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Assunzioni a rilento per 11 mila ex Lsu, dal Cspi via libera condizionato al decreto. Anief: allargare platea e includere Ata

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, riunito in seduta plenaria il 13 novembre, ha espresso parere favorevole in merito allo schema di Decreto Interministeriale, che dovrà definire modalità e termini di partecipazione alla procedura di assunzione in ruolo di Collaboratori scolastici del personale ex Lavoratori socialmente utili e appalti storici, in base all’art. 1, comma 760 Legge 145/2018. Intanto, però, cresce il malcontento tra i sindacati, proprio perché a fronte di 16 mila addetti ex Lsu e Appalti Storici oggi impiegati nel servizio, il DM oltre alla stabilizzazione di circa 11mila addetti produrrebbe anche il licenziamento di oltre 5 mila lavoratori. Con un risparmio di 170 milioni. Secondo l’Anief, che su questo punto ha presentato un emendamento al decreto salva-precari, va allargata la platea di ex Lsu e vanno inclusi anche i supplenti Ata, i quali, sebbene abbiano svolto i 36 mesi di servizio minimo, che il sindacato ha chiesto con emendamento di portare a 24 mesi, ad oggi risultano tagliati fuori dalla stabilizzazione straordinaria sebbene vi siano decine di migliaia di posti vacanti. Pronto il ricorso. 

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “i recenti fatti di cronaca, come la drammatica morte dell’alunno di cinque anni caduto un mese fa nella tromba delle scale di una scuola di Milano, con ridotta presenza di personale e di risorse umane, anche per la sorveglianza degli allievi, stanno facendo diventare ancora più importante questa ‘vertenza’. Quella fatta da troppi cittadini precarizzati dallo Stato, con contratti atipici e a tempo determinato reiterati nel tempo. La loro assunzione, di ex Lsu e Ata con almeno due anni di servizio, farebbe tra l’altro risparmiare alle casse dello Stato milioni di euro per i risarcimenti ordinati dai tribunali”.

Sugli ex Lsu da assumere nei ruoli dello Stato arriva il sì del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Il parere positivo, scrive Orizzonte Scuola, è però condizionato all’accoglimento di alcune modifiche: le assunzioni a tempo indeterminato devono essere effettuate nel numero dei posti effettivamente accantonati, che risultano essere 11.507, anziché 11.263 (come indicato nel decreto); deve essere prevista, durante il periodo di prova, da parte dell’amministrazione, un’attività di formazione relativa al profilo professionale di Collaboratore scolastico. 

LA MOBILITAZIONE

Sulla procedura, piuttosto complessa, si sta producendo un allungamento dei tempi per la stabilizzazione del personale. E anche l’organizzazione della procedura concorsuale non sembra piacere ai sindacati. Ad un mese e mezzo dall'avvio dell'internalizzazione del servizio di pulizia e decoro scolastico, previsto dal primo gennaio 2020, le organizzazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltrasporti ritengono che la vertenza dei 16mila ex Lsu e appalti storici rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale. E per la prossima settimana fissano una mobilitazione. 

Anche Anief, a questo proposito, sta monitorando la situazione e agendo di conseguenza. Dopo avere scioperato ed essere scesa in piazza martedì scorso, l’organizzazione autonoma ha presentato un emendamento al decreto salva precari proprio sulla stabilizzazione degli LSU con 24 mesi di servizio, contro i dieci anni attuali richiesti attualmente, ma anche del personale Ata con 24 mesi di contratto a tempo determinato su tutti i posti vacanti, oltre che l’ammissione dei collaboratori scolastici alla procedura riservata. Ed occorre fare in fretta, visto che la mancanza di personale scolastico a supporto della docenza ha fatto istituire i turni per andare in bagno solo se accompagnati dai collaboratori scolastici. E nel frattempo sono diventati quasi 40 mila i posti da coprire tra i ruoli di assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari.  

L’IMPUGNAZIONE IN TRIBUNALE

Per questi motivi, dopo l’ennesima vessazione verso la categoria meno pagata di tutta l’amministrazione pubblica con remote possibilità di carriera, oltre che dopo l’ulteriore aggiramento della direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, Anief ha deciso di ricorrere al Tar del Lazio, per opporsi al decreto interministeriale trasmesso, con nota 26350 del 3 giugno 2019, sugli organici Ata: un decreto che prevede l’accantonamento dei posti di collaboratore scolastico per il personale ex Lsu, senza prevedere alcuna procedura di stabilizzazione per il personale Ata precario che ha svolto servizio nel medesimo profilo di collaboratore scolastico. Chi ha svolto almeno 36 mesi di servizio anche non continuativo può aderire al ricorso con Anief. 

COME SI SVOLGERÀ IL CONCORSO PER GLI EX LSU E APPALTI STORICI

Saranno ammessi alla procedura selettiva coloro che saranno in possesso dei seguenti requisiti specifici: diploma di scuola secondaria di primo grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione delle domande alla selezione; aver svolto almeno dieci anni, anche non continuativi, nei quali devono essere inclusi gli anni 2018 e 2019, servizi di pulizia e ausiliari presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratto per lo svolgimento di tali servizi. 

Nella bozza del decreto si legge, inoltre, che gli Uffici scolastici regionali effettueranno la verifica sui servizi svolti dai candidati, tramite il controllo delle comunicazioni obbligatorie del rapporto di lavoro (legge 296 del 27 dicembre 2006). Per accedere alla procedura selettiva sarà necessario essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso all’impiego nelle pubbliche amministrazioni (Dpr 487 del 9 maggio 1994). 

Oltre a coloro che non saranno in possesso dei requisiti sopra esposti, saranno esclusi anche coloro che sono stati destinatari di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori. Non possono essere ammessi anche coloro che sono stati esclusi dall’elettorato politico attivo. Il punteggio massimo complessivo previsto è di 100 punti, così distribuiti: titoli di cultura - massimo 10 punti; titoli di servizio - massimo 90 punti. La domanda di partecipazione al concorso potrà poi essere presentata tramite Istanze online, previo accreditamento su Polis.

 

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