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PAS

L'Università Roma Tre ha prorogato al 22 settembre 2014 il termine per l'iscrizione al Pas on line.

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L’università Roma Tre ha pubblicato un avviso per gli ammessi ai PAS in virtù di ordinanza del TAR o del Consiglio di Stato. Per loro è possibile avviare la pratica di iscrizione dal 10 al 28 luglio 2014, seguendo le modalità indicate.

L’avviso sul PAS on line di Roma Tre

Il 19 marzo 2014, presso la sede del Miur di Piazzale Kennedy, si è svolto l’incontro tra una delegazione ANIEF e il dirigente dell'Ufficio per gli ordinamenti didattici, dott.ssa Clelia Caiazza, sul problema dell’attivazione non omogena sul territorio nazionale dei corsi PAS A077- strumento musicale.

Per il sindacato ANIEF non sussistono motivazioni oggettive e fondate tali da non permettere l'attivazione dei corsi in tutte le singole istituzioni. Si parla mediamente di 10-15 docenti per istituto che avrebbero inoltre l'opportunità di frequentare alcuni moduli presso le università essendo discipline comuni. ANIEF ha inoltre sottolineato l'importanza di attivare i corsi nell'a.a. 2013-2014 al fine di permettere ai docenti interessati di poter aggiornare le graduatorie ad esaurimento e d'istituto in tempo utile.

Un ulteriore ritardo comporterebbe un'ampia disparità di trattamento tra docenti che stanno già frequentano i corsi PAS nelle istituzioni AFAM e che potranno aggiornare le proprie posizioni in graduatoria e coloro che non riusciranno a frequentare o a chiedere il nulla osta nelle istituzioni che hanno attivato i corsi.

L'ANIEF fisserà a breve inoltre un incontro con il capo dipartimento, prof. Marco Mancini, per cercare di raggiungere una soluzione al problema.

 

Anief continua a raccogliere lamentele per la negazione delle ore di diritto allo studio da parte degli uffici scolastici periferici che le dovrebbero accordare. In molti casi, gli Ambiti territoriali sostengono, a torto, che i tempi per la presentazione delle domande sono ampiamente scaduti.

I docenti precari hanno pieno diritto a svolgere i corsi PAS e i TFA Sostegno senza licenziarsi, quindi continuando ad insegnare: pertanto gli Uffici scolastici regionali e gli Ambiti territoriali provinciali debbono dare seguito alla Nota Miur n. 12685, del 25 novembre 2013, attraverso cui Viale Trastevere ha chiesto loro di prorogare il termine di scadenza “a favore di coloro che parteciperanno ai percorsi abilitanti speciali (indetti con D.D.G. 25 luglio 2013 n. 58) di imminente attivazione. Pertanto le SS.LL., in concomitanza con l’inizio dei i corsi, vorranno adottare ogni iniziativa utile a favorirne la frequenza da parte dei docenti in servizio con contratti a tempo determinato”.

Nella stessa nota del Ministero dell’Istruzione specificava che “in previsione dell’elevato numero di richieste, si ritiene opportuno che, per ogni beneficiario che non sia ammesso a fruire del massimo delle ore assegnabili, il monte ore residuo debba essere redistribuito in modo da poter garantire la fruizione dei permessi al più alto numero possibile di abilitandi”. In sostanza, con questa nota il Miur ha confermato che le ore per la frequenza dei PAS non si possono negare: al massimo si può prevederne una riduzione. Le indicazioni ministeriali, inoltre, sono state confermate ai sindacati a fine gennaio dal direttore generale Luciano Chiappetta, il quale ha dichiarato che “tale diritto verrà esteso a tutti i partecipanti, svincolandoli dal rispetto del previsto 3%, in quanto è interesse dell'Amministrazione professionalizzare i partecipanti”.

Malgrado le indicazioni del Miur fossero chiarissime è curioso che ad oggi non sia stata ancora emanata una Circolare in merito. Il risultato è che in diverse province le procedure indicate non sono state attuate: al sindacato continuano infatti a pervenire lamentele per la negazione delle ore di diritto allo studio da parte degli uffici scolastici periferici che le dovrebbero accordare. Soprattutto in questi ultimi giorni, duranti i quali stanno prendendo il via i TFA Sostegno. In molti casi, gli Ambiti territoriali sostengono, a torto, che i tempi per la presentazione delle domande sono ampiamente scaduti.

Ma un candidato ammesso ai corsi a dicembre o gennaio, chiede oggi il sindacato, come avrebbe potuto presentare la domanda di accesso alle 150 ore a novembre? Anief, pertanto, torna a chiedere all’amministrazione scolastica di garantire il diritto allo studio a tutti i docenti iscritti ai corsi PAS. E invita tutti gli ammessi ai corsi, privati illegittimamente dei permessi - indispensabili per frequentare le lezioni, i laboratori e svolgere le verifiche intermedie e finali -, a denunciare al sindacato le situazioni di illegittima negazione dei permessi per agevolare il diritto allo studio.

Anief, infine, invita le scuole, anche secondarie superiori, a nominare i supplenti dei docenti che saranno impegnati nei corsi PAS: il sindacato è infatti venuto a conoscenza di dirigenti che avrebbero intenzione di effettuare cambio di orario settimanale o accorpare le classi prive dell’insegnante. Tali comportamenti sarebbero lesivi della continuità didattica e del diritto allo studio. Oltre che del buon senso.

Chi è interessato a ricorrere contro la mancata concessione delle 150 ore di permesso studio può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , indicando nella mail cognome e nome, recapiti telefonici e mail, regione in cui si frequentano i PAS.

Per approfondimenti:

Ricorsi frequenza PAS: Consiglio di Stato accoglie 4 appelli Anief. Ammessi gli esclusi alla vigilia dei corsi

La Nota Miur n. 12685 sui Permessi retribuiti per motivi di studio

 

Il sindacato ha deciso di intervenire, tutti i docenti che hanno iniziato o si accingono a frequentare i PAS, Percorsi Abilitanti Speciali, devono avere la possibilità di poter fruire dei permessi per il diritto allo studio: ciò permetterebbe di prevenire quelle dimissioni che diversi precari stanno presentando ai propri dirigenti perché impossibilitati a svolgere i corsi PAS e contemporaneamente continuare a insegnare. Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per chiedere il modello di diffida.

Non si tratta di una concessione, ma di un diritto. Che non può essere negato. Lo sa bene il Ministero dell’Istruzione, che un mese fa, attraverso il Direttore Generale, Luciano Chiappetta, ha annunciato che il diritto delle 150 ore “verrà esteso a tutti i partecipanti, svincolandoli dal rispetto del previsto 3%, in quanto è interesse dell' Amministrazione professionalizzare i partecipanti”.

Ad oggi purtroppo non è stata ancora emanata la circolare con la quale il ministero autorizza le cosiddette “150 ore” di permesso per i corsisti PAS. Il MIUR si è limitato a dare indicazioni agli Uffici Scolastici Regionali e agli Ambiti Territoriali, chiedendo di mettere nelle condizioni tutti i candidati di poter svolgere i corsi e di continuare a fare le supplenze. In particolare, lo scorso 25 novembre, lo stesso Ministero dell’Istruzione ha chiesto ai responsabili di USR e ATP, “in concomitanza con l’inizio dei corsi” di “adottare ogni iniziativa utile a favorirne la frequenza da parte dei docenti in servizio con contratti a tempo determinato”.

Anief, pertanto, chiede al Ministero dell’Istruzione di garantire il diritto allo studio a tutti i docenti iscritti ai corsi PAS. E invita tutti gli ammessi ai corsi, privati illegittimamente dei permessi allo studio – indispensabili per frequentare le lezioni, i laboratori e svolgere le verifiche intermedie e finali –, di denunciare al sindacato le situazioni di illegittima negazione dei permessi per agevolare il diritto allo studio. Per questi motivi, Anief diffida il Miur per la negazione del diritto allo studio di un’alta percentuale di partecipanti ai PAS.

Chi è interessato a ricorrere contro la mancata concessione delle 150 ore di permesso studio può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , indicando nella mail cognome e nome, recapiti telefonici e mail, regione in cui si frequentano i PAS.

Per approfondimenti:

La Nota Miur n. 12685 sui Permessi retribuiti per motivi di studio

 

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