1180-ricorso-ds2

Il Governo ha intenzione di “licenziarla” come prima delle nove deleghe fornitegli dalla Legge 107/15: tra le novità in arrivo, dovrebbero esserci i livelli essenziali delle prestazioni che ciascuna scuola autonoma sarà obbligato a garantire; maggiori risorse per finanziare e rendere operativa la già esistente carta studentesca. L’esecutivo sta poi vagliano la richiesta delle associazioni studentesche di creare un apposito fondo perequativo nazionale a favore delle regioni italiane più povere.

Marcello Pacifico (presidente Anief): va assolutamente esteso il tempo pieno per la primaria e il tempo prolungato per la secondaria di primo grado, uniformando una volta per tutte l'offerta formativa del tempo scuola, senza più differenze al ribasso sul territorio nazionale. Oggi, invece, a fronte di una diffusione del tempo pieno nell'80% delle scuole in Lombardia, solo il 5% di quelle siciliane possono offrire tale servizio. È da queste pratiche che passa il successo formativo e la riduzione degli abbandoni, vera piaga del Sud Italia.

La riforma del diritto allo studio sarebbe in dirittura d’arrivo: il Governo ha intenzione di “licenziarla” come prima delle nove deleghe fornitegli dalla Legge 107/15. In questi giorni si sta lavorando sugli ultimi dettagli. Come i livelli essenziali delle prestazioni - i Lep - che ciascuna scuola autonoma sarà obbligato a garantire; si sta poi ragionando sullo stanziamento di maggiori risorse per finanziare e rendere effettivamente operativa la già esistente carta studentesca; il Governo sta anche vagliano la richiesta delle associazioni studentesche di creare un apposito fondo perequativo nazionale a favore delle regioni italiane più povere.

Dalle scuole paritarie, inoltre, si propone la previsione di risorse finanziarie che possano garantire il diritto allo studio per chi sceglie le scuole non statali attraverso una identificazione del diritto allo studio con il diritto "di scelta" degli istituti scolastici da frequentare.

L’Anief, che sta partecipando ai tavoli di confronto con le parti sociali avviati dal Partito Democratico, ha espresso tutte le sue perplessità sul modello che si sta configurando: il giovane sindacato, infatti, reputa fondamentale dare impulso, necessariamente per via legislativa, ad un forte incremento delle borse di studio legate al merito. Ma che alla definizione di percorsi di studio all’estero obbligatori, da attuare anche durante le vacanze estive in orario didattico ed extrascolastico, percorrendo buone prassi già sperimentate alle superiori in Europa come il progetto Comenius. Oltre che l’incremento di ore di didattica a tutti i livelli scolastici.

In linea generale, l’organizzazione sindacale rivendica la qualificazione del diritto allo studio come diritto sociale riconosciuto in Costituzione. Con la Stato centrale che è tenuto, si ricorda, a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ne impediscono il pieno svolgimento di tale diritto per tutti i cittadini. Pertanto, lo stesso Stato dovrebbe essere doppiamente interessato ad esercitare al meglio la potestà legislativa per definirne i principi fondamentali.

“Bisogna utilizzare l'occasione della delega per dare seguito a quanto stabilito dal comma 181 della Legge 107/15 per la definizione di una legge quadro nazionale che vada a definire i livelli essenziali delle prestazioni, i cosiddetti Lep, cui le singole regioni dovranno necessariamente attenersi”, spiega Marcello Pacifico, presidente Anief. “È altrettanto importante poi prevedere l’attivazione di un fondo perequativo, cui possano attingere le regioni più povere e ciò per ridurre non solo le sperequazioni di ordine economico ma anche, e soprattutto, sociali. Come va incremento di delle borse di studio legate al merito, la previsione di percorsi di studio all'estero per gli studenti”.

Il sindacato, su questo punto è intransigente: “va assolutamente esteso il tempo pieno per la primaria e il tempo prolungato per la secondaria di primo grado, uniformando una volta per tutte l'offerta formativa del tempo scuola, senza più differenze al ribasso sul territorio nazionale. Ad oggi, invece, su questo fronte le cose vanno diversamente: a fronte di una diffusione del tempo pieno nell'80% delle scuole in Lombardia, appena il 5% delle scuole siciliane possono offrire tale servizio”, continua il leader dell’Anief.

“Questo passaggio normativo, eliminerebbe quindi le diseguaglianze tra gli studenti di regioni diverse circa il numero complessivo di ore di lezione effettivamente svolte permettendo un potenziamento dell'offerta formativa. Ciò garantirebbe il successo formativo anche agli alunni delle regioni meno ricche, riducendo sicuramente l’ancora troppo alto fenomeno della dispersione scolastica, che guarda caso colpisce il Sud in modo massiccio. Si tratta di programmi che necessitano chiaramente di risorse che – conclude Pacifico – potrebbero avere una primo immediato input attraverso le risorse finanziarie della Legge di Stabilità in via di approvazione”.

Per approfondimenti:

RIFORMA – Il ministro non conosce la scuola o bluffa: come fa a dire che le scuole non dovranno più chiamare i precari? La realtà è che a settembre avremo ancora 100mila supplenze

Riforma, per realizzarla sarà decisivo il parere dei Collegi dei docenti: Anief avvia i seminari informativi per aiutare gli insegnanti a votare in modo consapevole

Come si ricorre con Anief per chiedere l’inserimento a pettine in Seconda Fascia G.I. ABILITATI e ABILITANDI

Precariato, la Commissione UE risponde alla prima denuncia: le assunzioni non sono un “regalo” del Governo, ma imposte da Bruxelles

DDL Scuola – Sono 70mila i precari che ricorreranno in tribunale: chi ha frequentato i corsi di abilitazione Pas o i Tfa ha diritto all’assunzione, non a pillole amare presentate come regali

Sì alla cattedra anche se è lontana ma uno su cinque rifiuta il posto (La Repubblica del 14 agosto 2015)

Piano straordinario di assunzioni: è migrazione da Sicilia e Campania. Un docente su cinque sarà assunto in una regione diversa da quella scelta

Sono 15mila i posti che rimarranno scoperti, il Miur deve allargare le immissioni in ruolo agli abilitati fuori GaE

Piano straordinario delle assunzioni: è scandalo, mancano 10 mila docenti di matematica e di sostegno ma la colpa è del Governo

L’organico potenziato nasce zoppo: tra i 5 e i 10mila posti rimarranno scoperti

Ocse chiede di potenziare la matematica in classe puntando su docenti preparati, l’Italia ce li ha ma continua a tenerli precari con migliaia di posti liberi

I posti non assegnati in organico aggiuntivo non potranno andare a supplenza annuale, ma al Miur non lo sanno

Il ministro Giannini dispensa tranquillità sull’avvio del nuovo anno, ma dimentica di dire che i veri assunti saranno appena 40mila: rimane vivo il problema del precariato

Emiliano padrino dei precari: "la buona scuola fa soffrire per voi affitti e treni scontati" (La Repubblica del 28 agosto 2015)

Il paradosso della mancanza dei prof di sostegno, l’anno parte con 3.671 assunzioni perse e i dirigenti che non sanno a chi dare le cattedre: eppure ci sono 12mila specializzati che rimarranno supplenti

SCUOLA – Assunzioni, 2 precari su 3 della fase B pronti a fare le valigie: boom di trasferimenti da Sud a Nord

Scuola, il dilemma dei professori. Hanno dieci giorni per decidere: andare via da casa oppure rinunciare all’assunzione. “Aspetterò un altro anno. E farò ricorso” (Corriere della Sera del 3 settembre 2015)

L’algoritmo-lotteria che sceglie i prof (Corriere della Sera del 4 settembre 2015)

Assunzioni, il piano è fallito: alla fine saranno immessi in ruolo 80mila precari su 150mila iniziali. E la metà dovrà pure spostarsi di regione

Fase C, tra i precari cresce l’agitazione: c’è chi rischia di non essere assunto (Il Secolo XIX dell’11 settembre 2015)

Precariato, la resa del ministro Giannini: anche quest’anno ci saranno 100mila supplenti, per studenti e famiglia continua il caos

Fissata per il 17 maggio l’udienza della Consulta sull’assunzione di 200mila precari abilitati

Il ministro Giannini: "La supplentite nelle scuole italiane diminuirà. Ma progressivamente" (Panorama dell’8 ottobre 2015)

Alternanza scuola-lavoro, si naviga a vista: gli studenti hanno ragione a protestare

ISTRUZIONE – Superiori, la nuova alternanza scuola-lavoro cancellerà tante ore di didattica

28 novembre 2015                                                                                                      Ufficio Stampa Anief   

                                                                                                                                                    www.anief.org

© 2014 - ANIEF - Associazione Sindacale Professionale - P.I. 97232940821 -Credits - Privacy - CookieRiconsidera Cookie