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Il Tribunale del Lavoro di Bologna ha accolto senza riserve le tesi dall’Anief, con una condanna esemplare comminata in favore di tre insegnanti ancora precari: il nodo della questione rimane il mancato riconoscimento del diritto alle progressioni stipendiali per i precari e l’illegittima reiterazione di contratti a termine oltre il limite dei 36 mesi di servizio. La sentenza ottenuta oggi dai legali del giovane sindacato - Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga - fa registrare al Ministero dell'istruzione una disfatta totale e una condanna a notevoli spese, tra risarcimento danni e progressioni stipendiali mai corrisposte. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): I giudici hanno bocciato tutte le discriminazioni poste in essere nella contrattazione collettiva a discapito dei precari. La direttiva comunitaria 1999/70/CE, del resto, non può essere ancora ignorata, dopo quasi 20 anni dalla sua introduzione. E noi ci batteremo ai tavoli della trattativa perché finalmente il personale precario abbia il pieno riconoscimento dei diritti sonora negati: la stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio, l'equiparazione stipendiale al personale di ruolo e i medesimi diritti anche riguardo le ferie, i permessi, la carta docente e le aspettative.

Anief ricorda che è ancora possibile aderire ai ricorsi per ottenere ragione contro l’illegittima reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio e per la corresponsione degli scatti di anzianità ai precari. Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief, clicca qui.

 

 

Continua ad avere ragione l'Anief sul palese abuso del precariato oltre i 36 mesi di servizio perpetrato dal Miur e sul diritto dei precari a percepire gli scatti di anzianità anche in caso di plurimi contratti a termine e il Tribunale del Lavoro di Bologna ha accolto senza riserve le tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato con una condanna esemplare comminata in favore di tre docenti ancora precari. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non si può più attendere, la contrattazione collettiva deve recepire immediatamente il principio di non discriminazione.

Continua l'incessante azione di tutela promossa dal sindacato Anief contro il mancato riconoscimento del diritto alle progressioni stipendiali per i precari e per ottenere il giusto risarcimento per illegittima reiterazione di contratti a termine oltre il limite dei 36 mesi di servizio. La sentenza ottenuta oggi dai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga fa registrare al Ministero dell'istruzione una disfatta totale e una condanna a più di 100mila Euro tra risarcimento danni e progressioni stipendiali mai corrisposte. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Non si può più attendere oltre: tutte le discriminazioni poste in essere nella contrattazione collettiva a discapito dei precari devono essere superate. La direttiva comunitaria 1999/70/CE non può essere ancora ignorata dopo quasi 20 anni e noi ci batteremo ai tavoli della trattativa perché finalmente il personale precario abbia il pieno riconoscimento di tutti i diritti: la stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio, l'equiparazione stipendiale al personale di ruolo e i medesimi diritti anche riguardo le ferie, i permessi, la carta docente e le aspettative”. Sempre possibile aderire gratuitamente ai ricorsi promossi dall'Anief.

 

 

ROMA, 8 GIU - "Anche l'Ue ci ha detto, proprio in questi giorni, con una risoluzione del Parlamento Ue che dopo 36 mesi di servizio da precario il datore di lavoro deve per forza assumere". A ricordarlo è l'Anief, intervenendo a proposito della questione dei maestri diplomati magistrali. "Qualsiasi soluzione, governativa o parlamentare che sia - osserva Marcello Pacifico, leader del sindacato - deve passare necessariamente per una riforma dell'attuale sistema di gestione delle graduatorie ad esaurimento (Gae). Le contraddizioni che persistono sono troppe. Basti pensare che i laureati di Scienze della formazione primaria esclusi nel 2006 dalle Gae sono stati poi accolti nel 2008 e nel 2012: oggi, invece, non si capisce perché non possono trovare spazio nello stesso canale. Quella della stabilizzazione dei lavoratori precari, una volta raggiunto il periodo-soglia, rappresenta la nuova frontiera dell'occupazione. Quello che dovrebbe essere il Governo del cambiamento non può che prenderne atto e agire di conseguenza". In caso contrario, Anief, che ha presentato un nuovo reclamo collettivo al Parlamento europeo, annuncia che attiverà tutte le sue forze per avviare un ulteriore maxi-contenzioso, da condurre nelle aule dei tribunali. "L'esito - conclude Pacifico - non potrà che andare ad aggravare i conti della collettività, con la striscia di effetti negativi che si ripercuoterebbe sulle tasche degli incolpevoli cittadini italiani, costretti a sovvenzionare all'erario milioni di risarcimenti complessivi. Anche perché al diritto negato alla stabilizzazione si aggiungeranno altre istanze, a partire dagli scatti d'anzianità da assicurare sempre ai precari, come indicato dalla Corte di Cassazione". (ANSA).

 

Rispetto al travagliato concorso del 2011, dopo le vicende dei ricorsi ed i rinvii a giudizio tra commissari, dirigenti, sindacalisti e partecipanti, nel 2015 è stata approvata la graduatoria definitiva ad esaurimento con circa 730 idonei (alcuni con riserva). La disponibilità dei posti messi a concorso era di circa 225 unità, pertanto, diversi presidi hanno optato per l’interregionalità. All’interno del gruppo vi sono 14 Dirigenti Scolastici che hanno visto la risoluzione del contenzioso legato ai concorsi del 2004 e del 2006 solo dopo circa dieci anni e che, ironia della sorte, continuano ad affrontare problemi e disagi ancora oggi, a causa della mancata applicazione del comma 92 della L. 107/2015 e della promulgazione del DM n. 979 del 30 settembre 2015 che li hanno costretti a dovere scegliere, in maniera del tutto incomprensibile, solamente sedi in Sicilia e Lombardia. Eppure c’erano a disposizione circa 1.800 sedi disponibili, anche nelle regioni vicine alla Campania come Lazio, Puglia, Toscana, Basilicata, Molise e Calabria. 

Pertanto, il sindacato Udir invita l’amministrazione ad applicare tutti gli strumenti esperibili dall’Usr Campania per favorire il rientro dei dirigenti, incrementando del 30% la quota di posti disponibili a “Mutamenti di incarico in entrata” che fino allo scorso anno è stata pari all’8-10% dei posti disponibili in Campania. Il sindacato si farà inoltre portavoce presso il Miur per emettere un provvedimento ad hoc, in modo da favorire l’inserimento prioritario dei dirigenti non rientrati in Campania nelle regioni limitrofe, sempre al fine di ridurre i loro disagi. 

Marcello Pacifico (Presidente nazionale Udir): Chiediamo al direttore USR Campania, Luisa Franzese, di aumentare al 30% i posti disponibili a mutamento d’incarico per i Dirigenti Scolastici ‘in esilio’, cosi come previsto dal CCNL. Tale richiesta si fonda sulle reiterate proteste legate ai disagi economici ed affettivi che questo gruppo di Dirigenti Scolastici affronta da almeno tre anni, garantendo comunque sempre la massima professionalità nelle scuole nelle quali sono in servizio in tutta Italia.

 

 

 

Eurosofia avvia un corso in modalità webinar, della durata di 2 ore, dal titolo "LIS Lingua dei Segni Italiana e inclusione sociale", per sensibilizzare all’utilizzo di strategie educativo-didattiche e per garantire un’adeguata comunicazione tra l’alunno sordo e le altre figure del contesto scolastico.

Il formatore, Dott. Marcello Di Fatta, lavora come assistente alla comunicazione ed interprete LIS in diversi contesti scolastici e socio-educativi ed è impegnato anche nella realizzazione di attività laboratoriali e teatrali rivolte ad adulti e ragazzi udenti e sordi.

Una recente ricerca condotta dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione e dal Consiglio nazionale delle ricerche di Roma, ha evidenziato che gli alunni delle scuole in cui è stato adottato l’insegnamento della LIS (Lingua dei Segni Italiana) come seconda lingua, sia alunni sordi che udenti, hanno sviluppato maggiormente le loro potenzialità e abilità cognitive, migliorando l’attenzione e la discriminazione visiva.

L’esperienza di bilinguismo può diventare, pertanto, un’occasione di crescita cognitiva e culturale, strumento privilegiato e indispensabile per lo sviluppo evolutivo dei piccoli alunni sordi ed udenti.

Migliora le tue competenze relazionali e di comunicazione, per favorire l’interazione tra alunni sordi e udenti e per potenziare le abilità cognitive di tutti gli studenti, seguendo il corso in modalità webinar condotto da uno dei formatori più qualificati ed esperti nella comunicazione della Lingua dei Segni Italiana.

Il webinar è un corso in streaming, trasmesso in diretta su una piattaforma on-line, ed il corsista ha la possibilità di interagire con il formatore sottoponendo quesiti attraverso una chat condivisa.

Per partecipare è necessario disporre di un collegamento a Internet, un browser (Internet ExplorerMozilla,Firefox o altro), una cuffia o le casse.

La lezione sarà registrata e potrà essere rivista in qualsiasi momento, collegandosi alla piattaforma Eurosofia ed accedendo con le credenziali ricevute attraverso il nostro sito https://www.eurosofia.it/

Il corso si svolgerà il 14 giugno 2018, dalle ore 16.30 alle ore 18.30

 

Vuoi acquisire nuove competenze nel campo delle dipendenze tecnologiche e cyberbullismo ed utilizzare un innovativo modello terapeutico ed efficaci strumenti di prevenzione?

Eurosofia, ente accreditato dal MIUR per l’erogazione della formazione del personale scolastico ai sensi della direttiva 170/2016,  in collaborazione con l’Associazione nazionale Dipendenze tecnologiche, Gap e Cyberbullismo  “Di-te”, organizzano, a Palermo  un corso di formazione intensivo di 3 giorni rivolto ai docenti, psicologi e pedagogisti…

“Corso di alta formazione sulle dipendenze tecnologiche” di Eurosofia e l’associazione “Di te” a Palermo 22-23-24 giugno.

Il corso si svolgerà a Palermo, presso la sede Pegaso, Palazzo Del Gran Cancelliere - Via del Celso, 49

#eurosofia #AssociazioneNazionaleDipendenzeTecnologiche e #Cyberbullismo 
Tre giornate con professionisti di altissimo livello per affrontare i diversi aspetti e le implicazioni psicologiche e sociali legate all’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione. 
Durante gli incontri saranno affrontati gli aspetti che riguardano queste nuove addiction che si insinuano lentamente sotto forma di abitudini reiterate, fino a diventare una compulsione nevrotica che innesca inesorabilmente delle patologie e provoca un forte senso di alienazione.
I prestigiosi docenti del corso sono il Dott. Giuseppe Lavenia ed il Dott. Stefano Galeazzi

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Il corso è a numero chiuso. Iscriviti subito per non perdere questa grande opportunità culturale per dare un valore aggiunto alla tua professionalità.

Miur ancora una volta travolto dall’Anief presso il Tribunale del Lavoro di Roma in favore di due collaboratrici scolastiche che chiedevano il riconoscimento immediato e per intero del servizio svolto a tempo determinato nella ricostruzione di carriera. Il Ministero dovrà immediatamente re-inquadrare le due ricorrenti, pagare loro le differenze retributive non corrisposte e 8.000 Euro di spese di giudizio. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ancora una vittoria in favore del personale ATA da troppo tempo discriminato e “dimenticato” dal Miur.

Sono targate Anief le due sentenze emanate dal Tribunale del Lavoro di Roma che accolgono i ricorsi presentati dagli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo in favore di due collaboratrici scolastiche che rivendicavano il diritto al riconoscimento immediato e per intero del lungo servizio svolto con contratti a termine ai fini della ricostruzione di carriera, con conseguente pagamento delle differenze retributive dovute in funzione del loro collocamento nella fascia stipendiale corretta. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il personale ATA precario è discriminato all'interno della contrattazione collettiva e nella normativa interna che regola la ricostruzione di carriera all'atto dell'immissione in ruolo, con in più l'aggravante di un termine più lungo per ottenere il cosiddetto 'riallineamento della carriera', che per il personale ausiliario e per i collaboratori scolastici è di ben 4 anni superiore rispetto a quello dei docenti e, troppo spesso, non viene neanche effettuato immediatamente. Il nostro sindacato continuerà la sua battaglia al fianco di tutti i lavoratori della scuola fino a quando ogni discriminazione normativa e contrattuale non sarà superata nel pieno rispetto delle direttive eurounitarie”.

 

 

Vale anche per gli altri precari abilitati, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Al decreto a cui sta lavorando con priorità il nuovo Ministro dell’Istruzione potrebbe però invece introdurre una graduatoria aggiuntiva dove fare confluire precari delle graduatorie ad esaurimento e anche gli altri abilitati. Solo che in questo modo si approverebbe l’espulsione dalle GaE, man mano che arriveranno le sentenze di merito di tantissimi maestri, addirittura di quelli assunti in ruolo con tanto di anno di prova. L’ipotesi, accreditata da diverse testate giornalistiche, è stata smentita dal Ministero dell’Istruzione che comunque ammette di stare a lavorare sul tema, spiegando che comunque la questione va risolta. Su questo punto non è solo il sindacato a chiedere a chi governa il sistema scolastico italiano di adeguarsi: anche l’UE ci ha detto, proprio in questi giorni, con una risoluzione del Parlamento UE che non ammette repliche, basata sulla storica sentenza Mascolo C-22/13 emessa a Lussemburgo il 26 novembre 2014 e sul rispetto del principio di uguaglianza, che dopo 36 mesi di servizio da precario il datore di lavoro deve per forza assumere. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal: Qualsiasi soluzione, governativa o parlamentare che sia, deve passare necessariamente per una riforma dell’attuale sistema di gestione delle graduatorie ad esaurimento. Le contraddizioni che persistono sono troppe. Basti pensare che i laureati di Scienze della formazione primaria esclusi nel 2006 dalle GaE sono stati poi accolti nel 2008 e nel 2012: oggi, invece, non si capisce perché non possono trovare spazio nello stesso canale. Quella della stabilizzazione dei lavoratori precari, una volta raggiunto il periodo-soglia, rappresenta la nuova frontiera dell’occupazione. Quello che dovrebbe essere il Governo del cambiamento non può che prenderne atto e agire di conseguenza. In caso contrario, Anief, che ha presentato un nuovo reclamo collettivo al Parlamento europeo, attiverà tutte le sue forze per avviare un ulteriore maxi-contenzioso, da condurre nelle aule dei tribunali. L’esito non potrà che andare ad aggravare i conti della collettività, con la striscia di effetti negativi che si ripercuoterebbe sulle tasche degli incolpevoli cittadini italiani, costretti a sovvenzionare all’erario milioni di risarcimenti complessivi. Anche perché al diritto negato alla stabilizzazione si aggiungeranno altre istanze, a partire dagli scatti d’anzianità da assicurare sempre ai precari, come indicato dalla Corte di Cassazione.

 

 

A seguito dei pensionamenti, volontari e d’ufficio, che si concretizzeranno in estate, saranno tantissimi gli istituti – uno ogni quattro - privi del loro capo d’istituto e che quindi andranno in reggenza. Quella che doveva essere una situazione transitoria ed eccezionale, con alcune scuole assegnate a presidi già titolare del loro istituto, sta diventando purtroppo la prassi. Aggravata dall’allestimento di un concorso elefantiaco, ancora da avviare, con troppi precari e neo-immessi in ruolo illegittimamente esclusi, che blocca anche qualsiasi tentativo di turn over. A fronte di questa situazione di assoluta emergenza, l’associazione sindacale Udir si è fatta promotrice di una proposta emendativa, attraverso la quale chiede di posticipare di dodici mesi i pensionamenti dei dirigenti scolastici destinati ad andare in pensione il prossimo 1° settembre: si tratterebbe di una facoltà, quindi su base volontaria, sicuramente utile per limitare i danni.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Considerando che le reggenze scolastiche, per ragioni oggettivamente intuibili, non garantiscono una funzionale organizzazione del servizio sia in termini di qualità, sia in termini di efficienza organizzativa, la permanenza volontaria in servizio al 31 agosto 2019 dei Dirigenti scolastici collocati in pensione dal 1° settembre 2018 garantirebbe pertanto continuità alle istituzioni scolastiche, con un successivo passaggio quasi naturale ai nuovi presidi vincitori di concorso da espletarsi il 1° settembre 2019. In questo modo si eviterebbe di aumentare il bacino delle reggenze che non veicolano di certo un’adeguata organizzazione del lavoro, didattica e formativa. Inoltre, sul piano finanziario, la proroga comporterebbe un risparmio per la finanza pubblica, considerando la mancata assegnazione delle reggenze e quindi delle diarie ad personam.

 

 

L'Anief ottiene altre tre importanti vittorie a tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola. Questa volta è il Tribunale del Lavoro di Bologna a pronunciarsi sul riconoscimento degli scatti stipendiali per il servizio scolastico svolto da tre docenti con contratti a tempo determinato e a condannare il Miur per discriminazione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): continua la nostra battaglia nei tribunali contro la discriminazione del personale precario cui non viene riconosciuto il diritto alle progressioni di carriera.

Il Giudice del Lavoro di Bologna, infatti, si esprime nuovamente favorevolmente contro il mancato riconoscimento degli scatti stipendiali al personale precario: gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga hanno ancora una volta tutelato al meglio i diritti di tre docenti, riuscendo ad ottenere il riconoscimento della progressione di carriera anche durante il precariato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il MIUR continua discriminare i precari negando loro qualsivoglia tipo di progressione stipendiale. La nostra azione legale proseguirà fino a quando non saranno superate anche nella contrattazione nazionale tutte le discriminazioni”. L'Anief ricorda che è sempre possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

 

 

 

Scatta il conto alla rovescia per la procedura concorsuale nazionale riservata, prevista dalla Legge 107/2015 e su cui si è appena espresso il Consiglio superiore della pubblica istruzione: consiste in una prova scritta e una orale, superate le quali si viene ammessi al percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT). Superato il percorso FIT, coloro che verranno reputati idonei potranno accedere all’immissione in ruolo. Anief ritiene illegittimo il limite imposto dal Miur di far valere solo gli ultimi 8 anni e apre il ricorso a tutto il personale che ha prestato servizio dal 1999, anno di approvazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE. 

Sono aperte, dunque, le pre-desioni al ricorso contro il limite degli ultimi 8 anni previsti dal regolamento entro cui aver svolto i 3 anni di servizio utili per l'accesso al concorso riservato ai docenti non abilitati. Ulteriori istruzioni saranno fornite non appena sarà possibile presentare la domanda. L'Ufficio Legale Anief si riserva di attivare ulteriori ricorsi rispetto al testo definitivo che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se tale limitazione permarrà effettivamente nel regolamento, presenteremo apposito ricorso. Mentre apprezziamo la decisione del Miur di far valere l’anno scolastico in corso, sempre ai fini del computo dei 3 anni di servizio, a differenza di quanto ha stabilito il bando già emanato dalla Provincia Autonoma di Trento per cui abbiamo già avviato le specifiche procedure di adesione al ricorso.

 

 

Dopo la soddisfacente vittoria tutta targata Anief ottenuta presso il TAR del Lazio e l'emanazione di una sentenza esemplare che dichiara l'illegittimità della Nota Miur n. 16041/2018 in cui il Ministero dell'Istruzione, ancora una volta, prevedeva il taglio alle ore di primo strumento nei licei musicali anche per il prossimo anno scolastico, Anief avvia le azioni legali per ottenere l'esecuzione immediata di quanto stabilito in sentenza e il ripristino per il prossimo anno scolastico della seconda ora di primo strumento nei licei musicali. Possono aderire al ricorso i docenti, precari e di ruolo, abilitati in Strumento Musicale. Scadenza adesioni 18 giugno.

Dopo aver tutelato il diritto delle famiglie e degli alunni a beneficiare di un'istruzione completa e nel rispetto della normativa vigente, ora l'Anief diffida il Miur e richiede l'immediata esecuzione della sentenza che, annullando la nota sugli organici 2018/2019, deve necessariamente portare a un completo ripristino della seconda ora del primo strumento in tutti i licei musicali. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Miur doveva provvedere al rispetto della normativa e degli ordini giudiziali, ma la sua inerzia ci porta a dover agire nuovamente in tribunale per assicurare il corretto avvio del prossimo anno scolastico”.

 

 

Sovvertendo il diktat del Ministero dell’Istruzione, i presidi degli istituti comprensivi vengono ammessi nel ruolo di Presidenti delle Commissioni degli imminenti esami conclusivi del secondo ciclo delle scuole superiori: è la prima schiacciante vittoria del nuovo sindacato dei dirigenti scolastici che annulla una Circolare e una Nota Miur in tempi record, grazie ai ricorsi gratuiti patrocinati al tribunale amministrativo, confermando le tesi dei legali Gorgo e Niro. Le norme in vigore, tra l’altro, non danno adito a dubbi. A partire dall’art. 3 del D.P.R. 140/2008 si è stabilito che “il reclutamento dei Dirigenti Scolastici, con l’unificazione dei tre settori formativi della dirigenza scolastica, si realizza mediante un unico concorso per esami e titoli che si svolge in sede regionale”.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Dal 2008 è stato introdotto il ruolo unico della categoria, con i dirigenti scolastici che possono essere nominati prescindendo dal grado scolastico dove operano. Far venire meno questo concetto, escludendoli a priori dalle commissioni della maturità, costituisce un atto illogico e discriminante. E ora a dirlo non è solo l’Udir, ma anche i giudici.

 

 

In arrivo il bando dedicato ai supplenti non abilitati. Anief ritiene illegittimo il limite degli ultimi 8 anni e apre il ricorso a tutto il personale che ha prestato servizio dal 1999, anno di approvazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE. Per aderire al ricorso, clicca qui. Ulteriori istruzioni saranno fornite non appena sarà possibile presentare la domanda. L'Ufficio Legale Anief si riserva di attivare ulteriori ricorsi rispetto al testo definitivo che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale.

È notizia di questi giorni che il decreto che dovrà regolamentare il concorso riservato ai docenti non abilitati con 3 anni di servizio e il successivo concorso ordinario, è in via di emanazione. La bozza che circola in questi giorni, e pubblicata in anteprima da Orizzonte Scuola, fa ben sperare sull'imminenza dell'emanazione di quel concorso riservato atteso da molti e che permetterà ai docenti precari con almeno 3 anni di servizio l'accesso al biennio FIT: il primo anno per conseguire l'abilitazione e il successivo che prevede la stipula di un contratto annuale, prodromico alla conferma in ruolo. Aperte le preadesioni al ricorso contro il limite degli ultimi 8 anni entro cui aver svolto i 3 anni di servizio.

 

Non perderti il nuovo webinar: "CODING: pensiero computazionale e didattica digitale" di Eurosofia del 22 giugno 2018 – Formatore Prof. Roberto Martorana .

Le attività formative sul pensiero computazionale hanno la finalità di far conoscere ai docenti della scuola il “coding” ed il suo utilizzo nella didattica.

Eurosofia organizza un incontro webinar, per approfondire i processi mentali per la risoluzione di problemi, costituiti dalla combinazione di metodi caratteristici e di strumenti intellettuali.

Il coding guida gli allievi al pensiero computazionale attraverso un approccio ludico e creativo. Potrebbe sembrare solo un gioco ma agevola lo sviluppo cognitivo e si fonda sul concetto di “learning by doing”, ovvero imparare facendo, senza passare da lunghe lezioni teoriche che potrebbero abbassare notevolmente la soglia d’attenzione.

Nel mondo della scuola, il coding sta iniziando ad essere valorizzato e viene considerato un prezioso alleato per la didattica perché educa bambini e ragazzi al pensiero creativo, ma anche dei risvolti pratici.

È afferente alla nostra quotidianità, con molti oggetti che utilizziamo abitualmente e che riteniamo ormai indispensabili. Smartphone, tablet, videogiochi, persino elettrodomestici come la lavatrice o il forno a microonde funzionano grazie a un codice informatico, a una sequenza ordinata di istruzioni.

Quando affrontiamo un problema o abbiamo in mente un’idea, nonostante intuiamo la soluzione non siamo in grado di formularla in modo operativo per metterla in pratica. La capacità di immaginare e descrivere un procedimento costruttivo che porti alla soluzione si chiama “pensiero computazionale”. E’ un veicolo di concretezza, aiuta a semplificare i percorsi, e a rendere lineare la fruizione delle informazioni.

Acquisisci nuove abilità e competenze per sviluppare il pensiero computazionale ed aumentare la capacità di analizzare le situazioni, valutarne i limiti, conoscere gli strumenti a disposizione, organizzare e ideare strategie efficaci alla risoluzione delle problematiche. Il pensiero computazionale è una capacità trasversale da sviluppare già nella prima infanzia e rappresenta un bisogno formativo per le future generazioni.

Il webinar è un corso in streaming, trasmesso in diretta su una piattaforma on-line, ed il corsista ha la possibilità di interagire con il formatore sottoponendo quesiti attraverso una chat condivisa.

 

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