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Il giovane sindacato Udir si è sempre battuto affinché la Sicurezza sia presente nelle nostre scuole: lo ha fatto battendosi e lanciando appelli a chi di competenza. Da sempre è uno dei punti cardini della sua battaglia: il dirigente scolastico ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando pure sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. Ma sulla persona del DS non possono ricadere  colpe di cui non ha responsabilità. Inoltre, il presidente nazionale Udir Marcello Pacifico ha chiesto anche che si approvi subito la proposta di legge C- 1114 Villani (M5S) per tutelare pure i dirigenti scolastici sulle scorta delle proposte elaborate dal giovane sindacato al testo unico sulla sicurezza.

 

 

La partecipazione al bando, che è in Gazzetta Ufficiale da due settimane circa ed estromette una copiosa fetta di abilitati, esclude ingiustamente degli insegnati che vorrebbero prendervi parte: tra essi coloro che hanno esercitato la professione in istituti non statali. Il giovane sindacato ha fatto partire un ricorso specifico, al Tar Lazio, avverso l’esclusione del servizio prestato nelle scuole paritarie per il computo dei due anni utili per l’accesso al concorso riservato 2018 per la scuola Primaria e infanzia.

 

 

Ha preso a Lisbona il via la due giorni di confronto tra “Professionisti e sindacati dell’istruzione: orizzonte 2025”, organizzato sotto l’egida dell’Unione Europea e moderato da Kerstin Born-Sirkel, collaboratore Senior presso l’European Policy Centre: tra i primi a prendere la parola è stato Peter Birch, coordinatore del servizio di analisi delle politiche e dei sistemi d’istruzione della Commissione europea, il quale ha denunciato il fatto che solo il 20% degli insegnanti europei ritiene il proprio profilo professionale adeguatamente valorizzato dalla società. In pratica, nel vecchio Continente la grande maggioranza degli insegnanti, di ogni ordine e grado, risulta sottostimata e sottopagata, oltre che di età avanzata. Soprattutto in alcuni Paesi, con l’Italia che fa da portabandiera: solo per rimanere all’età anagrafica, se in Portogallo il 38% dei docenti è over 50, nella nostra Penisola la percentuale quasi raddoppia arrivando al 60%. Quello del reclutamento è un problema serio, denuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, alla vigilia del suo intervento fissato a chiusura del convegno in terra portoghese: a settembre ci ritroveremo con altri 100 mila posti da assegnare, pur avendo il personale già selezionato e pronto a subentrare.

 

In V Commissione della Camera si discuterà di servizio prestato con titolo di studio per accedere ai concorsi (58.1), corso riservato ai ricorrenti concorso dirigenti scolastici 2011-2015 (58.23), assegnazione di 300 presidi e Dsga nelle scuole sottodimensionate (58.10), assunzioni degli Itp vincitori del concorso 2016 (58.16), immissioni in ruolo educatori su posti vacanti (58.2), proroga al 1° settembre delle nuove norme sul decreto delegato 66/17 sull’inclusione scolastica (58.07). Dichiarati inammissibili gli altri emendamenti, comunque prossimi ad essere respinti. 

 

 

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Per il giovane sindacato ne servirebbero altri 80 mila: la metà per il tempo pieno e gli altri per ritornare alla riforma ante Gelmini su insegnamento per moduli, con il docente specialista in lingua inglese, a cui aggiungere i maestri specializzati in educazione motoria. Non serve annunciare bei disegni di legge sui social se poi ci si infrange contro i paletti della legge di stabilità. Si creano aspettative inutili per famiglie, docenti e Ata, salvo poi scontrarsi con delusioni più cocenti. Basterebbe approvare gli emendamenti suggeriti da Anief e correlati dalle dovute copertura finanziarie, peraltro, in alcuni casi riprese proprio dalle proposte di legge già presentate. Mille posti in più per il tempo pieno sono pioggia nel deserto. 

Ora, con l’aumento proposto nella manovra dal primo partito di Governo, non basterebbero 20 anni per allargare il tempo pieno in tutti gli istituti primari d’Italia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): dopo tanti annunci sul tempo pieno al Sud, rispetto ai 40 mila posti da attivare, pensarne soltanto, forse, mille significa non risolvere il problema degli organici, né dei gap dei numeri che penalizzano il Meridione su livelli di apprendimento, tasso di disoccupazione e abbandono scolastico, che in certe zone raggiunge quasi il 50%, vero preludio al triste e inarrestabile fenomeno dei Neet.

 

 

Ieri il presidente nazionale Anief prof Marcello Pacifico è intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica Rai e ha risposto alle domande inerenti agli aumenti minimi accordati ai docenti e alla questione delle pensioni, riportando anche gli emendamenti che il giovane sindacato ha chiesto di presentare. 

Ascolta l’intervista al presidente nazionale Anief prof Marcello Pacifico dal minuto 06.30 a 07.50

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Organici, reggenze, dimensionamento, concorsi riservati e ordinari, mobilità, formazione e bornout, sicurezza, valutazione, retribuzione e Fun, Ria e perequazione esterna: sono questi i temi affrontati dal giovane sindacato che ha messo la dirigenza della scuola, con la proposta di diversi emendamenti che ha chiesto di presentare all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, al centro del dibattito parlamentare sulla nuova Legge di stabilità 2019 e che ora vuole mettere all'attenzione dei soggetti convocati al tavolo negoziale, dopo l'incontro della Confedir con il ministro Bongiorno in cui si è confrontato sull’aspetto della contrattazione nella pubblica amministrazione, nell’ottica di un incremento costante.

 

 

“Fa piacere venire a conoscenza dal Ministro dell’Istruzione che nei prossimi tre anni il Miur è intenzionato a specializzare sul sostegno 40 mila insegnanti abilitati, considerando che i posti vacanti sono ancora di più e destinati a crescere ulteriormente: tuttavia, ricordiamo al titolare dell’Istruzione italiana che ancora oggi ci sono 30 mila docenti abilitati e specializzati che non riescono ad essere assunti dallo Stato perché esclusi dall’ostinazione dell’amministrazione a non riaprire le GaE”: è il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, all’intenzione espressa pubblicamente dal Ministero dell’Istruzione di specializzare un elevato numero di docenti insegnanti. Per l’immediato sarebbe molto più utile dare seguito all’emendamento ispirato da Anief all’articolo 28 della Legge di Stabilità, in base al quale si ritiene necessario eliminare qualsiasi limite all’organico dei docenti di sostegno, adeguandone la consistenza, senza alcuna deroga, al rapporto uno a due per tutte le situazioni certificate di grave disabilità con i posti vacanti spostati, dopo due anni, in organico di diritto.

 

 

Il bando trentino, discostandosi significativamente dalle norme adottate a livello nazionale, esclude in modo illegittimo dall’ammissione al concorso i docenti di ruolo e coloro che hanno due anni di servizio e non tre, come richiesto nella PAT. Anief, inoltre, intende impugnare l’esclusione dei diplomati ISEF nonché quella dei laureati non abilitati e degli ITP con tre anni di servizio, da stabilizzare come previsto dalla normativa comunitaria. Previsto anche un ricorso per chi ha prestato servizio in tutto o in parte prima degli ultimi otto anni e per la valutazione, ai fini dell’accesso, dei servizi prestati negli aa.ss. 2017/18 e 2018/19.

Anief invita tutte le categorie escluse a inviare entro il 17 dicembre lo specifico modello di domanda cartaceo per Trento. Adesioni ai ricorsi aperte sul portale Anief fino alla stessa data.

La domanda è stata posta da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, conversando in diretta radiofonica con Radio Cusano. “La scorsa settimana, quando siamo stati convocati dal Ministro della PA Giulia Bongiorno, abbiamo spiegato che è corretto andare ad aiutare chi cerca un lavoro, ma è altrettanto giusto, visto che la Costituzione italiana è fondata proprio sul collegamento della cittadinanza al mondo del lavoro, andare a valorizzare chi il lavoro ce l’ha ed offre un servizio ai cittadini”. Il sindacalista ha ricordato che “se l’inflazione è salita di 12-14 punti negli ultimi dieci anni gli stipendi”, anche se incrementati ora dell’1,9%, “rimangono di fatto sempre fermi”. Per questi motivi, il sindacato ha chiesto di introdurre per i dipendenti pubblici il salario minimo di cittadinanza allineato all’inflazione, proponendo degli emendamenti agli articoli 21 e 34 della Legge di Bilancio che in queste ore risultano all’esame delle commissioni di competenza della Camera, per poi approdare in Aula a fine novembre.

 

 

 

Stefano Cavallini Presidente Regionale Anief Campania – Eurosofia, ente accreditato dal MIUR alla formazione del personale della scuola, in convenzione con Anief Campania organizza, nelle varie province della regione, un corso di preparazione in presenza per il superamento della prova suppletiva (a seguito di ordinanza favorevole) per il concorso 2018. Detti incontri hanno l’obiettivo di fornire agli interessati gli strumenti utili per il superamento della prova suppletiva, relativamente alle classi di concorsi ITP concorso 2018. Il corso di formazione è in modalità blended della durata di 16 ore, di cui 12 ore in presenza e 4 ore online.

 

 

Conclusa la riunione di ieri, si “è insediata all’Aran la Commissione paritetica prevista dall’articolo 34 del CCNL 2018, al fine di rivedere i profili del personale ATA”. La delegazione dell’Aran ha consegnato “un dossier sul personale Ata, contenente i dati di partenza: distribuzione fra i profili, per anzianità anagrafica e per titolo di studio. La stessa delegazione ha evidenziato la necessità di dover prendere in considerazione non solo quanto previsto nel CCNL ma anche quanto stabilito in merito dalle leggi”. Anief, anche in seguito alla presentazione degli emendamenti specifici, chiede, ancora una volta, i nuovi passaggi di livello per tutto il personale Ata e il giusto riconoscimento per la categoria.

 

 

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