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Giornata nera quella odierna per il Ministero dell’Istruzione: il TAR Sicilia pubblica le prime di una serie di sentenze in cui il MIUR viene condannato per non aver mai eseguito le sentenze già ottenute dai legali Anief Fabio Ganci e Walter Miceli in favore di centinaia di docenti precari della provincia di Palermo cui era stato riconosciuto il diritto al pagamento degli stipendi di luglio e agosto e il diritto a percepire gli scatti di anzianità anche durante il precariato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): lo sfruttamento del lavoro precario era già stato censurato in tribunale grazie ai nostri ricorsi, ora il Miur dovrà correttamente eseguire gli ordini dei giudici o sarà commissariato e per ogni giorno di ritardo pagherà ai lavoratori precari anche gli interessi.

 

 

La mancata esecuzione degli ordini del tribunale, infatti, costano al Miur la conseguente condanna per inadempienza e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriori ritardi. La cifra da corrispondere è di tutto riguardo: circa un milione di Euro per centinaia di sentenze mai eseguite in favore di altrettanti lavoratori della scuola che avrebbero dovuto percepire gli scatti di anzianità anche durante il precariato e gli stipendi di luglio e agosto per aver lavorato, anno dopo anno, con contratti a termine su posti vacanti. L’Anief ricorda che è sempre possibile aderire ai ricorsi per ottenere il riconoscimento della medesima progressione di carriera corrisposta dal MIUR ai docenti a tempo indeterminato e gli stipendi di luglio e agosto se il posto occupato con contratti a termine risulta vacante.

“L'ostinata inadempienza del Ministero dell'Istruzione – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ci ha portato ad agire nuovamente in tribunale questa volta per chiedere il commissariamento del Miur e la sua condanna per violazione del giudicato. Ci sono centinaia di lavoratori precari della scuola che da anni attendono il loro giusto diritto a percepire gli scatti di anzianità e gli stipendi di luglio e agosto. Ora il Miur non potrà più ritardare e dovrà onorare il proprio debito con quei lavoratori precari che per anni ha sfruttato con uno stipendio non commisurato all'effettiva anzianità di servizio e con una serie interminabile di contratti a termine anche su posti vacanti e non occupati da nessun titolare che avrebbero dovuto concludersi ad agosto di ogni anno e essere utilizzati per stabilizzare i precari, nel pieno rispetto della normativa vigente, e non stipulando contratti con scadenza al 30 giugno come aveva pensato bene di fare il Ministero”.

Le sentenze, infatti, impeccabili nell'evidenziare la completa e colpevole inadempienza dell'Amministrazione, non lasciano dubbi circa il diritto dei ricorrenti a vedersi corrispondere quanto già il Tribunale del Lavoro di Palermo aveva riconosciuto loro e dichiara “l’obbligo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di conformarsi integralmente al giudicato” provvedendo al pagamento in favore dei docenti interessati “delle somme dovute in base al titolo, oltre interessi come stabilito nella relativa sentenza, nel termine di sessanta giorni”, per fugare ogni dubbio in caso, ancora una volta, il Ministero dell'Istruzione pensi di poter fare “orecchie da mercante” e non saldi il dovuto eseguendo le sentenze Anief che lo condannano al rispetto dei lavoratori precari, il Tribunale Amministrativo per la Sicilia chiarisce sin da subito che “per l’ipotesi di inutile decorso del termine, va nominato fin d’ora quale commissario ad acta il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (con facoltà di delega dei relativi incombenti a un dirigente da lui individuato), affinché, su istanza degli interessati, provveda in via sostitutiva a tutti gli adempimenti esecutivi”.

Accolta, anche, la richiesta proposta dai legali Anief di condannare ulteriormente il Miur “per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato che viene determinata in misura pari agli interessi legali sugli importi dovuti in base alla sentenza per ogni giorno di ulteriore ritardo” e viene, inoltre, disposta la trasmissione di copia della sentenza “alla Procura presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana, per le valutazioni di competenza correlate ai possibili profili di danno erariale causato, direttamente o indirettamente, da personale del Ministero resistente” nonché “al Segretario Generale del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, per le valutazioni di competenza correlate ai possibili profili di responsabilità disciplinare ovvero dirigenziale di personale del Ministero stesso” in ordine alle fattispecie di "mancata o tardiva emanazione del provvedimento dovuto”.

Miur travolto ancora una volta in tribunale dalla sapiente azione di tutela dell'Anief, dunque, e condannato a risarcire quei precari che per anni ha voluto sfruttare senza riconoscere loro il giusto compenso per l'esperienza acquisita. L’Anief ricorda che è sempre possibile ricorrere per ottenere il riconoscimento della medesima progressione di carriera corrisposta ai lavoratori a tempo indeterminato e gli stipendi di luglio e agosto se il posto occupato con contratti a termine risulta vacante.

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