Dall'accordo sottoscritto da Flc-Cgil, Cisl e Uil lo scorso 9 febbraio all’Aran risulta un totale disinteresse verso coloro che vengono immessi in ruolo: a breve porterà i micro-aumenti e ha ratificato l'annullamento del primo gradone stipendiale (3-8 anni) per chi è stato assunto a partire del 2011, come previsto dal Contratto integrativo di lavoro di quello stesso anno. Una norma, peraltro, disapplicata da diverse sentenze dei tribunali del Lavoro con ricorsi presentati dall’Anief. Il giovane sindacato, di contro, non ha mai approvato ciò che è accaduto e crede proprio che sia stato portato avanti un disegno atto a penalizzare gli incolpevoli immessi in ruolo nella scuola a partire dal 2011, danneggiando chi aveva già diversi anni di precariato e violando pure la normativa comunitaria. A sostenerlo sono anche i tanti giudici che si sono espressi favorevolmente sui ricorsi promossi dall’Anief.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Nelle tabelle degli aumenti siglati dai sindacati confederali è scomparso il primo gradino stipendiale (fascia 3/8 anni) per chi è entrato in ruolo a partire dal 2011 per via dell'accordo integrativo del 4 agosto 2011, firmato anche da Snals e Gilda, che realizzava l'obiettivo dell'invarianza finanziaria per le prime 67mila assunzioni previste dalla legge 106/11, poi dichiarata illegittima dalla Consulta nella parte in cui proprio non applicava il diritto comunitario nella scuola. Noi a questo gioco proprio non ci stiamo. L’unica strada che proponiamo ai nostri soci è ricorrere in tribunale.

Anief ha quindi predisposto il ricorso per il recupero del “gradone” stipendiale degli immessi in ruolo dal 2011: sono interessati docenti e Ata che hanno stipulato il contratto a tempo indeterminato dall'anno scolastico 2011/12 (anche con decorrenza giuridica), al fine di ottenere il risarcimento del danno e il recupero delle somme perdute a causa della fusione dei primi due gradoni stipendiali. Il ricorso, inoltre, comprende la richiesta di valutazione per intero, ai fini giuridici ed economici, di tutti gli anni di precariato per la ricostruzione di carriera. Il personale immesso in ruolo con nomina giuridica ed economica non successiva all'a.s. 2010/11 può aderire al ricorso ricostruzione di carriera sia nella scuola statale sia nella paritaria.

 

 

Dall'accordo sottoscritto da Flc-Cgil, Cisl e Uil lo scorso 9 febbraio all’Aran risulta un totale disinteresse verso gli assunti a tempo indeterminato della scuola: a breve porterà gli aumenti mini e ha ratificato l'annullamento del primo gradone stipendiale (3-8 anni) per chi è stato assunto a partire del 2011, come previsto dal Contratto integrativo di lavoro di quello stesso anno; la norma, peraltro, è stata disapplicata da diverse sentenze dei tribunali del Lavoro con ricorsi presentati dall’Anief.

Anief non ha mai approvato ciò che è accaduto e crede proprio che sia stato portato avanti un disegno atto a penalizzare gli incolpevoli immessi in ruolo nella scuola a partire dal 2011: si danneggia inoltre non poco chi aveva già diversi anni di precariato, viola la normativa comunitaria e, per questo, va disapplicato. A sostenerlo, è bene che si sappia, non è solo l’Anief, ma lo hanno detto anche diversi giudici che si sono espressi sui ricorsi promossi dall’Anief.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “nelle tabelle degli aumenti siglati dai sindacati confederali sia scomparso il primo gradino stipendiale (fascia 3/8) per chi è entrato in ruolo a partire dal 2011 per via dell'accordo integrativo del 4 agosto 2011, firmato anche da Snals e Gilda, per realizzare l'obiettivo dell'invarianza finanziaria per le prime 67mila assunzioni previste dalla legge 106/11, poi dichiarata illegittima dalla Consulta nella parte in cui proprio non applicava il diritto comunitario nella scuola”.

Il fatto è che per cercare di assegnare anche alla scuola gli 85 euro lordi pattuiti dalle Confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016, la contrattazione ha inventato delle formule, come la cosiddetta perequazione per salvaguardare le buste paga più basse. In tale situazione, tutte le esigenze da attuare, invece, non sono state messe da parte. Noi a questo gioco – continua il sindacalista autonomo – proprio non ci stiamo. L’unica strada che proponiamo ai nostri iscritti è ricorrere in tribunale (ricorso gradoni) per far annullare il contratto illegittimo che nega il primo gradone stipendiale”.

“Ecco perché – conclude Pacifico - Anief si dichiara pronta a cambiare le norme contrattuali, appena sarà certificata la rappresentatività dopo le elezioni Rsu di metà aprile, anche al fine della scrittura del nuovo Contratto collettivo nazionale di categoria per il periodo 2019-2021. Nel frattempo, il nostro sindacato invita pure il personale a tenere conto delle sentenze emesse da diversi tribunali del lavoro, pure recentemente, che hanno di fatto bacchettato l’amministrazione per l'abolizione del primo gradone stipendiale”.

Anief ha quindi predisposto il ricorso per il recupero del “gradone” stipendiale degli immessi in ruolo dal 2011: sono interessati docenti e Ata che hanno stipulato il contratto a tempo indeterminato dall'anno scolastico 2011/2012 (anche con decorrenza giuridica 2010/2011), al fine di ottenere il risarcimento del danno e il recupero delle somme perdute a causa della fusione dei primi due gradoni stipendiali. Il ricorso, inoltre, comprende la richiesta di valutazione per intero, ai fini giuridici ed economici, di tutti gli anni di precariato per la ricostruzione di carriera. Il personale immesso in ruolo con nomina giuridica ed economica non successiva all'a.s. 2010/11 può, invece, aderire al ricorso ricostruzione di carriera sia nella scuola statale sia nella scuola paritaria.

 

 

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