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A distanza di poco meno di un mese dall’inizio dell’anno scolastico 2018/2019 nella regione Veneto si ripropongono, con la stessa drammaticità, i ritardi nelle nomine dei docenti a tempo determinato. Le scuole sono costrette a effettuare orari ridotti e molti docenti sono ancora in attesa di essere nominati: tutto a discapito dei nostri studenti.  Ad acuire ancora di più il problema, l’irrisorio numero di assunzioni a tempo indeterminato, in una regione che avrebbe potuto offrire un numero cospicuo di immissioni in ruolo e che invece si è vista, a fronte di molte, troppe, eccessive graduatorie di merito (DDG 106 del 2016 e GAE) esaurite, accedere ad appena il 10% delle disponibilità e del reale fabbisogno di tutta la regione.

 

A fronte di tutto ciò, dopo un mese dall’avvio del nuovo anno scolastico, la diversità nelle modalità di nomina sui posti destinati alle supplenze, e da II e, da  III fascia d’Istituto,  tra scuole pilota e scuola che hanno impiegato mesi per definire le nomine, e infine l’oramai  nota “torre di babele” degli ITP,  delle mancate nomine da graduatorie incrociate da destinare ai posti di sostegno  degli ITP si è di fatto creato solo e soltanto caos. Insomma le scuole venete per l’ennesimo anno soffrono e subiscono il balletto delle nomine da Graduatoria d’istituto.  A lanciare l’allarme è la presidente ANIEF Veneto, Rita Fusinato, che in una nota all’USR Veneto ha evidenziato i gravi ritardi e l’ormai insostenibile situazione che da anni perdura in Veneto, senza trovare una soluzione definitiva. In particolare a tenere banco è stata la disparità nella gestione delle nomine e nella mancanza di uniformità tra i vari AA. TT. della Regione, che, in alcuni casi, hanno provveduto a riconvocare i docenti, sulla base del fatto che le finestre semestrali prevedevano l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto.  Grande confusione anche tra i docenti: molti dei quali, provenendo da altre regioni d’Italia, avevano arbitrariamente deciso di non accettare in prima convocazione, vedendosi scartati di fatto dalla possibilità di ottenere un incarico. Infine, nota merito la vicenda degli ITP: in molte scuole del  Veneto, ancora oggi,  non si è provveduto, non solo a non nominare gli stessi dall’incrocio, ma nemmeno dalla graduatoria su posto comune.

Sempre nell’ambito degli ITP, appuriamo che i dirigenti scolastici e le segreterie continuano in uno stato di stallo, interrogandosi se gli stessi debbano essere estromessi dalla II fascia per essere ricacciati nella III, quando appare evidente che la transizione  - appare opportuno - che debba riguardare  solo e soltanto i destinatari delle sentenza di merito sfavorevoli. E questo per evitare inutili, onerosi e ulteriori contenziosi. 

 

 

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