serie di contratti a termine stipulati con una precaria “storica” e la conseguente condanna del Ministero a risarcirla con ulteriori 7mila Euro oltre gli scatti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Siamo sempre in prima linea per la tutela dei diritti dei lavoratori della scuola e la nostra battaglia si prefigge, ora, di ottenere le dovute rettifiche al CCNL non solo nella parte economica, ma anche per quanto riguarda i permessi e le altre prerogative. Necessita, inoltre, l'immediata stabilizzazione dei tanti docenti abilitati ancora precari”. L'Anief ha promosso ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori precari cui è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità; il nostro sindacato, inoltre, invita tutti i lavoratori allo sciopero il 2 e 3 maggio prossimi.

  

Emanata la sentenza TAR Lazio che dà definitivamente ragione ai legali Anief sul ricorso 'pilota' e conferma l'illegittimità della norma contenuta nella “Buona Scuola” e il diritto dei docenti di ruolo a partecipare al concorso a cattedra 2016 e a tutti i concorsi per l'accesso ai ruoli nella scuola pubblica. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): dopo la Corte Costituzionale, anche il TAR ci ha dato ragione e abbiamo ottenuto giustizia per i docenti a tempo indeterminato, ma c'è ancora tanto da fare per portare il rispetto del Diritto e la vera tutela dei lavoratori nelle nostre scuole. 

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2017 che confermava l'illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 110, della cosiddetta “Buona Scuola” (Legge 107/2015), infatti, il TAR Lazio segna la parola “fine” sulla diatriba e ratifica la sconfitta completa del Miur con la conferma che i bandi del concorso a cattedra 2016, nella parte in cui prevedevano che «[a]i concorsi pubblici per titoli ed esami non può comunque partecipare il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali», “nel restringere irragionevolmente la platea dei partecipanti al pubblico concorso”, confliggono “non solo con l’art. 3 Cost., ma anche con i principi enunciati dagli artt. 51 e 97 Cost.”. La vittoria, tutta targata Anief, è una nuova conferma della solidità delle tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato a tutela dei diritti dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato nella scuola statale. 

 

Ancora una volta un contratto nazionale non individua i ruoli di chi ha avuto riconosciuto nominalmente un ruolo apicale nell'amministrazione scolastica, ma a livello retributivo e non giuridico continua ad essere mortificato. Per colpa della temporizzazione, gli ex assistenti amministrativi nel nuovo ruolo di direttori percepiscono uno stipendio inferiore. Il potere d'acquisto degli stipendi, di fatto, premia chi era segretario. 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): È arrivato davvero il momento di dire basta, soprattutto visto che più di un posto su quattro il prossimo anno sarà vacante. Anief ha messo a disposizione il modello di diffida per sbloccare la temporizzazione”.

 

 

Possono aderire i diplomati ITP che non hanno già aderito al medesimo ricorso al TAR Lazio e che abbiano inviato la domanda cartacea di partecipazione al concorso entro il 26 marzo 2018. Adesioni on line sul portale Anief entro il 24 aprile.

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