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Continuano in tutte le regioni i nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, centrati sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e ata, e tutti i candidati RSU. 

Il prossimo evento in programma:

Chieti – I.I.S. "U. POMILIO" - VIA COLONNETTA, 124 –dalle 09.00 alle 13.00 il 28 febbraio 2018.

Scarica la locandina

 I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente. Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per riservare la propria partecipazione all’evento.

Prima, incontri analoghi a: Milano 22 febbraio, Cosenza 23 febbraio, Matera 24 febbraio, Roma 27 febbraio.

Scarica le locandine secondo il calendario degli incontri e partecipa, alla presenza del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

Nella pre-intesa sul nuovo contratto collettivo nazionale della scuola, sottoscritta qualche giorno fa all’Aran, si continuano ad ignorare tutte le sentenze e decisioni che nell’ultimo decennio hanno prodotto i tribunali nazionali ed europei: si elude la giurisprudenza sui contratti a termine, si nega la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, non si ottiene il riconoscimento per intero del servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera e nelle graduatorie interne d’istituto. Risulta particolarmente grave che non si adeguino le norme sul personale precario, dopo che il Governo italiano ha fornito ampia rassicurazioni al Consiglio d’Europa in risposta al reclamo collettivo n. 146/17 presentato da Anief.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se ancora il CCNL 2006/09 poteva discriminare i precari perché coloro che l’avevano firmato, evidentemente, non ritenevano applicabile al precariato scolastico la direttiva UE n. 70/99 sui contratti a termine e il principio di non discriminazione sotteso, dopo le sentenze degli ultimi anni tutti si aspettavano un cambiamento di rotta. Invece, le sentenze della Corte di giustizia UE, della Corte costituzionale e delle Sezioni Unite Cassazione sono passate in sordina. Anziché vedere inserito nel nuovo CCNL 2016/18 il pieno riconoscimento dei diritti dei precari e il rispetto della norma comunitaria, in concreto ci ritroviamo solo con le recenti flebili osservazioni dello Stato italiano sul reclamo collettivo presentato da Anief che predispongono l’Italia ad un’altra sempre più probabile condanna per abuso di precariato. Ecco perché i sindacati firmatari FLC-CGIL, CISL e UIL, d’accordo con l’Aran, nell’intesa raggiunta il 9 febbraio sul rinnovo del contratto, ci sorprendono nel lasciare tutto come prima. Con un rinvio aleatorio ad una normativa che è stata dichiarata illegittima e incostituzionale. La domanda allora è: perché è stato firmato qualcosa di ingiusto, già condannato in partenza ad essere disapplicato dai giudici del lavoro e denunciato dallo stesso Consiglio UE? Forse la risposta la daranno tutti quei docenti e Ata, precari e di ruolo, con le elezioni RSU di aprile, quando si ricorderanno di chi l’ha costretti per l’ennesima volta a ricorrere in tribunale, mentre li avrebbero potuti tutelare nei tavoli contrattuali forti di una serie di sentenze che fanno oramai giurisprudenza.

Nel frattempo, il Miur continua ad essere condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro, anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari ed Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

 

 

A chiedere una soluzione favorevole, che non metta per strada decine di migliaia di docenti che insegnano con continuità nelle nostre scuole da diversi anni, sono stati prima il Comune di Genova e poi l’Associazione nazionale comuni italiani della Liguria. La Giunta del capoluogo ligure “auspica una soluzione rapida ed efficace per garantire stabilità e continuità al personale docente ed educativo di tutte le istituzioni scolastiche, comprese quelle sul territorio comunale, dove la presenza di maestre e maestri coinvolti in tale decisione è in rilevante percentuale”. Dello stesso parere è l’associazione dei comuni liguri: dopo il presidio dei precari, svolto davanti l’Ufficio Scolastico regionale, l’Anci Liguria rammenta che si vogliono mettere alla porta dei “precari che da anni permettono a un servizio di vitale importanza, quello scolastico, di funzionare. La continuità didattica e l’esperienza sono fattori determinanti per la crescita scolastica dei nostri alunni, e le competenze che fino a ieri permettevano di essere assunti in ruolo non possono oggi sparire nel nulla”.

Secondo l’Anief, il Miur e Governo che si andrà a costituire non possono rimanere inermi davanti a questo genere di richieste unanimi. A supporto delle richieste mosse dal giovane sindacato, ci sono forti motivazioni giuridiche. Dopo aver denunciato l’Italia al Consiglio d’Europa, l’Anief ha inviato un parere pro veritate al Miur e all’Avvocatura dello Stato, la cui posizione è prevista solo per la terza decade di marzo

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le lamentele dei Comuni appaiono più che pertinenti, considerando che per legge debbono anche mettere nelle condizioni gli insegnanti di garantire l’istruzione pubblica. Ed è chiaro che una struttura privata dell’elemento primario, l’insegnante selezionato e abilitato per farlo, rischia di non assicurare più un ‘servizio’ di qualità. Il nostro sindacato sta facendo il massimo: prima ha proclamato un riuscitissimo sciopero nazionale, lo scorso 8 gennaio, a cui sono seguiti quelli degli scrutini e programmato un terzo stop nazionale per il prossimo 23 marzo, nel giorno d’insediamento delle nuove Camere. Se un titolo di studio è valido per insegnare, la sua valenza non può scadere come se fosse un prodotto alimentare. Tutti quei maestri, in larga parte donne che svolgono supplenze anche da decenni, vanno fatti rientrare nella fase transitoria di reclutamento che sta prendendo il via proprio in questi giorni. La liceità della nostra proposta di adottare una soluzione urgente di tipo legislativo, che riapra le GaE a tutti gli abilitati e tuteli i maestri assunti a tempo indeterminato e determinato con diploma magistrale, va accolta, perché ne vanno di mezzo la continuità didattica dei nostri alunni e i diritti di tantissimi docenti, oltre 20mila dei quali difesi dal nostro sindacato. È bene che il Governo e i parlamentari che si insedieranno nei palazzi della politica con la nuova legislatura abbiano ben presente questo: oggi più che mai, visto l’alto numero di posti vacanti e i diversi anni di attesa per il compimento dei Fit previsti dal nuovo reclutamento della Legge 107/2015, occorre fare incontrare la domanda di posti vacanti con l'offerta di personale abilitato, stabilizzando anche gli altri precari con 36 mesi di servizio piuttosto che licenziarli. A partire dai diplomati magistrale.

 

 

Arriva dal Tribunale del Lavoro di Trieste una nuova vittoria targata Anief per il riconoscimento del diritto del personale ATA con contratti a termine a percepire le medesime progressioni stipendiali previste per i lavoratori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico: No alla discriminazione, la contrattazione interna deve rispettare le direttive comunitarie.

L'Anief continua a ottenere successi nei tribunali tutelando i diritti dei lavoratori precari della scuola; riconosciuta l'illegittimità dell'operato del MIUR che nega anche al personale ATA con contratti a tempo determinato le progressioni stipendiali calcolate in base all'effettiva anzianità di servizio maturata. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Non ci stancheremo mai di ribadire che le discriminazioni contenute nel CCNL scuola a discapito dei lavoratori precari, docenti e ATA, non sono tollerabili ed è necessario un immediato adeguamento alla normativa Europea. Un lavoratore precario da più di 10 anni come la ricorrente che hanno tutelato in tribunale i nostri legali, secondo la normativa interna, non ha diritto alla progressione di carriera nonostante in 10 anni abbia di certo acquisito competenze e professionalità che migliorano la sua prestazione professionale e non è possibile non riconoscere tale merito nella retribuzione; con la rappresentatività chiederemo l'adeguamento contrattuale alla normativa europea e ribadiremo il nostro secco NO alla discriminazione dei lavoratori a termine anche per quanto riguarda i permessi, le ferie e la ricostruzione di carriera una volta immessi in ruolo”. L'Anief ha promosso ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori precari per rivendicare l'immediato adeguamento dello stipendio in base all'anzianità di servizio cui è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità.

Di contrattazione e diritti dei lavoratori precari si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolasticaorganizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si stanno svolgendo in tutta Italia e che vedono come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

 

Tra le diverse disposizioni illegittime figura il mancato riconoscimento del servizio prestato durante il precariato come valido per il blocco quinquennale sul sostegno, né di quello prestato nella paritaria né di quello prestato nel pre-ruolo per intero nelle graduatorie interne d’istituto per l’individuazione dei soprannumerari. Nessun correttivo è giunto neanche per l’algoritmo secretato e impazzito che nell’estate del 2015 ha trasferito migliaia di docenti a centinaia di chilometri di distanza sanando solo una parte di quegli errori macroscopici e mai ammessi. Viene confermato pure il passaggio dei docenti da potenziamento a curricolare e viceversa, cosicché cada ogni distinzione di posto nell’organico di autonomia: di fatto, se un insegnante può spostarsi da potenziamento a disciplina, allora anche il dirigente scolastico potrà spostare da disciplina a potenziamento e viceversa, in deroga alla legge che individuava soltanto alcuni “potenziatori”, li assegnava per tre anni e se non confermati li rimandava in ambito territoriale per un’altra assegnazione triennale; mentre il potenziamento poteva capitare a chiunque avesse presentato domanda di mobilità o si fosse trovato sovrannumerario.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): In questo contratto ci sono molti aspetti che rimangono inalterati, anche laddove gli eventi giudiziari, oltre che il diritto moderno europeo, abbiano espresso giudizi diametralmente opposti. Tra l’altro, il mancato adeguamento delle norme risulta particolarmente grave, perché con la sottoscrizione del contratto ha confermato l’intenzione di cambiarne regole non più annualmente ma ogni triennio.

Per aderire ai ricorsi Anief contro le troppe norme contrattuali sulla mobilità che ledono i diritti dei lavoratori della scuola, cliccare su questo link.

 

 

Nuova vittoria targata Anief presso il Tribunale del Lavoro di Marsala (TP) con due sentenze impeccabili ottenute dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Giuseppe Massimo Abate che bacchettano il Miur e accolgono i ricorsi al fine dell'immediato e integrale riconoscimento del servizio svolto durante il precariato nella ricostruzione di carriera. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Saneremo le illegittimità contrattuali e normative che continuano a discriminare i precari e il lavoro a tempo determinato. Ci batteremo per ottenere quello che in 20 anni non sono riusciti a fare gli altri sindacati”.

Continua l'interminabile serie di condanne a carico del Ministero dell'Istruzione ottenute dall'Anief per l'evidente discriminazione posta in essere a discapito dei lavoratori cui non riconosce per intero gli anni di servizio a tempo determinato all'atto della ricostruzione di carriera in aperta violazione della Direttiva 1999/70/CE. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Laddove la normativa e la contrattazione interna ancora negano il giusto diritto all'integrale valutazione del servizio svolto da precari, l'Anief sa far valere i diritti dei lavoratori in tribunale. Ma è ora di riconoscere tali diritti direttamente nel contratto e con la rappresentatività ci batteremo per ottenere quello che i sindacati rappresentativi non sono riusciti a fare in 20 anni: riconoscere la piena e integrale parità di trattamento ai precari e a quanti hanno acquisito professionalità con contratti a tempo determinato, anche all'atto della ricostruzione di carriera”.

Di contrattazione, diritti dei lavoratori e ricostruzione di carriera si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolasticaorganizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

 

A tutti coloro che sono transitati dopo l’anno 2000 da assistenti a Direttori dei servizi generali e amministrativi si continua a non riconoscere integralmente il servizio pregresso ai fini della ricostruzione di carriera. Costringendo tale personale a vanificare i vantaggi economici derivanti dal passaggio di ruolo, poiché si ritrovano con un’anzianità di servizio ridotta. A vivere questa ingiustizia presto saranno molti dipendenti della scuola. Perché, grazie all’azione incessante dell’Anief, nel 2018 ci sarà il nuovo concorso per la categoria di Dsga, come previsto dalla Legge di Stabilità appena approvata: si tratta di un evento storico, perché non si verificava da quasi 20 anni. La linea del sindacato, tra l’altro, è anche quella assunta più volte dalla Corte di Cassazione, che si è occupata dell'argomento, da ultimo con la sentenza n. 9144/2016, rilevando l'illegittimità del criterio della cosiddetta “temporizzazione” nel caso di passaggi dei dipendenti da un ruolo all'altro dello stesso comparto e censurando proprio questo criterio applicato dal Miur.                                                                                                                                                            

Anche il personale interessato comincia ad alzare la testa e a chiedere, legittimamente, la salvaguardia dei propri diritti. Tra i tanti Dsga che si sono rivolti all’Anief, presentando ricorso, c’è anche Anna Maria Cianci, autrice di una lettera aperta che descrive in modo chiaro la palese ingiustizia a cui il Miur la vuole sottoporre. E indica tra i responsabili di tale situazione sindacati Confederali, firmatari del contratto: “Il CCNL scuola finalmente è stato firmato in data 9 febbraio 2018! Vado alla ricerca di 2 parole: DSGA TEMPORIZZATI (direttori dei servizi generali ed amministrativi delle scuole). Cerco disperatamente fra i vari titoli, articoli ma di queste due parole nulla. Anche questa volta i sindacati si sono dimenticati di questa problematica!”.

La lettera pubblica della Dsga Anna Maria Cianci che chiede l’eliminazione della “temporizzazione”.

 

Il testo approdato in G.U. completa le informazioni contenute nel decreto ministeriale n. 995, pubblicato in G.U. il 9 febbraio scorso, contiene tutte le informazioni utili alla presentazione delle domande, ai requisiti utili per parteciparvi, all’espletamento del concorso e alla composizione delle commissioni. Il Miur conferma che gli aspiranti insegnanti che sosterranno una prova orale (il punteggio massimo è di 40 punti) saranno inseriti in una graduatoria di merito, anche in virtù del punteggio derivante dai titoli posseduti e dal servizio pregresso (massimo 60 punti). Le docenti e i docenti vincitori del concorso per l’immissione in ruolo dovranno poi superare con una valutazione positiva un anno di formazione e di tirocinio. Nel corso di questo anno la loro attitudine all’insegnamento verrà valutata anche con visite in classe.

Lo studio legale Anief ribadisce che il concorso prevede delle esclusioni illegittime di diverse categorie di precari regolarmente abilitati: si impugna, quindi, l’esclusione degli idonei dei concorsi precedenti, dei docenti diplomati ITP, ISEF, Accademie o Conservatori non ancora inseriti in II fascia graduatoria d'istituto o inseriti dopo il 30 maggio 17, degli abilitati all'estero, diplomati magistrale, educatori e laureati in SFP. Contestata anche la cancellazione da GaE, Graduatorie di Merito e d’Istituto per gli ammessi al Fit. Ricorsi in arrivo, infine, per tabella di valutazione dei titoli laddove non riconosce nel curricolare il servizio prestato sul sostegno e nella parte in cui non attribuisce punteggio al servizio prestato a tempo indeterminato nelle scuole statali o paritarie. Anief invita il personale danneggiato a presentare la domanda dal 20 febbraio al 22 marzo, con modalità cartacea, previa adesione ai ricorsi on line da inviare entro martedì 20 febbraio.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’esclusione a priori di tanti abilitati o abilitandi non è giustificabile. Come non si comprende per quale motivo chi ha conseguito il titolo dopo il 30 maggio scorso debba rimanere fuori. Quella che doveva essere una ‘Fase transitoria’, riservata in primis a tutti gli abilitati, per consentire una valutazione non selettiva e una serena valutazione corretta di tutto il servizio prestato, anche quello su sostegno, finalizzata all’inserimento nelle graduatorie regionali di pre-ruolo, sta diventando l’ennesimo motivo di disputa gratuita. Lo stesso errore è stato fatto con le tabelle di valutazione dei titoli. E ancora una volta la colpa del contenzioso non potrà essere ascritta al sindacato che ha il precipuo compito di difendere i lavoratori, ma ad una amministrazione scolastica che non vuole applicare le più elementari norme sul diritto.

 

 

Ancora conferme in tribunale sul diritto dei docenti cancellati per mancato aggiornamento al reinserimento nelle graduatorie d'interesse. Il Tribunale del Lavoro di Foggia, richiamando il recente pronunciamento della Suprema Corte di Cassazione che dà piena ragione al giovane sindacato, accoglie il ricorso Anief sul reinserimento dei docenti cancellati. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Riapertura GaE necessaria per sanare tutte le illegittimità perpetrate a discapito dei docenti abilitati”.

Il diritto al reinserimento nelle Graduatorie a Esaurimento dei docenti cancellati per non aver prodotto domanda di aggiornamento/permanenza appare ormai consolidarsi anche presso il Giudice del Lavoro. Questa volta è il Tribunale di Foggia a dare ragione agli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Francesca Lideo e Francesco Cinque e a condannare il MIUR all'immediato reinserimento di una docente cancellata per non aver confermato la sua permanenza in graduatoria nel 2009. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La normativa primaria è chiara nel prevedere la possibilità, per i docenti cancellati, di essere reinseriti nelle Graduatorie d'interesse e i Tribunali e la Suprema Corte di Cassazione ci danno piena ragione. Chiediamo ancora e con forza che al prossimo aggiornamento delle GaE il MIUR preveda una completa apertura consentendo l'inserimento degli abilitati e il reinserimento dei docenti cancellati per sanare tutte le illegittimità perpetrate a discapito dei precari della scuola cui viene preclusa la possibilità di accedere a questo ulteriore canale per le immissioni in ruolo. Con la rappresentatività ci faremo portavoce dei diritti dei docenti precari cui si nega il giusto diritto ad accedere alle graduatorie per stabilizzare la propria posizione lavorativa”.

Di precariato, reclutamento, graduatorie e diritti dei lavoratori si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolasticaorganizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

 

 

La cifra media, che tra i collaboratori scolastici ad inizio carriera scende ad appena 287 euro, diventa infinitamente bassa se si pensa che per coprire l'inflazione doveva essere dodici volte maggiore, incluse le quattro mensilità non conteggiate di fine 2015, a partire dalla pubblicazione della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale all’inizio dell’estate dello stesso anno. Considerando pure lo slittamento di due mesi del 2018, visto che il pagamento procederà se va bene da marzo, alla fine andranno persi, con l’avallo dei sindacati Confederali, altri 5.338 euro. Una ragione in più per scioperare il 23 marzo e chiedere il ritiro dell'accordo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non possiamo esimerci dal denunciare la vergognosa intesa raggiunta il 9 febbraio scorso dai sindacati Confederali che porterà degli incrementi stipendiali a regime non molto sopra i 50 euro netti. Dopo sei anni di vuoto, ora si scopre anche che gli arretrati dell’ultimo biennio sono clamorosamente inferiori a quelli dovuti, visto che in primavera arriveranno solo una manciatina di euro netti al mese. Nel contempo, Anief chiede ai lavoratori della scuola, docenti e personale Ata, di scioperare il 23 marzo e di manifestare nello stesso giorno la propria opposizione a quest'accordo, davanti ai palazzi di quella politica che li ha letteralmente svenduti.

Nel frattempo, chi vuole cambiare, assieme all’Anief, questo modo superato di fare sindacato, può candidarsi nelle sue liste entro il 9 marzo #perunascuolagiusta

 

ROMA, 15 FEB - Sciopero della scuola il 23 marzo. Lo annuncia l'Anief che invita gli altri sindacati ad aderire "per salvare i maestri espulsi dalla Consulta e sensibilizzare i nuovi parlamentari". "Urge una soluzione legislativa che - spiega in una nota - riapra le Gae (graduatorie a esaurimento) a tutti gli abilitati e tuteli i maestri assunti a tempo indeterminato e determinato con diploma magistrale, così come grida vendetta l'intesa raggiunta da Governo e sindacati sul rinnovo del contratto della scuola. Sono questi i due motivi centrali della mobilitazione e della manifestazione di piazza organizzata nel giorno dell'avvio dei lavori del nuovo Parlamento, per chiedere alla politica una risposta sollecita per garantire la continuità didattica, affrontando una volta per tutte il problema del precariato e perché ci ripensi chi sta tradendo con un accordo ingiusto la professionalità di 1,2 milioni di docenti e Ata". "Le questioni irrisolte - afferma Marcello Pacifico (Anief-Cisal) - rimangono tante, ma due sono improcrastinabili: la gestione della fase transitoria per la gestione del precariato e l'intesa beffa sul rinnovo del contratto dopo il blocco decennale. Già il nostro sciopero dell'8 gennaio ha messo a nudo come gli ultimi Governi non siano riusciti a risolvere il problema del precariato, sempre più avvitato per via delle condanne che giungono sistematicamente dai tribunali amministrativi e del lavoro. Non ci volevano sette sentenze passate in giudicato del Consiglio di Stato per immettere in ruolo dalle GaE 2mila diplomati magistrale, come non ci voleva una sentenza in adunanza plenaria, la n. 11/2017, per cacciarne 6mila dai ruoli e pregiudicare il lavoro di altre migliaia di supplenti. Se esiste un canale per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato, da sempre aperto a tutti gli abilitati, prima chiuso, poi riaperto, poi richiuso, basta riaprirlo. Fatta salva la facoltà di attuare un nuovo sistema di formazione e reclutamento che sostituisca i vecchi concorsi. Sul contratto, non si discute se 40 euro nette in più al mese siano meglio che niente, ma - conclude Pacifico - se sia giusto assegnare certe cifre a chi ha lavorato in questi dieci anni con la busta paga ferma, mentre il costo della vita aumentava e pure di molto".(ANSA).

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