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Stamane è giunto il via libera all’astensione dal servizio dei capi d’istituto: la massima protesta sarà possibile perché il sindacato Cub ha specificato (con nota del 9 maggio scorso) che il giorno successivo è stata organizzata l’astensione dal lavoro solo per la categoria dei docenti e del personale Ata. Lo sciopero si svolgerà, nel giorno della mobilitazione organizzata dalle altre organizzazioni sindacali, per rivendicare un adeguato aumento stipendiale, dei carichi di lavoro più umani e una riduzione delle cogenti responsabilità, anche di carattere penale, che oggi più che mai contraddistinguono la professione di chi dirige un istituto scolastico. Sempre per il 25 maggio, Udir ha programmato una manifestazione nazionale a Roma e, in contemporanea, delle assemblee sindacali in varie città d’Italia.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): il nostro giovane sindacato si contraddistingue dagli altri perché è pronto a impugnare al Tar del Lazio tutti i Contratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti. Alla mobilitazione sindacale, infatti, seguirà la tutela giudiziaria con dei ricorsi specifici che impugneranno gli atti ministeriali illegittimi al Tribunale Regionale. Ma lo sciopero vuole sensibilizzare le istituzioni pure sul recupero del dimensionamento che ha cancellato 4mila scuole e ridotto un quarto degli organici, sull’esigenza di raddoppiare il Fun, assegnato invece alle altre aree dirigenziali dello Stato, sulla mancata assegnazione dei 226 euro mensili di indennità di vacanza contrattuale, in attesa del recupero di una cifra analoga per la firma del contratto da settembre 2015, sulla necessità di conferire la Ria a tutti i neo-assunti dal 2001.

Il giovane sindacato ha intanto messo a disposizione specifici modelli di diffida, finalizzati al recupero di una serie di 'voci' e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

 

Oggi la Commissione di garanzia sugli scioperi ha confermato il via libera all’astensione dal servizio, per il prossimo giovedì 25 maggio, da parte dei dirigenti scolastici italiani: lo sciopero dei presidi sarà possibile perché il sindacato Cub ha specificato (con nota del 9 maggio scorso) che il giorno successivo è stata organizzata l’astensione dal lavoro solo per la categoria dei docenti e del personale Ata (escludendo quindi proprio i dirigenti scolastici).

Arriva, dunque, l’atteso disco verde per attivare la massima protesta dei capi d’istituto, i dirigenti trattati di gran lunga peggio di tutti nella Pubblica Amministrazione: lo sciopero, già annunciato nei giorni scorsi dalla Funzione Pubblica, si svolgerà, nel giorno della mobilitazione nazionale e provinciale organizzata dalle altre organizzazioni sindacali, per rivendicare un adeguato aumento stipendiale, dei carichi di lavoro più umani e una riduzione delle cogenti responsabilità, anche di carattere penale, che oggi più che mai contraddistinguono la professione di chi dirige un istituto scolastico. Sempre per il 25 maggio, Udir ha programmato una manifestazione nazionale a Roma e, in contemporanea, delle assemblee sindacali in varie città d’Italia.

“Il nostro giovane sindacato si contaddistingue dagli altri – spiega Marcello Pacifico, segretario organizzativo della Confedir, cui aderisce Udir – perché è pronto a impugnare al Tar del Lazio tutti i Contratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti. Alla mobilitazione sindacale, infatti, seguirà la tutela giudiziaria con dei ricorsi specifici che impugneranno gli atti ministeriali illegittimi al Tribunale Regionale”. A questo proposito, la nuova organizzazione  che tutela la dirigenza mette a disposizione sin d’ora ai capi d’istituto degli specifici modelli di diffida, finalizzati al recupero di una serie di 'voci' e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

Ma la contestazione dell’operato del Governo non riguarda solo il mancato adeguamento dello stipendio che a oggi rimane dimezzato rispetto ai colleghi del comparto privato: “lo sciopero – continua Pacifico - vuole sensibilizzare le istituzioni anche sul recupero del dimensionamento, che ha cancellato 4mila scuole e ridotto un quarto degli organici, sull’esigenza di raddoppiare il Fondo unico nazionale, assegnato invece alle altre aree dirigenziali dello Stato, sulla mancata assegnazione dei 226 euro mensili di indennità di vacanza contrattuale, in attesa del recupero di una cifra analoga per la firma del contratto da settembre 2015, sulla necessità di conferire la Ria – la Retribuzione Individuale di Anzianità - anche a tutti i neo-assunti dal 2001”.

Il lavoratore oggi a capo di una scuola pubblica attende anche l’introduzione, nel Testo Unico della Scuola, di un capitolo specifico sulla sicurezza degli edifici scolastici e sulla responsabilità datoriale: è per tale motivo che Udir continua a chiedere l’attivazione di una nuova Governance, al fine di riuscire a contemplare i migliori e più elevati standard di sicurezza. L’obiettivo è quello di non esporre più, come avviene oggi, gli alunni e i lavoratori a rischi che ne possono compromettere l'incolumità: certamente, i pericoli non possono essere azzerati, ma sicuramente ridotti. E, laddove è necessario, arrivare anche all'inibizione della struttura - la metà delle quali sono state costruite prima del 1971 - e il conseguente non utilizzo della stessa. Senza, ovviamente, che si possa attribuire ai dirigenti scolastici il reato di interruzione di pubblico servizio. Tanto è vero che allo stato attuale, non avendo alcuna risposta dall’amministrazione, i nostri dirigenti scolastici avrebbero tutti i loro buoni motivi per consegnare le chiavi delle scuole all’amministrazione di competenza e chiederne la chiusura.

Sul fronte stipendiale, la situazione è tragica: l’ufficio studi del sindacato ha calcolato che solo nel 2015 sono stati persi altri circa 4.600 euro a capo d’istituto. Udir, pertanto, in assenza di un atto di indirizzo per la firma del contratto per la perequazione interna ed esterna è ora costretta a chiedere al giudice nazionale ed europeo quanto sottratto. Richiede anche il recupero degli effetti su pensione e buonuscita, nonché i risarcimenti per gli anni passati: in assenza di risposte, il sindacato sta infatti raccogliendo le istanze per depositare appositi ricorsi seriali. Udir ha già avviato la raccolta adesioni per i ricorsi e fornisce specifici modelli di diffida.

Per informazioni, si può contattare il 331.7713481. Per una consulenza gratuita, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Per aderire ai ricorsi su RIA, FUN, CIR consultare il sito internet www.udir.it. Per maggiori informazioni, vai al seguente link.

 

 

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