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ROMA, 26 MAR - Nel prossimo autunno il Governo italiano dovrà presentarsi al Parlamento Europeo con motivazioni convincenti sulla mancata soluzione del precariato lavorativo: lo ha stabilito, secondo quanto riferisce l'Anief, Cecilia Wikström, Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, al termine del confronto tra le parti interessate sulla mancata adozione della Direttiva Ue sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio svolto. La Presidente - prosegue l'Anief - "si è detta fortemente delusa delle giustificazioni mosse dai rappresentanti italiani; ha chiesto loro formali e dettagliati ragguagli, da presentare subito dopo l'estate, all'interno di un'adunanza plenaria per il Parlamento Europeo". "Questa netta presa di posizione a favore dei nostri legali - commenta Marcello Pacifico, presidente Anief - non fa altro che confermare la bontà della linea sindacale per vincere il precariato. Nel frattempo, i contenziosi proseguiranno nei tribunali, al fine di ottenere almeno un adeguato riconoscimento per la mancata assunzione".(ANSA).

La trattativa con i sindacati vive una fase di stallo, perché le parti sono lontane sul ruolo che assumerà il Collegio dei docenti nella scelta dei nuovi colleghi. Se non dovesse chiudersi a breve, la macchina organizzativa ne risentirà, rendendo vana la promessa del Ministro dell’Istruzione di concludere tutto entro la prima quindicina di agosto. Inoltre, vanno apposte delle modifiche sui punteggi riguardanti pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti. In caso contrario, soprattutto dopo le ultime sentenze della Cassazione, in tanti saranno costretti a ricorrere in tribunale. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione scolastica deve convocare subito i sindacati e dire come stanno le cose sulla chiamata diretta. Questo ping pong non fa bene a nessuno. Agli alunni, che rischiano di iniziare l’anno senza i loro insegnanti. Al personale, che rimane ‘appeso’ a una chiamata per mesi. Ai dirigenti scolastici, costretti a tamponare la situazione con supplenze fino all’avente diritto. Pensavamo che la lezione del 2016 fosse servita, con l’algoritmo impazzito, le nomine protratte fino allo scorso Natale e un tourbillon di cattedre senza precedenti nella scuola pubblica italiana.

 

I tribunali del lavoro continuano a dare ragione all'Anief sul diritto dei lavoratori precari a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato e a condannare il Ministero dell'Istruzione per discriminazione. Ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief.

Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, coordinando l'azione legale nazionale e avvalendosi della consolidata esperienza della rete dei legali Anief sul territorio, ottengono ben otto nuove sentenze presso i Tribunali del Lavoro di Brescia (Avv. Lara Bianzani), Catania (Avv. Marco Di Pietro), Crotone (Avv.ti Angela Fazio e Cinzia Galasso), Messina (Avv. Marco Di Pietro) e Taranto (Avv. Massimo Menenti) che condannano il Ministero dell'Istruzione a risarcire altrettanti docenti per violazione di norme imperative e discriminazione del lavoro a termine riconoscendo il diritto dei ricorrenti a percepire le medesime progressioni di carriera attribuite ai lavoratori di ruolo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ormai è giunto il momento di riconoscere ai precari pari dignità nella contrattazione collettiva anche a livello economico. È impensabile che il CCNL scuola continui a ignorare la normativa comunitaria recepita in Italia nel 2001 e che si perseveri nel non riconoscere che i lavoratori precari hanno diritto alle progressioni di carriera e alle stesse prerogative riconosciute al personale di ruolo.

 

Anief – Il Consiglio di Stato continua a dare ragione ai diplomati magistrale e alle tesi da sempre sostenute dall’Anief.

Anche i docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che hanno proposto ricorso al TAR Lazio nel 2015 e nel 2016 hanno diritto a rivendicare l’inserimento in GaE, questo quanto chiarito dall’Ordinanza cautelare n. 1281 emanata oggi dal Consiglio di Stato su ricorso patrocinato dagli Avvocati Tommaso De Grandis e Nicola Zampieri.

Marcello pacifico (Anief-Cisal): “Non avevamo dubbi sul favorevole esito in Consiglio di Stato: il più alto grado della giustizia amministrativa non poteva che confermare che il Decreto Ministeriale n. 235 del 2014 è un atto già annullato in via definitiva ed erga omnes, per cui non è possibile eccepire una tardiva impugnazione di un atto non più esistente”. Ora il Governo intervenga riaprendo le Gae a tutti gli abilitati. 

Il Consiglio di Stato continua a dare ragione ai diplomati magistrale e alle tesi da sempre sostenute dall’Anief. Anche i docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che hanno proposto ricorso al TAR Lazio nel 2015 e nel 2016 hanno diritto a rivendicare l’inserimento in GaE, questo quanto chiarito dall’Ordinanza cautelare n. 1281 emanata oggi dal Consiglio di Stato su ricorso patrocinato dagli Avvocati Tommaso De Grandis e Nicola Zampieri.

Marcello pacifico (Anief-Cisal): non avevamo dubbi sul favorevole esito in Consiglio di Stato: il più alto grado della giustizia amministrativa non poteva che confermare che il Decreto Ministeriale n. 235 del 2014 è un atto già annullato in via definitiva ed erga omnes, per cui non è possibile eccepire una tardiva impugnazione di un atto non più esistente.

 

Ora il Governo intervenga riaprendo le GaE a tutti gli abilitati.

Altri due docenti immessi in ruolo con retrodatazione giuridica ed economica al 1° settembre 2015 e condanna del Miur a 5mila euro di spese legali.

 

I ricorsi Anief volti a riconoscere il diritto all'immissione in ruolo in favore dei docenti con diploma magistrale abilitante inseriti in GaE a seguito di sentenza definitiva del Consiglio di Stato, continuano ad ottenere conferme in tribunale. Dichiarato nuovamente il diritto alla partecipazione al piano straordinario di assunzioni decretato dalla Legge 107/2015 e alla stipula di contratto di lavoro a tempo indeterminato in base al merito dei docenti inseriti in GaE a seguito di sentenza passata in giudicato. Il Tribunale del Lavoro di Rimini accoglie, con due distinte sentenze di identico tenore, i ricorsi affidati dal nostro sindacato all'esperienza degli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga e condanna il MIURper mancato rispetto del giudicato.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): troppo spesso il Ministero dell'Istruzione ha agito illegittimamente nei confronti dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante prima escludendoli dalle GaE quando ancora erano graduatorie permanenti e aperte all'inserimento di tutti gli abilitati e poi continuando a non rispettare gli ordini dei giudici emanati in loro favore. Siamo soddisfatti di aver nuovamente sanato le ingiustizie perpetrate nei confronti di questa particolare categoria di precari e di aver fatto ribadire in tribunale la necessità del rispetto di quelfondamentale principio dell'efficacia retroattiva delle sentenze di annullamento degli atti amministrativi illegittimi. Ci stiamo battendo ogni giorno per loro e per tutti i precari abilitati che al momento risultano ancora esclusi dalla possibilità di porre fine al lungo periodo di precariato nonostante i tanti anni di contratti a termine stipulati alle dipendenze del Miur.

 

In autunno, le autorità italiane e i componenti della rappresentanza permanente dovranno presentarsi in adunanza plenaria per fornire dettagliati ragguagli: lo ha stabilito Cecilia Wikström, Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue, al termine del confronto svolto in questi giorni presso l’European Parliament, sulla mancata adozione della Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio. Ecco le sue parole conclusive: spiace dirlo, ma la vostra risposta non è stata sufficiente. Ci dovevano essere molte più informazioni, che avreste dovuto fornirci. Vorrei esprimere grande preoccupazione, perché questo accade e ripetutamente: anno, dopo anno e dopo anno. Abbandonate questo comportamento sbagliato e rapidamente. Aspetto con impazienza i vostri contributi. Poi vedremo che tipo di misure adotteremo.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa netta presa di posizione a favore dei nostri legali, non fa altro che confermare la bontà della linea sindacale per vincere il precariato. Nel frattempo, i contenziosi proseguiranno nei tribunali, al fine di ottenere almeno un adeguato riconoscimento per la mancata assunzione. A questo proposito, si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda pure i decreti per la ricostruzione di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere anche la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può ancora decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti adeguati.

 

L’intervento completo di Cecilia Wikström, Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo: dal minuto 1.57,00 al minuto 1.59,40.

 

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