1180-ricorso-ds-3b 1

380x180-Anief-DS3a

italia

DOVE SIAMO

La nostra struttura copre
tutte le regioni italiane.
Siamo presenti in tutte
le province.

SCOPRI ADESSO!

In primo piano

Facendo seguito alla pubblicazione della Delibera della Provincia Autonoma di Trento del 16 novembre 2017 che detta le linee per il prossimo concorso per Dirigenti Scolastici da attuarsi nella provincia, Anief ha già predisposto uno specifico ricorso per far partecipare i supplenti abilitati, laureati o i neo-immessi in ruolo dal 1° settembre 2017 con sette anni di servizio. È ritenuto valido dallo studio legale anche il servizio prestato come dottore di ricerca ai fini del raggiungimento dei 7 anni di servizio. 

 

 

Scegli il Corso di Eurosofia “BES/DSA per una scuola di qualità per tutti.   

Scegli un corso che ti consenta di acquisire nuove abilità e nuove capacità di problem-solving per rendere la tua classe un ambiente accogliente per tutti, non ostile,  dove siano tutti a loro agio ed imparare possa essere un momento d’aggregazione piacevole ed efficace che non sia percepito da nessuno come difficoltoso.

Il numero di studenti con diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento e in generale con bisogni educativi speciali (B.E.S.) è significativamente aumentato negli ultimi anni. Tali disturbi dell’apprendimento compromettono in modo significativo il rendimento scolastico, se non si attivano strategie metodologiche e didattiche più efficaci a ridurre il disagio e le conseguenze psicologiche negative negli studenti portatori di questi bisogni speciali. Grazie alla normativa che si sta sforzando sempre più di trovare soluzioni per queste tipologie di alunni, le singole scuole hanno posto in essere al proprio interno una serie di azioni mirate a progettare protocolli per l’accoglienza e per la realizzazione dell’inclusione. Il corso si propone di fornire conoscenze/competenze sulla normativa di riferimento, le metodologie di intervento, le misure compensative e dispensative, strategie per favorire il riconoscimento e la valorizzazione delle abilità e competenze di questi alunni.

Il corso si propone di:

• Sviluppare la capacità di strutturare una risposta efficace alle esigenze formative degli studenti con BES/DSA in termini metodologici e didattici

• PrendereincaricoleproblematichedeiBES/DSAnell’otticadell’inclusività

• Sensibilizzare formatori ed educatori nell’applicazione degli strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con BES/DSA

Durante il confronto oltre ad una ricognizione delle risorse, si è parlato delle tematiche che le attività formative dovranno affrontare, nel corso della seconda annualità del Piano di Formazione.

L’Amministrazione, al riguardo, ha sottolineato che si dovranno programmare attività formative relative ai seguenti temi:

 

Scegli il corso di aggiornamento professionale di Eurosofia “Bullismo e Cyberbullismo: pericoli in rete e social network” riconosciuto dal Miur e partecipa alla “I Giornata Nazionale sulle Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo”.

Eurosofia si prodiga, da anni, per sensibilizzare e formare, i docenti ed il personale scolastico, per contrastare e prevenire gli episodi di cyberbullismo e bullismo all’interno delle scuole.

Un docente che crea un rapporto di fiducia con i suoi allievi, è in grado di intercettare e prevenire tali fenomeni, coinvolgendo nei casi in cui fosse necessario anche le famiglie o con l’ausilio di figure specializzate.  Spesso intervenire tempestivamente, può davvero fare la differenza e può salvare un alunno da traumi che possono lasciare il segno o in casi estremi anche dal suicidio.

Chi si occupa di educazione e di società, non può non aver ormai compreso come il terzo “comunicatore” sia la rete  e tutti gli strumenti che la tengono in vita. “Navigare” in Internet può essere pericoloso per chi non è abituato, per chi lo vuole scoprire e per chi, come i bambini ed i ragazzi, si avvicinano per le prime volte al computer ed al web. La Rete sembra aver avviato una sorta di "democratizzazione" sia del crimine sia delle motivazioni per cui viene commesso. E, spesso, come nel caso di situazioni gravi in cui sono coinvolti minori, essa da una parte favorisce, dall’altra nasconde, annullando la percezione della realtà nella creazione di un mondo virtuale dove tutto è possibile, fino alla dipendenza, fino alla tragedia. Il corso intende favorire la messa in pratica di attività di supporto e sostegno nella gestione in ambito affettivo, scolastico e familiare delle forme di “abuso” di Internet Il corso si propone di:

• Sensibilizzare formatori ed educatori relativamente al fenomeno del bullismo e Cyberbullismo: variabili personali e contestuali

• Fornire spunti di riflessione per la progettazione e realizzazione di interventi di prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo

• Sviluppare la capacità di riconoscere gli indicatori che segnalano che gli studenti sono “caduti nella trappola della rete”

Approfondisci l’argomento ed amplia le tue competenze con il Corso di Eurosofia.

Diventa il referente della tua scuola per contrastare tali fenomeni.

Roma - "Il piano di assunzioni 'straordinario' della Legge 107/2015 ha lasciato la situazione delle cattedre annuali sostanzialmente uguale, perché quest'anno i contratti sottoscritti fino al 30 giugno o al 31 agosto si aggirano sulle 90mila unità; abbiamo ora anche la certezza che molte di quelle cattedre andranno a neo-laureati o precari privi di abilitazioni. Tantissime, sul sostegno, a supplenti non specializzati. Quasi tutte, attraverso la cosiddetta 'messa a disposizione'". Lo afferma l'Anief spiegando che "è quello che sta accadendo in moltissime province del Centro-Nord, a due mesi dall'inizio delle lezioni: all'appello mancano soprattutto docenti di sostegno, matematica per le medie, lingue, ad iniziare da Inglese. Eppure, in giro per la Penisola ci sono ancora tanti docenti precari abilitati a cui si sarebbero potute affidare molte di quelle cattedre. Solo che non si è voluto. E il futuro non preserva nulla di buono".

I senatori hanno bocciato molti degli emendamenti al disegno di legge 2960 ispirati da Anief-Udir e presentati attraverso schieramenti politici di varia estrazione. Si va da alcune delle disposizioni per incrementare gli aumenti stipendiali dei presidi, all’assegnazione delle responsabilità sulla sicurezza degli edifici scolastici ai proprietari degli immobili e non più agli stessi ds. Niente da fare anche per l’istituzione di un corso riservato ai ricorrenti delle selezioni 2011 e 2015 per diventare dirigente scolastico, per l’ammissione in sovrannumero dei vicari dei presidi con 36 mesi di servizio quali reggenti a concorso per dirigente scolastici, per l’istituzione dell’insegnamento del diritto in tutte le classi del primo biennio delle superiori, per l’abolizione della chiamata diretta dei docenti, per alcune disposizione previste per l’uscita dei minori dalle scuole, per il necessario sblocco delle assunzioni Ata, delle supplenze e del potenziamento scolastico e per l’abolizione dell’obbligo delle vaccinazioni.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): A questo punto, diverse delle questioni che non hanno trovato seguito in Parlamento passeranno all’esame dei giudici. In primis, della Consulta che dovrà esaminare la correttezza della procedura riservata a seguito dell'ultimo concorso a DS da cui sono stati esclusi i ricorrenti del 2011, seguito dei rilievi di incostituzionalità della norma ‘sanatoria’ mossi dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 3008/2017. Poi, i giudici del lavoro continueranno ad applicare le sentenze delle Sezioni unite della Cassazione in tema di parità di trattamento tra personale docente e di ruolo, risarcimenti, riconoscimento per intero di tutto il servizio pre-ruolo nelle ricostruzioni di carriera e nella mobilità, anche per i neoassunti. Infine, i tribunali amministrativi nell'inserimento in GaE o in Graduatoria d'istituto e nella partecipazione ai concorsi. Anief annuncia fin d'ora che chiederà la presentazione degli emendamenti in aula e alla Camera.

Chi è precario ed è stufo può intanto decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Inoltre, in attesa che la giustizia europea faccia il suo corso, dopo che la Corte di Giustizia UE ha espresso perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Cassazione (sentenza n. 27384/2016), Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori di ruolo, ad iniziare dal recupero del primo “gradone” stipendiale.

 

Il presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal plaude al messaggio del Papa nell'omelia della messa per la prima Giornata Mondiale dei Poveri, nel particolare in riferimento al “dovere evangelico di prenderci cura di loro”: in Italia la platea di chi vive in condizioni difficili è sempre più allargata e lo Stato ha il dovere di trovare delle misure per agevolarne l’esistenza, andando oltre ai 4.742.000 di cittadini sotto la soglia minima. Abbiamo il record europee di Neet: in Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione, contro una media Ocse del 14%. Ed il loro numero è in perenne aumento. Per chi lavora non va molto meglio: la realtà è fatta di nipoti con redditi inferiori ai nonni, di sempre maggiore esclusione sociale, di poco lavoro e mal retribuito, di giovani esclusi dal mondo del lavoro, di pensioni sempre più lontane e assegni vicini a quelli sociali.

 

La perdita media a lavoratore risulta al netto dell’indennità di vacanza contrattuale. La conferma arriva da un’analisi, realizzata dal sindacato Anief, del disegno di legge con maxi-emendamento del Governo appena approvato. Incrociando questi dati con quelli del disegno di legge n. 2960, risulta che le somme da destinare agli statali sono davvero esigue. Eppure la Costituzione insegna (art. 36) che un contratto si firma solo se si recupera almeno il costo della vita che, nella programmazione del MEF tra il 2008 e il 2015, è aumentato dell’8,50%, con + 0,02 nel 2016, + 0,80% nel 2017, e + 1,70% previsionale nel 2018. E se qualche sindacato si dice pronto a chiedere al nuovo Governo di mettere in contrattazione i 200 milioni di euro destinati al merito e i 300 milioni destinati alla formazione obbligatoria del personale di ruolo - idea di per sé non malsana ma comunque legata a un intervento legislativo sulla 107/15 - di fronte a un allargamento della platea al personale Ata di ruolo e al personale docente precario (da Anief reclamato al Tar Lazio), ovvero a 1,1 milioni di dipendenti, dovrebbe sapere che la suddivisione di tali risorse per 13 mensilità per il solo 2018 aumenterebbe di 36 euro la quota mensile pro capite. Quindi, l’incremento sarebbe appena superiore ai 100 euro.

Scarica e invia la diffida per recuperare l’IVC perduta e interrompere i termini di prescrizione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Un contratto si firma se rispetta il diritto dei lavoratori, la loro dignità umana e professionale come avviene nel settore privato dove vi sono stati aumenti salariali del 20% negli ultimi dieci anni di blocco del pubblico impiego. A questo punto non possiamo che continuare la nostra battaglia in tribunale per far dichiarare incostituzionali le norme che bloccano l’indicizzazione dell’assegno di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, cioè dalla data di sblocco della contrattazione come ci dice la Consulta, al netto dei soldi che il Governo trova o concorda per la firma del contratto di cui diffidiamo, fin d’ora, le altre OO. SS. dalla firma, a queste condizioni. Se il Governo sarà disposto a cambiare la L. 107/15 e destinare alla contrattazione i 500 mln del merito e della card, si potrebbero recuperare altri 36 euro per il solo 2018, ma non 200 euro. Ecco perché Anief continua ad invitare il personale della scuola a inviare la diffida per sbloccare l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale e ancorarla al 50% dell’inflazione programmata. Ogni lavoratore si gioca 135 euro in più dal nuovo anno e 2.817 euro di arretrati. 

 

 

Tra pochi mesi scadrà il mandato delle attuali Rsu e, come previsto dalla normativa vigente, nello stesso periodo si svolgeranno le elezioni per il prossimo triennio. A questo proposito i sindacati confederali hanno già chiesto all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni di aprire le procedure ed avviare l’iter. Tra le organizzazioni che puntano dritto a sforare la soglia del 5%, utile per partecipare alle trattative nazionali c’è sicuramente l’Anief. Sarebbe un risultato storico, perché dall’ultima volta che un sindacato della scuola è riuscito a raggiungere tale traguardo è passato un ventennio. Un periodo durante il quale il personale scolastico ha dapprima incrementato ma poi, negli ultimi anni, decisamente perso diritti e compensi. L’Anief si giocherà tutte le sue carte per diventare rappresentativo. Il giovane sindacato, infatti, questa volta arriva all’evento forte di 38mila deleghe, 4mila liste per 6mila candidati che corrispondono al 6,5% (secondo i dati vecchi). Inoltre, ci sono buone possibilità per accrescerli: fino all’inizio del nuovo anno, sono previsti 15 eventi nazionali.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Siamo pronti a cambiare profondamente il nuovo Contratto collettivo nazional, oltre al contratto sulla mobilità e sulle assegnazioni provvisorie, quelli regionali e a vigilare anche con le nostre RSA sulla contrattazione d'istituto di tutti gli istituti scolastici italiani. La nostra parola d'ordine è il rispetto del diritto e della legge ma in nome di norme giuste, rispettose dei principi comunitari e costituzionali. Forti dell'esperienza delle precedenti elezioni, quando abbiamo comunque formato una RSU su dieci, oggi siamo pronti a influenzare i tavoli contrattuali per tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola, docenti e personale Ata, precari e di ruolo, a tutti i livelli. Saremo anche più incisivi nelle politiche territoriali delle terminazioni periferiche del Miur che hanno già imparato a conoscere i nostri rappresentanti e gli oltre 400 collaboratori nel territorio già attivi. 

Chiunque, docente e Ata, volesse sostenere il sindacato a diventare rappresentativo ha la possibilità di farlo, candidandosi con Anief alla prossima campagna RSU 2018: basta inviare on line la propria candidatura.

 

 

La riforma Buona Scuola ha ignorato amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e Direttori dei servizi generali ed amministrativi, prevedendo per loro solo una manciata di assunzioni, non assegnando loro alcun bonus per il merito e per l’aggiornamento professionale. Ora, però, al fotofinish, considerando che tra pochi mesi si andrà alle elezioni, il Governo ha la possibilità di riscattarsi: basterebbe approvare una serie di emendamenti presentati a Palazzo Madama, su spinta del sindacato Anief.

Chieste non meno di 8mila stabilizzazioni per il potenziamento (in realtà dovrebbero essere 20mila); l’abolizione del limite delle supplenze, solo parzialmente cancellato dall’esecutivo in carica, che sta mettendo le scuole in ginocchio; esonerare dallo svolgimento della eventuale prova preselettiva del prossimo concorso Dsga e ammettere in soprannumero alle prove coloro che hanno assunto il ruolo di reggenti, anche da amministrativi, per almeno 36 mesi facendo anche cadere il limite degli ultimi 8 anni; istituire una graduatoria dei 24 mesi per la copertura dei posti vacanti di Direttori S.G.A.  a cui può accedere il personale ATA che ha coperto il ruolo di direttore S.G.A. per almeno 24 mesi di servizio effettivo in qualità di direttore S.G.A. e un’anzianità di almeno cinque anni di servizio effettivo nel profilo di Responsabile Amministrativo e Assistente Amministrativo. Inoltre si chiede l’abbattimento delle soglie temporali per la chiamata dei supplenti per periodi brevi. Avviare un piano straordinario di assunzioni per tutta la categoria dei non docenti (complessivamente servono 32mila immissioni in ruolo). Si richiede, infine, l’eliminazione della temporizzazione per gli Ata divenuti Dsga, contro la quale il sindacato ha predisposto apposito ricorso.

 

Sono gli unici insegnanti a non essere stati contemplati nel piano straordinario della riforma Renzi-Giannini e nemmeno nel “potenziamento” che ne è conseguito. Tanto è vero che oggi sono il raggruppamento di gran lunga più numeroso delle Graduatorie ad esaurimento. Ora, però, si potrebbe dare loro la possibilità di riscattarsi, attraverso l’ultima manovra del Governo Gentiloni. L’emendamento Pd prevede al massimo 2mila stabilizzazioni, peraltro pure in dubbio, ma ne servirebbero quindici volte di più. Le proposte Anief sono confluite nelle modifiche al ddl 2960, presentate da più raggruppamenti politici.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è possibile che quando si tratta di venire incontro alla stabilizzazione dei maestri che operano nei nostri asili si debba sempre arrivare ad un nulla di fatto. Non abbiamo mai smesso di credere nelle loro assunzioni e per questo abbiamo fatto pervenire alla Commissione Bilancio del Senato 40 emendamenti, alcuni dei quali specifici per risolvere l’annosa questione. Non vogliamo più sentire parlare di strada in salita, ma di assunzioni in gran numero e sicure: ne abbiamo sempre indicate 20mila per il potenziamento e almeno 8mila per il turn over degli ultimi anni. In caso contrario, se non se dovesse fare nulla, non ci vengano a dire che si fa un uso troppo disinvolto del giudice per dirimere i problemi: noi pure stavolta ce l’abbiamo messa tutta per centrare un’operazione sacrosanta tramite il legislatore. Chiediamo il blocco temporale delle supplenze brevi e che venga sciolta la riserva su inserimenti in graduatoria, a seguito del provvedimento amministrativo.

 

Arriva una nuova soddisfacente vittoria targata Anief sull'accesso al concorso a cattedre bandito dal MIUR nel 2012. Il Consiglio di Stato conferma l'illegittimità del DDG n. 82/2012 e che non era possibile scorporare il punteggio delle prove scritte dalla successiva prova pratica o di laboratorio prevista per alcune classi di concorso ed escludere quei candidati che non avevano conseguito un punteggio di almeno 21/30 nelle prove scritte senza prima far loro sostenere anche la prova di laboratorio.

 

Le indicazioni del giovane sindacato dei dirigenti scolastici, raccolte in un emendamento (il 53.019) sottoscritto dal senatore Guido Viceconte (Alternativa Popolare), trovano riscontro in quelle approvate dalla Commissione Bilancio del Senato: la modifica, che il 27 novembre sarà votata dall’Aula di Palazzo Madama, prevede che i genitori “nell’ambito di un processo” di “autoresponsabilizzazione” dei figli, “possono autorizzare” le scuole a “consentire l’uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni. L’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”.

Marcello Pacifico (presidente Udir): I senatori PD hanno dimostrato sensibilità sull’argomento, permettendo ai genitori di scegliere se andare o meno a riprendere a scuola i figli con meno di 14 anni. Sgravando però le scuole e il personale, anche in presenza di un servizio di trasporto scolastico, da eventuali responsabilità penali derivanti da possibili incidenti o problemi sopraggiunti fuori dall’edificio scolastico. Noi avevamo detto da subito che occorreva intervenire in Parlamento. A tutela dei dirigenti scolastici e del personale che non possono prendersi responsabilità anche al di fuori delle mura scolastiche. Ora, il nostro auspicio si sta trasformando in legge.

 

Tutti gli istituti scolastici dotati di un animatore digitalehanno diritto all’erogazione di un contributo annuale di 1.000 euro.  Le scuole che non ne abbiano ancora individuato uno, dovranno provvedere entro il prossimo 31 dicembre, pena la restituzione del contributo concesso.

Con la nota n. 36983 del 6 novembre 2017, il Miur ha reso noto che sono in corso le procedure per la ripartizione del contributo annuale di 1.000,00 euro a favore delle istituzioni scolastiche che si siano dotate di un proprio animatore digitale, come previsto dall’azione #28 del Piano nazionale per la scuola digitale.

La cifra stanziata servirà per supportare e sviluppare progettualità nei seguenti 3 ambiti. formazione interna, coinvolgimento della comunità scolastica, creazioni di soluzioni innovative e sarà utilizzabile nel corso dell’anno scolastico 2017-2018, rendicontazione dovrà essere conclusa entro il 15 settembre 2018.

Per sollecitare l’individuazione di una figura specifica alle scuole sarà re-inviata l’e-mail con le indicazioni per l’accesso all’applicativo per l’aggiornamento o l’inserimento dell’animatore digitale o dei componenti del Team per l’innovazione.

L’utilizzo dell’importo è oggetto di uno scrupoloso monitoraggio. Saranno analizzate tutte le attività svolte che dovranno essere rendicontate al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Ad oggi, circa 8.000 scuole si sono dotate di un proprio animatore digitale e potranno, quindi, beneficiare del contributo previsto dalla citata azione #28.

 

Le novità, incluse nell’emendamento 54.021 del disegno di legge n. 2960, ora all’esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, sanerebbero una serie di problemi endemici della nostra istruzione nazionale: si va dall’inclusione dell’intero organico di fatto a quello di diritto, che permetterebbe lo sblocco delle assunzioni con stabilizzazione del precariato, all’adeguamento delle norme legislative e contrattuali alle sentenze della Cassazione sulla progressione e ricostruzione di carriera; dal ripristino del primo gradone stipendiale per neoassunti dal 2011, all’eliminazione della temporizzazione per gli Ata divenuti Dsga, sino all’insegnamento da includere nelle professioni logoranti e quindi meritevoli “di tutte le agevolazioni, anche ai fini previdenziali, previste per queste categorie di lavoratori”.

 

Tre distinti emendamenti al disegno di legge n. 2960, di ispirazione Udir e presentati da parlamentari di diversi raggruppamenti politici, sono all’esame della Commissione Bilancio del Senato: l’obiettivo è esentare “i dirigenti scolastici italiani da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale” derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle autorità locali proprietarie dell’immobile l’intervento, “sia strutturale che di manutenzione” utile ad “assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso”. Inoltre, i capi d’istituto avrebbero facoltà di inibire porzioni di spazi didattici sino anche all’intera Istituzione scolastica ed educativa, senza incorrere in pregiudizio alcuno, quindi senza più rischiare, come accade oggi, il reato d’interdizione di pubblico servizio.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Adottare queste modifiche di nostra ispirazione condurrebbe verso indiscutibili vantaggi per chi gestisce oggi le scuole a costo di finire alla sbarra pur non avendo alcun margine di operatività e gestione delle risorse utili agli interventi. Primo tra tutto, quello di fornirgli la possibilità di procedere con la chiusura delle scuole non sicure, senza rischiare una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Oltre a responsabilizzare gli enti locali, che non sempre agiscono con tempestività, proprio perché sanno che le norme vigenti sono a loro vantaggio. Nei giorni scorsi, a seguito della grazia del presidente Mattarella al preside Livio Bearzi, in tanti si sono prodigati nel dire che era sacrosanta e bisognava cambiare le norme: ora, abbiamo la possibilità di farlo.

 

 

© 2014 - ANIEF - Associazione Sindacale Professionale - P.I. 97232940821 -Credits - Privacy - CookieRiconsidera Cookie