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L’incremento di aspiranti docenti che parteciperanno alla “coda” selettiva si evince dagli elenchi definitivi pubblicati dagli USR. La lista di ricorrenti che approderanno allo scritto è lunga: i lavoratori già di ruolo, gli Itp, i diplomati magistrale ad indirizzo linguistico, i dottori di ricerca con titolo abilitante, i diplomati Isef, gli educatori, i docenti con abilitazione disciplinare o specializzazione su sostegno, gli abilitati all’estero. Disco verde pure per chi ha frequentato Afam e Pas. Presto il calendario delle prove in Gazzetta Ufficiale. Poiché un terzo dei posti a bando non hanno vincitore, per loro è una buona occasione per arrivare al ruolo.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le prove suppletive non si sarebbero svolte se solo l’amministrazione scolastica avesse seguito i nostri consigli. Invece non ha voluto saperne, pubblicando dei concorsi 2016 senza considerare la presenza di coloro che, in presenza dei titoli di accesso, avevano anni e anni di esperienza di insegnamento alle spalle. Sono stati incredibilmente esclusi dalla prova concorsuale che gli avrebbe potuto dare la possibilità di accedere all’agognata assunzione a tempo indeterminato.

 

Cresce il numero dei candidati ammessi allo svolgimento della prova scritta suppletiva del concorso a cattedra 2016, riconducibile al D.D.G. del 23 febbraio 2016 da cui erano stati erroneamente esclusi per via di un bando redatto in modo a dir poco discutibile: la tendenza all’incremento generalizzato di aspiranti docenti che parteciperanno alla prima verifica, in programma ad aprile 2017, si evince dagli elenchi definitivi pubblicati in questi ultimi giorni dagli Uffici Scolastici Regionali. “In generale – scrive Orizzonte Scuola - vi è un aumento dei candidati ricorrenti ammessi alla partecipazione al concorso”. Allo stesso modo, si è man mano allargata la rosa di categorie di ricorrenti ammessi alle prove suppletive del concorso a cattedra.

 

A svolgere le prove, grazie all’operato dei legali Anief, saranno migliaia di aspiranti docenti, riconducibili a più tipologie, tutti però accumunati dal fatto di essere stati in primo tempo esclusi dal bando ministeriale errato. Ora avranno la possibilità concreta di andare a concorrere per gli oltre 63mila posti messi a bando: personale già di ruolo, gli insegnanti tecnico pratici, i diplomati magistrale a indirizzo linguistico, i dottori di ricerca il cui titolo è stato considerato abilitante, i diplomati Isef, gli educatori, i docenti che hanno ottenuto l’abilitazione disciplinare o la specializzazione su sostegno dopo la scadenza per la presentazione della domanda, oltre che i docenti che hanno ottenuto il riconoscimento dell’abilitazione conseguita all’estero dopo la scadenza per la presentazione della domanda di accesso al concorso.

 

A seguito del via libera del Consiglio di Stato, alle prove suppletive saranno anche ammessi i ricorrenti che hanno concluso i percorsi formativi Afam e Pas: anche a loro il Ministero dell’Istruzione aveva negato l'accesso alle prove concorsuali, sorvolando sul fatto, determinante, che i ritardi nel conseguimento dell'abilitazione non dipendevano certo dalla volontà dei candidati stessi. Con il passare del tempo, la loro candidatura ufficiale a coprire i posti ha assunto anche uno spessore maggiore, dopo che Tuttoscuola ha appurato proprio in queste ore che andranno persi oltre un terzo dei posti del concorso per via dell’alto numero di respinti in occasione delle prove concorsuali ordinarie.

 

La decisione di avviare le prove suppletive è giunta, da parte del Miur, dopo una lunga serie di ordinanze favorevoli ai ricorrenti: il 9 gennaio scorso, l’amministrazione emise una Nota di chiarimento – la n. 835 pubblicata da ‘Orizzonte Scuola’ - nella quale spiegava che tutte le operazioni (prove scritte, orali, valutazione titoli e pubblicazione degli esiti) si sarebbero concluse entro il prossimo mese di giugno: nella stessa Nota Miur si spiegava che già da diversi mesi da Viale Trastevere era stata avviata una ricognizione delle categorie e del numero di candidati destinatari di pronunce favorevoli, unitamente all’individuazione di posti/classi di concorso per cui dovranno essere svolte le prove suppletive, Anche perché sono già stati nominati i commissari ad acta per il giudizio di ottemperanza. Entro la giornata di oggi, inoltre, sarà consolidata la banca dati, con i dati dei ricorrenti, ivi compresa la scelta della lingua straniera per la prova scritta. In base a quanto trapela dal Miur, alla fine del mese di febbraio sarà completato il collaudo delle aule disponibili per lo svolgimento delle prove (privilegiando quelle già utilizzate nella prova scritta di maggio).

 

Il programma è denso di impegni conseguenziali: nella seconda settimana del mese di marzo sarà pubblicato l’abbinamento candidati – aule distribuiti in ordine alfabetico. Però non prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del calendario nazionale delle prove, possibile solo se le date precedenti saranno rispettate. La prova scritta è comunque prevista per il mese di aprile 2017 e, considerando il tempo necessario per la correzione e lo svolgimento delle prove pratiche e orali, l’intera procedura dovrà concludersi entro giugno 2017, con l’approvazione delle graduatorie di merito definitive.

 

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “le prove suppletive non si sarebbero svolte se solo l’amministrazione scolastica avesse seguito i nostri consigli. Il Ministero dell’Istruzione, invece, non ha voluto saperne, pubblicando dei concorsi 2016 senza considerare la presenza di coloro che, in presenza dei titoli di accesso, avevano anni e anni di esperienza di insegnamento alle spalle. Sono stati incredibilmente esclusi dalla prova concorsuale che gli avrebbe potuto dare la possibilità di accedere all’agognata assunzione a tempo indeterminato”.

 

 

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