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Nella nuova maggioranza si fa a gara per pubblicizzare gli interventi in arrivo con la manovra economica, come la miseria di 135 insegnanti specializzati nell’apprendimento digitale, intesi come “assaggio” della scuola futuribile, mentre quelli centrali rimangono solo buoni auspici per motivi finanziari. Così, se Anief nella legge europea suggerisce di stabilizzare i precari come nel Ddl Pittoni, la commissione bilancio si oppone per i presunti danni alla finanza pubblica. Marcello Pacifico: Quando si tratta d’esaminare questo genere di nuove norme, la commissione bilancio si oppone per presunti danni alla finanza pubblica: a cadere come birilli sono stati tutti i provvedimenti che prevedono spese aggiuntive. E non importa se siano necessari. L’importante è risparmiare ad oltranza. In linea con gli esecutivi passati, altro che governo del Cambiamento.

 

 

L’innovazione tecnologica e gli insegnanti specializzati nell’apprendimento digitale sono diventati gli ultimi obiettivi del Governo: il M5S annuncia, grazie ad un pacchetto da 35 milioni di euro inserito nella manovra, “innovazione e progresso tecnologico, puntando su modelli di apprendimento più coinvolgenti per i ragazzi e sfruttando al meglio le grandi opportunità del digitale”. Inoltre, un’equipe pedagogica affiancherà docenti: “nella legge di Bilancio - fanno sapere i deputati e senatori del primo partito di maggioranza - diamo vita a una task force di 120 insegnanti specializzati nella didattica digitale, che porteranno il loro contributo di competenze in tutte le scuole italiane. E in futuro prevediamo di introdurre anche una equipe pedagogica in grado di promuovere i modelli virtuosi di apprendimento”. Perché, concludono, “non si tratta di introdurre soltanto tecnologia nelle scuole, ma di iniziare una piccola rivoluzione del modo stesso di concepire la didattica e l’apprendimento” concludono.

Ma come si fa ad introdurre nuove tecnologie e task force di docenti in 8 mila istituti scolastici con un budget così ridotto, quasi simbolico? Perché si continua a far passere l’idea che con mille maestri in più si comincia a risolvere il problema del tempo pieno mancante in due scuole primarie su tre, omettendo che ne servirebbero più di 43 mila? Che fine hanno fatto, piuttosto, i provvedimenti che avrebbero dovuto stroncare il precariato oppure la volontà di ridurre sensibilmente il numero di alunni per aula, andando a cancellare le classi pollaio? Purtroppo per le operazioni utili non c’è spazio. Come per la legge europea, attraverso cui Anief ha suggerito di stabilizzare i precari, in linea con quanto previsto da Ddl Pittoni, anche per prevenire che l’attuale procedura d’infrazione si trasformi in un’ennesima denuncia dello Stato italiano per violazione delle norme comunitarie.

“Quando si tratta di esaminare questo genere di emendamenti, davvero fondamentali per il bene delle nostre scuole e di chi vi opera come discente e docente, la commissione bilancio si oppone per i presunti danni alla finanza pubblica - – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal –: a cadere come birilli sono stati tutti i provvedimenti che prevedono spese aggiuntive. E non importa se siano necessari. L’importante, evidentemente, è risparmiare ad oltranza. In linea con gli esecutivi passati, altro che governo del Cambiamento”.

L’ultima modifica utile che non ha avuto il via libera della commissione Bilancio è stato quello che permetteva l’esonero di un insegnante nelle scuole senza Preside. L’emendamento alla legge di Bilancio 2019 era stato presentato da Anna Ascani (PD) e aveva superato il vaglio della Commissione istruzione. “Ormai appare evidente: i tanti interventi sulla scuola a lungo annunciati – conclude Pacifico - rimangono soltanto buoni auspici irrealizzabili: perché vengono tutti sistematicamente cassati dalla legge del taglione imposta dalle commissioni economiche”.

 

 

 

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