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Precari

Tutti i ricorsi riguardanti i precari

Alla donna, madre di due figli minori e con lo stipendio della scuola come unico sostentamento, lo scorso ottobre viene negato l’inserimento nella seconda fascia d’istituto. Le scuole si adeguano, così per lei diventa impossibile stipulare supplenze di lunga durata. Il sindacato fa ricorso e il giudice reputa illegittima l'esclusione, disponendo un provvedimento d'urgenza, a seguito del forte contrasto dell'operato del Miur e delle sue diramazioni periferiche con la normativa primaria: imposto l'immediato reintegro della lavoratrice nella fascia d'istituto riservata ai docenti abilitati non inseriti in GaE.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il diploma magistrale a indirizzo sperimentale linguistico è assolutamente titolo valido per l'accesso nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto perché abilitante; il Miur deve prendere atto di quanto previsto dalla normativa, come è stato più volte chiarito dai tribunali amministrativi. Chiediamo, inoltre, l'immediata riapertura delle GaE, da attuare poi ogni 12 mesi, e la previsione di utilizzare la seconda fascia delle GI per le immissioni in ruolo, laddove sono esaurite le graduatorie a esaurimento.

 

Anche per questo motivo, Anief mobilita tutti i lavoratori per una partecipazione massiccia allo sciopero della scuola indetto per il prossimo 17 marzo.

 

L’amministrazione scolastica condannata, con il massimo risarcimento consentito, anche recuperando gli scatti di anzianità, per non avere disapplicato la normativa che reitera i contratti a termine: sulla decisione hanno pesato le recenti sentenze della Corte di Cassazione (ex plurimis nn. 22556 e 22558), che hanno accertato il diritto dei precari a ricevere la stessa retribuzione del personale di ruolo e un risarcimento da due a dodici mensilità per l’abuso dei contratti a termine, dopo 36 mesi di servizio svolti su posti annuali. È la dimostrazione che la strada del ricorso in tribunale rimane al momento l’unica percorribile.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): sul tetto delle 12 mensilità per abuso dei contratti a termine siamo in attesa del parere della Corte di Giustizia Europea su ricorso sollevato dal tribunale di Trapani. Noi è dal 2008 che denunciamo la disparità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Una condizione, tra l’altro, sempre perpetrata dal legislatore e dal sindacato rappresentativo. Ora, finalmente, il vento sta cambiando.

 

La polemica arriva in Parlamento, con un gruppo di deputati che chiede lumi sulla consistenza dei fondi previsti dalla Legge di Bilancio 2017: la verità è che i 400 milioni a regime per il passaggio dall’organico di fatto all’organico di diritto serviranno a stabilizzare solo 13.300 nuovi docenti. Solo che, anche dopo il piano straordinario d’immissioni in ruolo della L. 107/15, oggi ci sono ancora 100mila cattedre libere, quasi la metà delle quali su sostegno, mentre per gli Ata sono 35mila. Inoltre, urgono modifiche normative per gestire la fase transitoria.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): se il Mef non paga, si blocca tutto; ma per lo Stato non finisce lì, perché deve comunque assegnare il risarcimento. Tanto è vero che con la Buona Scuola è stato istituito un fondo ad hoc, seppure inadeguato, proprio per sopperire alle mancate assunzioni, come stabilito anche dalla Consulta.

 

Il Tribunale del Lavoro ha accertato che le cattedre ricoperte dai docenti fossero libere a tutti gli effetti: l’amministrazione scolastica viene ora condannata a risarcirli con gli interessi. La somma ha assunto dimensioni notevoli, perchè agli stessi docenti sono state negate pure le progressioni stipendiali automatiche

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): degli oltre 100mila contratti annuali stipulati ogni anno, almeno 70mila possono essere considerati liberi e senza titolare; di questi, oltre la metà riguardano il sostegno. Mantenere tale la situazione non conviene a nessuno: agli alunni, a cui viene negato il diritto allo studio, ai docenti e la continuità didattica; ai docenti, a cui vengono sottratti mesi di lavoro; al Miur, che continua a risarcire i docenti che presentano ricorso.

Il Tar del Lazio e il Tribunale del Lavoro di Trani si esprimono sulla stessa lunghezza d’onda: l’insegnante andava collocato nella terza fascia, già dalla prima pubblicazione delle graduatorie del 2014 e in base all'effettivo punteggio posseduto. Si dà, così, sempre più credito alla denuncia dell’Anief sulla convinzione che da anni i supplenti siano gestiti e graduati con liste d’attesa sbagliate e da rifare. Per il giudice di Trani un’interpretazione come quella fornita e applicata dal Ministero si pone in netto contrasto col principio meritocratico affermato dalla Consulta (il D. M. 235/2014) e non può che essere ritenuto incostituzionale per violazione dell'art. 3 della Carta costituzionale. L’accesso ai pubblici uffici va garantito a tutti coloro che ne hanno titolo, indipendentemente dal momento in cui l’hanno conseguito. Partono i ricorsi Anief in tutta Italia per ottenere il recupero del ruolo o della supplenza mancata a causa dell'inserimento in quarta Fascia.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per noi era una situazione palese e l'abbiamo denunciata sin dalla sua creazione. Il Miur non poteva distinguere le Graduatorie a esaurimento e porre in posizione deteriore la cosiddetta ‘fascia aggiuntiva’, docenti aventi maggior punteggio rispetto ad altri che, pur con un punteggio inferiore, sono stati collocati in terza fascia. Per questo procederemo con specifici ricorsi, per ristabilire la legalità attraverso il tribunale: i docenti collocati in quella fascia hanno ora diritto all'immissione in ruolo retroattiva in base al merito. Un motivo in più per aggiornare le GaE sin da subito, assieme alle graduatorie d’istituto, anziché attendere un altro anno.

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