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Per i giudici, che si sono espressi sulle medesime mancanze normative applicate sui trasferimenti di sede del 2016, la disparità di trattamento dei lavoratori non è tollerabile. Purtroppo, l'ipotesi di contratto sulla mobilità, sottoscritta lunedì scorso al Miur, mantiene le stesse problematiche: la mancata valutazione del servizio svolto nelle paritarie ai fini della corretta attribuzione del punteggio, in aperto contrasto con il prescritto normativo: il servizio pre-ruolo, che non si valuta per intero nella mobilità d'ufficio e nelle graduatorie interne d'istituto. Anche il servizio prestato su posto di sostegno con contratti a termine non sarà ritenuto utile ai fini del raggiungimento del vincolo quinquennale per passare da posto di sostegno su disciplina.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è una situazione che il nostro sindacato non può tollerare, perché non si può continuare ad ignorare in modo palese la normativa europea e il giusto riconoscimento al servizio svolto durante il precariato. Se questa linea verrà confermata con la firma definitiva dell'accordo, non ci esimeremo dall'interessare nuovamente i giudici chiedendogli di ristabilire la legalità.

Premesso che sulle norme definite nella serata del 31 gennaio pesa il mancato accordo sulla chiamata diretta, che potrebbe rimettere tutto in discussione, per Anief non è stato disposto un concreto adeguamento dell'accordo con le disposizioni normative di rango primario, andando così a ledere i diritti di chi ha svolto servizio pre-ruolo o nelle paritarie. Eppure al Miur conoscono queste gravi mancanze, a seguito delle sentenze emesse dai tribunali, con i giudici che hanno deciso di riformulare i trasferimenti nel rispetto della normativa nazionale e transnazionale, oltre che del principio del merito sul lavoro. 

                                       

I punti oscuri del contratto sulla mobilità 2017/18 sono molti: si va dalla mancata considerazione del servizio pre-ruolo per il computo del quinquennio di permanenza sul sostegno, alla mancata valorizzazione completa della validità del periodo pre-ruolo (nella mobilità d'ufficio e nelle graduatorie interne d'istituto), dall’ancora scarsa trasparenza dell’algoritmo ministeriale, sino alla negata precedenza assoluta per i dipendenti con disabilità o che si occupano di familiari bisognosi d’assistenza.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa intesa sulla mobilità continua a non rispettare la normativa europea, poiché nega il giusto riconoscimento al servizio svolto durante il precariato, anche ai fini dell'assolvimento del vincolo sul sostegno. Infatti, già lo schema di decreto legislativo sulle ‘norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità’ approvato il 14 gennaio in Consiglio dei Ministri e ora al vaglio delle commissioni parlamentari, ci ha dato ragione. Avevamo auspicato la sottoscrizione di un contratto che avesse tenuto conto, nell’assegnazione del personale alle sedi, di tutti i periodi di servizio, a iniziare dalle supplenze e passando per le paritarie. Ciò vuol dire che la stagione dei ricorsi non è ancora finita.

 

I tribunali del lavoro confermano l'illegittimità dell'operato dell’amministrazione nei cambiamenti di sede svolti nel 2016 di 207mila dipendenti: il tribunale del Lavoro di Venezia rileva gravi errori nell'attribuzione delle sedi in Fase C, a causa del famigerato algoritmo e condanna il Ministero all'immediata correzione dei trasferimenti operati, riportando a casa una docente Campana erroneamente assegnata in Veneto. Intanto, il giudice del Lavoro di Pavia conferma che il contratto sulla mobilità è illegittimo nella parte in cui non attribuisce rilevanza alcuna al servizio precario su posto di sostegno. Sono, però, anche altri i punti da modificare: oltre alla considerazione del servizio da precari per il computo del quinquennio sul sostegno, è fondamentale che si renda valido tutto il periodo pre-ruolo, per la mobilità d'ufficio e le graduatorie interne d'istituto; che si valorizzi il servizio nelle paritarie, si renda trasparente l’algoritmo ministeriale, si dia precedenza assoluta per i dipendenti con disabilità o che assistono familiari che necessitano di assistenza. È bene, infine, che i docenti assegnati su ambito territoriale possano chiedere la titolarità nella scuola di attuale servizio.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il contratto in via di definizione dia giusto riconoscimento al servizio dei precari, anche ai fini dell'assolvimento del vincolo su posto di sostegno e nel pieno rispetto della normativa comunitaria; già lo schema di Decreto Legislativo recante “norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, approvato il 14 gennaio in CdM, e ora al vaglio delle commissioni parlamentari, ci ha dato ragione sul punto. Questa mobilità sarà determinante e il nostro sindacato vigilerà affinché i pasticci del 2016 non possano ripetersi: per questo, è bene sottoscrivere subito, nero su bianco, un contratto chiaro e puntuale, che consideri tutte le supplenze svolte. Altrimenti, saremo costretti a una nuova stagione di ricorsi e il Miur sarà ancora condannato in tribunale.

Ancora conferme dai tribunali del lavoro sull'illegittimità dell'operato del MIUR nelle operazioni di mobilità 2016. Anief: la prossima mobilità dovrà rispettare la normativa europea e il merito.

Il Tribunale del Lavoro di Venezia rileva nuovamente gravi errori nell'attribuzione delle sedi in Fase C a causa dell'ormai famigerato algoritmo e condanna l'Amministrazione all'immediata correzione dei trasferimenti operati nel 2016, riportando a casa una docente Campana erroneamente assegnata in Veneto. Il Giudice del Lavoro di Pavia, invece, si occupa nuovamente della questione vincolo quinquennale sostegno e dà conferma che il CCNI sulla mobilità è illegittimo nella parte in cui non attribuisce rilevanza alcuna al servizio su posto di sostegno durante il periodo di precariato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La prossima mobilità deve dare giusto riconoscimento al servizio svolto durante il precariato anche ai fini dell'assolvimento del vincolo su posto di sostegno e nel pieno rispetto della normativa comunitaria; già lo o schema di Decreto Legislativo recante “norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità” approvato il 14 gennaio in CdM e ora al vaglio delle commissioni parlamentari, ci ha dato ragione sul punto. La prossima mobilità sarà determinante e il nostro sindacato vigilerà e tutelerà il diritto di tutti i lavoratori al giusto riconoscimento della propria professionalità”.

Il Ccni dello scorso anno, utile a trasferire di sede il personale della scuola, è stato stravolto dall'Anief in tribunale con delle azioni legali mirate alla tutela dei diritti di tutti i lavoratori: negli ultimi giorni, si sono succedute sentenze e provvedimenti d'urgenza di pieno accoglimento che condannano il Ministero dell'Istruzione ritenendo illegittime molte delle determinazioni contenute nella contrattazione integrativa. I tribunali del lavoro di Palermo, Pavia, Cremona, Ravenna, Trieste e Arezzo danno accoglimento alle richieste e rettificano procedure e trasferimenti errati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): purtroppo, sono ancora troppe le illegittimità che permangono nelle prossime procedure di mobilità come l'impossibilità di soddisfare il quinquennio sul sostegno computando il pre-ruolo; nella mobilità d'ufficio e nelle graduatorie d'istituto, il periodo di precariato sarà considerato, ancora una volta, come un servizio di serie B; permarrà poi l'impossibilità di ottenere punteggio per il servizio svolto nelle paritarie e l’amministrazione sembra intenzionata a non prevedere, per gli insegnanti assegnati su ambito territoriale, la possibilità di chiedere la titolarità nella scuola di attuale servizio. Se le cose rimarranno così e non verrà ‘aggiustato il tiro’, saremo costretti a una nuova stagione di ricorsi. Il Miur, ancora una volta, si vedrà condannato in tribunale.

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