Non è giunto alcun correttivo alla riforma Fornero e la flessibilità in uscita rimane una chimera: si dovrà lavorare per un periodo di tempo ancora più lungo, rappresentato da 4 mesi in più, a causa adeguamento dell'indice dell'aspettativa di vita. E le prospettive non sono migliori, se è dato certo che dal 2019 sarà previsto un ulteriore scatto che attualmente, secondo lo scenario demografico dell'Istat, sarà di nuovo pari a 4 o 5 mesi. Non va meglio per la pensione di vecchiaia: gli uomini, dipendenti o lavoratori autonomi, dovranno raggiungere i 66 anni e 7 mesi di età. Intanto, l’ufficio studi Anief ha stimato che gli insegnanti immessi in ruolo quest’anno attraverso la Buona Scuola, rispetto a chi lascia il servizio oggi, andranno a percepire un assegno a dir poco decurtato: se un docente che oggi lascia a 65 anni percepisce una pensione media di 1.500 euro, chi è stato immesso in ruolo nel 2015 andrà in pensione a 70 anni con 825 euro.

Il  nuovo anno per i pensionati italiani sarà una vera e propria strada ad ostacoli. Il 2016 avrebbe dovuto porre la parola fine alla telenovela riguardante la riforma delle pensioni, ma il governo Renzi ha introdotto alcune novità attraverso le disposizioni contenute nella legge di Stabilità.

La prima di queste è rappresentata dall’anticipo al 2016 dell’innalzamento a 8mila euro della no TAX area per gli over 75, vale a dire la soglia di reddito entro la quale non verrà corrisposto il pagamento dell’Irpef, della proroga (previa disponibilità delle risorse) dell’opzione donna che consente alle lavoratrici il collocamento a riposo con 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 per le libere professioniste) optando per il calcolo del trattamento pensionistico in modo totalmente contributivo.

In ordine alla rivalutazione delle pensioni dell’anno prossimo, si faranno ancora sentire gli effetti della sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il blocco triennale introdotto nel 2012-2013 per gli assegni superiori a tre volte il minimo. Continuerà ad essere adottato il sistema di restituzione adottato illegittimamente dal governo Renzi.

La novità principale risulta essere rappresentata  dalla  flessibilità in uscita; infatti dal prossimo anno si dovrà lavorare per un periodo di tempo più lungo, nella realtà rappresentato da ben 4 mesi in più, causa adeguamento dell’indice dell'aspettativa di vita. Ma le prospettive non sono migliori se è dato certo che dal  2019 sarà previsto un ulteriore scatto che attualmente, secondo lo scenario demografico dell'Istat, sarà di nuovo pari a 4 o 5 mesi.

Riportiamo sinteticamente le attuali regole valide per il conseguimento del tanto atteso trattamento pensionistico.

P. Anticipata. Attualmente, i requisiti contributivi per il conseguimento del diritto alla pensione anticipata salgono a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi di contributi per donne pari. Importante risulta sottolineare che viene sospeso sino al 2017 il sistema delle penalizzazioni (legge 190/2014)  per coloro che indipendentemente dall'età anagrafica raggiungono tale requisito.

Vecchiaia. Per la pensione di vecchiaia, inalterato rimane il raggiungimento della soglia contributiva di anni 20 anni di contributi. Gli uomini, dipendenti o lavoratori autonomi, dovranno raggiungere i 66 anni e 7 mesi di età. Lo stesso requisito è stabilito per le donne del pubblico impiego. Per le lavoratrici del settore privato l'aumento sarà più elevato in quanto l'effetto della speranza di vita si cumula con il graduale innalzamento dell'età per la vecchiaia che, entro il 2018, dovrà assicurare la totale parificazione con i requisiti vigenti per gli uomini. Per le dipendenti del settore privato serviranno quindi 65 anni e 7 mesi (contro i 63 anni e 9 mesi attuali), per le autonome 66 anni e un mese (contro i 64 anni e 9 mesi attuali).

 

La  nota Miur 40816 del 21.12.2015 fornisce indicazioni operative concernenti le disposizioni per le cessazioni dal servizio dal primo settembre 2016.

Il personale della scuola (ATA, docenti, personale educativo) potrà presentare la domanda telematicamente, tramite "Istanze On line", entro il 22 gennaio 2016.

Per far fronte alle esigenze di migliaia di associati interessati dell’argomento in questione, Anief ha siglato una convenzione con il Centro servizi Cedan, società autorizzata ad erogare, per mezzo della confederazione Cisal, servizi di Caf e patronato.

Da oggi sarà possibile avvalersi di tali servizi scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o prenotando un appuntamento con i nostri referenti sul territorio per la consegna della documentazione relativa alla domanda di pensionamento durante i gg 14 e 15 cm.

Contatta la sede più vicina a te al seguente link:

http://www.anief.org/index.php?option=com_content&view=categories&id=112&Itemid=933

Per approfondimenti

Trattamenti pensionistici e beneficiari: un'analisi di genere - ISTAT

Pensioni, potere d'acquisto in caduta libera (‘Corriere della Sera’ del 16 febbraio 2013

Istat, al 41% dei pensionati meno di mille euro al mese (‘La Repubblica’ del 5 dicembre 2014)

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Pa, rischio contratti da 35 miliardi(Il Sole 24 Ore, 5 giugno 2015)

Blocco stipendi Pa: la norma è illegittima, ma non per il passato (Repubblica – Economia & Finanza, 24 giugno 2015)

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Madia, a settembre soldi per sblocco contratto. Effetto consulta (Orizzonte Scuola, 29 giugno 2015)

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