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Per il vicepresidente del sindacato dei Ds, gli insegnanti avrebbero avuto un atteggiamento incomprensibile: i docenti si sono opposti in massa alla legge 107, respinta in blocco in maniera conservatrice e con preconcetti, facendo un muro compatto.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): in piazza contro la “Buona Scuola” sono scesi, con i docenti, anche gli Ata, gli studenti e pure alcuni Dirigenti scolastici. La maggioranza parlamentare non ha voluto ascoltarli e, solo a distanza di un anno, ha compreso quanto quelle norme fossero nocive alle scuole. Perché non si parla, invece, della mancanza cronica dei capi d’istituto, del problema delle reggenze e del concorso per Dirigenti che continua ad essere rimandato? Senza nuovi presidi, infatti, una scuola su tre l’anno prossimo inizierà le lezioni con il dirigente in condominio, andando così a peggiorare quanto accaduto quest’anno; lo stesso, poi, vale per i Direttori dei servizi generali ed amministrativi. Sarebbe stato molto più logico, ad esempio, chiedere per quale motivo i Dirigenti scolastici assunti negli ultimi 10 anni debbano guadagnare meno di 2.500 euro netti.

 

Come si fa a bollare come ‘protesta incomprensibile’ quella portata avanti in modo compatto dagli insegnanti della scuola pubblica contro la Legge di riforma 107/2015?”: a chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, dopo aver ascoltato l’intervista di Mario Rusconi, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Presidi, a Radio Città Futura a commento delle occupazioni studentesche degli istituti contro la politica del Governo sull’istruzione pubblica.

Il vero fenomeno cui bisogna portare attenzione, secondo Rusconi è quello della protesta dei docenti contro la riforma della scuola: “gli insegnanti – ha detto Rusconi - si sono opposti in massa alla legge 107, respinta in blocco in maniera conservatrice e con preconcetti, facendo un muro compatto. Una legge, la prima dal dopoguerra, che ha preso misure rivoluzionarie che fanno paura ma che erano necessarie. Ancora una volta gli studenti sono stati messi a margine dagli adulti, che hanno personalizzato e monopolizzato l’attenzione sul mondo scolastico con questa protesta incomprensibile”.

Quello che è incomprensibile – ribatte Pacifico – è come un sindacalista, che dovrebbe difendere gli interessi di tutto il personale scolastico, possa etichettare e sminuire la più che fondata contestazione del popolo della scuola contro la riforma del Governo Renzi. Forse Rusconi non ricorda che in piazza sono scesi, con i docenti, anche gli Ata, gli studenti e pure alcuni Dirigenti scolastici. La maggioranza parlamentare non ha voluto ascoltarli e ha approvato la Legge 107: solo a distanza di un anno ha compreso quanto quelle norme fossero nocive alle scuole e anche allo stesso Governo visto che, in occasione del referendum costituzionale, la scuola è stata decisiva per l’esito fortemente negativo”.

Da un sindacato che ha a cuore le sorti delle scuole e dei Dirigenti scolastici – prosegue il sindacalista Anief-Cisal – ci saremmo aspettati ben altre argomentazioni. Ad iniziare dalla mancanza cronica dei capi d’istituto, del problema delle reggenze e del concorso per dirigenti che continua ad essere rimandato: senza nuovi presidi, infatti, una scuola su tre l’anno prossimo inizierà le lezioni con il dirigente in condominio, andando così a peggiorare quanto accaduto quest’anno. E lo stesso vale per i Direttori dei servizi generali ed amministrativi, visto che le vacanze di posti non sono da meno e la selezione nazionale per Dsga rimane solo annunciata, dopo 20 anni di vuoto concorsuale”.

Sarebbe stato molto più logico, ad esempio, chiedere per quale motivo i Dirigenti scolastici assunti negli ultimi 10 anni debbano guadagnare meno di 2.500 euro netti e perché, invece, solo gli assunti fino al 2004 possano accedere a stipendi più dignitosi. Per non parlare del fatto che, in media, i capi d’istituto percepiscono la metà dei dirigenti pubblici. A fronte di questa situazione, gli stessi Dirigenti scolastici avrebbero dovuto fare fronte, in blocco, contro la Buona Scuola, visto che il Fondo unico nazionale per le retribuzioni di risultato e posizione approvato con la Legge 107/15 è ampiamente insufficiente, tanto che il famigerato merito introdotto a favore dei ds più validi porterà in media appena 200 euro lordi al mese. Anief, non a caso, ha deciso di rivolgersi al giudice del lavoro per recuperare almeno le somme indebitamente sottratte nel passato. Per quale motivo, invece, si debba puntare il dito sui docenti, che in massa hanno protestato e protestano ancora contro le norme astruse della legge 107, – conclude Pacifico – rimane un mistero”.

 

 

 

 

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