A tre settimane dall’inizio delle lezioni, le lungaggini dell’amministrazione continuano a lasciare scoperte tantissime cattedre, a discapito degli alunni “certificati”, per via di una norma assurda che lascia ai precari un posto su tre benchè vacanti. Presso l’istituto di Casalecchio di Reno, il Dirigente scolastico ha convocato i genitori per concordare giorni e orari nei quali i ragazzi disabili possono stare a casa che, così, seguiranno le lezioni solo in determinati giorni e fasce orarie.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): siamo all’epilogo di quanto denunciamo da tempo. Gli errori fatti in Parlamento sui disabili e le lungaggini per assegnare le supplenze annuali stanno provocando un danno su più fronti: nello stesso tempo, infatti, mandando i disabili a scuola “a turno”, si nega loro il diritto allo studio, si determina una discriminazione rispetto agli studenti normodotati e si produce un ulteriore problema organizzativo alle famiglie che, infatti, hanno già manifestato in diversi casi il proprio dissenso.

Prosegue, intanto, l’iniziativa gratuita Anief “Sostegno: non un’ora di meno!”, attraverso cui viene messo a disposizione delle famiglie un modello di lettera per richiedere sin dal primo settembre le ore di sostegno per l’intera durata dell’orario di servizio settimanale dell’insegnante specializzato: se non saranno erogate le ore di sostegno necessarie in questi primi giorni di scuola o in caso di inadempienze, le segnalazioni possono essere già raccolte dal sindacato inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

La lentezza delle procedure di assegnazione provvisoria unitamente alle nomine di supplenza annuale ancora tutte da definire stanno producendo danni enormi all’attività didattica. La situazione più difficile resta quella del sostegno agli alunni disabili: è divenuta pubblica, proprio stamane, l’incredibile vicenda dell’Istituto tecnico commerciale Salvemini di Casalecchio di Reno, a due passi da Bologna, dove a 20 giorni dall’inizio delle lezioni mancano ancora 40 docenti, di cui 30 specializzati nell’insegnamento agli studenti con disabilità.

Si tratta degli alunni “cosiddetti ‘certificati’ – scrive stamane il Quotidiano.net - in gradazione variabile fra quelli che manifestano ‘bisogni educativi speciali’ (Bes) fino ai ragazzi di ‘gravità totale’. Studenti per i quali il Salvemini si è conquistato la meritata fama di sapere mettere in campo progetti di integrazione di ogni tipo. Col risultato che di questi ragazzi gravi quest’anno ce ne sono trenta. E per buona parte di essi gli insegnanti non ci sono”. Il Dirigente scolastico ha convocato i genitori per concordare giorni e orari nei quali i ragazzi disabili possono stare a casa che, così, seguiranno le lezioni solo in determinati giorni e fasce orarie.

“Ciò che sta avvenendo in questi giorni presso l’Istituto tecnico bolognese – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è l’epilogo di quanto denunciamo da tempo. Gli errori fatti in Parlamento sui disabili (che lasciano un posto su tre ai precari) e le lungaggini per assegnare le supplenze annuali stanno provocando un danno su più fronti: nello stesso tempo, infatti, mandando gli alunni a scuola “a turno”, si nega loro il diritto allo studio, si determina una discriminazione rispetto agli studenti normodotati e si produce un ulteriore problema organizzativo alle famiglie che, infatti, hanno già manifestato in diversi casi il proprio dissenso”.

Fra i genitori, scrive ancora Quotidiano.net, non sono mancate espressioni di tensione e di contestazione diretta: «Oggi sono andato a prendere mio figlio in anticipo e domani lo terrò a casa! Però il disagio è tanto – commenta un’altra mamma –. La gente che lavora come fa? I ragazzi poi sono destabilizzati, hanno bisogno di certezze, di un rapporto che dia loro sicurezza. E invece sono continuamente sballottati, e ora addirittura si scarica sui più deboli un deficit evidente della scuola». «Mio figlio ha 14 anni, è in carrozzina, è fra quelli definiti di ‘gravità totale’. L’ho iscritto al Salvemini perché è una scuola-modello in questo ambito. Ha tanti progetti e noi lottiamo insieme al preside perché la cosa si risolva al più presto», commenta un altro genitore che sarà presente all’incontro già fissato sabato mattina col direttore dell’ufficio scolastico provinciale bolognese Giovanni Schiavone.

Il sindacato Anief mostra piena solidarietà alle famiglie e ribadisce la propria convinzione in merito: giunti al mese di ottobre inoltrato, l’interlocutore a cui rivolgersi per rivendicare l’immediata assegnazione del docente di sostegno non può più essere l’amministrazione scolastica. Se il Ministero dell’Istruzione avesse voluto, infatti, porre fine alla “babele” sul sostegno, lo avrebbe fatto non di certo a lezioni iniziate da quasi un mese. Qualora, nella migliore delle ipotesi, si provvedesse a nominare tutti i supplenti in deroga, rimarrebbero comunque migliaia di alunni senza il loro docente; allo stesso modo, si ridurrebbero drasticamente le ore di sostegno agli altri allievi disabili per permetterne un minimo di assegnazione a tutti.

Ciò avverrà perché, quest’anno, diversi uffici scolastici hanno concesso un monte ore per ogni scuola non derogando mai alla proporzione di un docente per due alunni, seppur in presenza di disabilità grave. In questo modo, l’allievo con necessità di didattica speciale, si vedrà affiancare l’insegnante di sostegno non oltre 11 ore settimanali (anziché 22) alla primaria e 9 ore a settimana (anziché 18) alla secondaria. In certi casi, si arriva a comporre “classi-mostro” con 32 alunni iscritti, di cui 3 disabili che non di rado si “coprono” con un solo docente di sostegno.

“Temiamo che i dirigenti saranno costretti più di prima a escogitare soluzioni impossibili – continua Pacifico – perché quest’anno, in base ai dati Miur, abbiamo un incremento di oltre 7mila alunni disabili, a fronte però di 1.370 posti di sostegno in meno. La strada del tribunale resta, quindi, l’unica via percorribile: numerosi giudici hanno già emesso migliaia di sentenze che hanno accolto le richieste dei nostri legali con tanto di cospicui risarcimenti a favore delle famiglie e a danno del Miur. È paradossale: le diagnosi funzionali e relazioni mediche parlano da sole e non necessitano di un giudice che ordini di rispettarne le conseguenze sul piano scolastico; non è, poi, solo un problema di mancato adeguamento di organico di fatto e organico di diritto ma, comunque, di pieno rispetto della sentenza pilota n. 80/10 della Consulta che ha decretato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 413, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nella parte in cui fissa un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno”.

Anief invita tutti coloro che non accettano tale sopruso ai danni degli alunni disabili ad aderire all’iniziativa gratuita “Sostegno: non un’ora di meno!”, mettendo a disposizione delle famiglie un modello di lettera per richiedere sin da questi primi giorni di scuola le ore di sostegno per l’intera durata dell’orario di servizio settimanale dell’insegnante specializzato: la richiesta si lega a doppio filo alla necessità di assumere, come previsto dall’art. 40, comma 1, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, degli insegnanti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni. Al silenzio-rigetto da parte dell’USR seguirà ricorso gratuito presso il tribunale di competenza. In tutti quei casi in cui non saranno erogate le ore di sostegno o in caso di inadempienze, le segnalazioni possono essere raccolte dal sindacato inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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