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In Campania i decreti provvisori unilaterali in materia, sottoscritti dall’allora direttore dell’Usr Diego Bouché, hanno prodotto una riduzione notevole, di circa 6mila euro a capo d’istituto, in attesa di un accordo superiore che a tutt’oggi tarda dal compiersi. Recentemente, sono state firmate tre ipotesi d’accordo e in questi contratti andavano “sanati” i decreti Bouché: invece non se ne parla nemmeno. E i sindacati maggioritari si adeguano al silenzio.

Subito dopo le festività pasquali, giovedì 31 marzo, Anief-Dirigenti Scolastici terrà un convegno a Napoli proprio su questi temi, dal titolo: “La Legge 107: la posizione del dirigente scolastico tra adempimenti e responsabilità”.

Marcello Pacifico (presidente Anief-Cisal): presto quantificheremo i danni subiti dai dirigenti scolastici della Campania negli anni passati e quelli che, purtroppo, subiranno. La realtà è che, anche dopo la stipula dei Contratti integrativi regionali, i dirigenti scolastici della Campania prenderanno posizione variabile inferiore al 2007: una perdita che, vale la pena ricordare, si ripercuote pure negativamente su pensione e buonuscita. Ed è veramente assurdo che almeno la retribuzione di risultato non abbia effetti nemmeno su queste voci.

L’Italia è l’unico paese al mondo dove un rinnovo contrattuale può comportare più responsabilità e carichi di lavoro, a cospetto di un nuovo stipendio più basso del precedente: è quanto accaduto ai dirigenti scolastici italiani, la cui la retribuzione media negli ultimi anni è diminuita di oltre 4mila euro, per via di tagli stipendiali mai recuperati. Stiamo parlando di compensi annui lordi che si aggirano in media sui 58mila euro. A fronte di dirigenti amministrativi della Pubblica amministrazione che superano abbondantemente i 100mila e colleghi del settore privato che si attestano, sempre in media, a 107mila euro. I capi d’istituto, in pratica, guadagnano, come emerso di recente da uno studio della rivista Tuttoscuola, “il 43% in meno dei dirigenti amministrativi di II fascia all’interno dell’Amministrazione scolastica (centrale e periferica)”, attestandosi su cifre vicine a quelle percepire da un dipendente quadro della PA, le cui responsabilità sono infinitamente minori.

Il quadro non cambierà di molto con lo lo sblocco del Fondo Unico per le retribuzioni di risultato e posizione dei dirigenti scolastici, annunciato nei giorni scorsi dal Miur: l’ammontare del cosiddetto Fun dovrebbe infatti essere notevolmente superiore, tenendo conto delle risorse disponibili prima del blocco degli stipendi stabilito dalla Legge 122/2010 e delle nuove risorse che si sono nel frattempo rese disponibili. L’incremento per l’a.s. 2015/2016, accordato dal Miur per circa 163 milioni, sarebbe dovuto essere pari a quasi 201 milioni di euro. Vanno inoltre considerati – nel computo in evidente difetto - gli stanziamenti straordinari, una tantum, stabiliti dalla Legge 107/2015: 46 milioni per l’anno 2016, a cui si aggiungono altri 17 milioni per il prossimo anno. Ciò comporterà la perdita di circa 400 euro in meno al mese a capo d’Istituto, pari a 5mila euro l’anno.

Ma l’apice dell’arretramento di retribuzione si raggiunge in Campania, dove i decreti provvisori unilaterali in materia, sottoscritti dall’allora direttore dell’Usr Diego Bouché, hanno prodotto una situazione di regressione stipendiale davvero notevole, in attesa di un accordo superiore che a tutt’oggi tarda dal compiersi. Recentemente, sono state firmate tre ipotesi d’accordo e in questi contratti andavano “sanati” i decreti Bouché: invece non se ne parla nemmeno. E neanche i sindacati maggioritari fanno trapelare alcuna reazione.

Eppure ci sarebbe molto da ridire. Perché in Campania sono state sottoscritte le ipotesi di accordo relative agli anni scolastici 2012/2013, 2013/2014 e 2014/2015 e, se si passerà alla stipula definitiva, i dirigenti scolastici avranno un piccolo aumento della retribuzione variabile: per loro, si prevede un recupero degli arretrati ed un lieve incremento relativo al risultato raggiunto, pari a 11.520,53 lordi complessivi per i dirigenti scolastici di prima fascia, 8.168,37 euro per quelli di seconda fascia e 5.640,35 per i ds di terza fascia. A cui aggiungere eventuali reggenze di altri istituti.

“Tuttavia – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - questi piccoli aumenti mensili e soprattutto gli arretrati rischiano di far dimenticare i tagli: aumenti ed arretrati avrebbero dovuto infatti essere decisamente maggiori. Basterebbe dire che, per il solo anno scolastico 2012/2013, il taglio del Fondo nazionale unico ha comportato per la Campania una perdita di oltre 2 milioni di euro: considerando tutti e tre gli anni siamo circa a 6.000 euro di perdita pro-capite. Ma di questo ormai nessuno parla più”.

“Non appena verrà definito il Fun relativo all’anno scolastico in corso, quantificheremo i danni subiti dai dirigenti scolastici della Campania negli anni passati e quelli che, purtroppo, subiranno. La realtà è che anche dopo la stipula dei Contratti integrativi regionali, i dirigenti scolastici della Campania prenderanno posizione variabile inferiore al 2007: una perdita che, vale la pena ricordare, si ripercuote pure negativamente sulla pensione e sulla buonuscita. Ed è veramente assurdo che almeno la retribuzione di risultato non abbia effetti su queste voci. In conclusione, bisognava prima di tutto riportare la posizione variabile il più vicino possibile a nove anni fa, ma non è stato fatto. Per questo – dice Pacifico - Anief-DS conferma la volontà di voler ricorrere in tribunale”.

Subito dopo le festività pasquali, giovedì 31 marzo, Anief-Dirigenti Scolastici terrà un convegno proprio a Napoli su “La Legge 107: la posizione del dirigente scolastico tra adempimenti e responsabilità”. Tra i relatori, ci sarà anche Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

 

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