Anziché applicare quanto previsto dal Tribunale amministrativo del Lazio che ha disposto “l’inserimento nella graduatoria di pertinenza a ogni effetto, compresa la eventuale stipula di contratto con riserva”, accade che presso l’Ufficio Scolastico di Milano (situazione simile in molte altre province) si preferisce stoppare qualsiasi inserimento nelle Graduatorie che portano all’immissione in ruolo e alla supplenza annuale. La risibile giustificazione del dirigente responsabile degli uffici scolastici di Milano: non possiamo sempre rifare gli elenchi, i docenti potranno far valere i propri diritti a partire dal prossimo anno scolastico.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ma stiamo scherzando? L’Ambito territoriale ha l’obbligo di inserire sempre e con effetto immediato il docente precario nella graduatoria indicata, in questo caso le GaE: di fronte a un ordine del giudice non si può far finta di nulla o rimandare. Le graduatorie, se necessario, vanno ricomposte anche ogni giorno. Non è colpa dei Tar, ma neppure dei docenti precari ricorrenti, se il Miur si ostina a non recepire la giurisprudenza del Consiglio di Stato: qualora la situazione, anzi, non si sbloccasse nelle prossime ore, chiederemo pure all’amministrazione scolastica pesanti condanne alle spese.

 

Il Ministero dell’Istruzione non ha compreso che con le sentenze dei giudici non si scherza. Né si traccheggia: in diversi Uffici scolastici locali italiani (oggi chiamati Ambiti territoriali) non si dà, infatti, seguito alle ordinanze cautelari emesse in tribunale, in particolare del TAR del Lazio, per il loro inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento, in modo da prevederne la graduale immissione in ruolo sui posti vacanti e disponibili oppure l’assegnazione della supplenza annuale, in attesa della definizione nel merito del contenzioso.

Anziché applicare quanto previsto dal Tribunale amministrativo del Lazio che ha disposto “l’inserimento nella graduatoria di pertinenza a ogni effetto, compresa la eventuale stipula di contratto con riserva”, accade che presso l’Ufficio Scolastico di Milano (situazione simile in molte altre province), si preferisce stoppare qualsiasi inserimento nelle GaE. La giustificazione del dirigente responsabile dell’Usr facente capo a Milano lascia basiti: “giornalmente – dice il provveditore a La Repubblica - arrivano valanghe di ordinanze cautelari, per l’inserimento con riserva. Questo significherebbe rifare gli elenchi giornalmente per inserire i nuovi nominativi e, dunque, rimandare l’attribuzione delle supplenze. Saremmo arrivati a febbraio, dice il Dirigente, per cui è stato posto il limite del 20 settembre come termine ultimo per decidere chi potrà far parte delle GaE utili per l’a.s. 2016/17 e chi invece, anche se sarà inserito successivamente a questa data, potrà far valere i propri diritti a partire dal prossimo anno scolastico, sempre che i giudici decidano a favore dei ricorrenti”.

“Ad essere attesa per la scuola di infanzia e primaria – scrive Orizzonte Scuola - è l’Adunanza Plenaria che si riunirà, ancora, il 16 novembre 2016, ai fini di decidere se i diplomati in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2016/17 abbiano il diritto all’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento. Diplomati magistrale in GaE: ci sarà un censimento. Adunanza Plenaria si esprimerà nuovamente il 16 novembre. Per la scuola secondaria le notizie dovrebbero arrivare presto, le Camere di Consiglio relative alle ordinanze cautelari già disposte sono infatti calendarizzate nel periodo fine ottobre – dicembre”.

Secondo Anief, quanto sta accadendo a Milano e in altri uffici scolastici conferma la linea del mancato rispetto, da parte dell’amministrazione scolastica, per i diritti dei precari: “l’Ambito territoriale – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario organizzativo Confedir – ha l’obbligo di inserire sempre e con effetto immediato il docente precario nella graduatoria indicata, in questo caso le GaE: di fronte a un ordine del giudice non si può far finta di nulla o rimandare. Il rischio concreto è che quell’ufficio venga commissariato”.

“Del resto, non è colpa dei Tar, ma neppure dei docenti precari ricorrenti, se il Ministero dell’Istruzione si ostina a non recepire la giurisprudenza del Consiglio di Stato. Qualora la situazione non si sbloccasse nelle prossime ore, chiederemo all’amministrazione scolastica pure pesanti condanne alle spese. I provveditori non sono d’accordo? Non è questo il punto: pensino a ricomporre le GaE in tempo reale, anche ogni giorno. Così andrà sino a quando non prevarrà quanto è giusto e acclarato dalla giustizia amministrativa. Se, invece, vogliono chiedere conto di quanto sta accadendo, si rivolgano a Viale Trastevere che ha causato questo insensato blocco: non a chi si è abilitato dopo il 2011, esattamente come i colleghi in precedenza e, ora, – conclude Pacifico - chiede solo di fare il proprio lavoro di insegnante”.

 

 

 

 

 

 

Per approfondimenti:

 

Anief ricorda che è possibile aderire ai ricorsi per ottenere ragione contro l’illegittima reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio e la corresponsione degli scatti di anzianità ai precari. Anche i docenti già immessi in ruolo possono ricorrere per ottenere gli scatti di anzianità non percepiti nel corso del precariato e la con immediatezza la ricostruzione di carriera integrale comprendente anche l’intero servizio di precariato.

 

 

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