Disfatta completa per il MIUR in tribunale: le “code della vergogna” istituite nel 2009/2011 e immediatamente condannate dall'ANIEF hanno, senza ombra di dubbio, leso principi di rango costituzionale. Lo ha ribadito il Tribunale di Parma che, dando piena ragione agli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Irene Lo Bue, ristabilisce la legalità nelle Graduatorie 2009/2011 e condanna il MIUR al pagamento di 15000 euro di risarcimento per retribuzioni non corrisposte e a riconoscere il punteggio spettante e non maturato in favore di una nostra iscritta.

L'Avvocato Irene Lo Bue, legale di fiducia dell'ANIEF sul territorio, ha dato nuova prova delle sue eccellenti e indiscusse doti professionali ottenendo in pochi mesi una storica vittoria per i ricorrenti “pettine” cui il Tribunale del Lavoro ha riconosciuto il pieno diritto anche alla stipula di contratti di lavoro a tempo determinato con conseguente risarcimento del danno e attribuzione del mancato punteggio. La sentenza è di certo la prima di una lunga serie in cui viene riconosciuto che l'operato del Ministero dell'Istruzione non solo era in contrasto con la normativa primaria che regola le Graduatorie a Esaurimento, ma assolutamente lesivo di diritti e precetti di rango costituzionale quali, tra gli altri, quello di uguaglianza, art. 3; di buon andamento della Pubblica Amministrazione, art. 97; di accesso agli uffici pubblici in condizioni di uguaglianza, art. 51, comma 1.

Il Giudice del Lavoro di Parma, infatti, dichiara che “Non vi è alcun dubbio sull’illegittimità della normativa che prevedeva l’inserimento in coda dei docenti e quindi di fatto il divieto di trasferirsi da una provincia ad un'altra: la Corte Costituzionale ha infatti sentenziato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 comma 4 ter del DL 134/09, aggiunto dalla legge di conversione n. 167/09; ed invero, secondo il Giudice delle Leggi, il criterio dell’inserimento in coda (dopo l'ultima posizione di III fascia nelle graduatorie medesime), ha introdotto “[…] con effetto temporale rigidamente circoscritto ad un biennio (2009/2011), una disciplina eccentrica, rispetto alla regola dell’inserimento “a pettine” dei docenti nelle graduatorie, vigente non solo nel periodo anteriore, ma persino in quello posteriore all’esaurimento del biennio in questione”.

I provvedimenti di stipula dei contratti di lavoro a tempo determinato in favore di docenti in possesso di punteggi più bassi rispetto a quello della ricorrente collocata in coda dal MIUR, e per cui l'ANIEF già nel 2009 aveva ottenuto dal TAR il riconoscimento in via cautelare al diritto alla corretta collocazione “a pettine” nelle graduatorie d'interesse, sono risultati, dunque, assolutamente illegittimi anche “in quanto viziati da sviamento di potere per elusione della misura cautelare accordata dalla Sezione III Bis del Tar Lazio, con decisione cautelare n. 3332/09, in relazione al bene della vita tutelato in capo alla prof.ssa Omissis, consistente nell'utilizzazione delle graduatorie, così come rettificate ai sensi della superiore ordinanza, ai fini della corretta individuazione dei docenti destinatari di proposte di assunzione con contratto a tempo determinato”.

L'ANIEF con questa ulteriore vincente azione legale promossa a tutela dei diritti dei lavoratori della scuola ha, dunque, nuovamente dimostrato che nel 2009/2011 è stato posto in essere un odioso provvedimento risultato lesivo di diritti costituzionali e correttamente il MIUR è stato condannato a riconoscere alla ricorrente il punteggio spettante e mai attribuito nelle Graduatorie a Esaurimento oltre al pagamento, quale risarcimento del danno, di una somma pari a € 14.338,67, maggiorata di interessi legali e rivalutazione monetaria e alla soccombenza nelle spese di lite quantificate in un totale di 4.015 Euro oltre accessori.

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