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Arriva una nuova soddisfacente vittoria targata Anief sull'accesso al concorso a cattedre bandito dal MIUR nel 2012. Il Consiglio di Stato conferma l'illegittimità del DDG n. 82/2012 e che non era possibile scorporare il punteggio delle prove scritte dalla successiva prova pratica o di laboratorio prevista per alcune classi di concorso ed escludere quei candidati che non avevano conseguito un punteggio di almeno 21/30 nelle prove scritte senza prima far loro sostenere anche la prova di laboratorio.

 

Le indicazioni del giovane sindacato dei dirigenti scolastici, raccolte in un emendamento (il 53.019) sottoscritto dal senatore Guido Viceconte (Alternativa Popolare), trovano riscontro in quelle approvate dalla Commissione Bilancio del Senato: la modifica, che il 27 novembre sarà votata dall’Aula di Palazzo Madama, prevede che i genitori “nell’ambito di un processo” di “autoresponsabilizzazione” dei figli, “possono autorizzare” le scuole a “consentire l’uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni. L’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”.

Marcello Pacifico (presidente Udir): I senatori PD hanno dimostrato sensibilità sull’argomento, permettendo ai genitori di scegliere se andare o meno a riprendere a scuola i figli con meno di 14 anni. Sgravando però le scuole e il personale, anche in presenza di un servizio di trasporto scolastico, da eventuali responsabilità penali derivanti da possibili incidenti o problemi sopraggiunti fuori dall’edificio scolastico. Noi avevamo detto da subito che occorreva intervenire in Parlamento. A tutela dei dirigenti scolastici e del personale che non possono prendersi responsabilità anche al di fuori delle mura scolastiche. Ora, il nostro auspicio si sta trasformando in legge.

 

Tutti gli istituti scolastici dotati di un animatore digitalehanno diritto all’erogazione di un contributo annuale di 1.000 euro.  Le scuole che non ne abbiano ancora individuato uno, dovranno provvedere entro il prossimo 31 dicembre, pena la restituzione del contributo concesso.

Con la nota n. 36983 del 6 novembre 2017, il Miur ha reso noto che sono in corso le procedure per la ripartizione del contributo annuale di 1.000,00 euro a favore delle istituzioni scolastiche che si siano dotate di un proprio animatore digitale, come previsto dall’azione #28 del Piano nazionale per la scuola digitale.

La cifra stanziata servirà per supportare e sviluppare progettualità nei seguenti 3 ambiti. formazione interna, coinvolgimento della comunità scolastica, creazioni di soluzioni innovative e sarà utilizzabile nel corso dell’anno scolastico 2017-2018, rendicontazione dovrà essere conclusa entro il 15 settembre 2018.

Per sollecitare l’individuazione di una figura specifica alle scuole sarà re-inviata l’e-mail con le indicazioni per l’accesso all’applicativo per l’aggiornamento o l’inserimento dell’animatore digitale o dei componenti del Team per l’innovazione.

L’utilizzo dell’importo è oggetto di uno scrupoloso monitoraggio. Saranno analizzate tutte le attività svolte che dovranno essere rendicontate al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Ad oggi, circa 8.000 scuole si sono dotate di un proprio animatore digitale e potranno, quindi, beneficiare del contributo previsto dalla citata azione #28.

 

Le novità, incluse nell’emendamento 54.021 del disegno di legge n. 2960, ora all’esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, sanerebbero una serie di problemi endemici della nostra istruzione nazionale: si va dall’inclusione dell’intero organico di fatto a quello di diritto, che permetterebbe lo sblocco delle assunzioni con stabilizzazione del precariato, all’adeguamento delle norme legislative e contrattuali alle sentenze della Cassazione sulla progressione e ricostruzione di carriera; dal ripristino del primo gradone stipendiale per neoassunti dal 2011, all’eliminazione della temporizzazione per gli Ata divenuti Dsga, sino all’insegnamento da includere nelle professioni logoranti e quindi meritevoli “di tutte le agevolazioni, anche ai fini previdenziali, previste per queste categorie di lavoratori”.

 

Tre distinti emendamenti al disegno di legge n. 2960, di ispirazione Udir e presentati da parlamentari di diversi raggruppamenti politici, sono all’esame della Commissione Bilancio del Senato: l’obiettivo è esentare “i dirigenti scolastici italiani da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale” derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle autorità locali proprietarie dell’immobile l’intervento, “sia strutturale che di manutenzione” utile ad “assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso”. Inoltre, i capi d’istituto avrebbero facoltà di inibire porzioni di spazi didattici sino anche all’intera Istituzione scolastica ed educativa, senza incorrere in pregiudizio alcuno, quindi senza più rischiare, come accade oggi, il reato d’interdizione di pubblico servizio.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Adottare queste modifiche di nostra ispirazione condurrebbe verso indiscutibili vantaggi per chi gestisce oggi le scuole a costo di finire alla sbarra pur non avendo alcun margine di operatività e gestione delle risorse utili agli interventi. Primo tra tutto, quello di fornirgli la possibilità di procedere con la chiusura delle scuole non sicure, senza rischiare una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Oltre a responsabilizzare gli enti locali, che non sempre agiscono con tempestività, proprio perché sanno che le norme vigenti sono a loro vantaggio. Nei giorni scorsi, a seguito della grazia del presidente Mattarella al preside Livio Bearzi, in tanti si sono prodigati nel dire che era sacrosanta e bisognava cambiare le norme: ora, abbiamo la possibilità di farlo.

 

 

È quello che Anief ha chiesto da tempo ed ora il Senato ha l’opportunità di realizzare, approvando l’emendamento 54.26 al ddl 2960, la Legge di Stabilità all’esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, presentato dai senatori Gian Marco Centinaio e Silvana Andreina Comaroli (Lega Nord). Al centro della questione vi sono decine di migliaia di docenti precari “storici” che a seguito della riforma 107/2015 sono stati bloccati, perché le GaE si riapriranno solo nel 2019, oppure messi nel dimenticatoio, perché dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto continua a permanere un insensato e anacronistico blocco. Si chiede, pertanto, l’aggiornamento annuale e “l’inserimento a domanda in terza fascia di tutti gli aspiranti in possesso di abilitazione all’insegnamento”. Oltre al reinserimento a domanda nella fascia di pertinenza del personale precedentemente inserito, depennato per mancato aggiornamento. Con un altro emendamento, sempre di ispirazione Anief, si chiede anche di convertire tutti i posti oggi in organico di fatto senza titolare di personale docente e amministrativo “in organico di diritto a decorrere dal 1 settembre 2018, ivi inclusi i posti in deroga su sostegno”.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Occorre puntare su questa strada, facendo cadere le barriere delle GaE e vincoli sulla mobilità, perché non ha alcun senso mettere di nuovo alla prova questi insegnanti, già abilitati, per inserirli nelle prossime nuove graduatorie regionali ad esaurimento, attraverso le quali si otterrà il medesimo risultato però con anni di ritardo. Aprire le GaE annualmente, invece, permetterebbe di far coincidere la domanda dei supplenti abilitati con l’offerta dei posti vacanti e disponibili. Senza però attivare dei concorsi inutili, prevedendo anche un esborso di soldi per l’erario privo di alcuna efficacia.

 

Presentate alla Commissione Bilancio di Palazzo Madama le richieste, originarie Udir, di modifica del ddl 2960, attraverso l’istanza che ha come firmatario il senatore Remigio Ceroni (Forza Italia). A questo emendamento si aggiunge quello presentato da Gian Marco Centinaio e Silvana Andreina Comaroli (Lega Nord), il 53.18, attraverso cui si chiede che la dotazione del FUN, a decorrere dal 2018, sia “incrementata di 100 milioni di euro” e la 53.19, presentata dagli stessi senatori, con cui si chiede di collocare gli incrementi stipendiali in contrattazione sindacale. L’obiettivo è ridurre il gap sulla perequazione interna ed esterna stipendiale, rispetto ai colleghi della medesima area, oggi superiore ai 38mila euro.

Marcello Pacifico (presidente Udir): In assoluto, per colmare la differenza di retribuzione nei confronti degli altri dirigenti, superiore ai 38mila euro medi, ovvero quasi 3 mila euro in meno al mese, occorrono anche altri interventi. Lo stanziamento maggiorato, quindi, servirebbe a ridare alla categoria quei 60 milioni di euro sottratti negli ultimi anni dal Fondo Unico Nazionale. Sommando le due tranche di aumenti, pari a 10-15mila euro complessivi a dirigente scolastico.

 

Le proposte di modifica del 2960 - la 53.10 presentata dai senatori Gian Marco Centinaio e Silvana Andreina Comaroli (Lega Nord) e la e la 53.11 dal senatore Remigio Ceroni (Forza Italia) – metterebbero nelle condizioni tanti insegnanti aspiranti presidi di chiudere la querelle giudiziaria in atto da anni facendoli partecipare ad una nuova sessione speciale del corso intensivo della durata di 80 ore totali. La loro approvazione servirebbe anche a scongiurare l’esito dell’attesa sentenza della Corte Costituzionale - a seguito dei rilievi di incostituzionalità della norma ‘sanatoria’ mossi dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 3008/2017 - chiamata ad esprimersi sull’esclusione degli stessi docenti dalle prove scritte del concorso 2011 e sul ricorso avverso il DM 499/2015 per l'ammissione ai corsi intensivi di formazione per dirigenti scolastici.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’avvio del corso intensivo permetterebbe la copertura già dal prossimo anno scolastico delle attuali sedi vacanti non compromettendo i posti da bandire a seguito dell’emanazione del regolamento di cui al decreto n. 138 del 7 agosto scorso, ma non solo: metterebbe anche tante scuole nelle condizioni di aver già dal prossimo 1° settembre finalmente un capo d’istituto, visto che nell’anno scolastico corrente il numero di sedi autonome prive del proprio dirigente ha raggiunto la quota record di 2mila.

 

Si è appena conclusa l'udienza in Adunanza Plenaria dove i legali Anief si sono presentati a tutelare i diritti dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 esclusi dal Miur dalla possibilità di inserirsi nelle Graduatorie a Esaurimento. La discussione è stata accesa e si attende, ora, l'esito della decisione. Non si conoscono con certezza i tempi per la pubblicazione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Attendiamo la decisione serenamente e certi che, comunque vadano le cose, il nostro sindacato ha agito a piena tutela di un diritto che il Miur ha voluto ledere per troppi anni. Non possiamo pensare che il Consiglio di Stato possa smentire se stesso dopo le sentenze favorevoli passate in giudicato, ma siamo già pronti ad ogni eventualità. Ci impegneremo come sempre su tutti i fronti al fianco di questa particolare categoria di precari e continueremo a rivendicare il diritto di tutti i docenti abilitati ad accedere alle graduatorie per le immissioni in ruolo”.

 

 

Dopo le note pubblicate da alcuni UU.SS.RR., arriva la circolare Miur che trasmette il parere dell'avvocatura di stato in merito all'inserimento nella II Fascia delle Graduatorie d'Istituto dei docenti in possesso di diploma ITP con ricorso pendente presso il Presidente della Repubblica. Il Ministero dell'Istruzione, dopo una serie di dichiarazioni di senso opposto in cui aveva esplicitamente dichiarato di volersi conformare alla decisione favorevole ai ricorrenti consentendo l'inserimento in II fascia di quanti avessero “giudizi attualmente pendenti”, ora sembra voler fare marcia indietro e comunica, con la nota dello scorso 8 novembre l'intenzione di voler negare il giusto diritto anche dei ricorrenti con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica all'inserimento nelle graduatorie d'interesse. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Siamo al paradosso. L'illegittimità dell'esclusione dei diplomati ITP dalla II Fascia delle G.I. è palese e il TAR Lazio ha centrato il problema. Pensare, dopo che tanti UU.SS.RR. hanno già correttamente inserito in II fascia anche i ricorrenti PdR conferendo loro incarichi, di paventare la proposizione dell'appello o di “limitare” illegittimamente il corretto inserimento di tutti i ricorrenti basandosi sulla tipologia di ricorso proposto è un nuovo pasticcio imbastito dal Ministero dell'Istruzione che più che spaventare dovrebbe solo far riflettere su quanto il Miur stia 'annaspando’ riguardo la corretta gestione delle procedure di reclutamento dei supplenti e il rispetto effettivo degli ordini giudiziali”.

 

Anief per supportare gli aspiranti docenti attiverà a breve, dei seminari gratuiti in tutte le province d’Italia, per fornire chiarimenti sul nuovo sistema di reclutamento.

I Seminari Anief sul Fit  hanno lo scopo di analizzare e chiarire a chi sarà riservata la possibilità di abilitarsi, e quali siano le differenziazioni ed i requisiti pregressi richiesti.

Il sindacato Anief in collaborazione con l’Ente di formazione Eurosofia, ritiene indispensabile fornire le informazioni e gli strumenti idonei per affrontare i differenti percorsi abilitanti previsti.

Formatori qualificati e consulenti ANIEF supporteranno gli utenti per comprendere e chiarire, le diverse esigenze in base alle prove che dovranno sostenere.

I seminari sono aperti a tutti e danno diritto all’esonero dal sevizio ai sensi della normativa vigente.

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Eurosofia, in convenzione con l’Associazione “Il Girasole Onlus” e l'Ordine degli Psicologi regione Campania organizza a Telese Terme, presso la Sala Goccioloni delle Terme l’evento ECM: “I diversi volti dell’adolescenza tra crisi necessarie e rischi psicopatologici”

L’evento è rivolto a tutte le figure sanitarie.

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Sono ore frenetiche a Palazzo Madama, perché i senatori hanno pochissimo tempo per esaminare le richieste di modifica del disegno di legge n. 2960, già approvato dal CdM, su cui tra poco più di dieci giorni dovrà poi esprimersi l’Aula di Palazzo Madama. Le richieste delle due associazioni sindacali provengono dalla “base” e sono arrivate in Parlamento attraverso parlamentari di varie appartenenze politiche.

Le richieste vanno dai nuovi corsi per diventare dirigente scolastico, una parte di questi posti messi a bando vanno riservati ai ricorrenti della selezione 2011 e ai vicari, alla perequazione interna ed esterna dei dirigenti scolastici che, pure con gli aumenti già previsti con la Legge di Bilancio, continueranno a percepire compensi fortemente ridotti, praticamente dimezzati, rispetto ai colleghi della stessa area dirigenziale, pur avendo responsabilità e carichi di lavoro spaventosamente più alti. Le modifiche da apportare riguardano anche la sicurezza degli istituti che, se non affrontata, potrebbe portare alla chiusura di svariati plessi, ma anche la riapertura delle GaE, il cui blocco quinquennale sta creando situazioni di estremo disagio e di cattedre scoperte, la trasformazione degli organici di fatto in diritto e dei 40mila posti in deroga sul sostegno, la corretta ricostruzione di carriera del personale assunto e l'assunzione per docenti della scuola dell’Infanzia, Ata, educatori, tutti incredibilmente dimenticati dal piano straordinario della Legge 107. E tanti altri. A livello universitario, il sindacato rivendica il ripristino dell’assunzione dei ricercatori a tempo indeterminato.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Siamo consapevoli del poco tempo a disposizione che hanno i senatori per valutare la compatibilità dei costi delle nostre richieste rispetto alle risorse pubbliche e per questo ci appelliamo alla loro sensibilità per salvare un comparto, quello della conoscenza, che ha estremo bisogno di interventi immediati, da attuare quindi con questa Legge di Stabilità. Rimandare sine die i problemi, non farà che aggravare lo stato di un’istruzione pubblica sempre più declassata, rispetto ai Paesi moderni, su più fronti: sicurezza, gestione del personale, carriere, assunzioni e tanto altro.

 

 

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