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Tra qualche giorno, i circa 700mila docenti di ruolo della scuola pubblica italiana saranno chiamati a presentare, alle proprie segreterie scolastiche, i documenti utili alla formazione delle graduatorie interne. Si prevedono stravolgimenti nelle posizioni che si andranno a determinare: un insegnante che nel suo plesso scolastico poteva considerarsi al 'sicuro', potrebbe infatti perdere posizioni e scivolare in fondo alla graduatoria. Diventa fondamentale, per scongiurare il pericolo, che ogni insegnante si faccia riconoscere tutte le esperienze di lavoro svolte. Solo che nel pre-contratto, in via di definizione, si continua imperterriti a non considerare per intero le supplenze svolte (possono durare decenni): ciò vale sia per le graduatorie interne, sia nella mobilità d'ufficio che scatta in tutti quei casi in cui l’insegnante perde la titolarità.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): perché, dopo 19 anni, i sindacati rappresentativi riconoscono la valutazione paritaria del servizio pre-ruolo rispetto a quello svolto una volta assunti a tempo indeterminato per la mobilità esterna, ma non per quella interna? È una posizione anacronistica, perché lo stesso servizio viene considerato con pienezza solo per i primi 4 anni da precario. Anief è pronta a ricorrere di fronte a questa ennesima violazione della direttiva comunitaria. Non si può essere trasferiti, addirittura di provincia e di regione, per colpa di chi dovrebbe rappresentarci e tutelarci, ma non conosce le norme e la giurisprudenza.

 

Ancora qualche giorno e per circa 700mila docenti di ruolo della scuola pubblica italiana sarà tempo di presentare, alle proprie segreterie scolastiche, i documenti utili alla formazione delle graduatorie interne a ogni istituto: quest’anno la novità assoluta è la creazione di un’unica graduatoria, da formare in tutti i casi in cui nello stesso istituto autonomo convivano più tipologie di corsi di studio. Se, a esempio alle superiori coesistono un corso liceale con altri di tipo tecnico o professionale, il docente che insegna la classe di concorso di matematica (ma vale per tutte le altre presenti su più corsi) si ritroverà collocato in una graduatoria unica. Per poi essere assegnato al corso, come anche sul potenziamento, sulla base dei criteri definiti dagli organi collegiali.

 

Questa novità, di cui probabilmente ancora tutti i docenti non hanno piena contezza, potrebbe andare a determinare stravolgimenti nelle posizioni che si andranno a determinare: un insegnante che nel suo plesso scolastico poteva da anni considerarsi al “sicuro”, perché in possesso di maggiore anzianità di servizio e con più titoli conseguiti, potrebbe infatti perdere posizioni e scivolare in posizioni più basse e pericolose della graduatoria. Fatta questa premessa, diventa dunque fondamentale, per scongiurare il pericolo, che ogni insegnante si faccia riconoscere tutte le esperienze di lavoro svolte e i titoli acquisiti. Altrimenti, il rischio di scivolare tra i sovrannumerari, immediatamente dopo negli ambiti territoriali e la definitiva perdita della titolarità, diventerebbe infatti concreto.

 

Alla luce di ciò, Anief ritiene assurdo che il contratto sulla mobilità che si sta definendo al Miur, attraverso la contrattazione, debba ancora prevedere che per per i sovrannumerari il servizio pre-ruolo viene valutato parzialmente: nell'ipotesi contrattuale 2017, la bozza sottoscritta il 31 gennaio scorso, si continua, imperterriti, a non considerare per intero le supplenze svolte (che possono durare decenni): questa esclusione vale sia per le graduatorie interne d'istituto, sia nella mobilità d'ufficio che scatta in tutti quei casi in cui l’insegnante perde la titolarità del posto.

 

“Non si comprende perché – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal - dopo 19 anni, i sindacati rappresentativi riconoscano la valutazione paritaria del servizio pre-ruolo rispetto a quello svolto una volta assunti a tempo indeterminato per la mobilità esterna, ma non per quella interna. Si tratta di una posizione del tutto anacronistica, perché ove lo stesso servizio viene considerato con pienezza per i primi 4 anni da precario, successivamente viene valutato solo un terzo e comunque la metà rispetto a quello successivo all’assunzione. Anief è pronta a ricorrere di fronte a questa ennesima violazione della direttiva comunitaria. Non si può essere trasferiti, addirittura di provincia e di regione, per colpa di chi dovrebbe rappresentarci e tutelarci, ma non conosce – conclude Pacifico - le norme e la giurisprudenza”.

 

Il giovane sindacato ricorda che sulla mobilità ha attivato una serie di ricorsi, relativi alle discrepanze rispetto ai diritti dei lavoratori della scuola purtroppo confermate con il CCNI sulla mobilità 2017/18: per informazioni e adesioni cliccare qui.

 

 

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