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L’amministrazione centrale non ha alcuna intenzione di confermare il punto di mediazione introdotto lo scorso anno, proprio per limitare i danni dovuti all’assurda decisione di assumere decine di migliaia di docenti fuori provincia anche a seguito di palesi errori del sistema telematico ministeriale. La decisione sembra provenire dal Ministro Fedeli in persona, che già dal mese di marzo aveva anticipato la volontà di restringere le assegnazioni provvisorie che lo scorso anno sono state attribuite con manica larga per mettere una toppa agli evidenti errori dell’algoritmo. La strategia adottata quest’anno è il ritorno all’ordinario. Con i sindacati rappresentativi che non sanno da che parte stare. Chi non ha dubbi sulla posizione da prendere è invece l’Anief, che ha già fatto sapere di voler di ricorrere in tribunale.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): lo scorso anno fu saggiamente introdotta la deroga e molti docenti riuscirono a trovare una sistemazione che ha in parte sanato gli errori dell’algoritmo: visto che a distanza di soli dodici mesi, in tanti si ritroveranno nella stessa situazione, viene da chiedersi per quale motivo si vuole ora negare la deroga alla norma. È chiaro che a parità di condizioni, va confermato. In caso contrario, confermiamo con forza l’intenzione di rivolgerci al giudice del lavoro”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, commenta le stime fornite oggi dalla stampa nazionale sui giovanissimi da vaccinare in tempi ristretti, con ‘Scuole, Asl e forse anche Tribunali minorili investiti da una pioggia di casi da risolvere rapidamente per rendere operativo il decreto legge approvato venerdì, che produrrà i suoi effetti già dall'anno scolastico 2017-2018’: si vuole obbligare la famiglia del bambino a procedere con la vaccinazione in tenera età; poi però il richiamo vaccinale, che i medici reputano altrettanto indispensabile, non è più cogente. Per noi è una palese contraddizione. Inoltre, perché si assegna alla scuola una competenza di carattere sanitario? E come si fa con i tanti alunni che per vari motivi, quasi sempre di salute, sono costretti a stare a casa o in ospedale?

 

Tutti d’accordo sulle motivazioni della protesta: vanno dalla situazione stipendiale di stagno alle enormi responsabilità, anche penali, derivanti delle nuove norme sulla sicurezza, sino ai carichi di lavoro ormai divenuti insopportabili con un numero sempre più alto di studenti e lavoratori da gestire. Per lo stesso giorno, Anp ha organizzato una manifestazione nazionale a Roma; gli altri sindacati di categoria delle assemblee regionali in tutte le sedi degli Usr, con richiesta di incontro di delegazioni con il Direttore Generale. Secondo Udir non ha senso aderire a una protesta così importante, alla quale parteciperanno praticamente tutte le organizzazioni a tutela dei presidi, presentandosi in modo così disunito.

 

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): l’iniziativa di giovedì prossimo non può essere intesa come un giorno di vacanza. Serve la massima coesione. Dobbiamo quindi essere uniti e per arrivarci non basta prendere le ferie. Per questi motivi, sarebbe bene che anche gli altri dirigenti scolastici aderiscano al nostro sciopero: il messaggio da inviare al Governo deve essere forte. Perché chi guida una scuola in Italia non è un dirigente pubblico di serie B.

 

Il sindacato ricorda ai dirigenti scolastici che durante la loro assenza, dovuta allo sciopero, dovranno indicare il collaboratore incaricato, altro collaboratore o il docente più anziano in servizio.E, con apposita Circolare, la propria assenza anche al personale docente e Ata della scuola. A tal fine, UDIR fornisce dei modelli di comunicazione per l’Ufficio Scolastico Regionale e per la circolare indirizzata a docenti e Ata. Modello di comunicazione sciopero per l’Usr (da inviare per email); Modello di Circolare per docenti e Ata in servizio.

 

Sono innumerevoli i punti dolenti contenuti nel rinnovato modello formativo precedente alla scuola primaria: nessun ritorno al maestro prevalente su moduli abolito dalla Legge 169/2008 o all’insegnante specialista di lingua inglese quando l’Italia era al quinto posto dei rapporti PIRLS per apprendimento studenti, nessun organico di potenziamento per gli insegnanti d’infanzia che sono esclusi dall’obbligo scolastico nonostante il DPR 89/2009, sezioni primavera ordinamentali ma solo per il 25% del Paese.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per migliorare il sistema formativo di questa particolare fascia d’età avevamo chiesto l’anticipo dell’obbligo a 5 anni, con classi ‘ponte’ e docenti infanzia-primaria in copresenza, per poi licenziare gli studenti a 18 anni, ma anche in questo caso non siamo stati ascoltati. Continuiamo poi a chiedere perché gli organici di questi docenti rimangono ancora ingessati per legge e come mai l’auspicio alla concorrenza stato-regioni è bocciato già dai buchi di bilancio delle amministrazioni nel territorio. Nel frattempo, si persiste nel dimenticare i precari della scuola dell’infanzia e primaria dal nuovo sistema di reclutamento e dalla fase transitoria. Ecco perché si prevede un nuovo fallimento.

 

Nuova conferma per l'Anief sul valore abilitante del diploma magistrale a indirizzo sperimentale linguistico conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 e nuova sconfitta in tribunale per il Miur condannato a 1.500 euro di spese di soccombenza. Ancora possibile preaderire allo specifico ricorso Anief in vista del prossimo aggiornamento delle GI.

Il Miur non può negare l'inserimento in II fascia delle Graduatorie d'Istituto ai docenti in possesso di  diploma magistrale a indirizzo sperimentale linguistico conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 essendo titolo abilitante all'insegnamento nella scuola Infanzia e nella Scuola Primaria al pari del diploma magistrale a indirizzo ordinario, questo quanto emerge dalla nuova sentenza ottenuta dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga presso il Tribunale del Lavoro di Bologna.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il diploma magistrale a indirizzo sperimentale linguistico conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 ha pieno valore di abilitazione all'insegnamento; l'Amministrazione non può interpretare in modo restrittivo e arbitrario la normativa primaria di riferimento. Abbiamo già ottenuto ragione sull'argomento presso il tribunale amministrativo in più occasioni e non possiamo che essere soddisfatti dei risultati ottenuti grazie alla costanza e alla professionalità dei nostri legali.

 

Ancora condanne a carico del MIUR per abuso e discriminazione del lavoro precario in violazione della normativa comunitaria. Anief: le norme interne contrastanti con l'accordo quadro vanno disapplicate, finché la contrattazione collettiva non sarà adeguata alla normativa comunitaria, l'unica strada è quella del ricorso. 

 

Continuano le condanne a carico del Ministero dell'Istruzione per l'illecita discriminazione posta in essere a discapito dei docenti precari cui non viene riconosciuto il diritto a percepire le progressioni di carriera nonostante i tanti anni di servizio con contratti a termine. I Giudici del Lavoro di Brescia, Milano, Taranto e Torino accolgono i ricorsi Anief e condannano il MIUR per violazione di norme comunitarie. 

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i lavoratori precari subiscono una ingiustificata disparità di trattamento rispetto ai colleghi di ruolo perché non beneficiano degli incrementi stipendiali legati alla anzianità di servizio. Alla luce della giurisprudenza comunitaria, e come confermato dalle recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione, il giudice deve disapplicare le norme interne che attribuiscono il diritto alla progressione nelle posizioni stipendiali unicamente al personale assunto con contratto a tempo indeterminato e che riconoscono l’anzianità pregressa ai lavoratori precari immessi in ruolo soltanto con decorrenza dalla data di stipula del contratto a tempo indeterminato. Continuiamo a chiedere con fermezza l'immediato adeguamento del contratto di comparto alle direttive comunitarie.

 

L'Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

 

Ancora una sonora lezione impartita al Miur dai legali Anief a tutela dei diritti dei docenti illegittimamente cancellati “a vita” dalle GaE senza possibilità di reinserimento. La Corte d'Appello di Milano dà nuovamente ragione al nostro sindacato e condanna il Ministero alle spese di giudizio. Già attive le preadesioni ai ricorsi Anief per l'inserimento/reinserimento 2017.

Una nuova vittoria in Corte d'Appello per le tesi patrocinate dall’Anief sul pieno diritto al reinserimento in Graduatoria a Esaurimento dei docenti cancellati per non aver prodotto domanda di aggiornamento/permanenza. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Francesca Lideo ottengono ragione anche in secondo grado con la condanna del Miur all'immediato reintegro di una docente nelle GaE e al pagamento di 2.000 Euro di spese di soccombenza oltre accessori.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo soddisfatti e il risultato ottenuto dai nostri legali è una nuova conferma della correttezza delle nostre tesi: ci aspettiamo che il MIUR prenda finalmente coscienza dell'illegittimità delle proprie scelte e ribadiamo la nostra richiesta perché provveda a sanare la situazione riaprendo sin da subito le GaE a tutti gli abilitati con il prossimo decreto di aggiornamento e senza attendere il 2018.

Già attive le preadesioni agli specifici ricorsi Anief per l'inserimento/reinserimento in GaE delle categorie escluse e per ottenere l'immediato aggiornamento delle Graduatorie.

 

La legge delega sul nuovo reclutamento prevede una fase transitoria che, però, appare poco incisiva e quindi non sufficiente. Perché la Ragioneria Generale dello Stato ha calcolato che entro nove anni almeno un milione di dipendenti statali andrà in pensione. Tra costoro, quasi il 40 per cento operano nei nostri istituti scolastici, con il servizio pubblico formativo che rischia così di non assolvere al suo scopo. Per il prossimo quinquennio non potranno essere ancora immessi in ruolo i docenti selezionati e formati attraverso il nuovo sistema di reclutamento e formativo, incluso nella legge delega ad hoc approvata dal CdM: a essere ottimisti, le graduatorie di vincitori e idonei si pubblicheranno nel 2019, cui seguiranno tre anni di formazione. Solo dopo questo iter, che andrà a compimento nel 2022, i primi docenti saranno assunti a tempo indeterminato e potranno andare a coprire le cattedre libere che si sono prodotte nel frattempo.  

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per il prossimo quinquennio, la scuola pubblica italiana dovrà organizzare un corposo turn over contando esclusivamente sui docenti precari inclusi nelle graduatorie di merito, nelle GaE e nelle graduatorie d’Istituto. La via da perseguire è triplice: assorbire tutti gli idonei dei concorsi pubblici, quindi oltre il 10 per cento; immettere in ruolo tutti i docenti delle GaE, previo spostamento su organico di diritto delle tante decine di migliaia di posti vacanti oggi ‘nascosti’ in organico di fatto, tornando al loro aggiornamento annuale, già da questa primavera, in modo da far tornare a coincidere la domanda, dei docenti, rispetto all’offerta, composta dai posti liberi; assumere da graduatoria d’istituto, laddove sono esaurite le GaE e far partecipare al loro aggiornamento anche i tantissimi aspiranti docenti oggi esclusi.

Per informazioni e adesioni al ricorso all’inserimento nelle GaE già nel 2017, cliccare qui.

Per informazioni sul ricorso all’inserimento nelle Graduatorie d’Istituto prima e seconda fascia, cliccare qui.

Per informazioni sul ricorso all’inserimento nelle Graduatorie d’Istituto terza fascia, cliccare qui.

 

Anief pronta a ricorrere in tribunale per far riconoscere il punteggio relativo al servizio prestato nella scuola paritaria, ma anche quello pre-ruolo (quindi tutte le supplenze) svolto su sostegno e utile a chiedere il passaggio sulla classe di concorso curricolare e per far attribuire comunque interamente tutto il servizio svolto prima dell’assunzione a tempo determinato, ai fini dell’individuazione dei perdenti posti attraverso le graduatorie interne agli istituti scolastici. Inoltre, continua a non essere riconosciuto alcun valore, inteso come titolo accademico, alla specializzazione universitaria conseguita.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’accordo sulla mobilità del prossimo anno ci ha deluso. Servivano modifiche sui punteggi riguardanti pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti. Invece non sono arrivate. A questo punto, è inevitabile che, forti anche delle ultime sentenze della Corte di Cassazione, tanti docenti e Ata della Scuola si rivolgeranno a noi per ricorrere al giudice.

Per questi motivi, nei prossimi giorni il sindacato intensificherà i seminari formativi rivolti al personale scolastico, oltre a quelli già programmati, durante i quali si spiegheranno le nuove regole, a iniziare da quelle che regoleranno i prossimi trasferimenti e passaggi di ruolo. È prevista, inoltre, l’apertura di sportelli straordinari di consulenza, sempre a supporto della compilazione della domanda di mobilità: il personale scolastico potrà cercare la sede più vicina.

 

La decisione dell’amministrazione di confermare lo sbarramento a diverse categorie di abilitati e il mancato previsto aggiornamento delle GaE, nella primavera del 2017, rimandato di almeno 12 mesi, causa un grave e ingiustificato danno a chi è inserito nella terza fascia o in quella aggiuntiva: lo slittamento, infatti, impedisce l’aggiornamento del punteggio e, soprattutto, il diritto al trasferimento in province dove vi sono posti liberi.

Possono ricorrere per l’inserimento in GaE tutti gli abilitati esclusi (SFP, TFA, PAS, abilitati all’estero, Afam, Cobaslid, semestre aggiuntivo SSIS, abilitati da concorsi ordinari o riservati), chi è in possesso di un diploma abilitante (magistrale, anche a indirizzo linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/02, diplomati accademici al Conservatorio, ITP diplomati). Ricorsi aperti anche per il personale educativo che vuole inserirsi nelle graduatorie della scuola Primaria e per il passaggio in terza fascia dei docenti già inseriti in quella aggiuntiva, oltre che per coloro che sono stati cancellati dalle GaE per non aver aggiornato la propria posizione. Infine, è possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina. Per informazioni maggiori ed eventuali adesioni al ricorso all’inserimento nelle GaE già nel 2017, cliccare qui.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le Graduatorie a esaurimento devono essere funzionali all’incontro tra domanda e offerta dei supplenti. Che senso ha tenerli fermi ‘ai box’ per anni, magari in province dove non ci sono posti, senza dare loro la possibilità di aggiornarle e di spostarsi in altre province dove invece c’è disponibilità e non di rado nemmeno più colleghi disoccupati in lista d'attesa? Lo stesso atteggiamento di chiusura viene adottato per le tante categorie di abilitati che chiedono d'inserirsi nelle graduatorie, dal momento che la loro formazione è analoga a quella di chi li ha preceduti fino al 2011. È un’ostruzione incomprensibile, di cui sono vittime i docenti precari e gli stessi studenti, ai quali vengono affidati supplenti annuali in notevole ritardo, anche a Natale, e magari privi di abilitazione all’insegnamento. Mentre, chi ce l’ha rimane bloccato.

 

Aveva ragione l'Anief e i tribunali del lavoro di tutta Italia stanno accogliendo senza riserve le tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato e confermate anche dalla Corte di Cassazione. Ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi promossi dall'Anief.

Continua senza sosta l'incessante azione di tutela promossa dal sindacato Anief contro il mancato riconoscimento del diritto alle progressioni stipendiali per i precari e per ottenere il giusto risarcimento per illegittima reiterazione di contratti a termine oltre il limite dei 36 mesi di servizio. Le sentenze dell'ultima settimana ottenute dai legali Anief su tutto il territorio nazionale - magistralmente coordinati dagli Avv.ti Fabio Ganci e Walter Miceli - fanno registrare al Ministero dell'istruzione una disfatta totale e una condanna a più di 350mila euro tra risarcimento danni e progressioni stipendiali mai corrisposte.

Stavolta sono i Tribunali di Roma, Tivoli, Verbania e Vicenza a segnare l'inizio di una settimana vincente per il nostro sindacato e a dare piena ragione ai precari della scuola condannando il Ministero dell'Istruzione per l'illegittima reiterazione di contratti a termine stipulati oltre i 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili e per l'evidente discriminazione cui sono sottoposti i lavoratori precari della scuola cui non viene riconosciuto il diritto a percepire le medesime progressioni stipendiali dei dipendenti assunti a tempo indeterminato. Con oltre 40 sentenze favorevoli in una sola settimana ottenute nei tribunali di tutta la penisola, infatti, l'Anief fa condannare il Miur a un totale che supera i 350mila euro.

 

ROMA, 10 APR - L'Anief critica alcuni aspetti della riforma del sostegno prevista dal decreto attuativo della Buona scuola relativo all'inclusione degli studenti con disabilità. "Leggendo il testo si scopre che i genitori decideranno se i supplenti potranno avere contratti pluriennali su sostegno. Il meccanismo scatterà quando, evidenziato un rapporto positivo con lo studente diversamente abile, le famiglie - osserva il sindacato - faranno richiesta perché il docente a tempo determinato venga riconfermato senza passare dalla nomina delle supplenze". A parere dell'Anief "la conferma di un lavoratore pubblico non può passare per il gradimento di una utenza quasi priva delle conoscenze e competenze per valutare le tante variabili che entrano in gioco nell'impartire la didattica speciale".

Anief decide di ricorrere alla Cedu sui contratti a termine e al Tar Lazio contro il taglio delle ore degli alunni con handicap. Fa scalpore anche che, per salvaguardare il falso mito della continuità didattica, si è voluto introdurre il blocco decennale dei docenti di sostegno: gli unici, in pratica, a rimanere fermi, mentre tutti gli altri insegnanti avranno facoltà di cambiare classe, pure ogni anno. Per il sindacato, i provvedimenti licenziati oggi dal CdM in via definitiva contengono troppe ombre e pochissime luci: sarà caos sul precariato, con nuove graduatorie per la sola secondaria; viene ignorato il personale dell'infanzia e saranno espulsi i supplenti all'estero; ammessi gli studenti agli esami di Stato con insufficienze; dimenticati anche stavolta Ata ed Educatori.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ora scoppierà l'ennesima ondata di ricorsi. L'approvazione di questi testi è la dimostrazione che tutta la legge doveva essere cambiata. È stato inutile fare audizioni, perché alla fine è stato anche stavolta ignorato il parere del mondo della scuola e di chi la fa. Come Anief intendiamo garantire fin da adesso il diritto allo studio degli alunni con disabilità e il diritto dei precari a essere assunti o risarciti.

 

Gli interventi adottati dal Governo non hanno sortito alcuna azione efficace per la sicurezza degli edifici scolastici, perché la maggior parte non necessitano di operazioni di routine, come tinteggiare le pareti, ma di interventi manutentivi ordinari che trascurati nel tempo degenerano nella necessità di svolgere manutenzioni straordinarie. Tutto ciò comporta un’amplificazione dei rischi fisici per i fruitori dell'edificio. L’elenco delle azioni urgenti da attuare è lungo: verificare, mediante schede fast e check-list, l'immediata agibilità di un edificio; attivare le misure economiche con incentivi non inferiori a 15 miliardi di euro, da distribuire in base alle priorità; predisporre verifiche nella prima decade di settembre all’inizio di ogni attività didattica; ricalibrare la normativa su Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro tramite un nuovo asset legislativo; trasferire una diluizione delle responsabilità dei presidi, attraverso una nuova 'impalcatura' organizzativa.

Natale Saccone (ingegnere esperto di sicurezza): a oggi, il dirigente scolastico può solo comunicare e vigilare inibendo alcune porzioni della sua scuola. Riteniamo che le responsabilità attribuite ai dirigenti scolastici non siano altro che il capro espiatorio per la Magistratura Italiana che deve in ogni caso individuare un colpevole per l'accaduto. La soluzione è nell'intervento sinergico degli organi preposti alla vigilanza, che non devono avere solo valenza repressiva, ma soprattutto consultiva, nell'ottica di una sana prevenzione. Inoltre, bisogna legiferare in merito a obblighi di verifica congiunti tra l'ufficio tecnico del proprietario dell'immobile e il S.P.P. d'Istituto, avvalendosi di schede semplificate predisposte in seno alla norma stessa, simili a quelle già utilizzate dalla Protezione Civile sulla fruibilità delle strutture, alla luce della classificazione sismica già in vigore dal 1° marzo scorso.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): ci stiamo adoperando perché non capiti più che i dirigenti scolastici paghino per colpe non loro. Per questo, stiamo operando su due fronti: sensibilizzando le istituzioni perché si cambino le norme; fornendo dati, documenti e tutte le indicazioni utili per metterli nelle condizioni di agire nella legalità. Per illustrare loro le modalità della nostra azione, abbiamo predisposto un’altra serie di incontri.

UDIR ed EUROSOFIAhanno organizzato una seria di convegni formativi e informativi, in programma nel mese di Maggio aLecce,NapolieMilano.Si parlerà anche dei crescenti carichi di lavoro, delle responsabilità enormi, degli spostamenti continui per raggiungere plessi e sedi scolastiche, aggravati dalla riforma Renzi-Gianni, sempre però in cambio di buste paga a dir poco esigue.

 

Il Consiglio di Stato accoglie i ricorsi Anief e ribadisce al Miur che non poteva escludere i docenti in possesso di diploma magistrale abilitante dal primo ciclo di TFA ai fini del conseguimento della specializzazione di sostegno. Prorogate le adesioni ai ricorsi TFA Sostegno per Diploma Magistrale linguistico e per il Personale Educativo.

Il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 costituisce titolo abilitante idoneo a consentire la partecipazione alle prove di accesso ai percorsi finalizzati a conseguire la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, questo quanto ribadito dal Consiglio di Stato con la sentenza ottenuta oggi dai legali Anief Sergio Galleano e Tiziana Sponga.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con una nota del dicembre 2013 il Miur aveva provato a escludere gli abilitati con diploma magistrale dalla possibilità di partecipare al primo ciclo di TFA. I nostri legali hanno dimostrato in udienza come tale prospettazione fosse del tutto arbitraria e come il diploma magistrale ante 2001 debba essere ritenuto utile a tutti gli effetti, al pari delle altre abilitazioni all'insegnamento, anche per la specializzazione di sostegno. Insistiamo per una vera presa di coscienza da parte del Miur e del Governo: che pongano rimedio a più di 15 anni di discriminazione subita ingiustamente dai diplomati magistrale e riaprano le Graduatorie a Esaurimento consentendo loro - e a tutti i precari abilitati - di poter accedere al “doppio canale” per le immissioni in ruolo come è giusto che sia. 

L’incontro Miur-Sindacati rappresentativi dovrebbe essere risolutivo, anche se rimane ancora aperto il capitolo relativo alla chiamata diretta, cioè all’assegnazione dei docenti alla scuola dopo aver ottenuto il trasferimento o l’immissione in ruolo su ambito territoriale. In caso contrario, la macchina organizzativa ne risentirà, rendendo vana la promessa del Ministro Fedeli di coprire tutte le cattedre entro il 1° settembre prossimo. Vanno, tuttavia, attuate delle modifiche al testo: sui punteggi riguardanti pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti. Altrimenti, soprattutto dopo le ultime sentenze della Cassazione, in tanti saranno costretti a ricorrere al giudice.

Anief invita a partecipare ai seminari gratuiti organizzati in tutte le province d’Italia a supporto di tutto il personale della scuola sul tema 'La scuola dell’autonomia tra posti in organico di diritto e la Legge 107/2015' con il seguente focus: l’organico dell’autonomia tra posti comuni su sostegno e di potenziamento, gli ambiti territoriali e la rete di scuole, il nuovo contratto sulla mobilità. Durante gli incontri formativi saranno illustrate le novità introdotte dall’ipotesi CCNI mobilità 2017/18. Inoltre, non appena verrà pubblicata l’O.M., presso le sedi di tutta Italia, Anief aprirà gli sportelli straordinari di consulenza, a supporto della compilazione della domanda di mobilità: ogni dipendente potrà cercare la sede più vicina.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): trasferimenti, passaggi, utilizzazione e assegnazioni provvisorie hanno bisogno di regole chiare, certe, condivise e da approvare subito. Ne va di mezzo il futuro di centinaia di migliaia di docenti e Ata, oltre che il regolare svolgimento del nuovo anno scolastico. Giunti a questo punto, serve un senso di responsabilità reciproco, apportando anche le modifiche al testo necessarie: qualora le cose si prolunghino ulteriormente, a settembre ci ritroveremo a iniziare l’anno senza tantissimi insegnanti e con miriadi di cattedre vuote. Con i dirigenti scolastici che ricorreranno ancora una volta alle supplenze fino all’avente diritto, in attese delle assegnazioni definitive che, nell’anno in corso, si sono concluse solo a Natale, in alcuni casi addirittura nel 2017. Per non parlare dei trasferimenti realizzati sulla base di formule matematiche di un algoritmo impazzito. È uno scenario già visto e che non deve assolutamente ripetersi. 

Il deputato, attraverso due interrogazioni presentate in queste ore, ha chiesto alla titolare del Miur 'quali misure intenda assumere per rimediare, a partire dalla delega del Governo alla 107, ai problemi derivati dall’applicazione dalla cd Legge sulla buona scuola. Occorre prendere atto che diverse cose non hanno funzionato e porre rimedio attraverso una riscrittura delle regole che stanno creando nuove incertezze in un settore che riteniamo determinante per il rilancio culturale, economico e sociale del Paese'. I dati riportati dal Miur parlano di 100 mila precari in servizio lo scorso anno scolastico e addirittura 126 mila in servizio quest’anno e manca ancora un solo anno per ottemperare agli impegni assunti. 

Anief ricorda che la Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento UE si è detta fortemente delusa delle giustificazioni mosse dai rappresentanti italiani. Chiede loro formali e dettagliati ragguagli, che verranno presentati all’interno di un’adunanza plenaria per il Parlamento Europeo. Sulla decisione ha pesato non poco la denuncia dei legali Anief, Sergio Galleano e Vincenzo De Michele, sulla mancata volontà dello Stato italiano di risolvere il problema. Ma anche l’intenzione espressa dagli stessi avvocati di rivolgersi alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, di voler pure presentare formale denuncia al Consiglio d’Europa, nonché della volontà del sindacato di proseguire i contenziosi nei tribunali nazionali del lavoro.

A tal proposito, si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda altresì i decreti per la ricostruzione di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere anche la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può ancora decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tra pochi mesi l’Italia, con Spagna e Portogallo, dovrà spiegare alla Commissione Ue i perché della pessima gestione del personale pubblico precario con 36 mesi di servizio. Le forti perplessità della Commissione per le Petizioni del Parlamento UE confermano che quello che sta accadendo nel nostro Paese è fuori da ogni logica: lo Stato continua ad aggirare le direttive e le sentenze comunitarie, ma anche quelle della Cassazione sulla mancata assunzione dopo 36 mesi di servizio. E adesso paga il conto. La stessa Cassazione ha sentenziato sull'assegnazione degli scatti di anzianità nei confronti dei precari vessati. Tanto che i tribunali, quando sono chiamati in causa, sempre più spesso assegnano risarcimento e aumenti automatici. E dicono sì anche al rifacimento dei decreti per la ricostruzione di carriera.

Rispetto alla scadenza ultima, il Governo ha anticipato di dieci giorni l’approvazione definitiva, anche perché gli otto decreti dovranno essere esaminati pure dal Capo dello Stato: riguardano il sistema di educazione e istruzione da 0 a 6 anni; il diritto allo studio; la valutazione e certificazione delle competenze; l’istruzione professionale; la disciplina della scuola italiana all’estero; il reclutamento e l’accesso ai ruoli dei docenti della secondaria; la diffusione della cultura umanistica; l’inclusione degli studenti con disabilità.

Secondo l’Anief, prima di dare giudizi definitivi o sommari sui testi attuativi della Legge 107/2015 occorre ovviamente attendere che vengano approvati in via definitiva dal CdM e resi pubblici. È possibile, però, commentare le indicazioni provenienti dalle commissioni parlamentari, anche perché sia il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, sia la responsabile Scuola del Partito Democratico, Francesca Puglisi, hanno in più occasioni affermato che saranno sicuramente prese in considerazione dal Governo in occasione della loro versione definitiva. Tra i provvedimenti più preoccupanti figurano quelli sul nuovo reclutamento.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): occorre dire basta ai ping pong tra Miur e Mef: la strada intrapresa dalla Ministra dell’Istruzione in queste ultime settimane, quando ha detto che i 25mila posti da portare in organico di diritto sono un punto fermo, per noi rappresenta solo un antipasto. Bisogna però avere il coraggio di prendere una posizione netta. Altrimenti le 100mila supplenze annuali di 52mila in deroga sul sostegno rimarranno in eterno.

 

Solo in questo modo si può sollecitare l'ente locale - proprietario dell’istituto - ad avviare le procedure per la valorizzazione della vulnerabilità sismica che devono concludersi entro il 31 agosto 2018. Si tratta di un passaggio indispensabile a cui il 28% delle scuole non ha ancora provveduto. L’operazione rientra nella classificazione del rischio sismico delle costruzioni (e pertanto anche degli edifici scolastici) presentata a fine febbraio dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Massimo Sessa; si rifà al decreto ministeriale e alle Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, fra cui anche quelle attinenti all'edilizia scolastica.

Natale Saccone (ingegnere esperto di sicurezza): il capo d’istituto, dirigente scolastico, ha il compito e il dovere istituzionale di chiedere al proprietario dell'immobile, in questo caso l’ente locale, la conoscenza del tipo di risposta sismica dell’edificio scolastico di pertinenza che può variare da plesso a plesso. Queste linee guida permettono per un edificio scolastico l'attribuzione della relativa classe di rischio, mediante un unico parametro che tenga conto non solo della sicurezza, ma anche dell'aspetto economico.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): quello che è accaduto al preside friulano a capo del Convitto dell’Aquila che, a seguito del terremoto del 2009 lo scorso novembre è stato condannato in via definitiva a 4 anni di carcere, è emblematico. Poi ci sono fatti recenti, come quello della dirigente scolastica di Marsala, finita addirittura a processo, sempre per motivi legati alla sicurezza dell’istituto, e che proprio nel corso di questo mese dovrà difendersi da dieci casi d’imputazione. La verità è che i dirigenti scolastici non possono pagare per colpe non loro. Per questo, stiamo operando su due fronti: sensibilizzando le istituzioni perché si cambino le norme; fornendo dati, documenti e tutte le indicazioni utili per metterli nelle condizioni di agire nella legalità.

Proprio per tutelare i presidi,  UDIR ed EUROSOFIA hanno organizzato una seria di convegni formativi e informativi, in programma nel mese di Maggio a  Lecce,  Napoli  e  MilanoSi parlerà anche dei crescenti carichi di lavoro, delle responsabilità enormi, degli spostamenti continui per raggiungere plessi e sedi scolastiche, aggravati dalla riforma Renzi-Gianni, sempre però in cambio di buste paga a dir poco esigue.

Secondo le stime fornite dal primo quotidiano economico nazionale, con le assunzioni ‘del governo Renzi si sono riportate le lancette indietro al 2010, tornando addirittura ai livelli pre Tremonti-Gelmini’. Così, ‘nel 2016, dopo la tornata di stabilizzazioni, nella primaria il rapporto alunni/insegnanti è sceso a 9,75 a 1; nella secondaria 9,83 a 1. Nella scuola primaria, l’Italia diventerebbe penultima in Europa: peggio di noi farebbe solo la Grecia (9 a 1). Nella secondaria saremmo terz’ultimi: ci supererebbero Austria e Lettonia’.

Replica Anief: una delle peculiarità della scuola italiana è che un insegnante su sette, di ruolo, è assunto come docente specializzato o dalla diocesi. Inoltre, l’adeguamento dell’intero organico di fatto a quello di diritto comporterebbe soltanto la continuità didattica di personale (più di 150 mila tra docenti e Ata) sempre chiamato ogni anno come supplente, che ora per la giurisprudenza deve avere lo stesso trattamento economico del personale di ruolo e per legge il diritto a un risarcimento danni in ossequio alla normativa comunitaria. Non è automatica, quindi, l’immissione in ruolo a seguito della trasformazione dei posti nell’organico giusto. Per questo il Miur deve indagare subito sugli organici, piuttosto che traccheggiare.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): bisognerebbe entrare nelle nostre aule, sempre più spesso pollaio, per vedere se il rapporto è veritiero. Da sempre, Anief ha chiesto organici differenziati in base al territorio, ai flussi migratori, alle zone depresse economicamente, alla dispersione scolastica, all’insuccesso formativo, ai quartieri a rischio o alle zone difficilmente raggiungibili. Meno di 10mila trasformazioni da organico di fatto a diritto, come vorrebbe il Mef, può essere considerato solo un antipasto dell’effettivo fabbisogno. La verità è che devono esserne trasformati almeno dieci volte tanto, quindi ivi incluso il personale Ata ed educatore sempre dimenticato, ma non dalle Leggi di Stabilità quando si tratta di effettuare gli ennesimi tagli.

 

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