Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Cisal): senza avere nulla contro il personale perdente posto degli enti locali, ricordiamo che sono oltre 28mila le immissioni in ruolo ad oggi ancora fattibili. Il turn over rappresentava il minimo sindacale. Chiediamo al Miur di ripensarci: se ciò non avverrà entro il 10 agosto, faremo partire le procedure per dei ricorsi comuni, finalizzate alle assunzioni su tutti i posti vacanti. Inoltre, scriverò io stesso una lettera alla Commissione di Bruxelles, a cui spiegherò che a distanza di più di cinque anni dalla prima nostra denuncia all’UE, malgrado le infrazioni in atto, l’Italia continua a disattendere le indicazioni europee sul precariato. Oltre che a contraddire quelle nazionali, formulate anche dallo stesso Governo in carica.

Se Governo e Miur hanno intenzione di beffarsi del personale Ata della scuola, sbagliano grosso: non assumere nemmeno un assistente amministrativo, tecnico e ausiliario, a fronte di quasi 28mila posti liberi, rappresenterebbe uno smacco non tollerabile. E poco importa che al loro posto, l’amministrazione scolastica ha detto ai sindacati di voler collocare il personale delle province perdente posto. Se le cose stanno così, se veramente l’Italia vuole continuare a calpestare le indicazioni dell’Europa sul precariato, ignorando sia le posizioni della Curia di Lussemburgo, sia la procedura d'infrazione 2124/10 della Commissione UE, Anief è pronta ad avviare una class action e a sollecitare di nuovo alla stessa Commissione europea.

“Anief reputa il comportamento del Miur inammissibile – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief, segretario organizzativo Confedir e confederale Cisal –, perchè ci sono quasi 5mila posti che si libereranno per effetto delle domande di pensionamento, a cui si aggiungono circa 1.300 Ata che termineranno il servizio per via della pensione di vecchiaia: le circa 6.200 assunzioni rappresentavano il minimo sindacale sulle immissioni in ruolo. Chiediamo al Miur di ripensarci: qualora ciò non avvenga entro lunedì 10 agosto, faremo partire le procedure per una class action finalizzata alle assunzioni su tutti i 30mila posti vacanti”.

“Inoltre, scriverò io stesso una lettera alla Commissione di Bruxelles– continua Pacifico –, a cui spiegherò che a distanza di più di cinque anni dalla prima nostra denuncia per la mancata osservanza della direttiva 70/99, che tutti i Paesi avrebbero dovuto adottare proprio per combattere l’abuso di precariato, si continuano a tenere nel limbo decine di migliaia di docenti, come tutti gli abilitati magistrali e dopo il 2011, e altrettanti supplenti Ata. Per i quali quest’anno si prospetta addirittura la beffa della sottrazione di 6mila posti come supplenti annuali”.

Anief non può non ricordare che dirottare le assunzioni del personale Ata già previste sui pensionamenti, andrebbe ad inficiare anche delle leggi dello Stato italiano. Ad iniziare dalla Legge n. 128 dell’8 novembre 2013, nella quale, all’articolo 15, è stato “definito un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA, per gli anni 2014-2016, tenuto conto dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno, delle relative cessazioni del predetto personale”. Per la copertura delle immissioni in ruolo, tra l’altro, il Governo italiano ha provveduto di recente attraverso la Legge 190 del 2014, la cosiddetta Legge di Stabilità, che al comma 5 dell’unico articolo ha previsto lo stanziamento di un apposito fondo nazionale “finalizzato  all'attuazione  degli interventi di cui al medesimo comma 4,  con  prioritario  riferimento alla realizzazione  di  un  piano  straordinario  di  assunzioni,  al potenziamento dell'alternanza scuola-lavoro  e  alla  formazione  dei docenti e dei dirigenti”.

Ricordiamo che sitiamo parlando di una professionalità molto estesa nel mondo della scuola, perché in Italia vi sono oltre 200mila assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari. Per i quali ancora una volta chi ci governa continua a mostrare mancanza di rispetto, malgrado il loro operato – di supporto alle segreterie, alle amministrazioni, alle classi e ai laboratori – sia fondamentale per il regolare svolgimento delle lezioni tenute nelle scuole pubbliche da 700mila insegnanti nei confronti di oltre 7 milioni di studenti.

Ora, dopo i 47mila posti cancellati in soli tre anni, ed gli altri 2.020 eliminati dalla Legge di Stabilità 2015, il Miur sembrava aver ottenuto dal Tesoro la copertura dei 6.243 posti che dal 1° settembre 2015 si libereranno a seguito dei pensionamenti. Nelle ultime ore, invece, è arrivata l’ennesima doccia fredda: le unità di personale che andranno a sopperire alle vacanze di posti non verranno estrapolate delle graduatorie dei precari della scuola, ma verranno utilizzate per ricollocare il personale in soprannumero delle Province destinate alla sparizione.

Senza avere nulla contro il personale perdente posto delle province, il giovane sindacato ricorda che sono 22.261 le immissioni in ruolo ad oggi ancora fattibili: si tratta della somma di 3.643 posti al 31 agosto 2015, 12.735 posti per supplenze annuali al 30 giugno e dei 6.243 di posti che, appunto, con il nuovo anno scolastico si renderanno disponibili a seguito dei pensionamenti. Cui si aggiungono i 5.182 derivanti dall’adeguamento previsto dal Miur attraverso la circolare della direzione del personale di Viale Trastevere n. 22173, del 27 luglio scorso, relativa all’organico di fatto Ata del prossimo anno scolastico. Ora, a fronte di quasi 30mila posti liberi e 40.000 precari Ata che potrebbero essere stabilizzati dai giudici del lavoro, l’amministrazione che fa? Congela quei posti per darli ad un altro comparto.

Come se l’Italia non fosse sotto procedura d'infrazione 2124/10 della Commissione UE, proprio per la recente attività legislativa adottata (Decreto Legge 70/2011) che deroga all’applicazione della direttiva 1999/70/CE (relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP) sul lavoro a tempo determinato del personale ATA: è una procedura motivata da esigenze imprescindibili di erogazione del servizio scolastico e compensata da un piano di immissioni in ruolo - che si è trasformata il 20 novembre scorso in parere motivato. E che potrebbe portare ad una condanna per il nostro Stato con risarcimenti sino a 8 milioni di euro. Senza dimenticare l'applicazione della sentenza della Corte di Giustizia europea del 26 novembre scorso, da parte dei giudici nazionali nel caso di ricorsi seriali ai tribunali del lavoro. Ricordiamo, inoltre, che sempre a livello nazionale, il Tar del Lazio ha già condannato il Miur, proprio per aver utilizzato i posti destinati al personale Ata ad altro personale, stabilizzando quello di altri enti sono ad allora contrattualizzato come Co.Co.co..

“L’assurdo di questa situazione – commenta ancora il presidente Anief - è che ad avviare la causa giudiziaria europea è stata proprio una denuncia per tutelare il personale Ata della scuola: le 102mila assunzioni di cui tanto si vanta il Governo, non sono altro che un atto dovuto, anche se parziale, di sentenze e procedure provenienti dell’Europa che mettono in guardia il nostro Paese. Per questo diciamo basta. Se entro lunedì, il Miur non torna sui suoi passi, avvieremo la class action per tutti i precari Ata in possesso di titolo adeguato e 36 mesi di servizio svolto. E informeremo l’Europa dell’ennesima infrazione”.

Anief, nel frattempo, ricorda che sono ancora aperte le adesioni sul Portale Anief ai ricorsi del personale ATA per ottenere l’immissione in ruolo, tutti gli scatti stipendiali, anche per il periodo pre-ruolo, e l’estensione contratti dal 30 giugno al 31 agosto.

Per approfondimenti:

Come si ricorre con Anief per chiedere l’inserimento a pettine in Seconda Fascia G.I. ABILITATI e ABILITANDI

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