Molti docenti neo-assunti saranno assegnati alle scuole dagli uffici scolastici regionali senza curriculum vitae, sempre che si risalga ai nomi. Ancora una volta fallisce il meccanismo della chiamata diretta che quest’anno aveva visto coinvolti in parte anche gli organi collegiali, perché alle prime indicazioni nazionali ne sono seguile nuove.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal):Ora si riapra il sistema informatico o le nomine saranno fatte al buio al di là di quello che la legge avrebbe voluto per potenziare l’offerta formativa adeguando domanda e offerta. Sempre che dagli uffici scolastici regionali sappiano chi chiamare.

 

Dopo il successo in Corte di Cassazione ottenuto dall'Anief sulla giurisdizione, ora si attende la calendarizzazione della discussione in Adunanza Plenaria da cui dipenderà l'esito definitivo della questione sul diritto all'inserimento in GaE dei docenti abilitati con diploma magistrale conseguito entro l'a.s. 2001/2002. Intanto gli ATP di tutta Italia stanno concludendo le procedure di immissione in ruolo da Graduatoria a Esaurimento con tanti docenti di primaria e infanzia che hanno potuto finalmente stipulare il contratto a tempo indeterminato dopo anni di precariato. Marcello Pacifico: stiamo vigilando sul corretto svolgimento delle operazioni e faremo censurare in tribunale quelle Amministrazioni che non eseguiranno o non hanno eseguito correttamente gli ordini del tribunale.

Svelato il mistero dei posti scomparsi e sottratti ai vincitori dell’ultimo concorso a cattedra: il CCNI 2016 sui trasferimenti, firmato dai sindacati, nell’interpretare la norma sulla mobilità come lex specialis ha occupato tutti i posti vacanti e disponibili, anche quelli da accantonare perché da trasformare a tempo indeterminato.  Finalmente il Miur risponde alle reiterate richieste di istruttoria dei giudici amministrativi e ammette di non aver accantonato i posti dell’ultimo concorso a cattedre, autorizzati con D.P.C.M. del 24 dicembre 2015 e banditi con DD.DD. GG. nn. 105-107 del 23 febbraio 2016, prima della firma del CCNI sulla mobilità del 4 aprile 2016 e della relativa Ordinanza ministeriale n. 241. Da Viale Trastevere ci si trincera dietro l’art. 1, c. 108 della legge n. 107/2015 laddove è disposto il 100% dei posti vacanti e disponibili per il piano di mobilità straordinaria; ma per lo studio legale dell’Anief, i posti già banditi non potevano essere annoverati tra quelli vacanti e disponibili.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quando si bandisce un concorso c’è chi vince e c’è chi perde, ma a Roma non la pensano così da parecchio. Già nel precedente concorso 2012, dal Miur sbagliano a fare i conti e dopo il triennio di vigenza delle graduatorie di merito - entro il quale dovevano essere assunti tutti i vincitori di infanzia e primaria secondo una previsione del Miur, certificata dal Mef e bollinata dalla Presidenza del Consiglio - il Parlamento mette una pezza e consente il rinnovo della vigenza delle stesse graduatorie e la possibilità di essere assunti fuori regione. Ancora oggi, alcuni vincitori di quel concorso sono fuori, decaduti o sono stati assunti in regioni diverse da quelle dove hanno vinto, tanto che hanno chiesto all’Anief giustizia, nel silenzio delle altre organizzazioni sindacali.

Anief, a tal proposito, ricorda che è ancora possibile aderire al contenzioso per i vincitori del concorso 2012 infanzia - primaria rimasti senza posto, decaduti dopo la pubblicazione delle graduatorie del concorso 2016 o assunti in una regione diversa da quella per la quale hanno concorso.

 

Le immissioni in ruolo volgono ormai al termine, sebbene il Miur abbia cambiato più volte la tempistica, considerati i ritardi di alcuni Uffici periferici. Ma è già polemica: a Milano un posto su sei rimane scoperto dopo le assunzioni per il mancato aggiornamento e inserimento nelle Gae. Per il personale Ata non viene coperta neanche la metà del turn over, per non parlare dell’organico di fatto. Restano scoperte più di mille presidenze nonostante i ricorsi pendenti da poter sanare. Semaforo rosso per i Dsga con più di 1.700 nuove reggenze. Soltanto un posto vacante su dieci assegnato agli educatori.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Altro che trionfo! La precarietà rimane un male endemico della scuola italiana, vuoi perché non viene coperto neanche il turn over come per il personale Ata o non viene trasformato tutto l’organico di fatto in diritto o ancora perché il Miur si ostina a non aggiornare le graduatorie ad esaurimento, laddove le stesse sono esaurite e non consente al personale abilitato di poter essere assunto nei ruoli dello Stato dopo averlo formato a sue spese. Il Governo non vuole riaprire le Gae e preferisce soccombere in giudizio nelle cause del rito del lavoro sulla violazione del diritto comunitario, piuttosto che assumere un giovane insegnante.

Continuano i ricorsi Anief per i precari con risarcimenti milionari: ricorri con noi.

 

Licei brevi: si parte dal 2018/2019. Ma dal primo al 30 settembre prossimi gli istituti che vorranno testare il percorso di scuola superiore corto potranno presentare i progetti; la ministra ha firmato il Piano nazionale di sperimentazione. Dopo la partenza nel 2014, il progetto era stato accantonato dall'ex ministra Stefania Giannini, che lo aveva ripreso solo nella scorsa estate. Adesso si dà il via libera, ma non si può fare a meno di discutere circa l’effettiva efficacia di questo cambiamento che molte scuole italiane si apprestano a vivere.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministro, piuttosto che ripristinare l’obbligo scolastico a 18 anni come aveva previsto Berlinguer, intende ridurre di un anno il percorso facoltativo per licenziare gli studenti alla maggiore età. Ma bastava anticipare di un anno l’ingresso, oggi a 6 anni, per ottenere lo stesso risultato, senza sottrare nuove ore di studio e di apprendimento già falcidiate con la riduzione dell’orario; salterebbero altre 35mila cattedre nelle secondaria di secondo grado. Non si dà seguito alle nostre proposte: il Governo farebbe bene a riflettere su come contrastare la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico che non si combatte con l’abbattere il tempo scuola.

 

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