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Domani sono previste, in diverse città italiane, delle conferenze di presentazione dei programmi dei candidati, in vista delle elezioni che si terranno domenica prossima per l’intera giornata. A ridosso dell’evento, che riguarda il leader del partito di maggioranza dell’attuale Governo italiano, Anief rivolge un appello pubblico al futuro segretario del Pd perché si impegni ora, prima della sua elezione, a cambiare la riforma della Scuola approvata nel luglio del 2015. Tutti i punti e le modifiche da attuare alla Legge 107/15: formazione iniziale, reclutamento, precariato, con la riapertura immediata e annuale delle GaE, progressioni di carriera, sostegno, scuola dell’infanzia, potenziamento del personale Ata e degli educatori, chiamata diretta, prove Invalsi ed Esami di Stato.

Marcello Pacifico (Cisal-Anief): con il rinnovo delle cariche del Partito Democratico, c’è la possibilità di andare a rivedere quelle norme, come l’introduzione delle nuove graduatorie Grame oppure la scelta del personale da parte dei presidi, come se la scuola si possa paragonare a un’azienda, o il docente ‘transumante’ e tappa-buchi. Occorre un impegno preciso, serio, a cambiare l’ultima riforma, che non piace e non è utile a nessuno.

 

Dirigenti scolatici: Udir scrive una dura lettera al Ministro Fedeli

Subito un atto di indirizzo per la firma del contratto che ripristina la RIA per i neo-assunti dopo il 2001 e un CdM che ridistribuisca i 2,5 mld di FUN di tutta la dirigenza pubblica. Persi ancora 4.597,59 euro nel 2015. Basta mobilitazioni o manifestazioni, serve subito un’informazione puntuale sul diritto del Dirigente scolastico alla perequazione interna ed esterna e l’azione giudiziaria.

Udir ha già avviato la raccolta adesioni per i ricorsi e fornisce i modelli di diffida. Anche di questo si parlerà nei prossimi incontri di formazione nel mese di maggio "Le tre RRR della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni" che si terranno a Lecce, Napoli, Milano, Trapani, Agrigento, Caltanissetta e Messina. Scarica lalocandinae aderisci ai ricorsi.

 

Quello che l’Anief aveva ribattezzato mesi fa il docente 'transumante', una sorta di prof-jolly sballottato da una sede all’altra, diventerà la regola. Il quadro continuerà a spostarsi in questa direzione già nel 2017. 'Ai sensi della nota n. 237 del 31.01.2017, dal prossimo 1° settembre 2017 i docenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado non saranno più titolari nelle scuole di attuale titolarità ma diventeranno titolari sulla intera istituzione scolastica in cui è compresa la scuola'. Inoltre, con il pensionamento dei docenti più anziani, con l’avvicendamento dei docenti neoassunti, la titolarità su scuola è destinata a scomparire negli anni futuri a favore della titolarità su ambito con conseguente chiamata su scuola da parte dei Dirigenti scolastici. Anche la convinzione, caldeggiata dai sindacati rappresentativi, sulla chiamata diretta più democratica e rispettosa dei criteri di meritocrazia, grazie ai criteri elaborati dal collegio dei docenti che si materializzeranno attraverso appositi avvisi tra giugno e luglio prossimi, è destinata a decadere. Del resto, il comma 18 della Legge 107/2015 parla chiaro: 'il dirigente scolastico individua il personale da assegnare ai posti dell'organico dell'autonomia'.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): mai come quest’anno diventa fondamentale, anche alla luce delle modifiche e degli accorpamenti delle classi di concorso introdotte dal DPR 19/2016, compilare correttamente le domande di mobilità, per l’individuazione dei perdenti posto nelle graduatorie d’istituto. E, laddove non verranno considerati, il sindacato invita a ricorrere con Anief per ottenere il proprio punteggio e non finire a essere traferiti tutta la vita attraverso gli ambiti territoriali.

In vista delle imminenti operazioni relative a trasferimenti, passaggi di ruolo o di cattedra, Anief ha riattivato i ricorsi al GdL contro le illegittimità delle procedure di trasferimento e di individuazione dei soprannumerari. Aniefricorda, infine, che sulla mobilità ha già attivato una serie di ricorsi contro la violazione dei diritti dei lavoratori della scuola purtroppo confermate con l’intesa sul CCNI sulla mobilità 2017/18: per informazioni e adesioni cliccare qui.

 

La notizia non è delle migliori: significa che nell’anno scolastico 2017/18 le scuole con un preside in 'condominio', ovvero che gestisce due istituti contemporaneamente (che corrispondono ad almeno 6-7 plessi complessivi, spesso posizionati nemmeno uno vicino all’altro), riguarderanno quasi la metà degli 8.200 complessivi sparsi per il territorio nazionale. Intanto, i posti messi a bando dovrebbero passare dagli iniziali mille a duemila. Poi, rimane confermata, nel nuovo regolamento, la possibilità di far valere gli anni di precariato per raggiungere la soglia minima dei cinque anni per l’accesso al concorso (serve anche la laurea). Purtroppo, non vi sono altre novità: la selezione continuerà a essere preclusa ai docenti precari.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i tanti problemi riscontrati nel corso di quest’anno non sono serviti a nulla. Così come non hanno avuto seguito altre richieste, a iniziare dall’apertura ai precari, che avrebbe permesso di ridurre l’età media dei nostri presidi vicina ai 60 anni. Per questi motivi, abbiamo tutte le nostre ragioni per intraprendere l’ennesima battaglia legale e far partecipare alle prove tutti coloro che hanno maturato 60 mesi di servizio, anche non continuativo, prescindendo dalla collocazione in ruolo.

Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere per far partecipare tutti i precari con cinque anni di servizio svolto nelle scuole pubbliche o paritarie.

Il giovane sindacato ha inoltre organizzato – con Eurosofia, Ente Qualificato al Miur - un efficace corso di preparazione al superamento della prova per il Concorso a Dirigente scolastico.

 

Prima la Ministra dell’Istruzione, conti alla mano, ammette che lo Stato in realtà non ha vantaggi nel mantenere il personale precario per decenni. Ma poi sembra anche comprendere le ragioni contabili del Mef che fa scendere l’asticella del consolidamento a circa 10mila cattedre (per l’Anief meno della metà), arrivando quasi a giustificare l’ostracismo del Ministero dell’Economia a trasformare i posti nell’organico effettivo.                                         

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i nodi della questione rimangono le assunzioni che vanno oltre al mero ricambio di docenti che andranno in pensione. Il punto è che a passare nell’organico di fatto saranno appena 10mila cattedre, come dice il Miur. E forse anche meno, neanche 5mila, come sostiene l’Anief. Perché il quadro generale, in ogni caso, non cambierà di molto: il 90% delle cattedre in organico di fatto continuerà a rimanere, così come la supplentite resterà viva e vegeta. E pure la ricorsite: una pratica che sempre più lavoratori intraprendono. Per saziare quella sete di giustizia che il Governo di turno non riesce proprio a soddisfare.

Anief ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati, per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo anche durante il periodo di precariato, per ottenere le mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi in cui ai docenti si dà una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti vacanti e disponibili.

 

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