In primo piano

Scuola: centinaia maestre protestano davanti a Ministero
(ANSA) - ROMA, 8 GEN - "Siamo insegnanti non burattini", "la maestra non si tocca", "riaprire le Gae". Sono in centinaia davanti al ministero dell'Istruzione a Roma i docenti, tante le giovani donne, che protestano contro la "vergognosa" sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali. Viale Trastevere è chiusa in parte (è stata lasciata libera soltanto una carreggiata) e i manifestanti convocati dai sindacati Anief, Saese e Cub, con l'adesione dei Cobas, sono saliti fin sulle scalinate del ministero. Tanti i cartelli di protesta e le bandiere, ma la situazione è assolutamente tranquilla e tenuta sotto controllo dalle forze dell'ordine. "No ai licenziamenti di massa", chiedono le maestre, preoccupate di una possibile fine del loro contratto: "abilitate quando serve, licenziate quando conviene", ribadiscono a più voci". (ANSA).

Scuola: sindacati, a Torino in sciopero una maestra su due
Chiuse 20 istituti, corteo blocca traffico in centro
(ANSA) - TORINO, 8 GEN - E' alta, per i sindacati, l'adesione a Torino allo sciopero delle maestro contro la sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrati. Secondo i primi dati raccolti da Anief, Cub, Cobas e Saese una maestra su due ha scelto di scioperare e circa venti scuole elementari sono rimaste chiuse. Le insegnanti, alcune centinaia, hanno bloccato il traffico del centro dando vita ad un corteo che dalla sede dell'ufficio scolastico regionale di corso Vittorio Emanuele si sta muovendo verso la sede della Rai. E' in corso un incontro con il direttore scolastico regionale. (ANSA)

Scuola: sciopero, presidio di 500 docenti a Milano
Davanti a ufficio regionale
(ANSA) - MILANO, 8 GEN - È iniziato anche a Milano, come nel resto d’Italia, con oltre cinquecento insegnanti di scuola primaria e dell'infanzia, lo sciopero contro la sentenza del Consiglio di Stato che esclude i diplomati alle magistrali dalle Graduatorie Ad Esaurimento (Gae). Gli insegnanti, arrivati in Via Polesine davanti all'Ufficio Scolastico Regionale, al grido di "assunzione", provengono da diverse province della Lombardia, come Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, e molti altri stanno arrivando, assicurano gli insegnanti. Tra gli slogan presenti sugli striscioni anche 'Precariato crimine di Stato' e 'Nessun docente di meno'. ''Uno sciopero non basta sia chiaro. L'apertura del Ministero la rispediamo a mittente'', grida al megafono una delle organizzatrici del presidio.
In Lombardia sono circa 2000 i docenti che, secondo la presidente lombarda del sindacato Anief Fiorella Regi, rischiano il "licenziamento di massa che potrebbe verificarsi dopo questa sentenza". "Visto che i docenti sono stati inseriti in Gae con riserva, è possibile che appena ci sarà la sentenza di merito questi vengano immediatamente licenziati. C'è chi ha fatto mutui e investimenti per il futuro e ora si trova con pugno di mosche in mano", ha concluso la presidente. È il caso, ad esempio, di Maria Alicandro, insegnante in una scuola primaria di Bollate entrata di ruolo con riserva lo scorso anno scolastico, dopo aver superato anche l'anno di prova: "Ora rischio di retrocedere dal mio ruolo e di essere reinserita in secondo fascia - spiega - In sostanza torno a fare la supplente con incarico annuale. Dopo aver fatto dodici anni di precariato torno al punto di inizio". (ANSA).

 

"Lo sciopero di lunedì 8 non è contro una sentenza, ma per rispettare i diritti: il diritto comunitario di chi da anni insegna nelle nostre scuole e vuole essere stabilizzato, perché da anni giudica i nostri figli; il diritto di chi non ha nessuna fase transitoria, il diritto di chi al pari di altri, con l'abilitazione vuole insegnare, perché spesso la sua vita è questa. L'insegnamento non può essere valido solo per fare il supplente, ma deve essere valido anche per essere assunti di ruolo". Così Marcello Pacifico presidente dell'Anief, in un'intervista al Gr1 Rai. "Sciopero e manifestazione a Roma - prosegue - davanti al Miur e ad alcuni dei più importanti uffici scolastici regionali d'Italia per far capire alle famiglie che questo personale è a contatto ogni giorno con i nostri figli, li ha educati; basti pensare che il 60 per cento delle maestre e maestri in Italia è over 50, perciò ha il titolo di diploma magistrale, quindi non si capisce perché chi l'ha conseguito entro una certa data non abbia il diritto, come gli altri, di insegnare ai nostri figli". (omniroma.it)

Fonte: La Repubblica

ROMA, 3 GEN - Le vacanze natalizie potrebbero allungarsi di un giorno per alcuni. Lunedì prossimo, 8 gennaio, data in cui suona la prima campanella del nuovo anno dopo la pausa delle festività, è, infatti, in calendario uno sciopero dei docenti della scuola Primaria e dell'Infanzia con una manifestazione nazionale a Roma davanti al ministero dell'Istruzione. La protesta è stata indetta, a ridosso di fine anno, dai Cobas, insieme ad altre organizzazioni di base, contro quella che viene definita la "vergognosa" sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali. "Questa sentenza - ha spiegato nei giorni scorsi il leader dei Cobas, Piero Bernocchi - pone drammatici problemi, professionali e umani, ai diplomati magistrali. Molti di loro hanno avuto nomine annuali dalle Gae (graduatorie a esaurimento), in diversi sono già stati immessi in ruolo, e ora, oltre alla perdita del posto di lavoro, rischiano di ritrovarsi improvvisamente reinseriti in seconda fascia o, secondo un'interpretazione ancora più penalizzante della sentenza, addirittura in terza fascia". Domani è stato fissato un incontro al ministero dell'Istruzione per trovare una soluzione. Le organizzazioni sindacali rappresentative "non dovranno accontentarsi - esorta alla vigilia del confronto Marcello Pacifico, presidente dell'Anief - di una possibile fase transitoria da introdurre anche per il personale dell'infanzia e della primaria: sarebbe comunque un'ingiustizia, perché l'unica strada percorribile è che tutti i diplomati magistrale iscritti con riserva nelle Gae (graduatorie a esaurimento) siano confermati nei ruoli, subito, a tempo indeterminato e determinato, anche attraverso la riapertura delle Gae per tutto il personale in possesso di abilitazione". La vicenda è complessa. Dopo il pacchetto di assunzioni per l'anno scolastico 2017-18, nelle graduatorie a esaurimento di infanzia e primaria risultano iscritti con riserva circa 43.600 docenti. Quando arriverà la sentenza di merito torneranno, se sarà loro sfavorevole (ed è probabile che lo sia visto che il Cds riconosce che il titolo di diploma magistrale è abilitante, ma non dice che debba garantire l'accesso diretto alle Graduatorie a esaurimento, che costituiscono corsia preferenziale per l'assunzione) nelle Graduatorie di istituto. Non saranno licenziati perché già ora, dalle Gae - spiegano addetti ai lavori - finché non vengono assunti fanno i supplenti. Chi rischia davvero il posto però sono i circa 5.000 già assunti, una parte dei quali, tuttavia, ha avuto sentenze, positive, passate in giudicato. Quindi non tutti dovranno andare via ma solo quelli le cui sentenze di merito saranno negative. (ANSA).

Roma, 2 gen. (Labitalia) - "Dopo gli aumenti insignificanti, pari a 85 euro medi lordi (40 netti) dal 2018, arriva l'una tantum del biennio 2016/2017 a dir poco ridicola: dai 370 euro per la fascia retributiva più bassa ai 712 per quella più alta. In media, meno di 500 euro, poco più di 230 euro netti, dieci volte meno di quanto effettivamente spettante. L'accordo appena siglato dai confederali, a seguito dell'intesa del 30 novembre 2016 presa con il governo, riguarda per ora 250mila dipendenti statali, in servizio nei ministeri e nelle amministrazioni centrali, ma l'intenzione della parte pubblica è quella di estendere il modello anche agli altri comparti, scuola compresa". È quanto si legge in una nota dell'Anief-Cisal.

Il sindacato di categoria ricorda che per oggi, 2 gennaio, sono stati convocati all'Aran i sindacati che sono rappresentativi da trent'anni del maxi-settore della conoscenza, mentre entro il 10 gennaio si dovrebbe conoscere la data per l'elezione del rinnovo delle Rsu della scuola, da svolgere entro il 20 aprile. "Un evento che potrebbe essere caratterizzato da un cambiamento epocale, derivante proprio dalla concreta possibilità per l'Anief, con 38mila deleghe (pari al 6%) e oltre 8mila candidati, di sforare la fatidica soglia del 5%", sottolinea.

Per Marcello Pacifico (Anief-Cisal), "ai tavoli di contrattazione abbiamo l'intenzione di portare le nostre rivendicazioni, a partire da quelle stipendiali, perché un contratto degno di questo nome, dopo quasi dieci anni di blocco, doveva prevedere almeno 270 euro di aumento dal 2018, come minimo sindacale, un più 11% rispetto anche al 20% ricevuto dai lavoratori del settore privato negli ultimi dieci anni, certo non il 3,48% concordato da Cisl, Uil e Cgil con il governo". "Un contratto si firma, infatti, se si trovano le risorse per recuperare quel 50% restante rispetto all'indicizzazione dell'indennità di vacanza contrattuale, ancora bloccata ai livelli del 2008. A questo, si sarebbero dovuti aggiungere 2.654 euro di arretrati rispetto ai 230 euro che si avranno concretamente dopo il conguaglio fiscale e al netto del lordo stato. Per tale ragione, continuiamo ad invitare il personale ad inviare una specifica diffida all'amministrazione e alla Ragioneria dello Stato per sbloccare l'indennità di vacanza contrattuale. Tutti gli interessati possono inviare da subito il modello di diffida predisposto dall'Anief", conclude.

Il tema riguarda Migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace. In questa ricorrenza, il presidente Anief invita tutto il mondo della scuola a far riflettere al rientro dello sciopero i nostri studenti di ogni ciclo su come il conflitto sociale, di religione, di civiltà possa distruggere l'umanità e su come possiamo collaborare tutti insieme per costruire un mondo di pace e giustizia, a partire dalla conoscenza e dal rispetto del diritto internazionale.

ROMA, 30 DIC - "Dopo gli aumenti insignificanti, pari a 85 euro medi lordi (40 netti) dal 2018, arriva l'una tantum del biennio 2016/2017 a dir poco ridicola: dai 370 euro per la fascia retributiva più bassa ai 712 per quella più alta. In media, meno di 500 euro, poco più di 230 euro netti, dieci volte meno di quanto effettivamente spettante". Le critiche arrivano dal sindacato Anief, dopo l'accordo siglato dai confederali, a seguito dell'intesa del 30 novembre 2016 con il Governo, che riguarda per ora 250mila dipendenti statali, in servizio nei ministeri e nelle amministrazioni centrali, ma l'intenzione della parte pubblica di estendere il modello anche agli altri comparti, scuola compresa. "Per il 2 gennaio sono stati convocati all'Aran i sindacati che sono rappresentativi da trent'anni del maxi-settore della conoscenza mentre entro il 10 gennaio si dovrebbe conoscere la data per l'elezione del rinnovo delle Rsu della scuola, da svolgere entro il prossimo 20 aprile. Un evento che potrebbe essere caratterizzato da un cambiamento epocale, derivante proprio dalla concreta possibilità per l'Anief, con 38mila deleghe (pari al 6%) e oltre 8mila candidati, di sforare la fatidica soglia del 5%", scrive Marcello Pacifico, di Anief-Cisal. "Ai tavoli di contrattazione abbiamo l'intenzione di portare le nostre rivendicazioni, a partire da quelle stipendiali. Perché un contratto degno di questo nome, dopo quasi dieci anni di blocco, doveva prevedere almeno 270 euro di aumento dal 2018, come minimo sindacale, un più 11% rispetto anche al 20% ricevuto dai lavoratori del settore privato negli ultimi dieci anni, certo non il 3,48% concordato da Cisl, Uil e Cgil con il Governo. Un contratto si firma, infatti - prosegue Pacifico - se si trovano le risorse per recuperare quel 50% restante rispetto all'indicizzazione dell'indennità di vacanza contrattuale, ancora bloccata ai livelli del 2008. A questo, si sarebbero dovuti aggiungere 2.654 euro di arretrati rispetto ai 230 euro che si avranno concretamente dopo il conguaglio fiscale e al netto del lordo stato. Per tale ragione, continuiamo ad invitare il personale ad inviare una specifica diffida all'amministrazione e alla Ragioneria dello Stato per sbloccare l'Indennità di vacanza contrattuale". Gli interessati possono inviare il modello di diffida predisposto dall'Anief. (ANSA).

Si rende noto che martedì 2 gennaio 2018 la Segreteria Nazionale Anief resterà chiusa

Si rende noto che martedì 2 gennaio 2018 la Segreteria Nazionale Anief resterà chiusa

ROMA, 27 DIC - Ancora una manciata di ore e sulla prima fase del concorso per selezionare 2.425 nuovi presidi si potrà mettere la parola fine. A ridosso di Natale le domande pervenute erano circa 25mila, alle 9.30 di stamani se ne contavano 28.840 di cui 17.434 già inoltrate. Per presentare la propria candidatura, tramite la piattaforma del Miur Polis, c'è tempo fino alle ore 14.00 di venerdì 29 dicembre. All'ultimo concorso ordinario per dirigenti scolastici - nel 2011 - erano arrivate a viale Trastevere 42.158 domande per 2.386 posti in palio. Al nuovo corso-concorso possono partecipare i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. Utile anche il servizio precedente al ruolo. La selezione dei partecipanti sarà severissima: cinque prove, un corso di formazione e un tirocinio. Si parte con un quizzone di 100 domande, estratte da una banca dati di 4mila quesiti resa nota sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell'avvio della prova. La fase concorsuale prevede, infatti, una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando ed essendo la quota già superata è certo che ci sarà questa prima scrematura. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l'espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale. Per quanto riguarda la prova scritta, sono previste cinque domande a risposta aperta e due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2). I candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all'orale che mira ad accertare la preparazione degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Chi supererà scritto e orale sarà ammesso, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo. Due i mesi di lezione in aula e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Tra gli obiettivi che il Miur si è prefissato c'è anche quello di ringiovanire la categoria, considerando che il 31,6% dei presidi in servizio ha più di 60 anni e l'età media è di 55,6 anni. Un goal che, secondo l'Anief, difficilmente sarà segnato. "Come si fa a ridurre l'età media dei capi d'istituto se lo stesso dicastero dell'Istruzione si ostina a lasciare fuori dal concorso a preside tutti i laureati con cinque anni di servizio non ancora assunti o appena immessi in ruolo?" stigmatizza il sindacato annunciando già ricorsi. Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. (ANSA).

Viste le tante attività del sindacato, quali i nuovi concorsi, l'approvazione della legge di stabilità, la campagna Rsu, Anief comunica che la propria segreteria nazionale rimarrà aperta durante le vacanze natalizie, ad eccezione dei giorni strettamente festivi.

Con l'occasione, il presidente nazionale Marcello Pacifico augura buone feste a tutte e tutti le associate e gli associati. Ci vediamo a Roma e nelle principali piazze d'Italia l'8 gennaio per lo sciopero generale e l'inizio del nuovo anno, sempre in prima linea.

Auguri!

Roma, 24 dic. (askanews) – Mancano pochi giorni alle 14 del 29 dicembre, quando si chiuderanno le iscrizioni al concorso per selezionare 2.900 docenti da ammettere al rinnovato corso di formazione per assumere il ruolo di dirigenti scolastici. Intanto cresce l’attenzione per la prova preselettiva da svolgere nei primi mesi del 2018 e diventano 26 le Faq ministeriali per rispondere ai quesiti più frequenti sul concorso. E si allunga pure la lista di esclusi che rivendicano legittimamente la possibilità d’accesso alle prove: oltre ai laureati con cinque anni di servizio ma non ancora assunti a tempo indeterminato e i neo-immessi in ruolo o coloro che per vari motivi non hanno ancora svolto l’anno di prova, ai docenti di ruolo con 5 anni di servizio computando il Dottorato di Ricerca, tra coloro che possono presentare ricorso figurano anche i vicari dei presidi che hanno svolto per almeno tre anni (negli ultimi otto) la funzione di reggente: per loro l’Anief ha attivato un apposito ricorso al Tar del Lazio, finalizzato ad ottenere l’ammissione in deroga ai requisiti d’accesso. Marcello Pacifico (Anief-Cisal) spiega che “il sindacato ha patrocinato questi ricorsi sulla base di una precisa sentenza del Consiglio di Stato che si è espresso sulle esclusioni illegittime analoghe in occasione dell’ultimo concorso a preside, nel 2011: alcune centinaia di docenti svolsero quel concorso grazie proprio ai nostri ricorsi e alcuni, al termine della selezione, l’hanno pure vinto, visto che oggi sono dirigenti scolastici di ruolo”.

ROMA, 24 DIC - Mancano pochi giorni alle ore 14.00 del 29 dicembre, quando si chiuderanno le iscrizioni al concorso per selezionare 2.900 docenti da ammettere al rinnovato corso di formazione per assumere il ruolo di dirigenti scolastici. E' quanto ricorda l'associazione sindacale Anief, spiegando che cresce "l'attenzione per la prova preselettiva da svolgere nei primi mesi del 2018 e diventano 26 le FAQ ministeriali per rispondere ai quesiti più frequenti sul concorso". "E si allunga anche - prosegue la nota - la lista di esclusi che rivendicano legittimamente la possibilità d'accesso alle prove: oltre ai laureati con cinque anni di servizio ma non ancora assunti a tempo indeterminato e i neo-immessi in ruolo o coloro che per vari motivi non hanno ancora svolto l'anno di prova, ai docenti di ruolo con 5 anni di servizio computando il Dottorato di Ricerca, tra coloro che possono presentare ricorso figurano anche i vicari dei presidi che hanno svolto per almeno tre anni (negli ultimi otto) la funzione di reggente: per loro l'Anief ha attivato un apposito ricorso al Tar del Lazio, finalizzato ad ottenere l'ammissione in deroga ai requisiti d'accesso". Marcello Pacifico (Anief-Cisal) ha ricordato che il sindacato ha "patrocinato questi ricorsi sulla base di una precisa sentenza del Consiglio di Stato che si è espresso sulle esclusioni illegittime analoghe in occasione dell'ultimo concorso a preside, nel 2011: alcune centinaia di docenti svolsero quel concorso grazie proprio ai nostri ricorsi e alcuni, al termine della selezione, l'hanno pure vinto, visto che oggi sono dirigenti scolastici di ruolo". (ANSA).

 

ROMA, 16 DIC - "Per cercare di dirimere le diverse questioni aperte sulla selezione nazionale, l'amministrazione da qualche giorno ha deciso di pubblicare ben 24 FAQ, ovvero le domande ricorrenti degli utenti: si va dai problemi di accesso e di registrazione al portale Istanze on line, all'inoltro della domanda e alle modifiche anche successive; dai tipi di allegati da inviare assieme alla candidatura, alle precedenze per motivi di invalidità, fino al calcolo dell'anzianità di servizio, compresi i congedi, il dottorato di ricerca e i periodi pre-ruolo". A sostenerlo è il sindacato Anief. "Sul periodo di precariato, però, oltre alla validità degli anni di supplenza da aggiungere a quelli di ruolo - prosegue il sindacato - il Miur ha chiuso la porta ai laureati che hanno svolto i cinque anni di servizio minimo previsti ma non ancora immessi in ruolo, più coloro che sono già assunti a tempo indeterminato, pure i neo-assunti nel 2017, ma che non hanno ancora svolto per vari motivi l'anno di prova. Intanto, continua a crescere il numero di domande presentate: l'ultimo dato ci dice che si è superata la quota degli 8.700 iscritti, ma la porzione più consistente è presumibile che si concentrerà a ridosso della scadenza del 29 dicembre. Un dato certo è che si svolgerà sicuramente la prova preselettiva". "Il nostro sindacato - dice Marcello Pacifico di Anief-Cisal - conferma la linea dell'impugnazione in tribunale di tali esclusioni, secondo noi del tutto illegittime: una sentenza del Consiglio di Stato di pochi anni fa, su un caso analogo, ha infatti dato piena ragione a coloro che hanno impugnato con l'Anief il bando di concorso a preside del 2011 e, in alcuni casi, l'hanno pure vinto, visto che oggi sono dirigenti scolastici a tutti gli effetti. Per questo motivo, il sindacato intende permettere ai precari e alle altre categorie escluse di partecipare al concorso, fornendo loro un apposito modello cartaceo di partecipazione al concorso Ds riservato ai ricorrenti". (ANSA).

ROMA, 16 DIC - Sicurezza scuole, tutto rimane come prima e i presidi saranno costretti a chiuderle: a sostenerlo è il sindacato Anief-Udir il quale rende noto che alla Camera il vice-presidente della commissione Lavoro Walter Rizzetto (FdI) ha presentato un emendamento Udir, ma le commissioni lo hanno bocciato. "Questo è l'ultimo appello del giovane sindacato dei presidi al Governo: se la modifica sarà bocciata anche nella legge di bilancio, inviteremo i dirigenti scolastici a chiudere le scuole non in sicurezza. Non possiamo - scrivono i dirigenti sindacali - permettere che siano arrestati quando non sono nelle condizioni di esercitare il ruolo di datore di lavoro. Né possono essere incarcerati non avendo i poteri di spesa". Per Marcello Pacifico, presidente di Anief-Udir, "l'emendamento che è stato proposto permetterebbe ai nostri dirigenti scolastici di svolgere il loro lavoro, senza più sobbarcarsi errori non propri. Altrimenti, se c'è un terremoto, la scuola chiuda, se sta per crollare un solaio la scuola resti chiusa. Secondo il nostro centro studi non esiste scuola sicura, altro che scuole belle. Perché la metà degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1971 e le possibilità che non siano in piena sicurezza sono altissime". (ANSA).

(ANSA) - ROMA, 7 DIC - Boom di domande - 4mila in una sola settimana - per il concorso a dirigenti scolastici. Lo sottolinea l'Anief che, considerando che la scadenza delle candidature è a fine mese, dà per scontato lo svolgimento della prova preselettiva con 100 domande a risposta multipla. "Le proiezioni dell'Anief erano quindi corrette. Il numero è destinato a salire e di molto, anche perché - spiega il sindacato - nella lista dei partecipanti al bando di concorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90, il sindacato conta di far rientrare tutte le categorie escluse: i laureati che hanno svolto cinque anni di servizio minimo previsti ma non ancora immessi in ruolo, coloro che sono già assunti a tempo indeterminato, i neo-assunti nel 2017 ma che non hanno ancora svolto per vari motivi l'anno di prova. Dalla parte del sindacato e dei potenziali ricorrenti c'è - ricorda l'Anief - un'importante sentenza del Consiglio di Stato che ha dato piena ragione a coloro che, in situazioni praticamente uguali, hanno impugnato con l'Anief il bando di concorso per dirigenti scolastici del 2011 e, in alcuni casi, l'hanno pure vinto".

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