MIUR

Viene da chiedersi come mai la retribuzione di risultato dei nostri presidi rimanga così bassa. Perché la Legge Brunetta 150/09 prevede che sia pari addirittura al 30% dell’intera retribuzione. Per Anief-Dirigenti, se si vuole aumentare la retribuzione di risultato, il sistema è solo uno: aumentare le risorse di una categoria ferma alla metà dei colleghi inquadrati nello stesso ruolo, sia nello Stato che nel privato. La strada è stata tracciata con la Buona Scuola. Peccato che la copertura riguardi solo un anno.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con questi presupposti, la valutazione rischia di rimanere lettera morta. Come, purtroppo, già accaduto negli ultimi 15 anni. La nostra proposta è quindi quella di rendere permanenti le risorse una tantum introdotte con la Legge 107/15. In caso contrario, parlare di valutazione rappresenterebbe l’ennesima operazione presentata in pompa magna ma poi nei fatti vuota di contenuti.

 

Alla nota Miur n. 1804 del 19 aprile, ha fatto seguito la n. 4370, attraverso la quale si chiede agli istituti di rendicontare le scelte effettuate per premiare la ristretta cerchia di lavoratori (si presume non oltre il 20 per cento) che beneficeranno di circa 23mila euro assegnati ad ogni istituto. L’amministrazione intende, quindi, catalogare l’operato delle scuole incasellandolo nel Portale internet sulla valutazione: in tal modo, ogni scuola potrà confrontare le proprie scelte con quelle degli altri istituti attraverso i dati a livello provinciale, regionale e nazionale. Creando, però, anche un meccanismo di confronto e inevitabile competizione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): gli istituti non devono farsi condizionare nell’assegnazione dei fondi. Il Ministero dice che devono essere assegnati né a pochi né a molti? Non è proprio così, i soldi in più vanno dati ai docenti “buoni”, nel rispetto dei criteri delineati nei singoli Comitati di valutazione delle scuole autonome. E che, come logica, dovrebbero in primis andare a premiare il surplus di lavoro svolto a beneficio degli alunni. E non dei presidi. Criteri a cui tutti i dirigenti scolastici devono attenersi. Nel frattempo, noi ricorriamo per sbloccare l'indennità di vacanza contrattuale e aumentare del 10% gli stipendi dall'agosto 2015.

L’entità del Fondo unico nazionale per le retribuzioni di risultato e posizione è ampiamente insufficiente: se dalle nostre prime stime mancavano all’appello circa 60 milioni di euro, il disavanzo ha raggiunto quota 70 milioni. I 7mila dirigenti scolastici italiani se ne accorgeranno già l’anno prossimo, quando i loro stipendi saranno più bassi di quelli del 2011, poiché una parte delle risorse previste dalla Buona Scuola valgono solo per l’anno scolastico in corso. Il giovane sindacato ha realizzato una stima approssimativa, ma molto vicina alla realtà.

Marcello Pacifico (presidente Anief): i nostri capi d’Istituto perdono ora circa 8.750 euro e nel 2016/17 potranno contare solo sulla retribuzione di risultato. Come si possa spacciare tutto ciò per una vittoria sindacale rimane tutto da comprendere. La perdita di tanti soldi, attuata nei confronti di dirigenti pagati la metà di quelli in seno ai Ministeri e anche nel comparto privato, non può passare inosservata. Perché si ripercuote pure su pensione e buonuscita. Per questo motivo, Anief-Dirigenti chiederà al giudice di riportare la posizione variabile il più vicino possibile a quella di nove anni fa, con tanto di risarcimento per i danni.

Prima l’amministrazione scolastica sostiene che la digitalizzazione è una delle discipline cardine per la formazione dei nostri giovani: pone le basi per il loro ampliamento, approva finanziamenti copiosi, emana delle linee guida e avvia un piano rilevazione sulla consistenza tecnologica degli istituti. Ma ora scopriamo, con meraviglia, che nel riordino delle classi di concorso la materia “Laboratorio di Tecnologie Informatiche” (primo biennio degli Istituti Tecnici) non è più prevista come insegnamento. E che nel bando del nuovo concorso non sono stati annunciati posti per i docenti di laboratorio della disciplina. Visto come stanno le cose, Anief chiede al Parlamento di interrogare il Ministro Giannini.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): in questo modo si va verso la riduzione di cattedre in organico di diritto di circa il 50 per cento. Con molti docenti di ruolo che scivoleranno nella categoria dei Dop. Inoltre, nel bando del concorso a cattedra non è presente la classe B16, mentre vi è, con 475 cattedre, la classe di Concorso A41 (informatica) alla quale la B16 è connessa per la copresenza. Si vuole forse insegnare la materia, senza però affidare le esercitazioni tecnico-pratiche in laboratorio tenute dai periti informatici?

Per l’Anief, un’iniziativa come quella annunciata dal Ministero, potrebbe avere un senso logico in altri Paesi, dove al corpo insegnante viene assegnato un corrispettivo a fine mese adeguato al prezioso lavoro profuso. Ma non in Italia, dove gli stipendi degli insegnanti sono bloccati da oltre sei anni e hanno perso tra il 13,3% e il 19,7%,: perché equivale ad una beffa. Solo dalla sottrazione dell’indennità di vacanza contrattuale, pari al 10% dello stipendio, ad ogni insegnante vengono negati in media 1.800 euro l’anno. Che moltiplicati per 40 anni di lavoro superano ampiamenti i fondi riservati ora dal Miur invece a pochi “intimi”.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): cifre simili sono anche quelle assegnate per sentenza, dai tribunali del lavoro, a quei docenti precari che hanno presentato ricorso per avere adeguati risarcimenti, dovuti anche alla mancata assegnazione degli scatti di anzianità e delle mensilità estive. Perché, ha ravvisato giustamente il giudice, in definitiva svolgono il medesimo lavoro ed hanno le stesse responsabilità dei colleghi già di ruolo. Per tutti, inoltre, rappresenta un vero insulto alla professione, al lavoratore e alle loro famiglie, presentarsi al tavolo del rinnovo contrattuale con 3,5 euro netti di adeguamento. Ecco perchè noi ricorriamo.

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