Il sindacato autonomo replica alla volontà espressa dall’Esecutivo di inserire nella prossima Legge di Bilancio una terza tranche per il rinnovo contrattuale, pari a 1,5-1,6 miliardi, come aggiunta rispetto a quanto già previsto con le passate leggi di Stabilità. La cifra in questione sarebbe più alta rispetto alle stime circolate in precedenza (si è finora parlato di 1,2-1,3 miliardi): in totale, sommando le tre leggi di Bilancio coinvolte, ci si aggira sui 2,7-2,8 miliardi. Ad oggi, escludendo quelli ancora da stanziare, i fondi già disponibili arriverebbero a coprire appena 36-37 euro, mentre per il triennio 2016-2018 occorre arrivare a 85 euro.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È un insulto a chi svolge questa professione, ad iniziare dagli insegnanti che percepiscono meno di tutti in Europa dopo Grecia e Slovenia, e dal personale Ata della Scuola, cenerentola delle buste paga nella PA. Sul tavolo della trattativa che riguarda 3milioni e 300mila lavoratori, compresi quelli dell’Università e della Ricerca, vanno necessariamente messi gli arretrati da applicare dal mese di settembre 2015, come confermato dalla Consulta. In pratica, va recuperato il 7% dello stipendio rispetto al 14%. Si tratta del valore percentuale dell'inflazione certificata, aumentato dal 2008, anno di blocco del contratto, al 2015. Per il questa ‘voce’, che è poi il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale, servono altri 5 miliardi. Nell’accordo, quei soldi non vengono considerati. Stando così le cose, quell’indennità, la cui assegnazione è un diritto dei lavoratori a cui è stato negato il rinnovo contrattuale, andrà persa per sempre. Per questo abbiamo deciso di presentare ricorso sollevando l’illegittimità costituzionale.

Per tali motivi, Anief chiede ai lavoratori di inviare formale diffida al Miur oppure di aderire direttamente al ricorso rivolgendosi al giudice del lavoro, in modo da recuperare almeno il 7% degli ultimi due anni di quell’indennità sottratta in modo illegittimo e interrompendo i termini di prescrizione.

 

“Pensare di risolvere con 2,7-2,8 miliardi complessivi l’inadeguatezza degli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi da quasi nove anni, è un insulto a chi svolge questa professione, ad iniziare dagli insegnanti che percepiscono meno di tutti in Europa dopo Grecia e Slovenia, e dal personale Ata della Scuola, cenerentola delle buste paga nella PA: per un equo rinnovo del contratto degli statali, il Governo deve assolutamente trovare 12 miliardi”. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, in risposta alle notizie che trapelano, da diverse fonti, sulla volontà dell’Esecutivo di inserire nella prossima Legge di Bilancio una terza tranche per il rinnovo contrattuale, pari a 1,5-1,6 miliardi, come aggiunta rispetto a quanto già previsto con le passate leggi di Stabilità.

La cifra in questione sarebbe più alta rispetto alle stime circolate in precedenza (si è finora parlato di 1,2-1,3 miliardi): in totale, sommando le tre leggi di Bilancio coinvolte, ci si aggira sui 2,7-2,8 miliardi. Ad oggi, escludendo quelli ancora da stanziare, i fondi già disponibili arriverebbero a coprire appena 36-37 euro, mentre per il triennio 2016-2018 occorre arrivare a 85 euro. Il lieve incremento dell’impegno del Governo è un segnale irrisorio, ribatte il sindacato Anief, perché è ancora ampiamente insufficiente: il Governo non può cavarsela con un mini-aumento netto medio inferiore ai 50 euro a lavoratore.

Ma c’è di più: “sul tavolo della trattativa che riguarda 3milioni e 300mila lavoratori, compresi quelli dell’Università e della Ricerca – incalza il sindacalista autonomo -, vanno necessariamente messi anche gli arretrati da applicare dal mese di settembre 2015, come confermato dalla Corte Costituzionale. In pratica, va recuperato il 7% dello stipendio rispetto al 14%. Si tratta del valore percentuale dell'inflazione certificata, aumentato dal 2008, anno di blocco del contratto, al 2015, anno del possibile sblocco: non può essere eluso.

“Per il questa ‘voce’ – continua Pacifico - che è poi il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale, servono altri 5 miliardi. Nell’accordo che si vuole andare a realizzare, quei soldi non vengono considerati. Addirittura il Mef ha intenzione di congelarli fino al 2021. Così, quell’indennità, la cui assegnazione è un diritto dei lavoratori a cui è stato negato il rinnovo contrattuale, andrà persa per sempre. Per questo abbiamo deciso di presentare ricorso sollevando l’illegittimità costituzionale”.

Per tali motivi, Anief chiede ai lavoratori di inviare formale diffida al Miur oppure di aderire direttamente al ricorso rivolgendosi al giudice del lavoro, in modo da recuperare almeno il 7% degli ultimi due anni di quell’indennità sottratta in modo illegittimo e interrompendo i termini di prescrizione.

 

Per approfondimenti:

 

P.A. e SCUOLA – Riforma statali, c’è poco da ridere: stanziate un quarto delle risorse utili a un rinnovo del contratto equo, permane l’abuso di precariato

Fedeli rassicura sui tempi, ma i lavoratori chiedono garanzie sugli aumenti: dopo quasi 10 anni d’attesa non possono bastare 56 euro in più

Contratto, l’8 giugno parta la trattativa per il rinnovo della vergogna: 85 euro lordi ora pure in bilico

Contratto, domani al via incontri all’Aran: c’è l’accordo per la firma a giugno, ogni lavoratore perderà in media 6.600 euro per il triennio 2015/18

Contratto triennio 2015/18, Fedeli convoca i sindacati il 14 giugno: Anief e Udir chiedono di non firmare il rinnovo senza il recupero dell’inflazione

Fedeli vuole valorizzare i docenti con un acconto e cambiare la riforma Renzi solo per la scuola media. Anief: soluzioni di facciata

Rinnovo del contratto, convocate all’Aran le Confederazioni sindacali. Anief: tutto inutile se non si rimettono gli stipendi a livello dell’inflazione

Avviata la trattativa all’Aran. Marcello Pacifico (Cisal-Confedir): i dipendenti pubblici non sono figli di un dio minore

Docenti sottopagati, la Ministra è d’accordo col sindacato: ma ora lo scriva nell’Atto di indirizzo del rinnovo contrattuale

RINNOVO CONTRATTO P.A.– Mancano soldi per gli aumenti e il Governo riesuma Robin Hood nella foresta di Sherwood

Ocse: stipendi docenti a picco. Anief: basta palliativi, servono aumenti veri

Professione docente, malgrado tutto rimane le più ambita: in 700mila fanno domanda per le graduatorie d’istituto ed è boom di ricorsi

In Italia fare il docente non conviene: malpagato e ad alto rischio di incorrere in malattie professionali

Contratto: a settembre primi incontri coi sindacati con Atto di indirizzo del Miur

Consulta e scarica il rapporto Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe – 2015/2016

Stipendi docenti, petizione pubblica per equipararli al resto d’Europa: la forbice si allarga e il nuovo contratto non risolverà il problema

Nuovo anno, la Ministra predica bene ma servono aumenti e organici veri. Anief-Udir: basta con le affermazioni populiste da leggere sotto l’ombrellone

I docenti italiani lavorano molte più ore dei colleghi europei, ma sono i meno pagati

SCUOLA – Contratto, riprendono le trattative ma mancano le risorse

© 2014 - ANIEF - Associazione Sindacale Professionale - P.I. 97232940821 -Credits - Privacy - CookieRiconsidera Cookie 

  • ATA
  • RSU
  • Seminari