ROMA, 11 LUG - "Riteniamo inconcepibile che, a fronte di un incremento progressivo dei requisiti richiesti dallo Stato per andare in pensione, si debba assistere anche al ricalcolo in negativo dell'Inps che sta bloccando migliaia di insegnanti. Se il Ministro Bussetti vuole tenere fede ai suoi impegni, non può dichiarare che il meccanismo adattato dall'Inps è questo e non si può fare niente: i requisiti per andare in pensione sono gli stessi e, quindi, prescindono dalla stanza e dal palazzo che li va a ratificare". Lo afferma Marcello Pacifico dell'Anief Cisal intervenendo sulla vicenda dei pensionamenti nella scuola. "Bussetti si faccia sentire, invece di elogiare ad ogni occasione il lavoro dell'Inps e del suo presidente Tito Boeri: perché spetta al Ministro dell'Istruzione tutelare i suoi dipendenti, ancora di più laddove risultano vittime sacrificali di un cavillo-beffa. Non costringa il sindacato, anche stavolta, a raccogliere le carte per portarle in tribunale, dove per fortuna i diritti non cambiano a seconda di chi li valuta", continua Pacifico. Secondo alcuni calcoli, i docenti costretti a lavorare un anno di più sarebbero circa 5mila. (ANSA).

 

 

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