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Riforma Scuola

La nota Miur n. 2609 è chiara: “l’individuazione per competenze” deve essere speculare al Piano triennale dell’offerta formativa, alla sua progettualità che è stata definita tenendo conto delle scelte pedagogiche e didattiche dei Collegi dei docenti. Il dirigente non deve scegliere avendo presente l’idea di docente che porta narcisisticamente in sé, anche distorta dalle mode didattiche e metodologiche innovative. Giungono notizie, invece, di dirigenti più “realisti del re”: uno di loro, tra i titoli di preferenza per assegnare il posto su ambito, ha inserito “una fertile attività didattica presso questa istituzione scolastica nell’anno 2015/16, attestata dal Dirigente scolastico a suo insindacabile giudizio”. Altri capi d’istituto hanno chiesto che l’insegnamento nella loro scuola sia stato "fertile" o "senza demerito"; e a giudicare saranno sempre e solo loro. Intanto, sul sito dell’ANAC, l’Autorità nazionale anticorruzione, è stata predisposta una pagina per denunciare eventuali abusi.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): in attesa dell’esito dei ricorsi presentati dai sindacati sulla legittimità della chiamata diretta, è bene chei presidi si attengano in modo scrupoloso alla normativa, rispettando il volere e le indicazioni del Ptof, che rispecchia le precise esigenze delle scuole. Personalizzare la selezione, inserendovi elementi selettivi inadeguati, potrebbe essere oggetto di contenzioso e di ricorso al Tar, con ricadute negative per la scuola e per l’avvio già complesso delle lezioni del nuovo anno scolastico.

Il giovane sindacato reputa positive le immissioni in ruolo, ma non comprende quale sia la straordinarietà dell’impegno di questo governo, visto che si tratta di numeri che lasciano, nello stato di precarietà, almeno 80mila insegnanti già selezionati e abilitati. Bisogna effettuare un monitoraggio per verificare l’effettiva presenza di posti vacanti: si scoprirebbe che la gran parte dei 115.823 contratti conferiti quest’anno sino al 30 giugno sono in realtà privi di docente titolare e sarebbero, quindi, utili ai fini della stabilizzazione. Basterebbe chiedere ai presidi la consistenza effettiva delle cattedre. Perché non si attui questo passaggio rimane un mistero. Nello stesso modo, non si comprende perché il titolare del Miur confermi appena 10mila immissioni in ruolo Ata se ne occorrono 40mila, di cui una parte per il potenziamento.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): si voleva debellare la supplentite, ma decine e decine di migliaia di posti liberi si continuano ad affidare a supplenti specializzati nel sostegno, oppure abilitati su discipline con i corsi Tfa, Pas, scienze della formazione primaria. Per loro non rimane che la strada del ricorso.

La scarsa trasparenza nella pubblicazione dei bollettini di trasferimento emanati da molti Ambiti Territoriali, ha indotto il giovane sindacato a inviare espressa richiesta al Dicastero di Viale Trastevere e alle amministrazioni provinciali competenti perché vengano pubblicati con solerzia tutti i dati utili ai fini del controllo del corretto espletamento della procedura di mobilità. Si chiede anche la ripubblicazione dei movimenti della scuola primaria e la pubblicazione dei prossimi movimenti per le scuole secondarie, con la specifica, per ciascun candidato, della fase della procedura di mobilità cui ha partecipato e l'eventuale diritto alla precedenza. Eppure per il Ministro è tutto ok: "Non ci sono stati disguidi. Poi ci sarà un blocco per tre anni, dopodiché si procederà triennio per triennio dando così continuità didattica".

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per legge i trasferimenti del personale di ruolo devono essere previsti ogni anno; lo dice l’articolo 29 della Costituzione, come anche il 31 e il 26, che tutelano l’unità familiare e lo Stato non può minarla con disposizioni contrarie. Invece, ci ritroviamo con miriadi di docenti ‘potenziatori’ illusi per un anno ed ora collocati, con procedure ancora una volta top secret, anche a mille e più chilometri da dove hanno svolto l’anno di prova. Negare il ricongiungimento ai propri familiari, con cadenza annuale, come avviene per i pubblici dipendenti a tempo indeterminato, rappresenta un vero sopruso. È una prerogativa che riguarda tutti i lavoratori, persino i militari.

L’organico dell’autonomia di ogni istituto, previsto dalla 107/15 per realizzare progetti e Pof, si sta rivelando un grande “calderone” a disposizione di presidi e Usr. Perché non solo i dirigenti scolastici decideranno unilateralmente chi assegnarvi, pure docenti di discipline diverse e personale di ruolo con decenni di anzianità, ma ora si scopre che gli uffici periferici del Miur stanno facendo a gara anche per cambiare la fisionomia dei posti richiesti dagli istituti, al fine di trovare una collocazione al personale privo di titolarità. Ormai vale tutto: pure che un posto della vecchia A050 (materie letterarie e storia alle superiori) sull'organico di diritto venga trasformato in posto di A019, discipline giuridiche ed economiche e che, per recuperare il primo, si disponga il posto in organico di fatto da affidare a supplenza. Ma è chiaro che non è la stessa cosa.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): se un istituto ha chiesto con priorità un docente di potenziamento con determinate caratteristiche, si ritrova sempre più spesso un insegnante diverso anche laddove vi siano docenti, abilitati in quella materia, disposti a coprirla. L’ordine che arriva da Viale Trastevere è, evidentemente, quello di dare la priorità assoluta all’assegnazione dei soprannumerari. In barba ad esigenze didattiche, Ptof e organi collegiali, ci ritroviamo con tanti soprannumerari da sistemare a tutti i costi e 100mila neo assunti in balìa di un ‘cervellone’ ministeriale chiaramente non in grado di governare la loro assegnazione definitiva perché frettolosamente incrociata con la fase interprovinciale dei vecchi assunti. Non vogliamo essere facili profeti, ma la parte più corposa di errori e reclami deve ancora arrivare: ne riparleremo tra qualche ora.

 

 

Presso Città del Mare a Terrasini, uno dei tratti più affascinanti della costa siciliana, sino a sabato, si affronteranno gli effetti che ha determinato l’applicazione della Legge 107/2015 su diversi aspetti scolastici, pure di carattere gestionale ed amministrativo: sinora se è parlato poco, ma è con questi che il personale è obbligato a confrontarsi quotidianamente. E da cui rischia di uscire “sconfitto”: si parlerà di formazione continua e in ingresso, di personale Ata, ricorsi, Rsu e contrattazione sindacale, convocazioni e contestazioni di addebito. Tra i relatori, vi saranno anche giudici della Corte di Cassazione e rappresentanti del Miur.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): da settembre la riforma entrerà a regime, supportata dalle prime approvazioni delle leggi delega che predisporranno la strada per l’applicazione delle norme, e il personale rischia di essere travolto. C’è il rischio concreto di vedersi privare di diritti sinora inattaccabili. Come la titolarità del posto e della presenza in classe. Per non parlare dei bonus professionali e degli incentivi assegnati solo ad una parte del personale, dell’organico potenziato tradito dal Miur, degli organi collegiali e dei comitati di valutazione mandati allo sbaraglio. I lavoratori sono disorientati su come muoversi. Noi cerchiamo di tracciare le possibili strade da intraprendere, anche di carattere legale, nei diversi casi in cui il legislatore ha pensato solo a tutelare lo Stato.

 

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