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L'Anief ottiene una nuova vittoria in tribunale, con piena conferma del diritto al reintegro nelle GaE dei docenti cancellati per non aver prodotto domanda di permanenza/aggiornamento all'atto delle periodiche aperture delle Graduatorie a Esaurimento. Il rientro in graduatoria continua ad essere confermato dai Giudici e il MIUR continua a essere condannato per l'illegittimità del suo operato.

Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Francesca Lideo e Michele Speranza danno nuovamente una sonora lezione al MIUR in tribunale con la piena conferma della solidità delle tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato. È una sentenza esemplare quella emanata dal Tribunale del Lavoro di Napoli che condanna senza riserve il Ministero all'immediato reinserimento del docente cancellato e al pagamento delle spese di soccombenza.

I tribunali del lavoro continuano a dare ragione all'Anief sul diritto dei lavoratori precari a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato e a condannare il Ministero dell'Istruzione per abuso e illegittima reiterazione di contratti a termine. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Irene Lo Bue e Guglielmo Abbate ottengono due nuove sentenze che condannano il Ministero dell'Istruzione a risarcire due docenti per un totale che supera i 50.000 Euro. Ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief.

Nulle le possibilità del MIUR di ottenere ragione quando in tribunale arrivano i legali Anief che con il loro costante impegno e la professionalità che li contraddistingue riescono sempre a ottenere ragione nella tutela dei diritti dei lavoratori della scuola. Con due nuove sentenze emanate dai tribunali del Lavoro di Reggio Emilia (Avv. Lo Bue) e Santa Maria Capua Vetere (CE), patrocinata sul territorio dall'Avv. Abbate, due docenti ottengono finalmente il giusto riconoscimento del grave danno subito per anni a causa dell'illegittima condotta del Ministero dell'Istruzione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Ancora una volta abbiamo saputo dimostrare con i fatti che i diritti dei lavoratori della scuola possono essere tutelati anche attraverso le giuste e sapienti azioni legali, ottenendo rispetto per il lavoro svolto da tanti docenti e ATA con contratti a termine e per periodi superiori ai 36 mesi di servizio”.

 

Li apre nel prossimo mese il Presidente nazionale, prof. Marcello Pacifico, a Catania, Messina, Palermo, Roma, Latina, Milano, Napoli, Torino, Verona, Bari, Matera, Cosenza. Focus sugli otto schemi di decreti delegati all'esame del Parlamento attuativi della Buona Scuola. Ma si parlerà anche di valutazione, progressione di carriera, organici, autonomia. Previsto l'esonero del servizio e il riconoscimento di 6 CFU al master ilegislazione scolastica e metodologie didattiche della Pegaso. Contestualmente proseguono gli altri incontri sul bilancio delle competenze per i neo-assunti. Previsti anche assemblee sulla mobilità. Scarica i calendari degli incontri e la domanda di partecipazione da consegnare al DS.

A breve il calendario con tutte le date

Le deroghe ai requisiti Monti-Fornero, contenuti in una doppia Circolare pubblicata nelle ultime ore, riguardano diverse opzioni di anticipo pensionistico: per l’opzione donna, viene spiegato che la domanda di dimissione deve essere presentata utilizzando la procedura web Polis istanze on line che sarà resa disponibile dal 27 gennaio al 28 febbraio. Per l’ottava salvaguardia degli esodati, rivolta a chi è in congedo per assistere figli con disabilità grave, è possibile presentare la candidatura presso l’Ispettorato territoriale entro il 2 marzo; successivamente, sarà dato sapere se si rientra in questa categoria. Per quanto attiene invece l’Ape, il Ministero dell’Istruzione fa sapere che non sono ancora stati varati i decreti attuativi con le indicazioni per poter accedere all’anticipo pensionistico e sarà necessario attendere tali direttive. Per tutti, in ogni caso, la riduzione dell’assegno di quiescenza è assicurata.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo all’assurdo, perché l’importo della pensione deve necessariamente corrispondere ai contributi versati per una vita lavorativa. È comunque bene che i lavoratori si sappiano districare in questo ginepraio di leggi e novità sui requisiti: per questo motivo abbiamo predisposto un servizio di consulenza per tutti coloro che sono interessati al pensionamento.

Per fornire a ogni lavoratore informazioni dettagliate, Anief ha siglato una convenzione con il Centro servizi Cedan, società autorizzata a erogare, per mezzo della confederazione Cisal, servizi di Caf e patronato: è possibile chiedere una consulenza personalizzata attraverso la mail nazionale Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , contattare il numero 091 424272 o rivolgersi alle sedi territoriali.

L’inattesa novità è contenuta nella delega sulle nuove modalità valutative degli allievi, previste dall’Atto n. 384 contenente le nuove norme su valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, approvato sabato scorso dal CdM e da lunedì in discussione presso le commissioni parlamentari: se non si raggiungono gli obiettivi minimi nazionali, l’alunno non ha più possibilità di conseguire il titolo di studio, ma solo un attestato di frequenza. L’avvocato Salvatore Nocera: non ci convince. Per l’esperto di diritti dei disabili, ci sono anche altre parti da modificare: nella delega sul sostegno, l’Atto n. 378, non c’è traccia della continuità didattica e dell’annunciata formazione dei docenti curricolari sulla didattica speciale. Mancano le risorse e si alza il tetto massimo del numero di alunni in presenza di un compagno disabile da 20 a 22.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ci uniamo alla richiesta degli addetti ai lavori, che conoscono da vicino le problematiche dei giovani con limiti certificati di apprendimento, chiedendo alle commissioni di Camera e Senato di provvedere alle modifiche necessarie a non ledere i diritti dei disabili: lo Stato deve permettere loro di esprimere al meglio le potenzialità e conoscenze acquisite in ambito scolastico, senza porre inutili e discriminanti paletti normativi. Sulla continuità didattica, infine, non ci sono altre soluzioni se non quella di spostare in organico di diritto gli attuali 40mila posti di sostegno collocati in deroga. Qualora vi siano norme approvate con superficialità, vanno senz’altro modificate, altrimenti spetterà al giudice metterci mano.

L'Anief rilancia le adesioni al ricorso al TAR Lazio contro il decreto ministeriale con cui il Miur ha certificato la mancanza di disponibilità per i vincitori del concorso 2016 e ricorda che è ancora possibile ricorrere contro la pubblicazione delle GM che contemplano solo il 10% dei candidati idonei. Adesioni ai ricorsi Anief possibili entro 40 giorni dalla pubblicazione delle Graduatorie definitive del Concorso.

Dalle tabelle sui compensi pubblici del 2015, pubblicate in queste ore dal Ministero dell’Economia, si scopre che il personale dell’Istruzione pubblicatra il 2014 e il 2015 ha percepito uno stipendio annuale medio più basso dell’anno precedente, passando da 29.130 euro a 28.343 euro. Si tratta del peggior risultato degli ultimi otto anni dal momento che, solo nel 2007, le buste paga del comparto erano state inferiori. Eppure, nel 2015, tranne Agenzie Fiscali e Magistratura, le altre amministrazioni statali hanno registrato stipendi pressoché uguali o in crescita con alcuni settori che hanno anche beneficiato di incrementi sensibili. In tal modo, la forbice tra chi opera nella Scuola e il dipendente pubblico italiano medio, che percepisce 34.146 euro l’anno, si allarga sempre più. Ecco perché Anief rilancia il ricorso per ottenere l'allineamento dell'indennità di vacanza contrattuale, con l’aumento in busta paga mensile del 10% da settembre 2015: per aderire vai al seguente link.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i dipendenti della scuola pagano lo stipendio fermo dal 2009 e la contrazione progressiva degli incentivi per lo svolgimento di attività extra all’attività didattica, con lo stesso Fondo d’Istituto oggi pari alla metà dello stesso del 2011. Ma soprattutto, negli 83 mesi di vacanza contrattuale, non è stata corrisposta nemmeno quell’indennità prevista per legge, nata proprio per non far regredire gli stipendi sotto il costo della vita. L’intesa politica per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, sottoscritta a fine novembre 2016 con il ministro della Funzione Pubblica, se verrà tradotta in un contratto, non solo porterà cifre ridicole, in media 30 euro netti al mese, ma nemmeno sanerà la mancata assegnazione di quell’indennità invece da conferire per legge.

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