Il TAR Lazio, sul ricorso patrocinato dai legali Anief Fabio Ganci e Walter Miceli, accoglie le richieste di partecipazione al concorso DS dei docenti precari.  Marcello Pacifico: “Non avevamo dubbi: i docenti precari hanno tutto il diritto di partecipare al concorso per diventare Dirigente Scolastico, siamo orgogliosi di aver ribadito questo loro diritto e di poter contribuire alla loro crescita professionale”.

Arriva una nuova e importante vittoria tutta targata Anief che conferma quanto già ottenuto dal giovane sindacato nel 2011: escludere i docenti precari dalla possibilità di partecipare al concorso per diventare Dirigenti Scolastici viola la normativa comunitaria e pone in essere una vera e propria discriminazione. Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, infatti, in accoglimento delle richieste presentate d'urgenza dai nostri legali sul ricorso “pilota”, ammette i docenti precari alla partecipazione al concorso, confermando la correttezza delle nostre tesi. Attesi, nelle prossime settimane, identici provvedimenti per tutti gli altri ricorsi già depositati dai nostri legali che vedranno centinaia di docenti precari partecipare al concorso per diventare direttamente Dirigenti Scolastici di ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “L'illegittimità del bando e la violazione della Direttiva 1999/70/CE era palese e non avevamo dubbi che i docenti precari avessero tutto il diritto di partecipare al concorso per diventare Dirigente Scolastico. Siamo orgogliosi di aver ribadito questo loro diritto con un'azione legale vincente e siamo certi di aver contribuito fattivamente alla loro crescita professionale permettendo loro di “mettersi in gioco” e partecipare insieme agli altri docenti alle selezioni che partiranno a breve. Non dimentichiamo che questi docenti hanno alle spalle almeno 5 anni di servizio se non, molto spesso, anche 10 o 15 anni, avrebbero dovuto essere in ruolo già da tempo ed escluderli dal concorso DS non aveva alcun senso. Con la rappresentatività ci impegneremo perché il Miur rispetti ab origine i precari della scuola e ci faremo portavoce dei loro diritti rivendicando pari dignità in tutte le procedure concorsuali così come nella retribuzione e nel diritto a ferie e permessi retribuiti.

 

Il TAR Lazio, infatti, con un provvedimento d'urgenza emanato oggi, sospende l'efficacia del bando di concorso nella parte in cui esclude i docenti precari dalla selezione per diventare Dirigenti e ammette i ricorrenti al concorso. L'Anief, già in occasione dell’ultimo concorso DS bandito nel 2011, aveva ottenuto ragione in tribunale proprio avverso tale illegittima previsione che viola la normativa comunitaria escludendo i lavoratori precari della scuola con 5 anni di servizio alle spalle. Ancora una volta, dunque, il nostro sindacato si è mosso per tempo, correttamente rilevando che il nuovo Bando di concorso emanato ai sensi del D.M. 138/2017 e pubblicato il G.U. il 24/11/2017 presentava le medesime illegittimità non prevedendo la possibilità di partecipare alla selezione per i docenti precari, i docenti neoimmessi in ruolo o che ancora non hanno superato l'anno di prova. “Anche per le altre categorie di personale escluso dal concorso – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ci aspettiamo identici provvedimenti di accoglimento. Escludere i precari, i vicari non laureati, i docenti neoimmessi in ruolo o ancora non confermati in ruolo è illegittimo e il TAR Lazio ha sposato in pieno le nostre ragioni. Contiamo di ottenere ragione completa a breve anche sulle altre questioni che da tempo avevamo segnalato”.

Ai blocchi di partenza per il concorso DS 2018 che a breve dovrebbe avviare le prime procedure di selezione, intanto, grazie alla vincente azione legale promossa dall'Anief ci saranno anche i lavoratori precari, “L'illegittimità del bando e la violazione della Direttiva 1999/70/CE era palese – continua il sindacalista - e non avevamo dubbi che i docenti precari avessero tutto il diritto di partecipare al concorso per diventare Dirigente Scolastico. Siamo orgogliosi di aver ribadito questo loro diritto con un'azione legale vincente e siamo certi di aver contribuito fattivamente alla loro crescita professionale permettendo loro di “mettersi in gioco” e partecipare insieme agli altri docenti alle selezioni che partiranno a breve. Non dimentichiamo che questi docenti hanno alle spalle almeno 5 anni di servizio se non, molto spesso anche 10 o 15 anni, avrebbero dovuto essere in ruolo già da tempo ed escluderli dal concorso DS non aveva alcun senso. Con la rappresentatività ci impegneremo perché il Miur rispetti ab origine i precari della scuola e ci faremo portavoce dei loro diritti rivendicando pari dignità in tutte le procedure concorsuali così come nella retribuzione e nel diritto a ferie e permessi retribuiti”.

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