Invece di stabilizzare 20 mila insegnanti e coprire così un terzo delle tante cattedre scoperte, il Ministro dell’Istruzione continua a mantenere chiuse le GaE, a tenere in vita la norma assurda sui posti in deroga e a permettere agli uffici scolastici di ridurre sistematicamente le ore settimanali indicate da medici e professionisti che hanno quantificato l’offerta formativa “speciale” sulla base di oggettive necessità di apprendimento. Anief non ci sta e torna a proporre l’iniziativa “Sostegno, non un'ora di meno!”, che lo scorso anno ha prodotto 100 cause vinte: famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono segnalare ogni mancata tutela dei diritti degli alunni scrivendo all'indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . L’assistenza ai ricorrenti è gratuita.

 

 

 

Fa piacere sentire il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, quando dice dal suo profilo Facebook che gli insegnanti di sostegno non sono dei tappabuchi. Ricordando che “non si possono assegnare le cattedre di sostegno a personale non specializzato solo per scorrere le graduatorie del personale che insegna altre discipline. Questa pratica - ha aggiunto - non è rispettosa delle competenze dei docenti di sostegno e delle esigenze degli studenti”. Perché i “ragazzi che hanno delle difficoltà” hanno bisogno di “insegnanti di sostegno” che “lavorano con tanta attenzione, con sensibilità e con amore” nei loro confronti.

Per il sindacato, la posizione del Ministro sui docenti specializzati nell’insegnamento agli alunni disabili può solo essere sottoscritta. Il problema è che andrebbe supportata dai fatti. Invece, ci ritroviamo all’inizio di un altro anno scolastico con i cronici problemi irrisolti: con gli uffici scolastici che continuano a ridurre il monte orario settimanale di sostegno indicato dalle équipe sanitarie e psico-pedagogiche che hanno esaminato gli alunni; con oltre 50 mila cattedre di sostegno da assegnare ai precari; con 20 mila docenti specializzati che rimangono fuori dalle GaE e non possono essere immessi in ruolo.

Il risultato di questo stato di cose è che alla fine dello scorso mese di agosto, appena 1.639 immissioni in ruolo su 13.329 chieste dal Miur e finanziate dal Mef sono andate in porto. Con 11.690 assunzioni a tempo indeterminato finite perse, benché vi fossero quasi il doppio di docenti specializzati che chiedevano solo di firmare quell’agognato contratto.

“Se quasi 12 mila cattedre da collocare nei ruoli dello Stato sono andate deserte – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è perché la maggioranza M5S-Lega ha voluto chiudere le graduatorie dei precari da cui poi poter assumere, dopo che nella versione del Milleproroghe approvata al Senato poco più di un mese fa i parlamentari avevano indicato la strada giusta. Ed è la stessa maggioranza parlamentare che mantiene in vita l’assurda norma contenuta nella Legge Carrozza 128 del 2013 che oggi costringe a collocare oltre 50 mila cattedre vacanti in un organico a parte, non utile alle immissioni in ruolo e con supplenze private di mesi estivi, come se non si trattasse di posti uguali agli altri”.

“Il risultato – continua Pacifico – è che ora le famiglie di 100 mila alunni con disabilità certificata dovranno aspettare il balletto delle supplenze, mentre il ministro Bussetti annuncia un nuovo corso di specializzazione per 10 mila futuri disoccupati. Nel frattempo, un posto su tre chiesto dalle scuole in deroga è rifiutato dall'Ufficio Scolastico Regionale: per questo – conclude il sindacalista autonomo – abbiamo deciso di rilanciare i ricorsi gratuiti per attivare i posti di sostegno con la campagna 2019 #nonunoradimeno”.

Anief ricorda che nel corso del passato anno scolastico, l’iniziativa “Sostegno, non un'ora di meno!” ha prodotto un alto numero di provvedimenti favorevoli da parte del tribunale, sempre a tutela dei diritti degli alunni disabili: oltre 100 cause sono state vinte, in pratica tre a settimana. In tutti i casi, i giudici non hanno potuto fare altro che intervenire, bacchettando il Ministero dell’Istruzione che, per motivi di cassa, ha continuato a negare il giusto apporto delle ore di sostegno. Calpestando, in questo modo, le indicazioni pervenute da medici e professionisti incaricati di quantificare l’offerta formativa sulla base di necessità di apprendimento oggettive, da cui poi scaturisce il Piano educativo individualizzato. Ma anche confermando come il decreto legislativo 66/2017, attuativo della Legge 107/2015, non abbia risolto nulla, limitandosi ad obbligare le famiglie con figli disabili gravi a riprodurre le certificazioni daccapo, mettendo in dubbio la valenza delle diagnosi in essere e spostando il problema su un piano puramente diagnostico.

Forti dei risultati dei tribunali, anche quest’anno, in presenza di inadempienze sul corretto monte ore di sostegno da attribuire agli alunni con disabilità, il sindacato Anief invita le famiglie, i docenti e i dirigenti scolastici a segnalare ogni mancata tutela dei diritti degli stessi alunni scrivendo all'indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . L’assistenza ai ricorrenti è completamente gratuita.

 

 

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