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ROMA, 3 APR - E' previsto un nuovo taglio di 12 milioni di euro al Fun, il fondo unico nazionale per la dirigenza scolastica 2016-2017; taglio che si traduce mediamente in -1.714 euro a dirigente scolastico. Lo denuncia il sindacato della dirigenza Udir. "Si passa - spiega Marcello Pacifico (Confedir) - da 173 mln del 2015, 163 mln del 2016 a 150 mln per il 2017, nonostante il comma 86, art. 1, della legge 107/15 (Buona scuola) preveda un aumento una tantum di 14 mln per il nuovo anno. Di tali riduzioni del fondo unico nazionale per la retribuzione della posizione, fissa e variabile, e della retribuzione di risultato dei medesimi dirigenti - già operate a partire dal 2011, retroattivamente, per Veneto, Calabria (richiesta la restituzione di 10mila euro), Frosinone o Viterbo - ne erano pienamente a conoscenza alcuni sindacati rappresentativi secondo il Tribunale di Roma". (ANSA).

ROMA, 2 APR - "Sul precariato scolastico il Governo alzi bandiera bianca, poiché ha fallito clamorosamente rispetto alle promesse dell'ex premier Renzi che, nel settembre del 2014, lanciò in 'pompa magna' la prima versione della riforma della Buona Scuola con 150mila assunzioni, poi rivelatesi meno di 90mila. Ma anche riguardo a quanto ribadito lo scorso anno dall'allora ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, è cioè la volontà di cancellare la 'supplentite', perché 'le supplenze ci saranno sì, ma saranno quelle fisiologiche, brevi'": è quanto denuncia in una nota l'Anief. Secondo il sindacato, nella prossima estate ci ritroveremo con 35mila assunzioni, "25mila però da turn over: quindi, gli incarichi a tempo determinato da attribuire saranno ancora una volta 100mila". "Serve una seria ricognizione sui 130mila posti di personale docente andati in supplenza - dice il presidente di Anief, Marcello Pacifico - e sui 45mila di personale Ata ed educativo assegnati con contratti al 30 giugno. Si scoprirebbe che la gran parte di quei posti sono, in realtà, vacanti e disponibili per i trasferimenti e le immissioni in ruolo: vanno quindi trasformati in organico di diritto". "È chiaro che i 10mila come vuole imporre il Mef sono poca cosa. In caso contrario, Anief è pronta a ricorrere alla Cedu e a voler proseguire i contenziosi nei tribunali del lavoro. Il tutto, dopo la denuncia alla Commissione delle Petizioni del Parlamento Ue, con il Governo italiano chiamato a fornire dettagliati ragguagli all'interno di un'adunanza plenaria, oltre che il formale reclamo presentato al Consiglio d'Europa. Un primo passo verso questa necessità è quella di ritirare le leggi delega" conclude il sindacato. (ANSA).

(Teleborsa) - Una nuova iniziativa sulla scuola? La proposta arriva dall'ex premier, Matteo Renzi, che chiede a tutti di indicare un punto positivo e uno negativo tra quelli dell'ultima riforma scolastica, perché ritiene che "il merito, l’alternanza scuola lavoro, la fine del precariato, il potenziamento degli insegnanti, la formazione, l’edilizia scolastica, il diritto allo studio, lo ZeroSei sul modello di Reggio Emilia siano molto importanti'. Replica il giovane sindacato della scuola Anief, affermando che "non ci sono punti positivi o negativi, è tutto da cambiare". Il suo leader Marcello Pacifico smonta punto per punto la proposta, sottolineando che "sbagliare è umano, perseverare non è ammesso!. "Sul merito, non abbiamo ottenuto alcun risultato", ha detto il sindacalista, indicando che vi sono stati "incrementi ridicoli per pochi docenti, mentre gli stipendi base rimangono fermi a dieci anni fa". "Sull’alternanza scuola-lavoro - ha proseguito - continuiamo a chiedere perché bisogna mandare i ragazzi allo sbaraglio, senza regole sui diritti-doveri. Intanto, il precariato è aumentato, con 100mila docenti e 40mila Ata supplenti annuali. Lascia a desiderare pure il potenziamento assegnato alle scuole, perché non sono state rispettate le richieste dei Collegi dei docenti e non si sono assunti Ata. La formazione iniziale si è rivelata un disastro: rispetto alla classe docente più vecchia del mondo, non si può proporre un concorso-corso che dura otto anni".

ROMA, 31 MAR - Il Tribunale del Lavoro di Catania, a seguito di due ricorsi patrocinati dagli avvocati dell'Anief, ha condannato il Miur a corrispondere a due docenti precarie il corrispettivo di mensilità estive di ogni anno scolastico (negate per cinque anni) e le progressioni di carriera mai computate. E' quanto sostiene in una nota l'Anief, che denuncia "l'abuso commesso dal ministero dell'Istruzione a danno dei supplenti della scuola, con cui l'amministrazione stipula illecitamente ogni anno contratti a termine con scadenza al 30 giugno anche se il posto risulta vacante. Privandoli, quindi, delle mensilità di luglio e agosto". "A una docente - si legge nella nota dell'Anief - il giudice ha assegnato 13.222 euro per non averle esteso il contratto a tempo determinato anche nei mesi di luglio e agosto, più altri 5.802 euro per gli aumenti automatici stipendiali negati. Alla seconda insegnante il tribunale del lavoro ha detto che lo Stato dovrà farle percepire, sempre come indennizzo, 7.420 euro per la mancata stipula dei contratti nei mesi estivi e 2.609 euro per il conferimento degli scatti di anzianità. "È una lunga battaglia quella che abbiamo condotto per il rispetto della normativa e del regolamento delle supplenze - dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - e da anni stiamo denunciando l'illegittimità dell'operato del Miur nell'attribuzione degli incarichi a tempo determinato: quando la cattedra è vacante deve essere utilizzata per le immissioni in ruolo, ma se il posto è restituito per l'attribuzione di incarichi annuali, il contratto deve necessariamente terminare al 31 agosto e non prima". 

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