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Un docente su sei che stamane termina il rapporto di lavoro per l’anno scolastico in scorso appartiene alla scuola materna e dell’infanzia: il loro destino rimane ancora in bilico perché il Miur ha prodotto con ingiustificabile ritardo l’atteso decreto, ora al vaglio di Palazzo Chigi, il cui contenuto rimane peraltro ancora sconosciuto rendendo ancora più incerto l’esito della questione aperta con la discutibilissima sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre scorso. Eppure “i docenti magistrale sono stati il salvagente che ha impedito alla scuola di affondare”, ha ricordato Daniela Beltrame, direttore generale dell’Usr Veneto, ovvero il dirigente con maggiore peso istituzionale scolastico nella regione. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Urge l’approvazione di un decreto legge, come ha sempre chiesto Anief, tanto più che a metà luglio e a metà settembre sarà definito il contenzioso presso il tribunale amministrativo, mentre continuerà l’esame alla CEDU e in Cassazione, insieme ai reclami contro lo Stato italiano depositati in Consiglio d’Europa e alla Commissione PETI, su cui peserà sicuramente la Risoluzione del Parlamento UE del 31 maggio scorso. Il decreto che ci aspettiamo deve contenere due punti imprescindibili: l’inserimento nelle GaE di tutti i docenti abilitati e preparare il terreno per l’assunzione a tempo indeterminato per tutti coloro che hanno svolto 36 mesi di servizio, utilizzando il doppio canale del concorso.

Anief ricorda che è possibile per quei posti vacanti e disponibili, senza titolare, come prevede la legge, chiedere l’estensione al 31 agosto della nomina, anziché essere licenziati il 30 giugno. Per ricorrere, vai al seguente link. Si ricorda, infine, che lo studio legale ha avviato per i diplomati magistrale anche l’impugnativa del D.M. 506/2018, la cui scadenza per le adesioni è il 9 luglio 2018.

 

 

 

Come se non bastassero le tante responsabilità addossate ai DS, giungono nuove accuse: come riporta la stampa specializzata, i dirigenti scolastici vengono accusati di permissivismo nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, gettando in un calderone alcuni comportamenti da imputare forse a qualche dirigente. Ma si può affermare ciò per tutti i dirigenti scolastici? Certamente no, e generalizzare non fa altro che penalizzare un’intera categoria che porta avanti il proprio operato con rettitudine. Non è d’accordo con queste generalizzazioni Udir, il giovane sindacato che tutela i DS, che non condivide tale linea e vuole, invece, affrontare il problema alla radice e non caricare le già sature spalle dei dirigenti anche delle aggressioni ai professori da parte di studenti e familiari; inoltre, è altresì certo del non corretto uso della frase di due presidi non meglio identificati che accusano i docenti di non sapere tenere la classe. 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): I presidi sono oberati di lavoro e oneri. Come abbiamo più volte ribadito, malgrado le richieste di revisione di legge, i dirigenti a capo delle scuole continuano a rimanere potenziali responsabili di accadimenti, per la cui prevenzione non hanno grossi margini di azione. Noi ci battiamo al loro fianco e poniamo dei certi e validi aiuti. Ma poi dobbiamo fare anche i conti con accuse come quelle apparse in questi giorni. Per noi e per lo Stato il dirigente ha un ruolo strategico anche nel gestire complessivamente la condotta di classe, sulla base di un lavoro condiviso e sinergico con il corpo docente. In ogni caso, sarebbe ora di finirla con lo scaricare su chiunque quello che in realtà è un problema condiviso e che solo la corretta interazione scuola-famiglia in tutte le sue sfaccettature gerarchiche può risolvere.

 

 

Da più di un anno il sindacato Udir si è interessato largamente al problema delle reggenze scolastiche e ha evidenziato come sia infruttuoso il permanere dell’artificiosa gestione. La reggenza è un tamponamento provvisorio di una situazione che non può diventare consuetudine, anche perché è in realtà una silenziosa cancrena del sistema scolastico. Vi è un fenomeno che peggiorerà ancora e di molto la già precaria situazione: con l’inizio del prossimo anno scolastico, a seguito dei pensionamenti, volontari e d’ufficio, che si concretizzeranno in questi mesi, saranno oltre 2 mila le scuole prive del loro capo d’istituto e che quindi andranno in reggenza. In più sedi ed in modo continuativo Udir ha denunciato queste due concause di dissesto del mondo scolastico, chiedendo a gran voce almeno di mantenere in servizio i dirigenti ancora per un anno o quantomeno in attesa del nuovo concorso. Proprio in questi giorni è stata presentata un’Interrogazione Urgente, da parte del senatore Luigi Vitali al Ministro Bussetti, riguardo alla gravissima situazione già segnalata da Udir.

Marcello Pacifico (presidente Udir): In pratica ancora una volta Udir ha non solo anticipato i tempi, ma ha correttamente definito il problema individuando una soluzione, seppure temporanea, ma con un significativo risparmio per le finanze pubbliche e di semplice ed efficace realizzazione. Inoltre, considerando che le reggenze scolastiche, per ragioni oggettivamente intuibili, non garantiscono una funzionale organizzazione del servizio sia in termini di qualità, sia in termini di efficienza organizzativa, la permanenza volontaria in servizio al 31 agosto 2019 dei dirigenti scolastici collocati in pensione dal 1° settembre 2018 garantirebbe pertanto continuità alle istituzioni scolastiche, con un successivo passaggio quasi naturale ai nuovi presidi vincitori di concorso da espletarsi il 1° settembre 2019.

 

 

Il sindacato si dice sin d’ora pronto a sedersi al tavolo delle trattative per rivedere il contratto già nel prossimo anno, grazie alla rappresentanza sindacale raggiunta a seguito del rinnovo delle Rsu d’istituto. Ciò, a condizione che, oltre a salvaguardare gli aumenti già corrisposti, si sblocchi l’indennità di vacanza contrattuale e si ancorino una volta per tutte gli stipendi all’inflazione, tenendo conto dell’indice previsionale legato al tasso Ipca – ovvero l’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato su base europea - pari all’1,4 per cento. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sarà doveroso partecipare alla trattativa con l’Aran anche per andare a rivedere le parti normative del contratto palesemente lacunose, come ad esempio sul ‘potenziamento’ degli istituti scolastici, oltre che su diverse altre materie, su cui è intervenuto recentemente il legislatore proprio per decidere ambiti e confini di intervento. Il nostro sindacato, intende poi dire la sua sul contratto sulla mobilità, che risulta particolarmente importante vista la validità triennale che si andrà a costituire con il prossimo rinnovo: siamo pronti, su questo argomento, a riscrivere un nuovo testo che finalmente si collochi dalla parte di tutti i lavoratori, andando a cancellare le attuali discriminazioni.

 

 

Arriva una nuova vittoria per l'Anief sul riconoscimento degli scatti di anzianità durante il servizio svolto con contratti a tempo determinato per i docenti e gli ATA successivamente immessi in ruolo e del computo immediato e per intero del servizio svolto a termine. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Confermato un diritto previsto dalla normativa europea e che la contrattazione e la normativa interna ancora disattendono. Ci batteremo per la piena equiparazione del lavoro precario al lavoro a tempo indeterminato in primis dal punto di vista economico e del riconoscimento immediato e per intero nella ricostruzione di carriera”. Ancora possibile aderire allo specifico ricorso per chiedere il riconoscimento degli scatti stipendiali non percepiti durante il precariato o l'integrale ricostruzione di carriera computando tutto il servizio svolto a termine. 

L'Anief prosegue la sua battaglia vincente a tutela dei diritti dei lavoratori della scuola: i legali dell’associazione sindacale Fabio Ganci, Walter Miceli e Irene Lo Bue, presso il Tribunale del Lavoro di Parma, ottengono un nuovo successo in favore di due docenti che rivendicavano il riconoscimento della progressione di carriera tenendo conto per intero del servizio svolto durante il periodo di preruolo e la relativa regolarizzazione stipendiale. Il Giudice del tribunale emiliano ha dato piena ragione al nostro sindacato dichiarando illegittime le norme del CCNL del comparto scuola in merito alla disparità di trattamento tra i servizi svolti da precari e i servizi svolti da docenti di ruolo, norme che violano la clausola 4 dell’Accordo Quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “È ora che il contratto collettivo del comparto scuola e la normativa interna riconoscano senza mezzi termini la totale parità di trattamento tra il servizio preruolo e il servizio di ruolo non solo per quanto riguarda la retribuzione, ma anche computando per intero e immediatamente tutto il periodo di preruolo all'atto della ricostruzione di carriera”.

 

 

Il sindacato apprezza le intenzioni espresse dal leader politico grillino che intende fare approvare delle norme che permettano di utilizzare il tempo determinato solo “per brevi periodi”: si tratta di una novità importante, ovviamente da allargare anche ai lavoratori della scuola, perché permetterebbe di rispettare, finalmente, la Direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, prodotta due decenni fa, ma che sistematicamente nel nostro Paese continua ad essere aggirata producendo un abuso continuo dell’utilizzo dei contratti a termine. È arrivato il momento che lo Stato italiano fornisca una risposta a questa situazione incancrenita, approvando una norma che stabilisca una volta per tutte l’immissione in ruolo di tutti i supplenti che superano i 36 mesi di servizio. 

Anief, che dalla sua nascita combatte il precariato scolastico, anche attraverso specifici ricorsi per ottenere la stabilizzazione, gli scatti automatici e l’estensione dei contratti pure per i mesi estivi, condivide le parole del vicepresidente del Consiglio e ministro. L’organizzazione sindacale ha in corso due remissioni alla Corte di Giustizia Europea sul mancato riconoscimento del servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera, come sul mancato indennizzo per il personale di ruolo rispetto agli abusi subiti in tema di precarietà. Il giovane sindacato, ora rappresentativo, ha inoltre promosso due reclami al Consiglio d’Europa e due ricorsi alla Cedu sul precariato del personale docente e Ata, nonché uno specifico sulle maestre diplomate magistrale: nel solo 2016 ha ottenuto un milione di risarcimenti per i suoi assistiti, dalle cause gestite nella regione del Piemonte. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ora ci aspettiamo che il Governo cambi il Jobs Act, dopo che il Movimento 5 Stelle, attraverso l’on. Eleonora Evi, portavoce del movimento presso il Parlamento Europeo, ha lottato per la Risoluzione del Parlamento UE del 31 maggio scorso, attraverso la quale si invitano tutti i Paesi membri a stabilizzare il personale precario dopo 36 mesi, per evitare l’abuso dei contratti a termine nel pubblico e privato.

 

 

 

Per affrontare un concorso senza stress, è di fondamentale importanza utilizzare un metodo di studi efficace, seguire un programma specifico ed avere delle linee guida ben definite.

ll primo giugno è stata pubblicata la bozza del Regolamento dei concorsi per il reclutamento dei docenti: non abilitati con 24 cfu e coloro che hanno svolto almeno 3 anni di servizio.

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Eurosofia ed Anief sono da molti anni impegnate nella ricerca delle soluzioni formative e di approcci di studio efficaci per la preparazione ai concorsi pubblici, in particolar modo, di quelli relativi al comparto scuola. Più del 70% dei partecipanti al precedente Concorso a cattedra ha superato brillantemente tutte le prove, grazie all’efficacia della nostra metodologia blended.

Abbiamo selezionato con cura un team di formatori competenti ed ampiamente qualificati e siamo in grado di proporvi corsi di qualità, strategie didattiche innovative ed una piattaforma e-learning di semplice fruizione che viene costantemente implementata di funzionalità e materiali didattici. 

Per supportare al meglio tutti i candidati per l’acquisizione di conoscenze e competenze fondamentali, abbiamo ampliato e potenziato l’offerta formativa, che prevede una preparazione online (con esercitazioni e videolezioni) ed un approfondimento attraverso webinar tematiciper consentire anche a chi ha molti impegni e solo poche ore da dedicare allo studio di ottimizzare i tempi e prepararsi in modo adeguato.

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Modalità di svolgimento:

Il corso si svolge in modalità e-learning attraverso la consultazione e lo studio di dispense, videolezioni con approfondimenti e simulazione “creazione di una Uda tematica”, esercitazioni per il superamento delle prove concorsuali.

La piattaforma elearning è disponibile 24 ore su 24.

Nello specifico sono previste 3 tipologie di corso-base, ciascuna rivolta ad un target diverso:

Circa 100 mila lavoratori precari della scuola hanno sottoscritto un contratto con scadenza 30 giugno 2018: presto, costoro saranno alle prese con diverse incombenze burocratiche. La struttura territoriale Anief si dichiara sin d’ora pronta, grazie alla collaborazione con il centro servizi Cedan S.r.l.s., ad assistere i propri soci nelle strutture provinciali. È molto importante presentare i documenti subito fin dal primo giorno, per poter così reclamare il diritto all’assegno previsto dalla legge: si parte con la presentazione delle domande di indennità di disoccupazione Naspi 2018. Si ricorda che ai fini della fruizione del servizio in maniera gratuita, occorrerà essere in regola con il pagamento delle quote associative attuali e pregresse.

 

 

Stamane, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha detto, a proposito delle maestre diplomate, che il Miur rispetterà “la sentenza del Consiglio di Stato che le toglie dalle Graduatorie a esaurimento”. Anief non ha intenzione di giudicare un decreto ancora non reso pubblico e sul quale si possono fare ad oggi solo delle deduzioni, ma ritiene opportuno far sapere pubblicamente che è pronta a emendare il testo in Parlamento e a ricorrere in tribunale, qualora le GaE non dovessero essere aperte a tutto il personale abilitato. E lo stesso vale se il Miur non confermerà negli incarichi i supplenti e i docenti assunti in ruolo. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Qualsiasi operazione è stata decisa dovrà comunque garantire la parità di trattamento di tutto il personale che è stato dichiarato idoneo dallo Stato italiano ad insegnare, non importa in che ordine e grado di scuole. Ad iniziare dai maestri con diploma magistrale. Perché non possono essere licenziati ora, al 30 giugno, quei docenti che il prossimo anno scolastico potrebbero non lavorare più. Si stabilizzi, piuttosto, chi ha maturato 36 mesi di servizio, si utilizzi il doppio canale del concorso, da cui devono essere assunti tutti i docenti vincitori di concorso e idonei, sulla metà dei posti liberi, e, per l’altra metà, dalle ex graduatorie permanenti che a tale scopo, ma non solo, devono essere riaperte subito. Ogni soluzione diversa, che non ottemperi alle indicazioni di Bruxelles, che ho ricordato qualche giorno fa davanti al Parlamento europeo, ci costringerà ad attivare il più grande contenzioso che la storia della scuola italiana abbia mai conosciuto: ricorreranno in tribunale 200 mila persone e questo deve essere evitato.

 

 

 

Solo nella scuola, ad usufruire subito di Quota 100 sarebbero circa 150 mila insegnanti. A patto, però, che non si inserisca il “paletto” dei 64 anni di età anagrafica che vanificherebbe lo spirito della riforma pensionistica, per una volta a vantaggio dei pensionandi e dei loro diritti. Più complicato, invece, appare il destino di Quota 41, ovvero la somma di tutti i contributi che ogni lavoratore si può far valere nel corso della sua carriera. Inoltre, si applicherebbero delle penalizzazioni, in quanto la norma modificherebbe solo la valorizzazione dei versamenti effettuati dopo il 1996 e fino al 2012 per chi ha più di 18 anni di contratto prima della riforma Dini: le penalizzazioni potrebbero arrivare anche al 9-10% dell’assegno pensionistico del lavoratore di 64 anni e 20 di contributi. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): In questo modo, se la norma fosse approvata fin dai prossimi giorni, raddoppierebbero almeno i posti previsti per il cambio del turn-over. Il nostro giovane sindacato, divenuto da poco rappresentativo, è dal giorno dell’approvazione della riforma Fornero che ha auspicato una soluzione di questo genere, contestandola nelle aule delle Corti dei Conti di tutta Italia. Ultimamente, abbiamo presentato uno studio dove in Europa l’età media dei pensionamenti dei docenti risulta a tutt’oggi attorno ai 63 anni di età anagrafica; mentre in Italia si è già approvata quota 67, sancita dalla Circolare Inps n. 62 del 4 aprile, e il lavoro di chi opera a scuola, in particolare tra gli insegnanti, continua a non essere associato allo stress correlato al burnout. Senza dimenticare che stiamo già parlando della classe docente più vecchia al mondo, visto che oltre il 60% dei docenti italiani è over 50 e l’età media di immissione in ruolo è sopra i 40 anni.

 

 

Dal Tribunale del Lavoro di Torino arriva una soddisfacente doppia vittoria per l’Anief in favore del personale Ata. Il giudice del lavoro accoglie le richieste di due assistenti amministrative riguardo l'immediato riconoscimento per intero del servizio svolto come lavoratrici precarie ai fini della ricostruzione di carriera. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Continueremo la nostra battaglia per vedere finalmente superate tutte le discriminazioni perpetrate a discapito dei lavoratori precari, anche dopo l'immissione in ruolo.

Due assistenti amministrative, tutelate dai legali del giovane sindacato, hanno ottenuto la valutazione integrale del servizio preruolo ai fini della progressione di carriera, il pagamento degli scatti di anzianità durante il periodo di precariato nonché l’applicazione della clausola di salvaguardia in riferimento alla fascia stipendiale 3-8 anni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Sono migliaia i lavoratori della scuola, docenti e Ata, che da precari percepiscono stipendi fermi all’inquadramento iniziale e, una volta entrati in ruolo, il Miur riconosce loro solo una parte di adeguamento stipendiale e di arretrati relativi al periodo preruolo e non ricostruisce immediatamente e per intero la carriera computando correttamente tutto il periodo di precariato in aperto contrasto con la normativa comunitaria. Continueremo la nostra battaglia per vedere finalmente superate tutte le discriminazioni perpetrate a discapito dei lavoratori precari, anche dopo l'immissione in ruolo”. Ancora possibile aderire ai ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori della scuola promossi dall'Anief per rivendicare il riconoscimento immediato e integrale del servizio preruolo nella ricostruzione di carriera e il conseguente adeguamento dello stipendio in base all'effettiva anzianità di servizio.

 

 

ROMA, 27 GIU - L'Anief plaude alla decisione di cancellare la chiamata diretta degli insegnanti. "La decisione di introdurre un modello di scelta del personale di stampo privato in un contesto pubblico si è rivelata inutile, poco praticabile e per di più immotivata, perché - afferma Marcello Pacifico - per scegliere dei docenti già formati e graduati in base ai titoli e servizi svolti, non c'era alcuna esigenza di selezione. Basterebbe ricordare che in Italia per diventare oggi insegnante occorre intraprendere un percorso universitario lungo ben otto anni. La norma avrebbe voluto fare assegnare alle scuole le professionalità di cui avevano bisogno, ma poi nella realtà è risultato tutto pasticciato, perché in mancanza di linee guida univoche, ci siamo ritrovati con adozioni troppo diversificate e quindi discriminanti". Inoltre il cosiddetto "'potenziamento' degli istituti - osserva ancora Pacifico - è stato assegnato prima della scelta delle scuole nel Piano dell'offerta formativa triennale e comunque, spesso, anche in contrasto con il bisogno delle scuole. Infine, quando la chiamata diretta è andata deserta, le scuole hanno ricevuto insegnanti assegnati d'ufficio dagli Uffici scolastici regionali. Senza contare il fatto che il nostro sindacato ha ancora pendente una questione pregiudiziale di costituzionalità al Tar Lazio". (ANSA). 

 

Secondo le anticipazioni della stampa specializzata, si vogliono creare i presupposti perché ai precari triennalisti venga attribuito il diritto all’immissione in ruolo, dall’anno successivo alla maturazione dei 36 mesi, nelle assunzioni a tempo indeterminato “nella provincia o regione diverse da quelle di appartenenza, a condizione che siano esaurite tutte le graduatorie a tempo indeterminato e che non ne sia previsto l’aggiornamento per l’anno successivo”. Poiché non è possibile assicurare l’immissione in ruolo a tutti i docenti che raggiungeranno a partire dal 1° settembre 2019 tale limite, il ddl attribuisce una priorità nell’attribuzione delle supplenze al 30 giugno o nelle supplenze temporanee, per tutta la provincia scelta, senza limitazioni. Per il sindacato, quello di abolire il divieto alla successione dei contratti a termine, introdotto dalla Legge 107/2015, è un passaggio fondamentale, ma deve rientrare in un quadro complessivo di modifiche. In tal modo, supererà la mancata stabilizzazione di 140mila docenti e Ata, come denunciato la scorsa settimana a Bruxelles, dal presidente nazionale Anief Marcello Pacifico davanti al Parlamento europeo. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per Anief, se il provvedimento dovesse essere inserito all’interno di un decreto legge urgente del Governo da emanare per superare il caos delle supplenze e delle assunzioni successi a seguito della sentenza dell’Adunanza plenaria del dicembre scorso, dovrebbe riguardare anche la trasformazione di tutto l’organico di fatto in organico di diritto e la riapertura delle graduatorie ad esaurimento a tutto il personale in possesso dell’abilitazione con la conferma dei ruoli già assegnati. A questo piano straordinario di assunzione, dovrebbe infine corrispondere un’ulteriore mobilità straordinaria, anche del personale neo assunto con la fase transitoria in corso di svolgimento. Lo stesso Ministro Bussetti ha detto che gli interessi da salvaguardare sono diversi e occorre operare al meglio per non lederne nessuno: siamo d’accordo, a patto che lo si faccia in tempi celeri e senza anteporre gli interessi finanziari a quelli della didattica e del personale da stabilizzare.

 

 

Udir loda l’iniziativa dell’associazione, operante a tutela della salute e prevenzione dei rischi negli istituti scolastici, di scrivere al Ministro Marco Bussetti: la lunga missiva fa il punto della situazione e chiede che il Testo Unico venga modificato al più presto, perché il dirigente scolastico deve essere esonerato dalle responsabilità sulla sicurezza degli edifici, poiché non ha alcun potere di spesa, nemmeno per gli interventi urgenti. Udir, dunque, sposa in toto la causa e rilancia l’appello: il sindacato infatti nei mesi passati ha organizzato una serie di convegni proprio sul tema dei forti rischi di incendi e sismici che si corrono tutt’oggi nelle nostre scuole. Inoltre, sempre per la tutela dei dirigenti scolastici, ha messo a disposizione specifiche diffide, oltre ad aver anche presentato uno preciso emendamento alla legge di stabilità durante la precedente legislatura. 

Marcello Pacifico (presidente Udir): La lettera contiene in summa le lotte che Udir ha portato avanti nell’anno in corso sulla gravissima situazione dei dirigenti scolastici, i quali, rispetto alla sicurezza nelle scuole, sono perennemente incolpevoli davanti ad un plotone di esecuzione pronto ad aprire il fuoco. Durante i nostri incontri con centinaia di presidi, è stata unanime la richiesta di cambiare in toto il Testo Unico sulla sicurezza. Constatiamo che il lavoro incessante fatto dal nostro sindacato nello scorso anno ha comunque già avviato un ripensamento da parte del governo, identificabile nelle parole del sottosegretario Salvatore Giuliano rispetto all’intollerabile situazione in cui vertono i capi d’istituto sulle tematiche della sicurezza.

 

L’attesissima batteria dei test per la prova preselettiva relativa al Concorso a Dirigente Scolastico è stata pubblicata. La prova si svolgerà quindi il 23 luglio 2018.

Dal giorno 4 Luglio saranno avviati i “webinar training” per aiutarvi al meglio nel rush finale di preparazione che terminerà pochi giorni prima della prova.

Sono stati resi noti anche i quadri di riferimento per la prova preselettiva previsti dall’articolo 13 comma 1 lettera c) del Decreto ministeriale 138 del 2017.

La prova si svolgerà nelle sedi individuate dall’USR competente per territorio, suddivise anche in più sessioni, in base al numero di aspiranti dirigenti che hanno presentato domanda di partecipazione.

Eurosofia propone un ciclo di “12 webinar training” dal 4 al 20 luglio. Nel corso di ogni incontro i nostri professionisti commenteranno 50 quesiti tra quelli pubblicati dal MIUR, e forniranno utili strategie di apprendimento per focalizzare l’attenzione sulle parole chiave e sui concetti fondamentali per individuare le risposte corrette nel minor tempo possibile.

 

Ciascun incontro ha una durata di 1 ora e 30 minuti.

Il calendario degli incontri in diretta è il seguente:

 

DATE E ORARI:

 

  • Mercoledì – 04/07/2018 | 16:45 – 18:15
  • Giovedì – 05/07/2018 | 16:45 – 18:15
  • Venerdì – 06/07/2018 | 16:45 – 18:15
  • Lunedì – 09/07/2018 | 16:45 – 18:15
  • Martedì – 10/07/2018 | 16:45 – 18:15
  • Mercoledì – 11/07/2018 | 16:45 – 18:15
  • Giovedì – 12/07/2018 | 16:45 – 18:15
  • Venerdì – 13/07/2018 | 16:45 – 18:15
  • Lunedì – 16/07/2018 | 17:00 – 18:30
  • Martedì – 17/07/2018 | 16:30 – 18:00
  • Mercoledì – 18/07/2018 | 16:30 – 18:00
  • Venerdì – 20/07/2018 | 16:30 – 18:00

*I webinar saranno registrati e caricati all’interno della nostra piattaforma e-learning il giorno successivo a quello di svolgimento, così da consentire a tutti gli utenti di rivedere le lezioni.

Il costo dei 12 webinar è di soli 100 euro!

Secondo il Ministro Marco Bussetti “bisogna garantire due diritti fondamentali, alla salute e all’istruzione”. Si tratta in effetti di rispettare quanto previsto dal contratto di Governo Lega M5S. Secondo il sindacato, la modifica alla legge era inevitabile. Ad oggi, infatti, sulla base del decreto Lorenzin della scorsa estate, ogni Regione sta applicando l’obbligo in modo personalizzato. E lo stesso vale per le scuole, con alcuni casi limite dove si è deciso di non fare accettare gli allievi in classe. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È giusto compendiare entrambi i diritti alla salute e all’istruzione, per questo motivo l’Anief ha impugnato il provvedimento voluto dall’ex Ministra Beatrice Lorenzin. E oggi il nostro giovane sindacato, da poco rappresentativo, plaude alle parole di Bussetti, chiedendo a questo punto al Governo di modificare la legge nel primo provvedimento approvato sulla scuola. Senza dimenticare che è ancora più irragionevole multare le famiglie nella scuola dell’obbligo e obbligarle alla vaccinazione dei nostri figli nel percorso 0-6 anno, laddove lo Stato italiano non copre nel sistema integrato neanche il 25% dei bambini scolarizzati. In queste condizioni, la norma voluta dal Partito Democratico non può infatti ottenere l’obiettivo prefissato. E degli altri chi si preoccupa? La verità è che si è voluto a tutti i costi imporre una regola che tutela una minoranza, a costo di sforare le competenze dello Stato. E andando contro la Costituzione. Perché il diritto a frequentare la scuola pubblica è di tutti i cittadini.

 

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