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Parlamento

Tra domani e dopodomani il testo di riforma passerà sotta la lente di diverse Commissioni di Palazzo Madama: ad iniziare da quella del Bilancio. Poi sarà la volta di Finanze, Lavoro, Sanità e Politiche europee. Seguiranno Affari costituzionali e Esteri, poi quelle dei Lavori pubblici, dell’Agricoltura e dell’Industria. Sarà cura della Commissione Istruzione raccogliere tutti i pareri e produrre una loro sintesi da esporre in Aula. Dove il voto finale è previsto negli stessi giorni in cui i sindacati hanno deciso di boicottare le valutazioni studentesche (escluse le classi terminali): si parte l’8 giugno.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Cisal): purtroppo l’arma dello sciopero è l’ultima ratio per evitare l’approvazione di decisioni e norme incomprensibili, che non porteranno alcuna ‘Buona Scuola’”. Ad iniziare dalla deriva aziendalistica che si vuole dare ai nostri istituti scolastici, affidati ad un dirigente scolastico sempre meno preside e sempre più manager, che distribuisce premi annuali al personale a lui più vicino, che decide quali docenti precari vanno assunti e quali di ruolo meritano di rimanere. Per non parlare delle assunzioni dimezzate, degli stipendi lasciati sotto l’inflazione, degli idonei ai concorsi ancora penalizzati, dei neo-assunti bloccati per tre anni e dei ‘Quota 96’ intrappolati.

Il presidente Anief, Marcello Pacifico, ricevuto dagli uffici di presidenza congiunti VII Commissione del Senato e VII Commissione della Camera dei Deputati, per spiegare tutti i motivi del dissenso del sindacato sulla riforma ‘La Buona Scuola’.

Le perplessità del sindacato sono state espresse anche da Andrea Marcucci (PD), presidente della VII Commissione Istruzione, che ha chiesto al Governo di trasmettere alla Commissione "una nota ufficiale recante l'indicazione puntuale dei tempi tecnici necessari per garantire, entro l'inizio del prossimo anno scolastico, la completa attuazione del piano straordinario di assunzioni previsto dall'articolo 10 del disegno di legge".

Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Cisal): si fa sempre più impellente l’esigenza di stralciare le assunzioni dal disegno di legge e far approvare in tempi strettissimi un decreto dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

Lo ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente Anief, nel corso dell’audizione tenuta a Palazzo Madama, davanti agli Uffici di Presidenza congiunti della VII commissioni di Senato e Camera, presentando la posizione dell’organizzazione sindacale sulla riforma: negli istituti c’è un’insofferenza e una mobilitazione crescente, che neanche i sindacati riescono più a controllare. La scuola non è un’azienda e il dirigente non è il suo padrone, ha spiegato il sindacalista: la norma che amplia i poteri del preside deve essere bloccata e discussa con chi scenderà in piazza, anche questa sera in trenta città, perché ritiene l’istruzione un valore da difendere per tutti i cittadini. Vanno poi allargati i posti su cui immettere in ruolo: ci sono. Anche per i tanti abilitati dopo il 2011 rimasti esclusi. Lo Stato rischia risarcimenti record imposti dai tribunali: ai quali ci rivolgeremo se non saranno assunti.

Dopo quattro scioperi, un nuovo flash mob, previsto sempre domani in diverse piazze italiane, alle ore 19.00, una miriade di mozioni contrarie al ddl prodotte dai collegi docenti che giungono a Viale Trastevere da tutta Italia, con lo sciopero degli scrutini proclamato da tempo, il giovane sindacato chiederà alla commissione di Palazzo Madama di fermare la riforma: serve un più approfondito confronto, perché non si possono ignorare mezzo milione di docenti e Ata che non condividono la riforma. E non si possono lasciare per strada decine di migliaia di abilitati, con le immissioni in ruolo già autorizzate.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir):bisogna riaccendere il dialogo con gli esperti del settore ed il personale. Ricordiamo che l’ex ministro Berlinguer si era dovuto dimettere dall’incarico per molto meno. Se invece la maggioranza vuole procedere a tappe forzate, almeno si graduino gli albi territoriali per eliminare la discrezionalità sulle assunzioni e si attribuisca al collegio docenti e alle Rsu ‎la condivisione delle scelte del dirigente e del comitato di valutazione sull'assegnazione dei fondi del merito.

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