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Il giovane sindacato replica all’invito formulato dall’ex premier di avviare una nuova iniziativa sulla scuola, da proporre nelle prossime settimane con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro dell’Istruzione. Intanto, chiede a tutti di indicare un punto positivo e uno negativo tra quelli della Legge 107/2015, perché ritiene che 'il merito, l’alternanza scuola lavoro, la fine del precariato, il potenziamento degli insegnanti, la formazione, l’edilizia scolastica, il diritto allo studio, lo ZeroSei sul modello di Reggio Emilia sono molto importanti'.

Marcello Pacifico (Cisal-Anief) smonta punto per punto la proposta dell’esponente Pd: sbagliare è umano, perseverare non è ammesso. Sul merito, non abbiamo ottenuto alcun risultato se non quello di concentrarci su incrementi ridicoli per pochi docenti, mentre gli stipendi base rimangono fermi a dieci anni fa. Sull’alternanza scuola-lavoro continuiamo a chiedere perché bisogna mandare i ragazzi allo sbaraglio, senza regole sui diritti-doveri. Intanto, il precariato è aumentato, con 100mila docenti e 40mila Ata supplenti annuali. Lascia a desiderare pure il potenziamento assegnato alle scuole, perché non sono state rispettate le richieste dei Collegi dei docenti e non si sono assunti Ata. La formazione iniziale si è rivelata un disastro: rispetto alla classe docente più vecchia del mondo, non si può proporre un concorso-corso che dura otto anni. Sull’edilizia scolastica: per quale motivo i presidi devono essere arrestati e i responsabili degli enti locali no? Sul diritto allo studio, si attende ancora il ripristino del tempo scuola tagliato. La nuova certificazione di 260mila alunni disabili porterà solo problemi. Invece di introdurre la svolta (l’obbligo scolastico a 18 anni), ci si ferma al percorso zero-sei anni, che a queste condizione si rivelerà l’ennesima chimera.

 

Miur condannato per una lunga serie di contratti di lavoro a tempo determinato su posti vacanti e disponibili illegittimamente stipulati con scadenza al 30 giugno. Anief: i precari controllino la correttezza della scadenza del proprio contratto.

Aveva ragione l'Anief a denunciare l'abuso commesso da parte del Ministero dell'Istruzione a danno dei lavoratori precari della scuola con cui l'Amministrazione stipula illecitamente ogni anno contratti a termine con scadenza al 30 giugno anche se il posto risulta vacante e disponibile. Il Tribunale del Lavoro di Catania, su due ricorsi patrocinati dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Marco Di Pietro, non ha dubbi nel constatare l'abusiva apposizione del termine da parte del Miur e a condannarlo a corrispondere a due docenti precarie il corrispettivo delle mensilità di luglio e agosto di ogni anno scolastico e le progressioni di carriera mai computate.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è una lunga battaglia quella che abbiamo condotto per il rispetto della normativa e del regolamento delle supplenze e da anni stiamo denunciando l'illegittimità dell'operato del Miur nell'attribuzione degli incarichi a tempo determinato: quando la cattedra è vacante deve essere utilizzata per le immissioni in ruolo, ma se il posto è restituito per l'attribuzione di incarichi annuali, il contratto deve necessariamente terminare al 31 agosto e non prima.

Ancora possibile aderire ai ricorsi per ottenere l'estensione di tutti i contratti stipulati su posto vacante.

 

Ministero condannato a pagare gli scatti di anzianità a 36 docenti precari. Anief: aggiornare il CCNL e riconoscere pari dignità ai precari è doveroso.

I Tribunali del Lavoro del Piemonte danno piena ragione all'ANIEF e confermano il pieno diritto dei lavoratori a termine della scuola alla corretta attribuzione degli scatti di anzianità anche durante il periodo di precariato. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Giovanni Rinaldi continuano la loro azione vincente in favore dei nostri iscritti ottenendo ben 36 provvedimenti che confermano a chiare lettere che il CCNL scuola, risultando in contrasto con la normativa comunitaria, deve essere disapplicato.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ormai è giunto il momento di superare ogni riserva e di aggiornare il CCNL Scuola riconoscendo pari dignità ai lavoratori precari anche per quanto riguarda le progressioni di carriera.

Ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief.

 

Per il giovane sindacato occorre andare oltre i facili entusiasmi: i dati forniti oggi dall’organizzazione internazionale dicono anche che 'le differenze socio-economiche di partenza pesano meno, ma ritornano a farsi sentire dopo l'uscita dalla scuola'. In troppe aree della nostra Penisola i giovani appena usciti dal sistema formativo non hanno opportunità: li riassorbe la povertà del territorio, fino a sottrargli le possibilità di sviluppo personale e professionale.

Marcello Pacifico (Cisal-Anief): bisogna incentivare gli sforzi sul fronte della dispersione che in alcune province della Sicilia supera il 40%. Questo può avvenire solo maggiorando gli organici delle aree a rischio, migliorando l’orientamento e innalzando l’obbligo formativo fino a 18 anni. Occorre poi cambiare marcia per migliorare l’integrazione dei ragazzi con bisogni ‘speciali’, i disabili, ma anche i Bes e gli alunni con Disturbi specifici dell’apprendimento. Purtroppo, con il decreto legislativo collegato alla Legge 107/15, non ci sono i presupposti che incentivano questa integrazione. In generale, bisogna fare in modo che gli studenti non si trasformino in Neet: va sollecitato il rapporto della scuola col mondo del lavoro. Così come va rilanciato il rapporto con l’Università: mentre gli studenti accademici crescono nel mondo, in Italia nell’ultimo periodo si è ridotto il numero di matricole e siamo tra i Paesi con meno laureati.

 

A partire da lunedì prossimo, 3 aprile, parteciperanno alle prove suppletive della selezione pubblica nazionale per diventare insegnanti nella scuola pubblica: erano stati illegittimamente esclusi per via di un regolamento concorsuale fatto male. A un anno di distanza dalla pubblicazione di quel bando, alternandosi fino al 20 aprile, un alto numero di aspiranti docenti avrà finalmente la possibilità di essere messo alla prova: andranno a concorrere per aggiudicarsi uno dei 63.712 posti messi a bando, un terzo dei quali potrebbero andare persi, perché in diverse classi di concorso le commissioni hanno sino a oggi giudicato idonei un numero di candidati inferiore rispetto ai posti da assegnare.

Sono diverse le categorie di ammessi grazie ai provvedimenti del Tar e del Consiglio di Stato: si va dagli insegnanti tecnico pratici ai diplomati Isef, dal personale già di ruolo ai diplomati magistrale a indirizzo linguistico, dagli educatori agli abilitati Pas e all’estero. Poi ci sono coloro che hanno ottenuto l’abilitazione disciplinare o la specializzazione su sostegno dopo la pubblicazione del bando. La lista potrebbe allungarsi: in settimana è atteso il pronunciamento dei giudici sui ricorsi presentati dai candidati su sostegno e su nuove classi di concorso. Resta, infine, sub judice pure la posizione dei 20mila ricorrenti laureati non ammessi.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le prove aggiuntive confermano gli errori di un’amministrazione che opera negando il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori. Se ci avessero dato retta non ci ritroveremmo a vivere questa ‘coda’ di concorso. Ma quello che più sorprende è l’atteggiamento schizofrenico del Miur su come trattare i cittadini laureati che chiedono di fare l’insegnante: nel 2012 ha detto che la laurea era sufficiente per partecipare al concorso a cattedra, nel 2016 non più, mentre nel 2021 tornerà a bastare.

 

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