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Le Sezione Unite della Corte hanno stabilito che oltre 200mila lavoratori precari del pubblico impiego potranno ricorrere contro lo Stato italiano per ottenere un risarcimento che varia da 2,5 a 12 mensilità, come per il settore privato.Già pronti i ricorsi.Per i docenti della scuola pubblica, la Legge 107/2015 riconosce già un fondo apposito per risarcire i pagamenti disposti dai giudici del lavoro: solo che si tratta di una “mancia”.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): quello che serviva prioritariamente era stabilire, per legge, i criteri di risarcimento danni nei confronti dei tanti precari assunti e licenziati per anni, anche decenni, in violazione di norme e direttive, a partire dalla direttiva Ue 70/1999 CE. Per la scuola, l’ultima parola sulla stabilizzazione però ancora si deve pronunciare: aspettiamo, intanto, la metà di maggio, quando si esprimerà la Consulta.

Una recente sentenza della Cassazione, la n. 5072/2016, emessa delle Sezioni Unite, stabilisce che più 200mila lavoratori precari del pubblico impiego potranno ricorrere contro lo Stato italiano per ottenere un risarcimento fino a 12 mensilità, come per il settore privato. Si tratta di un’espressione importante, perché se per la stabilizzazione nella scuola si aspetta la sentenza della Consulta, per gli altri dipendenti della PA potrebbe essere risollevata la questione di non conformità al diritto dell’Unione alla Corte di giustizia europea dell’art. 19, c. 2, del decreto legislativo 81/2015visto che per la direttiva UE non esiste distinzione tra dipendenti nel settore privato o pubblico come ribadito dalla giurisprudenza.

Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal, ricorda che con questa sentenza "si è stabilito che di fatto dopo 36 mesi di servizio nel pubblico impiego, tutti i dipendenti pubblici che abbiano prestato servizio su posto libero avranno diritto fino ad un anno di risarcimento. Per quanto riguarda la stabilizzazione d’ufficio, il personale della scuola può, però, avere ancora motivo di rivalsa: perché a seguito dell’espressione della Corte di Giustizia europea, in merito all’abuso di precariato, siamo ancora in in attesa di una sentenza della Corte Costituzionale".

A dire il vero, per i docenti della scuola pubblica, laLegge 107/2015riconosce già un fondo apposito per risarcire i pagamenti disposti dai giudici del lavoro. Si tratta del comma 132, in base al quale al Miur “è istituito un fondo per i pagamenti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali aventi ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti alla reiterazione di contratti a termine per una durata complessiva superiore a trentasei mesi, anche non continuativi, su posti vacanti e disponibili, con la dotazione di euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016, fermo restando quanto previsto dall'articolo 14 del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e successive modificazioni”.

“Premesso che quel comma, con quel che ne deriva, rappresenta una vittoria piena per il nostro sindacato, che ha denunciato all’Unione Europea questo andare già dal 2010 – dice ancora Pacifico –, viene da chiedersi perché il legislatore abbia previsto un tesoretto così esiguo. Perché 10 milioni di euro serviranno a coprire appena i primi 500 ricorrenti dell’Anief. Mentre quello che serviva prioritariamente era stabilire, per legge, i criteri di risarcimento danni nei confronti dei tanti precari assunti e licenziati per anni, anche decenni, in violazione di norme e direttive, a partire dalla direttiva Ue 70/1999 CE, la quale prevedeva invece in via prioritaria la loro stabilizzazione”.

A questo punto, diventa rilevante sapere cosa ne pensa la Corte Costituzionale, che si sarebbe dovuta esprimere sul caso lo scorso mese di giugno, ma ha fatto slittareil suoparere al prossimo 17 maggio. Sono migliaia i ricorsi pendenti il cui esito rimane appeso a questa sentenza. Nel frattempo, i giudici, pur in assenza di riferimenti legislativi nazionali, si esprimono sulla laicità del risarcimento e talvolta entrano anche nel merito, stabilendone l’entità tutt’altro che simbolica. In taluni casi hanno anche accordato la stabilizzazione del precario ricorrente. È importante sapere - conclude Pacifico – che il nostro sindacato continua a vincere su queste rivalse nei tribunali del lavoro”.

Proprio per quanto attiene il risarcimento per la mancata assunzione, come Cisal, insieme anche con una convenzione con Radamante e con i legali dell'Anief, è già possibile, accedendo proprio al sito di Radamante, poter aderire a questo tipo di ricorso. E finalmente avere un minimo di risarcimento rispetto a questo abuso dei contratti a termine che è avvenuto per davvero troppo tempo.

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