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Le audizioni sul decreto legislativo sulla ‘istituzione del sistema integrato di educazione e d’istruzione dalla nascita sino a sei anni’ della Legge 107/15 stanno confermando la linea dell’Anief: è necessario un sensibile aumento degli organici e l’introduzione di personale potenziato nell’infanzia. Così come sarebbe molto utile l’anticipo di un anno dell’obbligo scolastico in classi con docenti della scuola dell’infanzia e della primaria assieme.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): procedere alle immissioni in ruolo non è nulla di sensazionale se si pensa che stiamo parlando degli insegnanti più presenti nelle GaE e nelle graduatorie dei vincitori di concorso, ma che sinora sono stati immessi in ruolo con il contagocce anche dalla riforma Renzi-Giannini.

 

Le audizioni in Parlamento sulla legge delega di riforma della scuola 0-6 anni confermano quanto sostiene l’Anief da tempo: non ci sarà alcun piano straordinario a favore dei docenti di questa fascia di età, tra i grandi esclusi della Buona Scuola, e mancano adeguati finanziamenti per attuare il piano riformista previsto dal Governo. Al massimo, si procederà a coprire solo una parte dei posti vacanti e disponibili. Su questo punto, sono state chiare anche le Regioni, i cui rappresentanti hanno detto che “ci vogliono più soldi per la riforma” del settore, che forma gli alunni in vista della loro iscrizione alla scuola primaria.

 

Le indicazioni che giungono dalle commissioni parlamentari congiunte danno ancora più enfasi a quanto sostenuto dal giovane sindacato che ha già presentato, tramite Cisal, specifici emendamenti al decreto legislativo sulla “istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni”, l’Atto 380. A tal proposito, Anief ribadisce la necessità di promuovere un organico di potenziamento e un piano straordinario di assunzioni di 33mila maestri e 2.500 educatori, anche alla luce di decine di migliaia di posti già oggi vacanti, da ripartire a livello regionale, in base alle esigenze di organico regionale. Inoltre, è previsto l’anticipo di un anno dell’obbligo scolastico - l’anno terminale del Sistema integrato, con docenti in contemporanea appartenenti sia alla scuola dell’infanzia che alla primaria –, attivato solo in classi con docenti della scuola dell’infanzia e primaria in compresenza.

 

Su quest’ultima necessità, Anief chiede di modificare l’ultimo anno della scuola dell’infanzia “prevedendo continuità con il progetto pedagogico del primo biennio della Scuola primaria, tenuto conto delle Indicazioni nazionali per il curricolo”. In tal modo, “fin dal primo anno di attuazione, il Piano assicura il servizio a tutti i bambini che frequentano l’anno terminale del Sistema integrato, in quanto accedono al diritto-dovere all’istruzione e alla formazione”.

 

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ricorda che “anticipare l’obbligo scolastico inserendo l’ultimo dei sei anni del Sistema integrato nel primo del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, pur mantenendo in 10 anni la durata del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, allinea ai colleghi europei gli studenti italiani che conseguono il diploma in uscita dal sistema d’istruzione e formazione secondaria. Inoltre, l’assunzione di 33mila docenti e 2.500 educatori non è nulla di sensazionale, se si pensa che stiamo parlando degli insegnanti più presenti nelle GaE e nelle graduatorie dei vincitori di concorso, ma che sinora sono stati immessi in ruolo con il contagocce anche dalla riforma Renzi-Giannini”.

 

 

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